CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

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gp
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda gp » 27 ott 2014 16:07

de magistris ha scritto:
paperofranco ha scritto:
de magistris ha scritto:Barolo Vigna S. Caterina 2007 - Guido Porro

Gran bella boccia, stappata in una fase espressiva molto felice. Leggera riduzione ematica, poi progressione di fiori e frutti rossi (garofano e melograno nettissimi), speziatura di curry, sottofondo minerale tra sabbia bagnata e grafite. Bocca molto coerente, dolce e salata, apparentemente sottile ma con lunga persistenza aromatica, finale di noce fresca con tannino buccioso ma maturo. 15 euro spesi benissimo per un Barolo che non richiede muflone arrosto per gli abbinamenti. 90/100 pieni e convinti.


Io ho avuto questa sensazione di "approcciabilità", anche gastronomica, con l'annata 2004, forse l'unico difetto era una pulizia non impeccabile, ma veramente una virgola. Il q/p con il p a 15, penso sia difficilmente battibile, ora immagino che sia un po' aumentato, e non ci sarebbe niente di male.
Non trovi Paolo che l'impronta di questo barolo sia meno "serralunghina" di tanti altri, nel senso molto meno terroso e decisamente colloquiale nei profumi.


sì, come sottolineava il buon Manichi in altra sede, questo vino ha un profilo da "Volnay con tannino", molto coerente con una vigna tra le meno "serralunghiane" rispetto ai soliti cliché di potenza maschia e austera. La cosa bella è che si tratta di una parcella confinante con il Lazzairasco, che di solito è nebbiolo speculare, molto più robusto sia aromaticamente che gustativamente.
C'è un valore ulteriore, dunque, per me: la coerenza territoriale. Se metti a fianco Lazzairasco e S. Caterina '07 di Porro riesci a spiegare senza tante parole il concetto di cru anche a chi non ne ha mai sentito parlare.

Il cru di entrambi è Lazzarito, infatti Lazzairasco e Santa Caterina sono preceduti dal toponimo “vigna”.

Dal sito di un importatore:
Porro’s vineyards are located here in the Lazzarito cru, a gorgeous amphitheatre that faces south-southwest and offers the grapes full sun exposure and protection from the wind. The sub-zones of Lazzairasco and Santa Caterina are both monopoli and share the same soil; however, different exposition and altitude bring distinct traits to each wine. Lazzairasco, a very hot site home to Guido’s oldest Nebbiolo, gives a more powerful, masculine wine, while the cooler, breezier Santa Caterina brings out the delicacy and elegance of Nebbiolo.
• Lazzairasco: 300-350 m altitude; S/SE exposure
• Santa Caterina: 340-390 m altitude; SW exposure


Sei anni fa in un confronto diretto dei due (annata 2004) avevo preferito nettamente il Santa Caterina, che era effettivamente più aereo del Lazzairasco, materico-alcolico e un po’ rustico al naso.
gp
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda paperofranco » 27 ott 2014 16:23

gp ha scritto:
de magistris ha scritto:
paperofranco ha scritto:
de magistris ha scritto:Barolo Vigna S. Caterina 2007 - Guido Porro

Gran bella boccia, stappata in una fase espressiva molto felice. Leggera riduzione ematica, poi progressione di fiori e frutti rossi (garofano e melograno nettissimi), speziatura di curry, sottofondo minerale tra sabbia bagnata e grafite. Bocca molto coerente, dolce e salata, apparentemente sottile ma con lunga persistenza aromatica, finale di noce fresca con tannino buccioso ma maturo. 15 euro spesi benissimo per un Barolo che non richiede muflone arrosto per gli abbinamenti. 90/100 pieni e convinti.


Io ho avuto questa sensazione di "approcciabilità", anche gastronomica, con l'annata 2004, forse l'unico difetto era una pulizia non impeccabile, ma veramente una virgola. Il q/p con il p a 15, penso sia difficilmente battibile, ora immagino che sia un po' aumentato, e non ci sarebbe niente di male.
Non trovi Paolo che l'impronta di questo barolo sia meno "serralunghina" di tanti altri, nel senso molto meno terroso e decisamente colloquiale nei profumi.


sì, come sottolineava il buon Manichi in altra sede, questo vino ha un profilo da "Volnay con tannino", molto coerente con una vigna tra le meno "serralunghiane" rispetto ai soliti cliché di potenza maschia e austera. La cosa bella è che si tratta di una parcella confinante con il Lazzairasco, che di solito è nebbiolo speculare, molto più robusto sia aromaticamente che gustativamente.
C'è un valore ulteriore, dunque, per me: la coerenza territoriale. Se metti a fianco Lazzairasco e S. Caterina '07 di Porro riesci a spiegare senza tante parole il concetto di cru anche a chi non ne ha mai sentito parlare.

