ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

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diamonddave
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda diamonddave » 19 gen 2014 10:42

Nelle Nuvole ha scritto:Secondo me chi si scarrozza chilometri per recarsi sul luogo di produzione, più che sconti si aspetta di approfondire un luogo e un vino. Quindi va trattato con attenzione e pazienza, ma entro certi limiti. Per quanto concerne la cantina per cui lavoro, i prezzi al pubblico sono in linea con gli esercizi commerciali della zona, leggermente più bassi

Secondo me è sbagliato, anche se estremamente diffuso soprattutto dalle tue parti.
In cantina a mio parere è giusto pagare di meno, anche considerevolmente, considerando che non c'è da pagare provvigioni a nessuno (da quelle all'agente sino al ricarico dell'enoteca) e non vi sono costi di trasporto. L'alternativa è non vendere al privato/visitatore e questa è una scelta legittima e coerente, ma vendere al medesimo prezzo, o su per giù, dell'enoteca sotto casa lo trovo, scorretto. Del resto, sapendolo, chi va in visita in quella cantina/azienda saprà di farlo solo al fine di approfondimento culturale.
Poi a Montalcino di enoteche che vendano a prezzi differenti dagli esposti non ne ho viste: personalmente vado da Bruno Dalmazio per la gentilezza sia sua che di tutto il personale che ci lavora, gentilezza che a volte nelle enoteche di Montalcino e zone limitrofe è merce rara.
... per intenderci: la differenza fra me ed un sommelier è la stessa che passa fra un porno attore ed un ginecologo. © diamonddave 8)
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda Kalosartipos » 19 gen 2014 10:53

diamonddave ha scritto: ma vendere al medesimo prezzo, o su per giù, dell'enoteca sotto casa lo trovo, scorretto. Del resto, sapendolo, chi va in visita in quella cantina/azienda saprà di farlo solo al fine di approfondimento culturale

Ovvio che anch'io vorrei comprare in cantina al minor prezzo possibile, ma non mi sento di definire scorretto questo comportamento... comprendo la posizione ed approvo pienamente l'operato di chi fa pagare una cifra di poco inferiore al listino ai privati che comprano in cantina, come il nostro Succi.
E poi, a livello emotivo, la bottiglia acquistata in cantina ha un valore molto superiore a quella presa all'enoteca sotto casa.. anche costasse un euro di più :roll: .
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda vinogodi » 19 gen 2014 11:12

...riprendo con la questione "visita in cantina" : chi sta nel commercio, sa che la pubblicità ne è l'anima per farsi conoscere. Gli strumenti di promozione comunicativa sono vari e articolati, da quelli più "moderni" , come web e vie di comunicazioni "istituzionali" come televisione , radio o quant'altro, a quelle più antiche ed evocative come la visita in cantina, o l'essere recensite da stampa specializzata oppure le fiere di settore. Non esiste canale promozionale che non costi, scusatemi tanto. Ai primi canali accede esclusivamente chi ha struttura economica di un certo peso, alle altre chiunque ci voglia mettere buona volontà e risorse limitate. Parliamo quindi del secondo caso. Non pensatemi così sciocco o puerile, l'azienda dove lavoro ha una rete vendite di oltre 200 grandi venditori, con cui mi sono interfacciato per anni proprio come customer satisfaction legata alla struttura di Assicurazione Qualità che dirigevo. Nessuno si è mai lamentato dello spaccio/vendita interna, salvo applicare le giuste regole di vendere a privati e non a strutture che andavano a contrastare i propri interessi, così come a dei precisi limiti quantitativi. In tutte le cose ci vuole un pò di buon senso. Veniamo al discorso culturale ed evocativo, dei quali l'argomento vino ne è pregno: il bene in oggetto, il vino, è composto da componente intangibile, che ne permette prezzi apparentemente assurdi, componente qualitativa , non percepibile da tutti e componente evocativa. Quest'ultimo aspetto è fondamentale per l'appassionato , per cui il discorso ritorna al principio: la visita in cantina diventa elemento fondamentale per la promozione del proprio prodotto, per cui la sufficienza con cui a volte viene gestita, è solo danno per l'azienda. Poi tirate fuori tutte le cannelle del mondo, il protezionismo più arcaico e l'insofferenza che fa parte del carattere di ognuno di noi, ma non sottovalutiamo questi aspetti tutt'altro che secondari... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda tasteclimber » 19 gen 2014 12:01

Se io avessi una azienda vinicola mi aspetterei che le persone vengano da me piú per conoscere il territorio, la mia azienda e fare qualche assaggio piuttosto che per spendere qualche euro di meno.
Mi sembra ovvio che le enoteche, che sono quelle che ti assicurano un reddito e che devono a loro volta rivendere abbiano prezzi migliori. Se a un privato non va bene, chieda prima il listino prezzi, cosí si risparmia la strada.
Parlare poi di scorrettezza é addirittura demenziale
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda gabriele succi » 19 gen 2014 12:10

vinogodi ha scritto:...la visita in cantina diventa elemento fondamentale per la promozione del proprio prodotto, per cui la sufficienza con cui a volte viene gestita, è solo danno per l'azienda...

E' proprio per quello che ritengo la visita in cantina degli appassionati una cosa importantissima...
A volte io non sono preparatissimo nel senso che li accolgo con gli scarponi infangati e la tuta blu da lavoro...
Però io spero sempre che vengano gli appassionati a visitarmi, gente che voglia sapere su un territorio, su di un modo di lavorare, sulle scelte produttive e sull'orizzonte di vedute...
Io credo di sapere ed essere preparato bene su ste cose, perché fanno parte del mio quotidiano e le conosco bene in quanto sono quello che i lavori li fa...non ho un tipo pagato per raccontare la tiritera...
Se uno viene da me solo perché spera di pagare meno, allora seriamente vorrei che non si facesse vedere...
Quanto mi farebbe piacere che appassionati come le persone che scrivono qui, ogni tanto si facessero vedere da me... invece, purtroppo, sono merce rara nella mia zona...
Ai più interessa solo spendere meno...
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda Smarco » 19 gen 2014 13:01

Io personalmente la visita in cantina la faccio più per curiosità, per conoscere il produttore e per avare la possibilità di assaggiare i sui vini, se poi è possibile assaggiare varie annate ben venga, di certo non mi faccio 3/400 chilometri per comprarmi un cartone di vino a prezzo inferiore dell enoteca o del prezzo su internet, qualcosa compro comunque perché lo ritengo giusto se poi il prezzo è buono compro qualcosa in più.
P.s. Ricordo che quando andai a Reims nelle cantine più blasonate le bottiglie costavano in media il 20% in più delle enoteche intorno
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda Teddy » 19 gen 2014 13:07

