L'Osservatorio Vintage - Il Trebbiano pag. 2

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Chicco76
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L'Osservatorio Vintage - Il Trebbiano pag. 2

Messaggioda Chicco76 » 16 nov 2013 02:40

Complice la serata di ieri, mi è venuta l'ispirazione di creare un post che documenti la passione che mi accomuna con altri amici sparsi per l'Italia, del forum e non, per i vini Vintage, vini con almeno 15 anni sulle spalle, opportunamente scelti serata per serata, al fine di creare eventi mirati volti alla comprensione di uno specifico tema.
Spero che anche gli altri miei compagni di bevute vogliano sostenere questo piccolo "diario" che ha come obiettivo principale il ricordo di un evento e la condivisione dello stesso. Potremmo aver cominciato prima, di serate ne sono state fatte tante e magari mai documentate, ma non è mai troppo tardi. Quello che mi fa maggiormente piacere è che oltre all'affiatamento di gruppo, i giudizi finali sulle serate sono quasi sempre abbastanza uniformi, segno di un pensiero comune e di un'allineata sensibilità a quello che ci siamo sempre trovati nel bicchiere.

Ieri sera, al Salotto Culinario di Dino De Bellis, che ha degnamente accompagnato la degustazione con piatti molto originali, equilibrati e mai banali, ci siamo cimentati in una piccola verticale di Taurasi di Mastroberardino.

Spendo due parole sull'anima di questo chef, che ho purtroppo conosciuto tardi, il quale mi sta dando prova di una creatività gastronomica accompagnata ad una tecnica moderna di tutto rilievo. E' uno chef che va lasciato libero di creare, di grande passione e mano felice nell'esecuzione, in grado di dare un notevole equilibrio ai piatti, sempre leggeri e preparati con una sapiente scelta delle materie prime. E, cosa non da poco, un signore anche nel conto finale perché portare a tavola due piatti al tartufo bianco a quel prezzo non può che far piacere !

Veniamo ai vini, forse l'argomento che interessa maggiormente. Sono stati serviti in successione

Mastroberardino Taurasi 1961
Mastroberardino Taurasi 1968 Castelfranci
Mastroberardino Taurasi 1968 Piano d'Angelo
Mastroberardino Taurasi 1968 Montemarano
Mastroberardino Taurasi 1983 Ris.
Mastroberardino Taurasi 1985




Le note ...


Mastroberardino Taurasi 1961

Al colore granato con un'evidente unghia aranciata, è un chiaro segno del suo mezzo secolo di vita. Al naso parte brodoso con lievi cenni marsalati per poi miracolosamente riprendersi su note boisè di humus, fungo secco e corteccia. Entra morbido in bocca, sosta al palato in modo abbastanza statico, chiude vellulato nel finale. Tutte le componenti sono molto integrate, acidità e sapidità accennate ma ormai in declino, tannino risolto. Un vino ancora vivo, dal fascino decadente e dal profilo decisamente autunnale. Aperto un decennio fa avrebbe dato forse soddisfazioni migliori


Mastroberardino Taurasi 1968 Castelfranci

Al colore granato intenso senza cedimenti sull'unghia. Al naso parte fruttato, note di amarena e frutta di bosco fresca, penalizzato lievemente da un sentore acetico e una nota di silicone che fortunatamente sparisce col passare delle ore per poi ripulirsi completamente. Escono anche note di cipria ed incenso a completare il quadro. Entra sussurrato in bocca, sosta al palato con grande potenza e regala un finale lungo, persistente e lievemente erbaceo. Un vino disarmante se consideriamo l'annata e il tempo che ha sostato in bottiglia, le componenti acide e sapide sono presenti anche se poco integrate, l'acidità è quella del frutto, che rinfresca e invoglia la beva, pecca il tannino fitto ma un po' asciugante. Il sorso è fruttato ma il peso specifico di questo cru non regge il confronto con i due successivi. Esuberante e indomabile, a trovargli un difetto può darsi che non raggiungerà mai una vera integrazione, ma ad avercene ... sul mio personale cartellino 93p