Il cru di entrambi è Lazzarito, infatti Lazzairasco e Santa Caterina sono preceduti dal toponimo “vigna”.

Dal sito di un importatore:
Porro’s vineyards are located here in the Lazzarito cru, a gorgeous amphitheatre that faces south-southwest and offers the grapes full sun exposure and protection from the wind. The sub-zones of Lazzairasco and Santa Caterina are both monopoli and share the same soil; however, different exposition and altitude bring distinct traits to each wine. Lazzairasco, a very hot site home to Guido’s oldest Nebbiolo, gives a more powerful, masculine wine, while the cooler, breezier Santa Caterina brings out the delicacy and elegance of Nebbiolo.
• Lazzairasco: 300-350 m altitude; S/SE exposure
• Santa Caterina: 340-390 m altitude; SW exposure


Sei anni fa in un confronto diretto dei due (annata 2004) avevo preferito nettamente il Santa Caterina, che era effettivamente più aereo del Lazzairasco, materico-alcolico e un po’ rustico al naso.


Quindi potremmo dire il concetto, un po' borgognone, di "sotto-cru" o "cru nel cru"........ :mrgreen:
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda de magistris » 27 ott 2014 16:33

paperofranco ha scritto:
Quindi potremmo dire il concetto, un po' borgognone, di "sotto-cru" o "cru nel cru"........ :mrgreen:


oppure vaffancru. :P
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda Spectator » 27 ott 2014 18:03

..Sperss 1997,Gaja.Per un occasione importante si tende a stappare un vino importante :D !E cosi e' stato.Rosso rubino intenso, vivo, senza cedimenti ; naso esuberante di amarena,prugna , cioccolata ; poi vaniglia ,fiori secchi,funghi e spezie. Bocca di assoluto equilibrio,mirabile, con tannini morbidi ed eleganti ,di estrema piacevolezza , bevibilita' e persistenza.Contentissimo di averlo aperto,vabbuoo'?!
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda arnaldo » 27 ott 2014 19:28

In questi giorni
az agr GRATTAMACCO - Bolgheri Sup Grattamacco 2004 - rubin concentrato. per usare un termine tanto caro al Buon Masna...."Corteccioso".....tanto rovere......speziato,tocco di carne e tabacco....pero' tanto forzato......moderno ma poco emozionale, tecnico ma senza capo......bocca calda, intensa,speziata, ancora appuntita....la prossima bt sara' aperta tra 2 anni.....ma migliorera' ??? O No???
THOMAS MOREY - Chassagne Montrachet 2007 - paglierino vivo. Naso intenso di erbe aromatiche (mentuccia),crema cotta, fini spezie (liquirizia in polvere)boise' presente ma ben amalgamato...stesse impressioni in bocca, innervatata di sale ma soprattutto freschezza mentolata......bel village in un annata ormai considerata davvero buona per la Borgogna bianca......
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda Sydney » 27 ott 2014 19:36

de magistris ha scritto:
Sydney ha scritto:Poulsad vieilles vignes 2011 Tissot: sembra un pinot noir di 20 anni che a sua volta sembra un rodano di 30.



a me il DD piace, ma sicuramente non è un vino per tutti.


A me e' piaciuto. La bottiglia, in due con 300 g di tartare di fassona, e' durata 20 minuti.
E' una zona che conosco poco e mi ha lasciato interdetto un vino che sembra nascere "vecchio".
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda de magistris » 27 ott 2014 19:41

Sydney ha scritto:
de magistris ha scritto:
Sydney ha scritto:Poulsad vieilles vignes 2011 Tissot: sembra un pinot noir di 20 anni che a sua volta sembra un rodano di 30.



a me il DD piace, ma sicuramente non è un vino per tutti.


A me e' piaciuto. La bottiglia, in due con 300 g di tartare di fassona, e' durata 20 minuti.
E' una zona che conosco poco e mi ha lasciato interdetto un vino che sembra nascere "vecchio".


