Biondi Santi in cantina...

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vinogodi
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Re: Biondi Santi in cantina...

Messaggioda vinogodi » 05 gen 2015 15:12

Nebbiolino ha scritto:
Kevmit ha scritto:
al momento di lasciarci ci ha proposto di comprare qualcosa, mi ha fatto vedere il listino.. e gli ho detto quello che ho chiesto anche qui " perchè dovrei pagare una bottiglia di più in cantina che non all'enoteca sotto casa ? la sua risposta "perchè non vogliamo fare concorrenza a chi vende il nostro vino e quindi teniamo un prezzo più alto " ... bah mi sembra una ca@@ata ....



Altro che questione di principio o di correttezza... :lol: Se così fosse, non venderebbero in cantina al privato e punto.
Come già fanno altre cantine.

...ecco, mi hai anticipato. Perchè vendere in cantina a caro prezzo significa speculare, non guadagnare. Perchè l'introito in cantina è al netto di provvigioni, spese logistiche , interessi su valuta e su ritardi di pagamento, senza i passaggi molteplici che una distribuzione farraginosa oggi caratterizza questo mondo. Allora , se correttezza ha da essere, si metta in chiaro che in cantina non si vende. Poi vediamo quanti si presentano ai cancelli... perchè il "vero" appassionato ha l'interesse principale ad avere la bottiglia e bersela; mentre il luogo ameno (o sperduto), la storia , la filosofia che tutto sottende e la tecnica di produzione sono corollari che ne arricchiscono la conoscenza, ma l'aspetto ludico rimane godersi il vino nel bicchiere... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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gabriele succi
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Re: Biondi Santi in cantina...

Messaggioda gabriele succi » 06 gen 2015 10:49

Bruciato ha scritto:mi permetto.
quando ci sono di mezzo i soldi tutte le regole etiche spesso si sfanculano.
.....
a volte capita che ai privati arrivino in mano listini ufficiali della rete vendita (spesso perchè il rappresentante ha bisogno di chiudere il mese o l'anno in attivo...o l'enoteca di liberarsi la cantina), poi accusino il barista\enotecaro di turno di essere caro perchè la bottiglia loro l'hanno vista sul listino a 10 euro e l'enoteca la vende a 18...ovviamente senza calcolare l'iva, i costi di magazzino, le tasse, il rischio d'impresa, il rischio di tappo (il fatto che le aziende ti rimborsino la bottiglia sbagliata è fantasia visto che non ti fanno un bonifico ma spesso ti danno una bottiglia gratis con l'ordine successivo..il che ti obbliga a fare un nuovo ordine), il fatto che l'enoteca ha dovuto comprare un minimo di bottiglie e il giusto e ovvio guadagno che ci mette l'enoteca visto che per lei vendere vino è LAVORO e, in quanto tale, esige un guadagno. :)

Se il privato va in cantina e al momento dell'acquisto si trova di fronte un listino identico a quello per i professionisti non c'è problema basta che abbiano le stesse identiche condizioni:
-cartoni indivisibili
-pagamento dell'iva (è un'ovvietà mai abbastanza ovvia)
-pagamento alla consegna
-scontistica sul quantitativo

Una doverosa precisazione:
in cantina l'IVA il privato la paga.
Sempre.
Chi paga una bottiglia 10 € in cantina, significa che tale bottiglia l'ha pagata 8.1967 € più IVA.
Il fatto che nella maggior parte dei casi non vengano rilasciati scontrini o ricevute fiscali da parte dei piccoli produttori, dipende dalla legge; mi spiego meglio:
il sottoscritto e tanti altri piccoli vignaioli seguono il regime IVA "Fiscale agricolo" dove la stessa imposta è un costo (Es: compro un trattore che costa 40.000 euro, devo sommare anche l'IVA, per cui il mezzo alla fine mi costa 40.000 più 8.800) e sui prodotti che cedo la incasso a seconda dell'aliquota alla quale la merce è soggetta (es: la frutta è al 4% e quindi l'IVA la trattengo tutta, l'uva è al 10% e devo versare alle casse dello stato il 6% dell'imponibile e trattenere sempre il 4%; il vino è al 22% e devo versare allo stato il 9,5% e trattenere il 12,5%).
Chiarito questo, preciso anche che il famoso "nero" le cantine non possono farlo, a meno di dichiarazioni non veritiere sui registri di cantina (meno vino dichiarato in sede di denuncia annuale di produzione; ma i registri e tutti i contenitori vinari, bottiglie comprese, sono soggette ai controlli della repressione frodi). Ogni vino (anche quello ex "da tavola") è soggetto a controlli e se vengono gli organismi deputati in cantina e trovano meno vino di quello in carico sono dolori, grossi.
Quindi, ripeto, il nero non è contemlato. Inoltre, in cantina io rispondo delle mie bottiglie nel senso che quella che sa di quella che sa di tappo, quella ossidata etc, la sostituisco sempre; non tutte le enoteche lo fanno. Quindi chi viene in cantina a comprare il vino da me, sa che se incappa nella bottiglia tappata, mi può scrivere e io spedisco (A MIE SPESE) la bottiglia in sostituzione.
Detto tutto ciò, tutti i miei vini in cantina costano circa 1 euro in meno delle enoteche della zona che comunque me lo comprano continuativamente e non un cartone all'anno.
Peace & love
Anche un orologio rotto, due volte al giorno segna l'ora precisa (Anonimo)
Adosss, se gli chiedi il prestige, ti sbatte fuori (pippuz)
Uno vorrebbe anche discutere seriamente, ma come si fa? (il comandante)
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Re: Biondi Santi in cantina...