Mastroberardino Taurasi 1968 Piano d’Angelo

Al colore granato intenso e brillante senza cedimenti sull'unghia. Al naso parte compresso per aprirsi meravigliosamente dopo una decina di minuti. La prima nota che fa capolino è un’amarena intensissima, seguita da una mora altrettanto evidente. Si susseguono note di confettura fresca che virano col tempo sull’alloro, salvia, erbe aromatiche varie. Esce dopo un paio d’ore anche un gradevolissimo tartufo nero e una pepata speziatura. Entra in punta di piedi, ma si dispiega subito al palato con una classe ed una potenza inusuali, che ti avvolgono il palato in una carezzevole morsa, chiudendo lunghissimo e persistente. Qui tutto è fuso meravigliosamente, si percepiscono chiaramente una vivissima acidità del frutto e una minerale sapidità che sposano un frutto ancora nitido e chiaro, percepito nella dolcezza del finale. Il tannino è puro velluto, non ci sono spigolature o amarezze. Si entra nell’olimpo dei grandissimi, la leggerezza di questo vino né è il primo segnale. Non si parla ovviamente di diluizione ma di concentrazione e di peso specifico in punta di piedi. Non credo che potrà migliorare ulteriormente, così com’è fa vibrare ! Il suo profilo aristocratico e borgognone ha conquistato tutti … sul mio personale cartellino 96p


Mastroberardino Taurasi 1968 Montemarano

Al colore granato intenso e brillante senza cedimenti sull'unghia. Al naso fa capolino la ciliegia ma subito dopo esplode la più bella e nitida amarena mai sentita, che accompagnerà il vino per tutta la serata, condita con note rocciose e minerali. Sul finale esce la speziatura ma il fruttato la fa sempre da padrone. Entra anch’esso in punta di piedi, ma poi al palato esplode una vera bomba di potenza, impressiona la larghezza del sorso che sembra roteare in bocca. Altrettanto impressionante il finale che chiude lunghissimo e persistente ma ancora più dolce del precedente. Acidità del frutto e mineralità sapida in prima linea ma amplificati e vivissimi, impressiona il peso specifico del vino, il più possente dei tre, che genera una progressione inarrestabile sino alla chiusura, dolce e sensuale, potente e verticale. Il tannino è fittissimo, dolce, carezzevole e perfettamente integrato. Ad ogni sorso una vibrazione fa sognare e riflettere. Vero detentore del trono di questa disfida, si merita il podio più alto per la sua capacità di stupire in potenza e finezza e per il radioso futuro che lo aspetta ancora. Un fuoriclasse campano travestito da campione di Serralunga … sul mio personale cartellino 97p


Mastroberardino Taurasi 1983 Ris.

Al colore un granato intenso e cupo, senza cedimenti alcuno. Al naso un ventaglio di frutta rossa e note minerali e rocciose. Con passare del tempo escono nette sensazioni di china e scorza d’arancia. Entra prepotente quasi a voler dimostrare il suo valore e la sua potenza, sosta al centro molto largo per poi chiudere in modo deciso e prolungato. Non vuole sfigurare al fianco dei compagni e non lo fa per niente ! Ci comunica di essere ancora giovane, con un’acidità del frutto ben marcata ed una sapidità ancora ribelle. Il tannino è fitto ma ancora scomposto, si dovrà integrare col tempo. Il frutto è meno nitido e il peso specifico purtroppo non è al pari dei precedenti ma si difende, è un ottimo gregario di batteria. Mi ha impressionato la sua identità territoriale, non spiazza ma lascia il segno.


Mastroberardino Taurasi 1985

Al colore un granato molto cupo e poco brillante. Al naso parte maluccio, cartonato e straccio bagnato ma poi migliora con l’aerazione, sventagliando una bella mora e un sentore vegetale che non disturba. Col passare del tempo escono note affumicate, animali, uno stallatico che non da eccessivamente fastidio perché in sordina. Entra deciso, sosta largo al palato per chiudere molto verticale, un po’ diluito e scivoloso. Tutte le componenti sono coperte da un frutto scuro, ma l’acidità è ancora viva e percettibile. Un po’ di sapidità in più non avrebbe guastato. E’ poco progressivo, il tannino asciuga e il finale è leggermente amaro. Identità territoriale in primis, forse un’annata gestita con poca definizione.