Smarco ha scritto:Io personalmente la visita in cantina la faccio più per curiosità, per conoscere il produttore e per avare la possibilità di assaggiare i sui vini, se poi è possibile assaggiare varie annate ben venga, di certo non mi faccio 3/400 chilometri per comprarmi un cartone di vino a prezzo inferiore dell enoteca o del prezzo su internet, qualcosa compro comunque perché lo ritengo giusto se poi il prezzo è buono compro qualcosa in più.
P.s. Ricordo che quando andai a Reims nelle cantine più blasonate le bottiglie costavano in media il 20% in più delle enoteche intorno


Ci sono pero' anche un sacco di recoltant che sono lieti di aprire la porta ai privati e vendono a prezzi bassissimi. Hanno pero', a differenza dei produttori nostrani, una trasparenza assoluta, il listino è conosciuto a tutti e spesso lo pubblicano pure sul web.
Questo secondo me fa la differenza: la chiarezza nei rapporti con la propria rete di vendita.
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda george7179 » 19 gen 2014 13:13

Faccio un esempio pratico per quotare Diamondave e Marco... un paio di anni fa ho fatto un giro in Valpolicella e finite le visite delle cantine "prenotate" sono casualmente passato di fronte ad un nome abbastanza conosciuto... avendo tempo mi sono detto:"tentar non nuoce..."

Non sapete con che grande piacere siamo stati accolti, messi a sedere a degustare, ascoltati e portati a visitare la cantina... ed alla fine, ciliegina sulla torta, quando abbiamo chiesto se potevamo comprare e quali fossero i prezzi ci hanno detto:"certo che potete comprare, l'amarone costa 26 ed il recioto 18"

Faccio presente che lo stesso amarone sugli scaffali dell'enoteca più vicina a me, quando c'è, costa 42 euro... mai comprato e mai lo comprerò! Ma non perché non sia buono, ma in quanto non essendo la mia tipologia di rosso preferita e bevendone al massimo 3/4 bottiglie all'anno quel prezzo per le mie tasche non ha senso!
Invece grazie al calore ed all'onestà dei prezzi ho mandato alla medesima cantina amici, conoscenti, parenti e parlato bene di loro sempre ed in diverse occasioni! Ci sono tornato e quando ne avrò la possibilità ci tornerò!

Morale: con poco si sono fatti pubblicità gratuitamente e qualche bottiglia in più se la sono venduta... poi sicuramente io non avrò spostato il loro bilancio, ma se moltiplicate x tutte le persone che la possono pensare come me forse qualcosa di interessante ci dovrebbe saltare fuori!
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george7179
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda george7179 » 19 gen 2014 13:19

Teddy ha scritto:
Smarco ha scritto:Io personalmente la visita in cantina la faccio più per curiosità, per conoscere il produttore e per avare la possibilità di assaggiare i sui vini, se poi è possibile assaggiare varie annate ben venga, di certo non mi faccio 3/400 chilometri per comprarmi un cartone di vino a prezzo inferiore dell enoteca o del prezzo su internet, qualcosa compro comunque perché lo ritengo giusto se poi il prezzo è buono compro qualcosa in più.
P.s. Ricordo che quando andai a Reims nelle cantine più blasonate le bottiglie costavano in media il 20% in più delle enoteche intorno


Ci sono pero' anche un sacco di recoltant che sono lieti di aprire la porta ai privati e vendono a prezzi bassissimi. Hanno pero', a differenza dei produttori nostrani, una trasparenza assoluta, il listino è conosciuto a tutti e spesso lo pubblicano pure sul web.
Questo secondo me fa la differenza: la chiarezza nei rapporti con la propria rete di vendita.

Concordo, infatti ci sono quelli che all'atto della prenotazione dall'Italia mi hanno detto di rivolgermi al loro importatore, altri invece non rappresentati, ci hanno accolto e venduto a prezzo di listino che era presente sul sito web e esposto in modo chiaro all'ingresso e su tutti i tavoli da degustazione!
Prezzi ovviamente superonesti! Infatti ho riempito il baule della macchina! :mrgreen:
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Wineduck
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda Wineduck » 19 gen 2014 13:52

Personalmente credo che tutta questa differenziazione di posizioni sul tema "visite in cantina e relativa vendita di vino" nasca dal fatto che questo è un settore molto chiuso, molto tradizionalista, autoreferenziale e che può godere ancora di margini più che buoni se non addirittura ottimi.
Se ragionassimo in termini più elementari di rapporto produttore-distribuzione-consumatore ed osservassimo quanto è accaduto in mille altri settori merceologici, non ci sarebbero dubbi sulla "strada maestra" da tenere. I fattori che regolano le scelte di ogni azienda produttrice sono molti ma io inviterei a riflettere sui "principi fondanti" che regolano (o dovrebbero regolare) ogni mercato.
1) il prezzo è quanto il cliente è disposto a riconoscere in termini monetari al VALORE ricevuto e percepito
2) la catena di distrubuzione è giusto che venga remunerata se AGGIUNGE VALORE al consumatore finale (non al produttore o a se stessa)
3) la tendenza in atto negli ultimi anni, in quasi tutti i settori (anche quello agricolo, per esempio), è quella di DISINTERMEDIARE la distribuzione, eliminando o riducendo quei passaggi che avevano senso in un mercato ristretto e poco trasparente (epoca pre-internet) ma che atttualmente finiscono solo per penalizzare dal punto di vista del servizio e del relativo costo il consumatore finale;
4) il sistema di distribuzione dovrebbe essere progettato partendo dai propri clienti, cioè dalle loro esigenze e desideri, con il fine di renderli sempre più soddisfatti e fidelizzati al proprio brand (e per la propria comodità o perchè "così fa tutti"...).

Specialmente l'ultimo punto manca ancora quasi totalmente nel "sistema vino": in questo thread ho letto di produttori che vogliono risparmiare tempo, di addetti vendite che devono difendere il loro lavoro con le reti commerciali, di agenti che devono difendere la loro pagnotta, ecc. Tutti bravi, tutto giusto. peccato che vi dimentichiate sistematicamente di quel tizio che "CACCIANDO I PROPRI DENARI" tiene in piedi tutte queste belle strutturine, finendo per pagare stipendi, rimborsi, contributi, ecc. IL CLIENTE...