Messaggioda gpetrus » 06 gen 2015 12:33

gabriele succi ha scritto:
Bruciato ha scritto:mi permetto.
quando ci sono di mezzo i soldi tutte le regole etiche spesso si sfanculano.
.....
a volte capita che ai privati arrivino in mano listini ufficiali della rete vendita (spesso perchè il rappresentante ha bisogno di chiudere il mese o l'anno in attivo...o l'enoteca di liberarsi la cantina), poi accusino il barista\enotecaro di turno di essere caro perchè la bottiglia loro l'hanno vista sul listino a 10 euro e l'enoteca la vende a 18...ovviamente senza calcolare l'iva, i costi di magazzino, le tasse, il rischio d'impresa, il rischio di tappo (il fatto che le aziende ti rimborsino la bottiglia sbagliata è fantasia visto che non ti fanno un bonifico ma spesso ti danno una bottiglia gratis con l'ordine successivo..il che ti obbliga a fare un nuovo ordine), il fatto che l'enoteca ha dovuto comprare un minimo di bottiglie e il giusto e ovvio guadagno che ci mette l'enoteca visto che per lei vendere vino è LAVORO e, in quanto tale, esige un guadagno. :)

Se il privato va in cantina e al momento dell'acquisto si trova di fronte un listino identico a quello per i professionisti non c'è problema basta che abbiano le stesse identiche condizioni:
-cartoni indivisibili
-pagamento dell'iva (è un'ovvietà mai abbastanza ovvia)
-pagamento alla consegna
-scontistica sul quantitativo

Una doverosa precisazione:
in cantina l'IVA il privato la paga.
Sempre.
Chi paga una bottiglia 10 € in cantina, significa che tale bottiglia l'ha pagata 8.1967 € più IVA.
Il fatto che nella maggior parte dei casi non vengano rilasciati scontrini o ricevute fiscali da parte dei piccoli produttori, dipende dalla legge; mi spiego meglio:
il sottoscritto e tanti altri piccoli vignaioli seguono il regime IVA "Fiscale agricolo" dove la stessa imposta è un costo (Es: compro un trattore che costa 40.000 euro, devo sommare anche l'IVA, per cui il mezzo alla fine mi costa 40.000 più 8.800) e sui prodotti che cedo la incasso a seconda dell'aliquota alla quale la merce è soggetta (es: la frutta è al 4% e quindi l'IVA la trattengo tutta, l'uva è al 10% e devo versare alle casse dello stato il 6% dell'imponibile e trattenere sempre il 4%; il vino è al 22% e devo versare allo stato il 9,5% e trattenere il 12,5%).
Chiarito questo, preciso anche che il famoso "nero" le cantine non possono farlo, a meno di dichiarazioni non veritiere sui registri di cantina (meno vino dichiarato in sede di denuncia annuale di produzione; ma i registri e tutti i contenitori vinari, bottiglie comprese, sono soggette ai controlli della repressione frodi). Ogni vino (anche quello ex "da tavola") è soggetto a controlli e se vengono gli organismi deputati in cantina e trovano meno vino di quello in carico sono dolori, grossi.
Quindi, ripeto, il nero non è contemlato. Inoltre, in cantina io rispondo delle mie bottiglie nel senso che quella che sa di quella che sa di tappo, quella ossidata etc, la sostituisco sempre; non tutte le enoteche lo fanno. Quindi chi viene in cantina a comprare il vino da me, sa che se incappa nella bottiglia tappata, mi può scrivere e io spedisco (A MIE SPESE) la bottiglia in sostituzione.
Detto tutto ciò, tutti i miei vini in cantina costano circa 1 euro in meno delle enoteche della zona che comunque me lo comprano continuativamente e non un cartone all'anno.
Peace & love


giusto per far chiarezza :)
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Cristianmark
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Re: Biondi Santi in cantina...