Serata molto soddisfacente, grande apporto culturale per una denominazione che necessitava di un simile approfondimento. Qualche nota di contorno …
I tappi erano talmente incollati che avevano sigillato il vino, solo con le lame siamo riusciti ad aprirli, però hanno fatto il loro sporco lavoro ed i vini sono arrivati ad oggi integri. Mi hanno colpito le capsule, piombate in tutte le bottiglie tranne nelle riserve del 68 che sembravano di carta, quasi a dare poca importanza. Interessante invece notare che i tappi di tutti i 68 erano gli unici marchiati con l’annata, quasi avesse già voluto all’epoca dare un segno distintivo, però non vi so dire se in altre annate sia stato sempre anonimo. Le bottiglie, per paura di una caduta repentina, sono state aperte all’ultimo prima di cena, la scelta è stata azzeccata non tanto per la nostra paura iniziale quanto per il fatto che ha iniziato da subito una progressione monumentale. Nessun vino si è seduto anzi, alcuni sono partiti male e poi sono migliorati con l’ossigenazione, i campioni invece sono stati progressivamente cangianti regalando sensazioni diverse. Sicuramente il naso più variegato ed affascinante della serata è quello del Piano d’Angelo 1968, chissà come sarebbe stato dopo 12 ore dall’apertura, probabilmente avrebbe regalato nuove emozioni. Noi li abbiamo tenuti nel bicchiere per più di 4 ore e nessun vino si è ammutolito.
Penso che tutti i commensali siano rimasti colpiti dalla progressione del frutto dei tre Cru del 1968, non ricordo di nessun vino italiano con quasi 50 anni sulle spalle con una tale ricchezza. Alcuni baroli e barbaresco anni 60 si sono in qualche modo avvicinati ma niente a che vedere con questi. Nelle etichette stampate e attaccate al collo della bottiglia a mo’ di cartellino abbiamo letto che ne erano state prodotte meno di 10.000 bottiglie per Cru, ci sentiamo grati alla provvidenza per averli potuti assaggiare ! Alla prossima ...
Ultima modifica di Chicco76 il 18 ott 2014 17:41, modificato 1 volta in totale.
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hansen
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda hansen » 16 nov 2013 11:20

gran bell'evento! e le note sui 68 uau...ricordati che prima o poi dobbiam fare quella roba :wink: il cannone di 71 è sempre li pronto
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda vinogodi » 16 nov 2013 11:28

...avete anticipato quella dei Taurasi che faremo alla "Campania 3" , ma è sempre bello leggere di questi splendidi vini... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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davidef
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda davidef » 16 nov 2013 12:04

è comunque una mia impressione o tutto ruota ancora su questi famosi 1968 irripetuti nei decenni a venire con una lenta discesa fino ai vini attuali (che buoni lo sranno ma che non penso possano essere pensati come "vini assoluti") ?

intediamoci, da profano che beve forse 1 Taurasi all'anno e ne assaggicchia qualcuno in giro
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda esorciccio79 » 16 nov 2013 12:18

Chicco76 ha scritto:

Mastroberardino Taurasi 1968 Piano d’Angelo

Al colore granato intenso e brillante senza cedimenti sull'unghia. Al naso parte compresso per aprirsi meravigliosamente dopo una decina di minuti. La prima nota che fa capolino è un’amarena intensissima, seguita da una mora altrettanto evidente. Si susseguono note di confettura fresca che virano col tempo sull’alloro, salvia, erbe aromatiche varie. Esce dopo un paio d’ore anche un gradevolissimo tartufo nero e una pepata speziatura. Entra in punta di piedi, ma si dispiega subito al palato con una classe ed una potenza inusuali, che ti avvolgono il palato in una carezzevole morsa, chiudendo lunghissimo e persistente. Qui tutto è fuso meravigliosamente, si percepiscono chiaramente una vivissima acidità del frutto e una minerale sapidità che sposano un frutto ancora nitido e chiaro, percepito nella dolcezza del finale. Il tannino è puro velluto, non ci sono spigolature o amarezze. Si entra nell’olimpo dei grandissimi, la leggerezza di questo vino né è il primo segnale. Non si parla ovviamente di diluizione ma di concentrazione e di peso specifico in punta di piedi. Non credo che potrà migliorare ulteriormente, così com’è fa vibrare ! Il suo profilo aristocratico e borgognone ha conquistato tutti … sul mio personale cartellino 96p





ehm ehm... :wink:

:D
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Toti
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda Toti » 16 nov 2013 16:01