è proprio come dici tu: sono vini che sembrano nascere già vecchi e invece dimostrano un'energia, una resistenza, una fibra incredibile. Un paio di anni fa prendemmo al risto il '95 di Overnoy, quando ce lo versarono pensammo: ok, morto e sepolto (era tra il terra di siena e il mattone come colore). Invece era una meraviglia, specie dopo una bella ossigenazione (animalissimo all'inizio), totalmente integro e reattivo nel sorso, perfino "giovane".
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda Ziliovino » 27 ott 2014 23:10

Colli Tortonesi Timorasso Diletto 2007 – Pomodolce. Si è affievolito un poco rispetto a qualche anno fa, ma non è cambiato molto: frutta gialla, agrumi, un bel pepe bianco, bocca in equilibrio tra la notevole grassezza e sufficiente freschezza a bilanciare.

Barolo Vigneto Bofani 1989 – Beni di Batasiolo. Ancora integro ma ha cominciato la parabola discendente: frutto scomparso, foglie secche, sottobosco, un po’ di ruggine e carrube. In bocca col tempo si risveglia un bel tannino, sorso di buon carattere ma scarsa eleganza. Azienda onnipresente nella GDO quando cominciò la mia passione per il vino, non ne vedo una bottiglia in giro da anni…

Gavi del comune di Gavi Minaia 2010 – Nicola Bergaglio. Ha un profilo che inizialmente sembra quasi un incrocio tra un riesling e uno chenin, poi frutta gialla e fiori, sorso di bel equilibrio e completo. Piaciuto.

Vdt Rosé Vintage 2013 – Monte Saline. Inizialmente timido al naso, molto floreale, e una nota di mentuccia a rinfrescare, gran bella bocca verticale e molto equilibrata, lineare e senza sbavature, bella sapidità. Piaciuto parecchio. Bella l’etichetta in stile francese.

Marche Rosso Arshura 2009 – Walter Mattoni. Vino di stampo moderno ma senza eccessi: leggero boisè che vira verso il cuoio e tabacco, frutta scura matura, sorso con attacco dolce ma che poi si distende, tannino deciso.

Erbaluce di Caluso Biancamano 2011 – Cantine Briamara. Senza grossi slanci, frutto timido e qualche nota verde, bocca con scarso equilibrio e leggera nota amarognola.

Asolo Prosecco Còl Fondo 2012 – Bele Casel. Ha perso la leggera nota yogurtosa di un anno fa, adesso è proprio espressivo e nitido, tanti fiori di campo, frutta fresca, bel sorso e bollicina piacevole. Piaciuto.
Ultima modifica di Ziliovino il 28 ott 2014 00:00, modificato 1 volta in totale.
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda Andyele » 27 ott 2014 23:16

de magistris ha scritto:. Bocca molto coerente, dolce e salata...


Un po' come il gelato al cioccolato via! :mrgreen:
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda Kalosartipos » 28 ott 2014 02:06

Stasera, con alcuni amici, al mio ristorante preferito..

FERRARI Trento “Riserva del Fondatore Giulio Ferrari” ’02.

CANTINA TRAMIN Alto Adige Bianco “Stoan” ’09.

TENUTE CISA ASINARI DEI MARCHESI DI GRESY Barbaresco “Camp Gros Martinenga” ’06.

TENUTE CISA ASINARI DEI MARCHESI DI GRESY Barbaresco “Camp Gros Martinenga” ’04.

TENUTE CISA ASINARI DEI MARCHESI DI GRESY Barbaresco “Camp Gros Martinenga” ’96.

LOUIS CHEZE “Et Benoît” ’12.
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda giulo » 28 ott 2014 03:14

Kalosartipos ha scritto:Stasera, con alcuni amici, al mio ristorante preferito..

FERRARI Trento “Riserva del Fondatore Giulio Ferrari” ’02.

CANTINA TRAMIN Alto Adige Bianco “Stoan” ’09.

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la cronaca prima di tutto! 8)
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Messaggioda Kalosartipos » 28 ott 2014 08:56

giulo ha scritto:la cronaca prima di tutto! 8)

...e mo' arivano le foto... :lol:
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Messaggioda Kalosartipos » 28 ott 2014 08:57

Aperitivo
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Messaggioda Kalosartipos » 28 ott 2014 08:58

Per iniziare.. lato B
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Messaggioda Kalosartipos » 28 ott 2014 08:59

Pezzo forte
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda Kalosartipos » 28 ott 2014 09:01

Da sinistra: 2006, 2004, 1996... in calici Zalto.. (mannaggia al formato dell'immagine :evil: )
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda Kalosartipos » 28 ott 2014 09:02

Dessert
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda Kalosartipos » 28 ott 2014 09:20

Due parole sulle bottiglie

FERRARI Trento “Riserva del Fondatore Giulio Ferrari” ’02 - fiori bianchi, un tocco di miele, agrume... piaciuto.