Messaggioda Cristianmark » 06 gen 2015 13:30

gabriele succi ha scritto:...Il fatto che nella maggior parte dei casi non vengano rilasciati scontrini o ricevute fiscali da parte dei piccoli produttori, dipende dalla legge; mi spiego meglio:
il sottoscritto e tanti altri piccoli vignaioli seguono il regime IVA "Fiscale agricolo"
dove la stessa imposta è un costo (Es: compro un trattore che costa 40.000 euro, devo sommare anche l'IVA, per cui il mezzo alla fine mi costa 40.000 più 8.800) e sui prodotti che cedo la incasso a seconda dell'aliquota alla quale la merce è soggetta (es: la frutta è al 4% e quindi l'IVA la trattengo tutta, l'uva è al 10% e devo versare alle casse dello stato il 6% dell'imponibile e trattenere sempre il 4%; il vino è al 22% e devo versare allo stato il 9,5% e trattenere il 12,5%).
...
Peace & love


Ciao,
Questo sistema di calcolo dell'iva, vantaggioso per le imprese agricole,e' valido per tutte o solo quelle entro un determinato volume d'affari?
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Re: Biondi Santi in cantina...

Messaggioda gabriele succi » 06 gen 2015 22:01

Cristianmark ha scritto:
gabriele succi ha scritto:
...
Peace & love


Ciao,
Questo sistema di calcolo dell'iva, vantaggioso per le imprese agricole,e' valido per tutte o solo quelle entro un determinato volume d'affari?

Bella domanda...
Non lo so.

Ma comunque, non è vantaggiosissimo... specie negli anni dove fai investimenti...
Ricordo che in agricoltura non esistono ammortamenti fiscali. Quello che si paga lo si paga subito e riga; l'IVA non la scali e versi solo quella che ti compete. A credito di IVA nel regime fiscale agricolo non ci vai mai.
Anche un orologio rotto, due volte al giorno segna l'ora precisa (Anonimo)
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Re: Biondi Santi in cantina...

Messaggioda io-me » 07 gen 2015 00:22

davidef ha scritto:comunque è bello vedere come i termini coerenze, correttezza commerciale, concorrenza ecc. ecc. siano spesi a seconda dell'occasione da diversi addetti ai lavori salvo poi far finta di nulla sulla mole di vendite che spesso loro stesi realizzano in barba ai clienti "ufficiali" che di fatto si vedono erose le possibilità di lavoro da un mercato parallelo alimentato dagli stessi che li riforniscono in alcuni casi...a me fa impazzire questa cosa :lol: :lol:


A questo nessuno commenta?

Questo forum è bellissimo, i paladini del "sistema commercio" appena appare la discussione subito a commentare. Peccato siano gli stessi rappresentanti di commercio che poi vendono direttamente ai privati, facendo le scarpe ai propri clienti. Ma a parole, sia mai, neh. Che tristezza.
Almeno avere il pudore di stare zitti!
Sono sempre Ziliovino...
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Re: Biondi Santi in cantina...

Messaggioda megaMAX » 07 gen 2015 02:29

gabriele succi ha scritto:Detto tutto ciò, tutti i miei vini in cantina costano circa 1 euro in meno delle enoteche della zona che comunque me lo comprano continuativamente e non un cartone all'anno.
Peace & love


Amen, alla faccia di tante fregnacce lette finora su ricatti delle enoteche e distributori ai produttori

PS: un produttore con prezzi più cari in cantina non mi vede più neanche col binocolo, pensino anche questo produttori e distributori quando fanno accordi sui prezzi
http://ilbarbieredellabirra.forumfree.it/

"Un sogno, ero davanti ad Allah: "Sei stato un buon uomo, ti offro il Paradiso e 72 vergini per te". "Preferirei 48 troione e una cassa di vino..." Mi ha scacciato!"(cit. Francone)
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Re: Biondi Santi in cantina...