Chicco76 ha scritto:Complice la serata di ieri, mi è venuta l'ispirazione di creare un post che documenti la passione che mi accomuna con altri amici sparsi per l'Italia, del forum e non, per i vini Vintage, vini con almeno 15 anni sulle spalle, opportunamente scelti serata per serata, al fine di creare eventi mirati volti alla comprensione di uno specifico tema.
Spero che anche gli altri miei compagni di bevute vogliano sostenere questo piccolo "diario" che ha come obiettivo principale il ricordo di un evento e la condivisione dello stesso. Potremmo aver cominciato prima, di serate ne sono state fatte tante e magari mai documentate, ma non è mai troppo tardi. Quello che mi fa maggiormente piacere è che oltre all'affiatamento di gruppo, i giudizi finali sulle serate sono quasi sempre abbastanza uniformi, segno di un pensiero comune e di un'allineata sensibilità a quello che ci siamo sempre trovati nel bicchiere.

Ieri sera, al Salotto Culinario di Dino De Bellis, che ha degnamente accompagnato la degustazione con piatti molto originali, equilibrati e mai banali, ci siamo cimentati in una piccola verticale di Taurasi di Mastroberardino.

Spendo due parole sull'anima di questo chef, che ho purtroppo conosciuto tardi, il quale mi sta dando prova di una creatività gastronomica accompagnata ad una tecnica moderna di tutto rilievo. E' uno chef che va lasciato libero di creare, di grande passione e mano felice nell'esecuzione, in grado di dare un notevole equilibrio ai piatti, sempre leggeri e preparati con una sapiente scelta delle materie prime. E, cosa non da poco, un signore anche nel conto finale perché portare a tavola due piatti al tartufo bianco a quel prezzo non può che far piacere !

Veniamo ai vini, forse l'argomento che interessa maggiormente. Sono stati serviti in successione

Mastroberardino Taurasi 1961
Mastroberardino Taurasi 1968 Castelfranci
Mastroberardino Taurasi 1968 Piano d'Angelo
Mastroberardino Taurasi 1968 Montemarano
Mastroberardino Taurasi 1983 Ris.
Mastroberardino Taurasi 1985




Le note ...


Mastroberardino Taurasi 1961

Al colore granato con un'evidente unghia aranciata, è un chiaro segno del suo mezzo secolo di vita. Al naso parte brodoso con lievi cenni marsalati per poi miracolosamente riprendersi su note boisè di humus, fungo secco e corteccia. Entra morbido in bocca, sosta al palato in modo abbastanza statico, chiude vellulato nel finale. Tutte le componenti sono molto integrate, acidità e sapidità accennate ma ormai in declino, tannino risolto. Un vino ancora vivo, dal fascino decadente e dal profilo decisamente autunnale. Aperto un decennio fa avrebbe dato forse soddisfazioni migliori


Mastroberardino Taurasi 1968 Castelfranci

Al colore granato intenso senza cedimenti sull'unghia. Al naso parte fruttato, note di amarena e frutta di bosco fresca, penalizzato lievemente da un sentore acetico e una nota di silicone che fortunatamente sparisce col passare delle ore per poi ripulirsi completamente. Escono anche note di cipria ed incenso a completare il quadro. Entra sussurrato in bocca, sosta al palato con grande potenza e regala un finale lungo, persistente e lievemente erbaceo. Un vino disarmante se consideriamo l'annata e il tempo che ha sostato in bottiglia, le componenti acide e sapide sono presenti anche se poco integrate, l'acidità è quella del frutto, che rinfresca e invoglia la beva, pecca il tannino fitto ma un po' asciugante. Il sorso è fruttato ma il peso specifico di questo cru non regge il confronto con i due successivi. Esuberante e indomabile, a trovargli un difetto può darsi che non raggiungerà mai una vera integrazione, ma ad avercene ... sul mio personale cartellino 93p