Quindi:
- se ci sono clienti che "vogliono risparmiare" (che scandalo!) non sarebbe il caso di farsi una domanda sul perchè? (invece di demonizzarli)
- se ci sono clienti che ritengono che non sia giusto pagare la stessa quantità di euro al produttore richiesta dall'enoteca del centro città, quella con i faretti puntati sulle bottiglie, nessun sistema di climatizzazione, nessuna cantina sottteranea, nessuna praparazione profonda nel capire e descrivere un vino, nessuna abilità di trasmettere un minimo di "emozione" ma solo un contenitore di vetro con del liquido idroalcolico dentro, ci sarà un perchè, no?
- se più i clienti sono preparati e competenti di vino e più tendono ad andare direttamente da chi produce per capirlo, conoscerlo ed ascoltarlo, ci sarà un perchè, no?
- se i clienti non sono più disposti a pagare vini al ristorante maggiorati del triplo (minimo) del loro prezzo sorgente, anche se il ristorante NON possiede una vera cantina, ha in carta solo le ultime annate, senza alcuna profondità, con i cartoni di vino accatastati nei corridoi che portano al cesso o direttamente nella cucina, con un sommelier (quando c'è) che capisce un decimo di quello che sa il cliente stesso, ci sarà un perchè, no?
- se i clienti non sono più disposti a pagare le cene, le gite, i sollazzi e le chiacchiere (spesso inutili) di tutta quella massa di gente "non particolarmente stressata dal lavoro" che possono vedere al Vinitaly o in qualunque altra manifestazione vinicola, ci sarà un perchè, no?

E' ovvio che parlando genericamente di "clienti" indendo più propriamente "le diverse fasce di clientela" fra coloro che acquistano un certo vino. Clienti diversi hanno esigenze diverse: quante aziende investono per conoscere la segmentazione del proprio mercato di "clienti finali" (non il canale distrubitivo, quelli NON sono i veri clienti)?
Ma il punto è proprio questo: invece di segmentare, approfondire, capire e DARE RISPOSTE (anche differenziate) alla propria clientela, si preferisce criticarla e maltrattarla.
Manca una diffusa cultura del cliente e del servizio in questo paese. Ecco perchè faremo una brutta fine: solo per questo, non per colpa di altri.
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda fabird » 19 gen 2014 14:09

Wineduck ha scritto:Personalmente credo che tutta questa differenziazione di posizioni sul tema "visite in cantina e relativa vendita di vino" nasca dal fatto che questo è un settore molto chiuso, molto tradizionalista, autoreferenziale e che può godere ancora di margini più che buoni se non addirittura ottimi.
Se ragionassimo in termini più elementari di rapporto produttore-distribuzione-consumatore ed osservassimo quanto è accaduto in mille altri settori merceologici, non ci sarebbero dubbi sulla "strada maestra" da tenere. I fattori che regolano le scelte di ogni azienda produttrice sono molti ma io inviterei a riflettere sui "principi fondanti" che regolano (o dovrebbero regolare) ogni mercato.
1) il prezzo è quanto il cliente è disposto a riconoscere in termini monetari al VALORE ricevuto e percepito
2) la catena di distrubuzione è giusto che venga remunerata se AGGIUNGE VALORE al consumatore finale (non al produttore o a se stessa)
3) la tendenza in atto negli ultimi anni, in quasi tutti i settori (anche quello agricolo, per esempio), è quella di DISINTERMEDIARE la distribuzione, eliminando o riducendo quei passaggi che avevano senso in un mercato ristretto e poco trasparente (epoca pre-internet) ma che atttualmente finiscono solo per penalizzare dal punto di vista del servizio e del relativo costo il consumatore finale;
4) il sistema di distribuzione dovrebbe essere progettato partendo dai propri clienti, cioè dalle loro esigenze e desideri, con il fine di renderli sempre più soddisfatti e fidelizzati al proprio brand (e per la propria comodità o perchè "così fa tutti"...).

Specialmente l'ultimo punto manca ancora quasi totalmente nel "sistema vino": in questo thread ho letto di produttori che vogliono risparmiare tempo, di addetti vendite che devono difendere il loro lavoro con le reti commerciali, di agenti che devono difendere la loro pagnotta, ecc. Tutti bravi, tutto giusto. peccato che vi dimentichiate sistematicamente di quel tizio che "CACCIANDO I PROPRI DENARI" tiene in piedi tutte queste belle strutturine, finendo per pagare stipendi, rimborsi, contributi, ecc. IL CLIENTE...

Quindi:
- se ci sono clienti che "vogliono risparmiare" (che scandalo!) non sarebbe il caso di farsi una domanda sul perchè? (invece di demonizzarli)
- se ci sono clienti che ritengono che non sia giusto pagare la stessa quantità di euro al produttore richiesta dall'enoteca del centro città, quella con i faretti puntati sulle bottiglie, nessun sistema di climatizzazione, nessuna cantina sottteranea, nessuna praparazione profonda nel capire e descrivere un vino, nessuna abilità di trasmettere un minimo di "emozione" ma solo un contenitore di vetro con del liquido idroalcolico dentro, ci sarà un perchè, no?
- se più i clienti sono preparati e competenti di vino e più tendono ad andare direttamente da chi produce per capirlo, conoscerlo ed ascoltarlo, ci sarà un perchè, no?
- se i clienti non sono più disposti a pagare vini al ristorante maggiorati del triplo (minimo) del loro prezzo sorgente, anche se il ristorante NON possiede una vera cantina, ha in carta solo le ultime annate, senza alcuna profondità, con i cartoni di vino accatastati nei corridoi che portano al cesso o direttamente nella cucina, con un sommelier (quando c'è) che capisce un decimo di quello che sa il cliente stesso, ci sarà un perchè, no?
- se i clienti non sono più disposti a pagare le cene, le gite, i sollazzi e le chiacchiere (spesso inutili) di tutta quella massa di gente "non particolarmente stressata dal lavoro" che possono vedere al Vinitaly o in qualunque altra manifestazione vinicola, ci sarà un perchè, no?

E' ovvio che parlando genericamente di "clienti" indendo più propriamente "le diverse fasce di clientela" fra coloro che acquistano un certo vino. Clienti diversi hanno esigenze diverse: quante aziende investono per conoscere la segmentazione del proprio mercato di "clienti finali" (non il canale distrubitivo, quelli NON sono i veri clienti)?
Ma il punto è proprio questo: invece di segmentare, approfondire, capire e DARE RISPOSTE (anche differenziate) alla propria clientela, si preferisce criticarla e maltrattarla.
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chissà se tu fossi dalla parte opposta avresti le stesse idee.
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda Wineduck » 19 gen 2014 14:53

fabird ha scritto:chissà se tu fossi dalla parte opposta avresti le stesse idee.