Messaggioda gabriele succi » 07 gen 2015 19:03

megaMAX ha scritto:
gabriele succi ha scritto:Detto tutto ciò, tutti i miei vini in cantina costano circa 1 euro in meno delle enoteche della zona che comunque me lo comprano continuativamente e non un cartone all'anno.
Peace & love


Amen, alla faccia di tante fregnacce lette finora su ricatti delle enoteche e distributori ai produttori

Guarda che se facessi pagare in cantina ai privati lo stesso prezzo che faccio alle enoteche o ai ristoranti della mia zona, mi redarguirebbero subito (e ci mancherebbe) e farebbero mooolta fatica a ricomprarmi il vino... fidati...

PS: un produttore con prezzi più cari in cantina non mi vede più neanche col binocolo, pensino anche questo produttori e distributori quando fanno accordi sui prezzi

Nessuno è obbligato ad andare in cantina ad acquistare i vini.
Come già detto plurime volte, chi viene in cantina da me ad acquistare, può assaggiare quello che vuole (senza pagare) sia dalle bottiglie che dalle botti; non solo, oltre a rispondere personalmente delle bottiglie, si ha la certezza della conservazione... cosa che in enoteca non sempre si ha...
Ho visto vini sotto il faretto per dei mesi per non dire anni alle T° più disparate, sia in enoteche che in ristoranti...
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Re: Biondi Santi in cantina...

Messaggioda Bruciato » 07 gen 2015 20:55

gabriele succi ha scritto:Una doverosa precisazione:
in cantina l'IVA il privato la paga.
Sempre.


assolutamente non metto in dubbio l'onestà tua e di ogni produttore.
non è mia intenzione e mi scuso se ho dato quest'impressione.

però dai... può capitare. non da te e da nessun produttore onesto
ma così come capita che ci sia il barista che non fa lo scotrino, il ristorante che non fa la ricevuta, il dentista che non fa la fattura e il giardiniere che ... può capitare che il cartoncino di vino pagato in contanti costi qualche cosa meno.

visto quello che hai scritto trovo che la tua politica aziendale e il tuo rapporto con i clienti che vengono in cantina sia encomiabile :D
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Re: Biondi Santi in cantina...

Messaggioda megaMAX » 08 gen 2015 02:08

gabriele succi ha scritto:Guarda che se facessi pagare in cantina ai privati lo stesso prezzo che faccio alle enoteche o ai ristoranti della mia zona, mi redarguirebbero subito (e ci mancherebbe) e farebbero mooolta fatica a ricomprarmi il vino... fidati...


Ne sono sicuro! Come in tutte le cose, ci vuole una via di mezzo... premiare il visitatore e l'appassionato che vengono a trovarti non vuol dire fottere tutta la catena distributiva, mi sembra ovvio... un giusto compromesso accontenta tutti.

Ma stesso prezzo o addirittura maggiorato, lo mette in quel posto solo all'acquirente, che poi tende a non comprare più 8)

gabriele succi ha scritto:Nessuno è obbligato ad andare in cantina ad acquistare i vini.
Come già detto plurime volte, chi viene in cantina da me ad acquistare, può assaggiare quello che vuole (senza pagare) sia dalle bottiglie che dalle botti; non solo, oltre a rispondere personalmente delle bottiglie, si ha la certezza della conservazione... cosa che in enoteca non sempre si ha...
Ho visto vini sotto il faretto per dei mesi per non dire anni alle T° più disparate, sia in enoteche che in ristoranti...


Abbastanza vero, anche se... si può dire la stessa cosa anche di tanti produttori che hanno conservato le bottiglie in magazzini a livello del terreno, esposti a sbalzi di temperature enormi se non ad intemperie... per cui non sempre questa cosa è vera, nel tuo caso è un piacere sapere che lo sia :wink:
http://ilbarbieredellabirra.forumfree.it/

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Re: Biondi Santi in cantina...

Messaggioda gabriele succi » 08 gen 2015 10:12

megaMAX ha scritto:Abbastanza vero, anche se... si può dire la stessa cosa anche di tanti produttori che hanno conservato le bottiglie in magazzini a livello del terreno, esposti a sbalzi di temperature enormi se non ad intemperie... per cui non sempre questa cosa è vera, nel tuo caso è un piacere sapere che lo sia :wink:

Io le conservo a livello del terreno... come molte altre cantine...
Mai avuto problemi di conservazione...
Ossidazioni per via del sughero sì, ma questo è un altro problema...
Anche un orologio rotto, due volte al giorno segna l'ora precisa (Anonimo)
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Uno vorrebbe anche discutere seriamente, ma come si fa? (il comandante)

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