Mastroberardino Taurasi 1968 Piano d’Angelo

Al colore granato intenso e brillante senza cedimenti sull'unghia. Al naso parte compresso per aprirsi meravigliosamente dopo una decina di minuti. La prima nota che fa capolino è un’amarena intensissima, seguita da una mora altrettanto evidente. Si susseguono note di confettura fresca che virano col tempo sull’alloro, salvia, erbe aromatiche varie. Esce dopo un paio d’ore anche un gradevolissimo tartufo nero e una pepata speziatura. Entra in punta di piedi, ma si dispiega subito al palato con una classe ed una potenza inusuali, che ti avvolgono il palato in una carezzevole morsa, chiudendo lunghissimo e persistente. Qui tutto è fuso meravigliosamente, si percepiscono chiaramente una vivissima acidità del frutto e una minerale sapidità che sposano un frutto ancora nitido e chiaro, percepito nella dolcezza del finale. Il tannino è puro velluto, non ci sono spigolature o amarezze. Si entra nell’olimpo dei grandissimi, la leggerezza di questo vino né è il primo segnale. Non si parla ovviamente di diluizione ma di concentrazione e di peso specifico in punta di piedi. Non credo che potrà migliorare ulteriormente, così com’è fa vibrare ! Il suo profilo aristocratico e borgognone ha conquistato tutti … sul mio personale cartellino 96p


Mastroberardino Taurasi 1968 Montemarano

Al colore granato intenso e brillante senza cedimenti sull'unghia. Al naso fa capolino la ciliegia ma subito dopo esplode la più bella e nitida amarena mai sentita, che accompagnerà il vino per tutta la serata, condita con note rocciose e minerali. Sul finale esce la speziatura ma il fruttato la fa sempre da padrone. Entra anch’esso in punta di piedi, ma poi al palato esplode una vera bomba di potenza, impressiona la larghezza del sorso che sembra roteare in bocca. Altrettanto impressionante il finale che chiude lunghissimo e persistente ma ancora più dolce del precedente. Acidità del frutto e mineralità sapida in prima linea ma amplificati e vivissimi, impressiona il peso specifico del vino, il più possente dei tre, che genera una progressione inarrestabile sino alla chiusura, dolce e sensuale, potente e verticale. Il tannino è fittissimo, dolce, carezzevole e perfettamente integrato. Ad ogni sorso una vibrazione fa sognare e riflettere. Vero detentore del trono di questa disfida, si merita il podio più alto per la sua capacità di stupire in potenza e finezza e per il radioso futuro che lo aspetta ancora. Un fuoriclasse campano travestito da campione di Serralunga … sul mio personale cartellino 97p


Mastroberardino Taurasi 1983 Ris.

Al colore un granato intenso e cupo, senza cedimenti alcuno. Al naso un ventaglio di frutta rossa e note minerali e rocciose. Con passare del tempo escono nette sensazioni di china e scorza d’arancia. Entra prepotente quasi a voler dimostrare il suo valore e la sua potenza, sosta al centro molto largo per poi chiudere in modo deciso e prolungato. Non vuole sfigurare al fianco dei compagni e non lo fa per niente ! Ci comunica di essere ancora giovane, con un’acidità del frutto ben marcata ed una sapidità ancora ribelle. Il tannino è fitto ma ancora scomposto, si dovrà integrare col tempo. Il frutto è meno nitido e il peso specifico purtroppo non è al pari dei precedenti ma si difende, è un ottimo gregario di batteria. Mi ha impressionato la sua identità territoriale, non spiazza ma lascia il segno.


Mastroberardino Taurasi 1985

Al colore un granato molto cupo e poco brillante. Al naso parte maluccio, cartonato e straccio bagnato ma poi migliora con l’aerazione, sventagliando una bella mora e un sentore vegetale che non disturba. Col passare del tempo escono note affumicate, animali, uno stallatico che non da eccessivamente fastidio perché in sordina. Entra deciso, sosta largo al palato per chiudere molto verticale, un po’ diluito e scivoloso. Tutte le componenti sono coperte da un frutto scuro, ma l’acidità è ancora viva e percettibile. Un po’ di sapidità in più non avrebbe guastato. E’ poco progressivo, il tannino asciuga e il finale è leggermente amaro. Identità territoriale in primis, forse un’annata gestita con poca definizione.