Intanto ti ringrazio: quando parlo di arretratezza culturale del nostro mercato, di scarsa centralità del cliente, ecc. mi riferisco proprio a ragionamenti come quello che hai appena espresso. Molti queste cose le pensano ma non le dicono, tu invece hai anche il coraggio di scriverle: questi outing sono fondamentali per darsi una spiegazione razionale al nostro incessante declino economico.
Nello specifico ti assicuro che io ci "sono dall'altra parte" e la penso diversamente da te e dagli altri sopra descritti ma senza alcun merito personale. Io semplicemente opero in un settore senza alcuna protezione, privilegio e tutela. Mettere il cliente in testa a tutti i propri pensieri e al centro di tutti i processi è un'esigenza di sopravvivenza, non una virtù particolare.
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda il chiaro » 19 gen 2014 15:49

Wineduck ha scritto:Personalmente credo che tutta questa differenziazione di posizioni sul tema "visite in cantina e relativa vendita di vino" nasca dal fatto che questo è un settore molto chiuso, molto tradizionalista, autoreferenziale e che può godere ancora di margini più che buoni se non addirittura ottimi.
Se ragionassimo in termini più elementari di rapporto produttore-distribuzione-consumatore ed osservassimo quanto è accaduto in mille altri settori merceologici, non ci sarebbero dubbi sulla "strada maestra" da tenere. I fattori che regolano le scelte di ogni azienda produttrice sono molti ma io inviterei a riflettere sui "principi fondanti" che regolano (o dovrebbero regolare) ogni mercato.
1) il prezzo è quanto il cliente è disposto a riconoscere in termini monetari al VALORE ricevuto e percepito
2) la catena di distrubuzione è giusto che venga remunerata se AGGIUNGE VALORE al consumatore finale (non al produttore o a se stessa)
3) la tendenza in atto negli ultimi anni, in quasi tutti i settori (anche quello agricolo, per esempio), è quella di DISINTERMEDIARE la distribuzione, eliminando o riducendo quei passaggi che avevano senso in un mercato ristretto e poco trasparente (epoca pre-internet) ma che atttualmente finiscono solo per penalizzare dal punto di vista del servizio e del relativo costo il consumatore finale;
4) il sistema di distribuzione dovrebbe essere progettato partendo dai propri clienti, cioè dalle loro esigenze e desideri, con il fine di renderli sempre più soddisfatti e fidelizzati al proprio brand (e per la propria comodità o perchè "così fa tutti"...).

Specialmente l'ultimo punto manca ancora quasi totalmente nel "sistema vino": in questo thread ho letto di produttori che vogliono risparmiare tempo, di addetti vendite che devono difendere il loro lavoro con le reti commerciali, di agenti che devono difendere la loro pagnotta, ecc. Tutti bravi, tutto giusto. peccato che vi dimentichiate sistematicamente di quel tizio che "CACCIANDO I PROPRI DENARI" tiene in piedi tutte queste belle strutturine, finendo per pagare stipendi, rimborsi, contributi, ecc. IL CLIENTE...

Quindi:
- se ci sono clienti che "vogliono risparmiare" (che scandalo!) non sarebbe il caso di farsi una domanda sul perchè? (invece di demonizzarli)
- se ci sono clienti che ritengono che non sia giusto pagare la stessa quantità di euro al produttore richiesta dall'enoteca del centro città, quella con i faretti puntati sulle bottiglie, nessun sistema di climatizzazione, nessuna cantina sottteranea, nessuna praparazione profonda nel capire e descrivere un vino, nessuna abilità di trasmettere un minimo di "emozione" ma solo un contenitore di vetro con del liquido idroalcolico dentro, ci sarà un perchè, no?
- se più i clienti sono preparati e competenti di vino e più tendono ad andare direttamente da chi produce per capirlo, conoscerlo ed ascoltarlo, ci sarà un perchè, no?
- se i clienti non sono più disposti a pagare vini al ristorante maggiorati del triplo (minimo) del loro prezzo sorgente, anche se il ristorante NON possiede una vera cantina, ha in carta solo le ultime annate, senza alcuna profondità, con i cartoni di vino accatastati nei corridoi che portano al cesso o direttamente nella cucina, con un sommelier (quando c'è) che capisce un decimo di quello che sa il cliente stesso, ci sarà un perchè, no?
- se i clienti non sono più disposti a pagare le cene, le gite, i sollazzi e le chiacchiere (spesso inutili) di tutta quella massa di gente "non particolarmente stressata dal lavoro" che possono vedere al Vinitaly o in qualunque altra manifestazione vinicola, ci sarà un perchè, no?

E' ovvio che parlando genericamente di "clienti" indendo più propriamente "le diverse fasce di clientela" fra coloro che acquistano un certo vino. Clienti diversi hanno esigenze diverse: quante aziende investono per conoscere la segmentazione del proprio mercato di "clienti finali" (non il canale distrubitivo, quelli NON sono i veri clienti)?
Ma il punto è proprio questo: invece di segmentare, approfondire, capire e DARE RISPOSTE (anche differenziate) alla propria clientela, si preferisce criticarla e maltrattarla.
Manca una diffusa cultura del cliente e del servizio in questo paese. Ecco perchè faremo una brutta fine: solo per questo, non per colpa di altri.


Tutto molto bello. Però Ale quei clienti di cui parli ai punti qui sopra sono lo 0,0 %.
Per cui per un Rinaldi che vende tutto il vino in prenotazione, anche a privati che però rappresentano lo 0,0% di cui sopra, ci sono un migliaio di cantine che hanno come clientela il restante 99,99% e che difficilmente verranno mai a contatto diretto con essi. Ecco che l'enoteca serve a raggiungerli.
Dippiù: l'appassionato una volta va in cantina da X, l'anno dopo invece va da Y e poi da Z.... E l'alfabeto è lungo. Quello che invece non ha il tempo di scarrozzarsi tra Langhe & C. trova comode un paio di enoteche nella propria città.
Poi c'è il punto di vista della cantina che, avendo accontentato il privato sul prezzo di 12/18 bottiglie, scopre che quel paio di enoteche di cui sopra hanno smesso di comprare le 120/180 bottiglie annue proprio per quel prezzo "particolare" di 12/18 bottiglie al privato. I conti son presto fatti.
Io, che come ben sai lavoro in questo settore, non difendo una o l'altra posizione, ma quando devo scegliere con che cantina lavorare i conti li faccio sapendo che il mio cliente principale è l'enoteca e il ristorante, non il privato.
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda gabriele succi » 19 gen 2014 15:58

Wineduck ha scritto:... in questo thread ho letto di produttori che vogliono risparmiare tempo...