CANTINA TRAMIN Alto Adige Bianco “Stoan” ’09 - taglio Chardonnay/Sauvignon/Pinot Bianco/Gewurztraminer, con passaggio in botte grande.. ancora ben vivo, note di frutta tropicale, qualche sentore vegetale (il Sauvignon?).

TENUTE CISA ASINARI DEI MARCHESI DI GRESY Barbaresco “Camp Gros Martinenga” ’06 - ancora ben sul frutto, con un tannino deciso.. si farà.

TENUTE CISA ASINARI DEI MARCHESI DI GRESY Barbaresco “Camp Gros Martinenga” ’04 - per me, la bottiglia della serata... colore brillante, rose e frutta rossa, potente ed elegante.

TENUTE CISA ASINARI DEI MARCHESI DI GRESY Barbaresco “Camp Gros Martinenga” ’96 - oltre l'apice, ma bevibilissimo... colore velato, note di sottobosco e terra (abbinamento ideale col risotto alla robiola, nocciole e tartufo nero).

LOUIS CHEZE “Et Benoît” ’12 - una vendemmia tardiva di Marsanne.. per nulla stucchevole e beverino.
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda gianni femminella » 28 ott 2014 11:28

Prephylloxera La vigna di don Peppino 2006 - Tenuta delle Terre Nere - gradi 14,5
Il profumo è fresco ed ematico, un forte rimando al mirto e con qualche nota insolita come il... fico. Lo dico malvolentieri perché è un descrittore che non ho mai sentito da altri, per cui se volete tiratemi le pietre :mrgreen: . Tannino dolce e "pepato" insieme.
Un vino più di finezza che di forza, che nonostante ciò ha una persistenza davvero notevolissima. Sul finale appare un leggero accenno di amaro, che è l'unico aspetto che ho poco gradito di questo vino e che ben ricordo ( più marcato ) in altre bottiglie di questo stesso produttore, ma provenienti da altre vigne. L'ho aperta con un po' di timore poiché la tenuta nel tempo della annata 2006 dei vini di Terre Nere non è stata delle migliori, almeno per quanto riguarda la mia cantina. Ho le ultime 4-5 bottiglie di Guardiola, Calderara Sottana e Quadro delle rose, sempre del 2006, e mi piacerebbe riassaggiarne qualcuna buona.
Segnalo una stranezza sperando che qualcuno sappia spiegare il perché: il tappo aveva appiccicato un sottilissimo strato di qualcosa che sembrava argilla finissima :?:


Sempre in questi giorni Champagne Billecart-Salmon Brut reserve s.a. e Numerozero Villa Crespia Il primo mi sarebbe piaciuto più del secondo se non fosse per via del dosaggio. A quanto pare i miei gusti vanno sempre più verso i metodo classico non dosati. Stranamente con il Billecart ho trovato non poche difficoltà a trovare un abbinamento.
Ad ogni modo bottiglie piacevoli, lo Champagne però non lo ricomprerei, non a quel prezzo.
Foied vino pipafo cra carefo
Oggi bevo vino domani non ne avrò
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda paperofranco » 28 ott 2014 11:54

gianni femminella ha scritto:Prephylloxera La vigna di don Peppino 2006 - Tenuta delle Terre Nere - gradi 14,5
Il profumo è fresco ed ematico, un forte rimando al mirto e con qualche nota insolita come il... fico. Lo dico malvolentieri perché è un descrittore che non ho mai sentito da altri, per cui se volete tiratemi le pietre :mrgreen: . Tannino dolce e "pepato" insieme.
Un vino più di finezza che di forza, che nonostante ciò ha una persistenza davvero notevolissima. Sul finale appare un leggero accenno di amaro, che è l'unico aspetto che ho poco gradito di questo vino e che ben ricordo ( più marcato ) in altre bottiglie di questo stesso produttore, ma provenienti da altre vigne. L'ho aperta con un po' di timore poiché la tenuta nel tempo della annata 2006 dei vini di Terre Nere non è stata delle migliori, almeno per quanto riguarda la mia cantina. Ho le ultime 4-5 bottiglie di Guardiola, Calderara Sottana e Quadro delle rose, sempre del 2006, e mi piacerebbe riassaggiarne qualcuna buona.
Segnalo una stranezza sperando che qualcuno sappia spiegare il perché: il tappo aveva appiccicato un sottilissimo strato di qualcosa che sembrava argilla finissima :?:


Sempre in questi giorni Champagne Billecart-Salmon Brut reserve s.a. e Numerozero Villa Crespia Il primo mi sarebbe piaciuto più del secondo se non fosse per via del dosaggio. A quanto pare i miei gusti vanno sempre più verso i metodo classico non dosati. Stranamente con il Billecart ho trovato non poche difficoltà a trovare un abbinamento.
Ad ogni modo bottiglie piacevoli, lo Champagne però non lo ricomprerei, non a quel prezzo.