Serata molto soddisfacente, grande apporto culturale per una denominazione che necessitava di un simile approfondimento. Qualche nota di contorno …
I tappi erano talmente incollati che avevano sigillato il vino, solo con le lame siamo riusciti ad aprirli, però hanno fatto il loro sporco lavoro ed i vini sono arrivati ad oggi integri. Mi hanno colpito le capsule, piombate in tutte le bottiglie tranne nelle riserve del 68 che sembravano di carta, quasi a dare poca importanza. Interessante invece notare che i tappi di tutti i 68 erano gli unici marchiati con l’annata, quasi avesse già voluto all’epoca dare un segno distintivo, però non vi so dire se in altre annate sia stato sempre anonimo. Le bottiglie, per paura di una caduta repentina, sono state aperte all’ultimo prima di cena, la scelta è stata azzeccata non tanto per la nostra paura iniziale quanto per il fatto che ha iniziato da subito una progressione monumentale. Nessun vino si è seduto anzi, alcuni sono partiti male e poi sono migliorati con l’ossigenazione, i campioni invece sono stati progressivamente cangianti regalando sensazioni diverse. Sicuramente il naso più variegato ed affascinante della serata è quello del Piano d’Angelo 1968, chissà come sarebbe stato dopo 12 ore dall’apertura, probabilmente avrebbe regalato nuove emozioni. Noi li abbiamo tenuti nel bicchiere per più di 4 ore e nessun vino si è ammutolito.
Penso che tutti i commensali siano rimasti colpiti dalla progressione del frutto dei tre Cru del 1968, non ricordo di nessun vino italiano con quasi 50 anni sulle spalle con una tale ricchezza. Alcuni baroli e barbaresco anni 60 si sono in qualche modo avvicinati ma niente a che vedere con questi. Nelle etichette stampate e attaccate al collo della bottiglia a mo’ di cartellino abbiamo letto che ne erano state prodotte meno di 10.000 bottiglie per Cru, ci sentiamo grati alla provvidenza per averli potuti assaggiare ! Alla prossima ...




Leggere ciò non fa altro che far crescere in me una sincera presa di visione per ciò che in passato alcuni vigneron sapevano meglio fare ....il vino!!
Non ero alla degustazione in oggetto ...ma è come se l'avessi vissuta anche dal fatto che gli stessi vini ... spero tra un po ...di berli :mrgreen:
Sono entusiasta per come molti vini riescono in modo molto chiaro a descrivere la potenzialità del nostro territorio e per il lavoro svolto ai tempi.
Farei un bel giro d'Italia al vintage ....tra gli anni '60 e '90 ...chissà cosa ne potrebbe uscir fuori.
Grazie anche ad esorciccio che in parte ... ha contribuito alla riuscita di tale degustazione. :D
Bravo chicco!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda alì65 » 16 nov 2013 18:32

solo una curiosità per parametrare la validità, i punteggi sono in assoluto o riferiti solo a i Taurasi....no perché 97 è tantissima roba!!
futuro incerto...2020 di merda!!!
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Chicco76
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda Chicco76 » 17 nov 2013 03:08

alì65 ha scritto:solo una curiosità per parametrare la validità, i punteggi sono in assoluto o riferiti solo a i Taurasi....no perché 97 è tantissima roba!!


Magari stregati dall'evento poteva essere un 96p ma che dire di un vino che giusto per fare qualche paragone ha la leggerezza e la potenza di beva di Chave nelle grandi annate, la definizione cristallina del frutto dei Giacosa perfetti, la bevibilità dei più grandi Soldera quando un sorso tira l'altro, lo vorresti sempre in bocca ... credimi quando ti dico che impressiona il frutto, ce l'hai in bocca dal sorso, alla sosta nel palato, al finale e lo senti sempre !!! Impressiona per definizione, anche rispetto agli altri due, è tutto chiaro, cesellato, ogni cosa si sente ma è in armonia ...
Avremmo anche beccato una bottiglia conservata benissimo ma per me li valeva tutti ... Definizione e finezza non sono parametri proprio personali, si distingue abbastanza chiaramente la precisione da una cozzaglia di elementi mischiati ... Questo se li merita tutti gli applausi ! :D
Ah ... alla cieca mi sa che pochi avrebbero detto "aglianico" ... ma vale per tutti i 68
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda vinogodi » 17 nov 2013 12:54

Chicco76 ha scritto:... lo vorresti sempre in bocca ... (...) ...ce l'hai in bocca... (...)... alla sosta nel palato...
...se fossi di Bologna e avessi finito l'intercalare con un "sochmel" avrei dubitato sulla tua tendenza eterosessuale... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda davidef » 17 nov 2013 15:15

davidef ha scritto:è comunque una mia impressione o tutto ruota ancora su questi famosi 1968 irripetuti nei decenni a venire con una lenta discesa fino ai vini attuali (che buoni lo sranno ma che non penso possano essere pensati come "vini assoluti") ?