Non scrivere al plurale...scrivi al singolare...l'unico produttore che ha scritto sono io...
Mi pare...

Il cliente certo che deve essere salvaguardato...l'ho scritto nel mio primo post in questo 3ad...
il problema è che il tempo si paga...
Se viene il fabbro a cambiarmi la serratura, mi chiede 30 € di chiamata e 40 € all'ora...
Se viene l'elettricista ancora qualcosa in più...
Io che dedico tempo e materia ai miei clienti, cosa devo fare? Dimmi te...
Se loro, giustamente, vogliono risparmiare qualcosa, è giusto che vadano nel luogo dove spendono meno...nel mio caso (e parlo per me visto che la mia realtà la conosco) è in cantina o tramite la vendita on-line dove sul mio sito i prezzi sono scritti chiari e tondi...
Né più né meno...
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda il chiaro » 19 gen 2014 16:31

Cristianmark ha scritto:
il chiaro ha scritto:
gianni femminella ha scritto:
videodrome ha scritto: Il consiglio inoltre è quello di evitare la vendita diretta se i prezzi non abbiano un minimo di convenienza nell'acquisto rispetto all'enoteca. Con l'esperienza ho depennato la visita alle cantine che vendevano i loro vini ai prezzi maggiori che le enoteche. Infine un piccolo spunto polemico: generalizzo un po', ma andando in Langa è possibile frequentemente acquistare in cantina a prezzi inferiori, mentre in toscana è molto molto più difficile...


Un po' di convenienza all'acquisto diretto in cantina mi sembra una aspettativa logica. Non credo nemmeno possa arrecare tutto questo gran danno ai distributori.


Io dico che non sapete di cosa state parlando.
Non capisco perchè uno che si scarrozza qualche centinaia di km debba avere il diritto di comprare a prezzi più bassi. Quindi un Siciliano che va in Alto Adige il vino lo deve aver gratuito? Voi non avete idea di quanto rompa i quaglioni il cliente finale di un'enoteca e, di conseguenza, di quanto stia attento l'enotecaro a certe dinamiche di prezzo. Avrei una serie di aneddoti (tutti fondamentalmente smili tra loro) che si concludono con la seguente comprensibile frase dell'enotecaro: "..... Quindi quel vino non lo compro più, se lo vendano da soli!" Evidentemente in Toscana l'hanno capita, in Piemonte quasi, ma ci arriveranno a breve.
E poi, scusate, ma il produttore vi dedica del tempo e del vino per la visita e poi magari due fettine sottili di natica sinistra e ancora vogliamo lo sconto? Madddaaiiiii


Dissento, e pure tanto.
Fatti un giro in alto adige x le degustazioni.
Amen


Sono tardo, spiegami meglio.
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda alì65 » 19 gen 2014 16:35

per certi versi la ragione sta nel mezzo ma è anche normale che ognuno lo veda dall propria parte della barricata
chi acquista vorrebbe spendere sempre meno, chi vende la giusta remunerazione.......lo vorrei anch'io ma non sempre è possibile (parlo della remunerazione)

Gabri, se il prezzo degli artigiani della tua zona è quello vengo dalle tue parti a lavorare...... :shock:
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda Ziliovino » 19 gen 2014 16:38

Periodicamente è una discussione che si ripropone, ed ognuno la vede sempre a modo suo...

E che la verità (come in "quasi tutte" le cose della vita) stia nel mezzo? Sono sempre le situazioni che stanno all'estremo a dare problemi all'una o all'altra parte (prezzi troppo bassi in cantina danneggiano la catena distributiva, viceversa troppo alti infastidiscono il cliente...)
Credo che la situazione ideale sia avere i prezzi in cantina leggermente inferiori a quelli a scaffale, la cosa non infastidisce nessuno e tutti sono contenti, non è difficile... E parlo conoscendo la situazione da entrambe le parti.

Credo comunque che l'enoteca che si sente in difficoltà perchè "qualcuno" vende a prezzi più bassi dei suoi (ed in quel "qualcuno" oggi la lista è lunga: produttore, enoteca on-line, GDO, "amico" del rappresentante, forum GR, e-bay, venditori on-line che rivendono da fallimenti/chiusure/furti/sottocosto perchè poi tanto non pago il fornitore... etc...), forse qualche problemino ce l'ha: non offre valore aggiunto al prodotto, e cambiare semplicemente il produttore da offrire a scaffale credo non cambi molto la situazione.

Da parte del produttore mi aspetto solo che ci sia chiarezza: faccio/non faccio visite in cantina, solo in questi giorni e/o orari, vendo/non vendo in cantina, e credo che prenotare sia solo segno d'educazione andando in casa d'altri. Se improvviso, giustamente qualsiasi risposta di qualsiasi tipo da parte del produttore va accettata, e basta.

PS: se parto da per es. da Milano, e vado a Barolo a comprare direttamente da un produttore 12/18 bottiglie e penso di risparmiare, o il produttore vende davvero a prezzi molto bassi, oppure è meglio che verifico con viamichelin i costi vivi di benzina/autostrada/tempo... Perchè se ci vado è decisamente per gli altri motivi che una visita mi può dare, e un eventuale risparmio può solo farmi piacere, e al massimo ammortizzare le spese.
Ultima modifica di Ziliovino il 19 gen 2014 16:46, modificato 1 volta in totale.
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda il chiaro » 19 gen 2014 16:45

videodrome ha scritto:
il chiaro ha scritto:
gianni femminella ha scritto:
videodrome ha scritto: Il consiglio inoltre è quello di evitare la vendita diretta se i prezzi non abbiano un minimo di convenienza nell'acquisto rispetto all'enoteca. Con l'esperienza ho depennato la visita alle cantine che vendevano i loro vini ai prezzi maggiori che le enoteche. Infine un piccolo spunto polemico: generalizzo un po', ma andando in Langa è possibile frequentemente acquistare in cantina a prezzi inferiori, mentre in toscana è molto molto più difficile...