Bevuto l'Etna poco tempo fa, gran bella boccia, ad essere sincero non ricordo del tappo, ma non avevo stappato io la bottiglia.
Riguardo alle bollicine,
è la normale evoluzione del palato in base all'età e all'esperienza, si parte dal dolce per andare verso il secco per poi ritornare al dolce. Quindi, quando sentirai che il tuo gusto comincia a ricercare nuovamente dosaggi più alti, preoccupati........ :mrgreen:
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda paperofranco » 28 ott 2014 14:10

Kalosartipos ha scritto:Pezzo forte
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Stasera dovrei stappare un '89 di codesto. :D
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda Kalosartipos » 28 ott 2014 14:12

paperofranco ha scritto:Stasera dovrei stappare un '89 di codesto. :D

Sempre avanti... :lol:
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda miccel » 28 ott 2014 19:48

agamennone ha scritto:Rocca di montegrossi San Marcellino 2004
Il vino della serata, senza ombra di dubbio!
Sorprendente per equilibrio e piacevolezza. Legno assorbito completamente e tannino morbido.
Una di quelle bottiglie che ti dispiace aver aperto per servire 6 teste.
Già dal primo sorso avrei voluto ritapparla e nasconderla per scolarmela da solo a fine serata. Ovviamente non la bottiglia più prestigiosa della serata ma decisamente la più sorprendente.
Entusiasmo, fra le altre cose, condiviso dagli altri 5 presenti: talmente contagioso che abbiamo cominciato a gridare senza ritegno parolacce tipo 'terroir', 'estasi', 'dio', 'sangue' e ho sentito un amico usare la parola 'emoglobina'. Giuro.

E' un vino che di sorprese ne ha riservate anche a me.
Io penso che lasci un po' sconcertati perché, quando è nel suo momento, è semplicemente troppo buono. Troppo rispetto a quello che uno si aspetterebbe, voglio dire.
Io (e lascio perdere altre annate) ho ancora vivo il ricordo dell'effetto che 3-4 anni fa fece, a me e all'amico con cui la bevevo, la 2003, attaccata subito dopo la riserva Bricco Boschis Vigna San Giuseppe 2001 di Cavallotto (vino peraltro molto buono)...
La 2004 l'ho bevuta giusto due sabati fa a una cena, purtroppo però mi era scoppiato un raffreddore tremendo e non posso dire granché, però l'impressione di massima corrisponde a quanto hai scritto tu, con tanto di urli :P :P :P .
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda gianni femminella » 28 ott 2014 19:56

paperofranco ha scritto:
gianni femminella ha scritto:
Sempre in questi giorni [b]Champagne Billecart-Salmon Brut reserve s.a.
e Numerozero Villa Crespia Il primo mi sarebbe piaciuto più del secondo se non fosse per via del dosaggio. A quanto pare i miei gusti vanno sempre più verso i metodo classico non dosati.



Riguardo alle bollicine,
è la normale evoluzione del palato in base all'età e all'esperienza, si parte dal dolce per andare verso il secco per poi ritornare al dolce. Quindi, quando sentirai che il tuo gusto comincia a ricercare nuovamente dosaggi più alti, preoccupati........ :mrgreen:


Ecco perché a casa mia hai portato uno Champagne "nature". Per via della mia età. Ora attendo con preoccupazione il prossimo stadio.
Foied vino pipafo cra carefo
Oggi bevo vino domani non ne avrò
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Re: CHE BEVESSIMO AD OTTOBRE 2014

Messaggioda miccel » 28 ott 2014 20:01

Alain Jeanniard – Pommard 1er cru “Les Saussilles” 2007
Vignaiolo che provo per la prima volta. Produce principalmente a Morey St. Denis ma ha vigne (di 55 anni) anche in questo cru minore situato nella parte nord-est di Pommard, stretto fra Les Pezerolles e (oltre il confine comunale) Les Clos Des Mouches.
Notevole trasparenza, colore rubino, forse appena più scuro. Ha un naso pulito e dolce di mora e di ciliegia, uno sviluppo delicato e armonico con un piacevole accenno ferroso che evita il rischio del troppo dolce. Buon allungo finale, buona crescita nel bicchiere. Un peso medio che gioca tutto in finezza, niente a che vedere con lo stereotipo del Pommard. La Borgogna dal volto umano.

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