Un po' di convenienza all'acquisto diretto in cantina mi sembra una aspettativa logica. Non credo nemmeno possa arrecare tutto questo gran danno ai distributori.


Io dico che non sapete di cosa state parlando.
Non capisco perchè uno che si scarrozza qualche centinaia di km debba avere il diritto di comprare a prezzi più bassi. Quindi un Siciliano che va in Alto Adige il vino lo deve aver gratuito? Voi non avete idea di quanto rompa i quaglioni il cliente finale di un'enoteca e, di conseguenza, di quanto stia attento l'enotecaro a certe dinamiche di prezzo. Avrei una serie di aneddoti (tutti fondamentalmente smili tra loro) che si concludono con la seguente comprensibile frase dell'enotecaro: "..... Quindi quel vino non lo compro più, se lo vendano da soli!" Evidentemente in Toscana l'hanno capita, in Piemonte quasi, ma ci arriveranno a breve.
E poi, scusate, ma il produttore vi dedica del tempo e del vino per la visita e poi magari due fettine sottili di natica sinistra e ancora vogliamo lo sconto? Madddaaiiiii

Innanzitutto io non pretendo nulla, faccio solo qualche considerazione relativamente ai costi e al mio portafoglio, come cliente. Mai preteso sconti perché venivo da lontano.... :D
Dico che è questione di logica, semplice semplice...
Se devo pagare una bottiglia in cantina sobbarcandomi 300 km con relative spese allo stesso prezzo della enoteca a 10 km da casa mia (che poi mi fa lo sconto perchè magari acquisto spesso), me ne resto a casa.
Se mi va invece di incontrare il produttore lo vado a trovare senza pretendere nulla, solo per il piacere di stare in azienda e poter imparare qualcosa e ci andrei anche se non vendesse. Ciò che intendo dire è che non è la vendita diretta in cantina (se non nei casi in cui effettivamente ho un risparmio) ciò che mi spinge a fare visita ad un produttore, ma ben altre considerazioni, l'empatia innanzitutto.


Ecco, uno dovrebbe farsi bastare l'empatia come risultato della gita, invece sembra (non faccio riferimento a te) che se non si viene a casa con un paio di cartoni economicamente vantaggiosi si pensi di esser stati frodati.
L'aver toccato con mano il lavoro di un vignaiolo, aver ascoltato la sua storia, il perchè e il percome di certe decisioni, aver condiviso qualche bicchiere di vino e magari pure del salame, il tempo dedicato..... Potranno valere qualche spicciolo in più.

Poi vorrei aggiungere che dovremmo smetterla di pensare di esser portatori di chissà quale pubblicità clamorosa quando delle 6 bottiglie acquistate ne beviamo un paio in compagnia con altri amici. Per carità, son dell'idea che il passaparola sia un ottimo veicolo, ma pensare di cambiare le sorti commerciali di una cantina con quelle 6 bottiglie acquistate a prezzo friendly.....
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda Teddy » 19 gen 2014 17:05

alì65 ha scritto:Gabri, se il prezzo degli artigiani della tua zona è quello vengo dalle tue parti a lavorare...... :shock:


Se sono fatturati non mi sembrano proprio alti. Tuttaltro.
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda george7179 » 19 gen 2014 17:09

Ho scritto chiaramente che non ho sicuramente cambiato il bilancio della cantina con i miei acquisti, ma se tutti i clienti che passano da quelle parti ne uscissero soddisfatti come me forse qualcosa di interessante potrebbe uscirne!

Ad ogni modo, sono molto d'accordo con Alessandro, le osservazioni fatte le codivido appieno... ho lavorato per alcuni anni al post vendita in un settore completamente diverso da quello del vino e quasi nella totalità dei casi mi sono sempre sentito dire dai clienti che uno dei motivi per cui ritornavano a comprare era l'orientamento al cliente del titolare/azienda!

poi ovviamente è giustissimo che ognuno difenda i propri interessi!
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda Wineduck » 19 gen 2014 17:15

il chiaro ha scritto:Tutto molto bello. Però Ale quei clienti di cui parli ai punti qui sopra sono lo 0,0 %.

No leggi bene: ho scritto che ci sono clienti e clienti, infatti la clientela andrebbe segmentata per dare a ciascuno la propria soddisfazione. Io non sto assolutamente parlando solo degli appassionati evoluti, se permetti il marketing lo "frequento" da qualche decennio. Ho però il sopsetto che tu continui a pensare che tutti i consumatori abbiano l'anello al naso o siano solo dei "gadani" che vogliono la forma e non la sostanza (cioè un'alta qualità del servizio).

il chiaro ha scritto:Per cui per un Rinaldi che vende tutto il vino in prenotazione, anche a privati che però rappresentano lo 0,0% di cui sopra,

Questo è un dato proprio sbagliato: a me Beppe lo ha raccontato quanto rappresentano le vendite dirette nella sua "torta" delle vendite annuali. Per questo motivo adesso si può permettere di rifiutare le allettanti afferte di importatori stranieri che gli vorrebbero comprare tutta la produzione in un colpo solo. Le aziende di fascia alta (qualitativa, non di prezzo) devono avere un rapporto diretto con i consumatori finali: è fondamentale per la loro sopravvicenza nel lungo periodo ed un bene per tutto il resto del mercato. Beppe non è l'unico nelle Langhe a portare avanti questa politica commerciale: io sono cliente di almeno altre 3 cantine che puntano soprattutto sui privati. Non devono nemmeno stressarsi più di tanto per i punteggi delel guide e di Parker, hanno incassi sicuri e fluenti e non devono fare odiosi icnontri con "la forza vendita". E' un lavoro lungo periodo, servono anni, forse decenni, però poi l'azienda vive decisamente meglio.

il chiaro ha scritto:ci sono un migliaio di cantine che hanno come clientela il restante 99,99% e che difficilmente verranno mai a contatto diretto con essi. Ecco che l'enoteca serve a raggiungerli.
Dippiù: l'appassionato una volta va in cantina da X, l'anno dopo invece va da Y e poi da Z.... E l'alfabeto è lungo. Quello che invece non ha il tempo di scarrozzarsi tra Langhe & C. trova comode un paio di enoteche nella propria città.

Mai negata l'utilità delle enoteche e di tutto il settore horeca in generale. Però molti di loro si devono dare una sveglia e capire che è iniziata una trasformazione irreversibile della distribuzione che sta interessando anche loro. Molti stanno chiudendo e molti chiuderanno: solo quelli che si adegueranno (e ci sono, te lo assicuro) sopravviveranno. Non faccio esempi perchè tanto se uno ha la sensibilità per "vedere" certe cose, sa già di cosa parlo; se non ce l'ha, sarebbe tempo perso.


il chiaro ha scritto:Poi c'è il punto di vista della cantina che, avendo accontentato il privato sul prezzo di 12/18 bottiglie, scopre che quel paio di enoteche di cui sopra hanno smesso di comprare le 120/180 bottiglie annue proprio per quel prezzo "particolare" di 12/18 bottiglie al privato. I conti son presto fatti.

Qui ti contraddici :lol: : se, come hai scritto prima, questi clienti rappresentassero lo 0.0% perchè mai l'enoteca se la dovrebbe prendere per questo tipo di vendite sporadiche? La verità, come ha già spiegato bene zillovino, è che la maggior parte delle enoteche, NON AGGIUNGE alcun VALORE al prodotto e quindi il cliente tende a non riconoscergli il ricarico. Il mercato avrà molti difetti ma è naturale come l'acqua del ruscello di montagna: va dove lo porta la pendenza. Se non c'è pendenza (leggi valore), non c'è acqua (ovvero soldi). I discorsi sul giusto-non giusto, oppure "la verità sta nel mezzo" (questo mi fa scompisciare dal ridere :lol:) e altre simili cagate (con rispetto parlando), stanno a zero!

il chiaro ha scritto:Io, che come ben sai lavoro in questo settore, non difendo una o l'altra posizione, ma quando devo scegliere con che cantina lavorare i conti li faccio sapendo che il mio cliente principale è l'enoteca e il ristorante, non il privato.


Non difendi nessuna posizione?? :lol: :lol: :lol:
Se non sapessi che scrivi seriamente, ti proporrei per una parte a Zelig... :lol: Premesso che è pienamente legittimo che tu difenda la tua corporazione, ti assicuro che sei asserragliato su posizioni che definire "reazionarie e settarie" è quasi minimalista. Già il solo fatto che tu sostenga che "il mio cliente principale è l'enoteca e il ristorante", è indice del fatto che non hai ancora capito come sta cambiando il sistema di distribuzione in generale. I tuoi "clienti", se non ci fossero quelli che BEVONO (o perlomeno stappano) e PAGANO IL CONTO, sai dove potrebbero metterseli tutti quei cartoni di vino? :lol:
Ma il tuo pensiero rapperesenta bene il pensiero che sta alla base dei disastri "stile anni '90" che sono stai fatti nel mondo della ristorazione e della distribuzione di vino: piccoli imprenditori che gonfiavano a dismisura i propri magazzini (molti manco avevano la cantina) riempiendoli di vini punteggiati e premiati, convinti che si trattasse di un "ottimo investimento" con cui avrebbero fatto i soldi... :lol: (e le banche criminali che li finanziavano pure... :evil: )
L'11 settembre 2001, insieme ai poracci che sono morti a NYC, sono crollati anche tutti i lolo sogni di "guadagno speculativo facile".... :twisted:
Speravo che in oltre 12 anni, questa generazione di imprenditori horeca fosse scomparsa... :(
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda il chiaro » 19 gen 2014 17:20

alì65 ha scritto:per certi versi la ragione sta nel mezzo ma è anche normale che ognuno lo veda dall propria parte della barricata
chi acquista vorrebbe spendere sempre meno, chi vende la giusta remunerazione.......lo vorrei anch'io ma non sempre è possibile (parlo della remunerazione)

Gabri, se il prezzo degli artigiani della tua zona è quello vengo dalle tue parti a lavorare...... :shock:


Qui non si tratta di opinioni. Se scrivo che l'enotecaro ragiona in un certo modo è perchè l'ho provato sulla mia pelle. E poi ho mollato l'azienda che svendeva al privato.
Sono appena stato in Toscana a parlare con un'azienda. Prima giro in vigna, poi in cantina. Assaggio dai legni e dalle vasche e poi abbiamo aperto le bottiglie tutto ok, prezzi ok, provvigioni ok. Mancava solo la questione prezzo in cantina: la tizia è gia stata scottata dalla questione, ha rivisto la propria politica ed ora è contenta perchè l'enoteca riesce a invece di sentirsi dire: "l'anno prossimo arrangiati!" parlo di azienda che fa 30000 bottiglie. Le aziende da 3 milioni di bottiglie se sono serie non svaccano mai.

Claudio, da te i prezzi per un mobile al privato erano più bassi di quelli per il mobiliere che ti faceva lavorare tutto l'anno? E perchè?
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda alì65 » 19 gen 2014 17:45

il chiaro ha scritto:
alì65 ha scritto:per certi versi la ragione sta nel mezzo ma è anche normale che ognuno lo veda dall propria parte della barricata
chi acquista vorrebbe spendere sempre meno, chi vende la giusta remunerazione.......lo vorrei anch'io ma non sempre è possibile (parlo della remunerazione)

Gabri, se il prezzo degli artigiani della tua zona è quello vengo dalle tue parti a lavorare...... :shock:



Claudio, da te i prezzi per un mobile al privato erano più bassi di quelli per il mobiliere che ti faceva lavorare tutto l'anno? E perchè?


il mio non è commercio, non devo vendere un prodotto che ho in magazzino ma lo confeziono su misura, difficile dire che il prezzo di uno è più alto o più basso, non sono mai la stessa cosa...
io non ho un listino perché per me è impossibile, raramente mi è capitato di fare un mobile uguale all'altro, solo in caso di abitazioni a schiera uguali di metratura e il prezzo orario non lo conteggio più perché nessuno te lo paga più, semplice....orami il tempo impiegato (o perso dipende da come uno la vede) non è più considerato, chi lo fa e lo conteggia non lavora più, prezzo troppo alto.....
questo per quanto riguarda la mia esperienza
ma a parte questo il discorso privato a volte è diverso da quello che è il giro "professionale" e qui mi fermo perché non voglio entrare in campi minati sui prezzi ufficiali o meno, in tutti questi anni mi è capitato di tutto per questo sostengo che a volte non ne vale la pena
io giro solo per conoscenza e bagaglio personale, per quello che il posto e i loro protagonisti mi lasciano, nel bene o nel male e questo (per fortuna non sempre) mi si trasferisce sui suoi vini o altri prodotti; un personaggio simpatico e disponibile sarà sicuramente visto meglio anche come acquisto dei suoi prodotti che siano da lui o in enoteca, e-commerce o privati
quando il tipo è antipatico e scontroso, poco incline alla conversazione mi indispone anche nell'acquisto; devo dire che ultimamente me ne frego un po' di più, se il valore è molto alto ci passo sopra, se voglio i suoi vini a tutti i costi pace, sarà st@@@zo ma chissenefrega......
mi è capitato anche il personaggio talmente disponibile che al momento dell'acquisto (già prenotato) mi sento una puntina fastidiosa nel fondo schiena, saranno anche prezzi "onesti" ma quella sensazione è molto fastidiosa, in Francia si divertono a ficcarcelo in c@@o!!!! :evil: :evil:

questa primavera voglio andare in Sicilia (se riesco) ma mica per comprare vino, quello te lo spediscono già, è per capire le zone che amo, per entrare in sintonia col territorio, con i suoi colori, odori e profumi, con le persone che lo abitano......è tutto un altro gusto!!!

non ricordo più quello che ho scritto ma va bene così, pardon!!!
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda Wineduck » 19 gen 2014 17:49

gabriele succi ha scritto:
Wineduck ha scritto:... in questo thread ho letto di produttori che vogliono risparmiare tempo...

Non scrivere al plurale...scrivi al singolare...l'unico produttore che ha scritto sono io...
Mi pare...

Il cliente certo che deve essere salvaguardato...l'ho scritto nel mio primo post in questo 3ad...
il problema è che il tempo si paga...
Se viene il fabbro a cambiarmi la serratura, mi chiede 30 € di chiamata e 40 € all'ora...
Se viene l'elettricista ancora qualcosa in più...
Io che dedico tempo e materia ai miei clienti, cosa devo fare? Dimmi te...
Se loro, giustamente, vogliono risparmiare qualcosa, è giusto che vadano nel luogo dove spendono meno...nel mio caso (e parlo per me visto che la mia realtà la conosco) è in cantina o tramite la vendita on-line dove sul mio sito i prezzi sono scritti chiari e tondi...
Né più né meno...


Scrivo al plurale perchè non sei l'unico che ha questo pensiero, tu hai il coraggio di scriverle certe cose ma la stragrande maggioranza dei micro imprenditori (sotto i 10 addetti) italiani la pensa come te. Purtroppo.
Il punto centrale è proprio quelle che hai ben evidenziato in questa frase:
il problema è che il tempo si paga...
Di solito me lo sento dire dai professionisti protetti dagli ordini professionali ma se me lo dice anche un viticoltore comincio a preoccuparmi. Siete abituati a pensare alla vostra attività solo dal punto di vista interno e non con gli occhi di chi guarda da fuori la complesssità del mercato, cioè coloro che possono scegliere fra un'infinità di prodotti alternativi, con mille prezzi diversi e soprattutto un'infinita gamma di soluzioni di SERVIZIO che soddisfano le proprie esigenze.
Il vostro tempo vale .... e QUELLO DEL CLIENTE INVECE? :lol: :lol: :lol: Quelli bravi, importanti, da tutelare, da accudire e proteggere, siete solo voi. Quello che paga invece deve andare come un bravo agnellino nell'enoteca che gli indicate voi, a pagare il prezzo che gli indicate voi e accontentarsi del servizio che gli fornisce la vostra distribuzione.... SE NON CI FOSSE DA PIANGERE, ci sarebbe da ridere.
Dovete solo ringraziare che per adesso la nostra cultura del mercato è mediamente bassa o bassissima (ad esempio: da noi molte persone, anche giovani, sono intimorite nell'entrare dentro un negozio e si "vergongnano" a chiedere il rispetto dei propri diritti di consumatori). Siamo un paese in cui l'offerta ha dominato sulla domanda per decenni. Lentamente le cose stanno cambiando e questa crisi (per fortuna, ci sono anche gli aspetti positivi) sta accelerando il processo.
Per tornare sul concreto, ti consiglio una gitarella in Alsazia, regione francese che (per fortuna) ha molto poco di francese e molto di mitteleuropeo. Troverai cantine piccole o piccolissime (quelle che non sono a conduzione familiare credo siano una manciata rispetto alle migliaia presenti) tutte dotate di vendita diretta, con prezzi commoventi per i nostri portafogli, che praticano gli stessi prezzi al cosumatore finale e all'horeca e con una cultura del rapporto con il cliente che definire monumentale è poco. La maggior parte di loro ha nella vendita diretta la propria fonte principale di incasso, con clienti che arrivano da tutta la Francia ma anche dalla Germania, Olanda, Belgio e Scandinavia, per caricarsi scatole e scatole di vino (favorendo così un turismo enogastronomico di altissimo livello ed intensità). Per tutti basti l'esempio di Madame Colette Faller, una donna fantastica, un vero monumento vivente del vino di alta qualità, una che si potrebbe permettere di vivere in vacanza tutto l'anno alle isole Samoa e che invece segue con passione e dedizione la parte più importante del suo lavoro: ricevere, parlare ed ascoltare i propri clienti, chiunque questi siano e da qualunque parte provengano (io e arnaldo non siamo stati un'eccezione, malgrado le nostre visite si siano svolte a 8 anni di distanza).
Dovrebbe essere un assunto per tutti: il cliente è il RE, il resto è importante ma non così fondamentale.
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sannio79
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Re: ECCO DI NUOVO LA FORUMISTA

Messaggioda sannio79 » 19 gen 2014 17:58

gabriele succi ha scritto:
Il cliente certo che deve essere salvaguardato...l'ho scritto nel mio primo post in questo 3ad...
il problema è che il tempo si paga...
Se viene il fabbro a cambiarmi la serratura, mi chiede 30 € di chiamata e 40 € all'ora...
Se viene l'elettricista ancora qualcosa in più...
Io che dedico tempo e materia ai miei clienti, cosa devo fare? Dimmi te...
Se loro, giustamente, vogliono risparmiare qualcosa, è giusto che vadano nel luogo dove spendono meno...nel mio caso (e parlo per me visto che la mia realtà la conosco) è in cantina o tramite la vendita on-line dove sul mio sito i prezzi sono scritti chiari e tondi...
Né più né meno...

Quoto alla lettera.
Mi sento di aggiungere che nella mia cantina non faccio differenza tra visitatore acculturato e non acculturato,anzi.
Mi è capitato tante volte di avere a che fare con pseudo esperti del settore in cerca di autocelebrazione,che avrei volentieri accompagnato alla porta se non fosse stato che erano ospiti nella mia azienda,che per me è casa mia.

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