intediamoci, da profano che beve forse 1 Taurasi all'anno e ne assaggicchia qualcuno in giro



mi autocito.....qualcuno che beve questi vini mi conferma o smentisce ? grazie
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda vinogodi » 17 nov 2013 18:26

davidef ha scritto:
davidef ha scritto:è comunque una mia impressione o tutto ruota ancora su questi famosi 1968 irripetuti nei decenni a venire con una lenta discesa fino ai vini attuali (che buoni lo sranno ma che non penso possano essere pensati come "vini assoluti") ?

intediamoci, da profano che beve forse 1 Taurasi all'anno e ne assaggicchia qualcuno in giro



mi autocito.....qualcuno che beve questi vini mi conferma o smentisce ? grazie
..si, ti posso comfermare che quei '68 furono irripetibili. Da allora comprai convulsamente Mastroberardino ogni anno e , seppur sempre a livelli altissimi, non si è più ripetuto. Anche oggi, comunque, sia il Radici, sia il Riserva li trovo eccellenti nella loro categoria.
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda miogo » 17 nov 2013 19:23

vinogodi ha scritto:..si, ti posso comfermare che quei '68 furono irripetibili. Da allora comprai ...


Marco, ma quanti anni hai? :mrgreen:
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda vinogodi » 17 nov 2013 19:29

miogo ha scritto:
vinogodi ha scritto:..si, ti posso comfermare che quei '68 furono irripetibili. Da allora comprai ...


Marco, ma quanti anni hai? :mrgreen:
...i '68 li comprai tutti , 6 Castelfranci e 6 Montemarano e 3 Piano d'Angelo, consigliati da Bruno Fontana (mio grande maestro assieme ai fratelli Dioni) all'enoteca Fontana di via Farini a fine anni settanta, ai primi anni di università. Ero studente lavoratore, e la maggior parte degli stipendi li spendevo in vino, fica ( nel senso che si andava con esse a mangiare e bere alla grande... poi però il "risultato" era garantito)e per pagarmi gli studi universitari... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda Chicco76 » 17 nov 2013 21:02

davidef ha scritto:
davidef ha scritto:è comunque una mia impressione o tutto ruota ancora su questi famosi 1968 irripetuti nei decenni a venire con una lenta discesa fino ai vini attuali (che buoni lo sranno ma che non penso possano essere pensati come "vini assoluti") ?

intediamoci, da profano che beve forse 1 Taurasi all'anno e ne assaggicchia qualcuno in giro



mi autocito.....qualcuno che beve questi vini mi conferma o smentisce ? grazie


Anche per me sono stati irripetibili ... qualche commensale parlava di una ris. 85 magnifica ma non all'altezza dei 68
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Chicco76
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda Chicco76 » 17 nov 2013 21:04

vinogodi ha scritto:
miogo ha scritto:
vinogodi ha scritto:..si, ti posso comfermare che quei '68 furono irripetibili. Da allora comprai ...


Marco, ma quanti anni hai? :mrgreen:
...i '68 li comprai tutti , 6 Castelfranci e 6 Montemarano e 3 Piano d'Angelo, consigliati da Bruno Fontana (mio grande maestro assieme ai fratelli Dioni) all'enoteca Fontana di via Farini a fine anni settanta, ai primi anni di università. Ero studente lavoratore, e la maggior parte degli stipendi li spendevo in vino, fica ( nel senso che si andava con esse a mangiare e bere alla grande... poi però il "risultato" era garantito)e per pagarmi gli studi universitari... 8)


Speravo rimanesse un post incentrato solo sulle premesse e invece ... Marco sei sempre il solito zozzone ... :mrgreen:

Altro che degustazioni vintage, devo invitarti a Villach ... :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
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Alberto
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda Alberto » 18 nov 2013 11:20

Chicco76 ha scritto:
alì65 ha scritto:solo una curiosità per parametrare la validità, i punteggi sono in assoluto o riferiti solo a i Taurasi....no perché 97 è tantissima roba!!


Magari stregati dall'evento poteva essere un 96p ma che dire di un vino che giusto per fare qualche paragone ha la leggerezza e la potenza di beva di Chave nelle grandi annate, la definizione cristallina del frutto dei Giacosa perfetti, la bevibilità dei più grandi Soldera quando un sorso tira l'altro, lo vorresti sempre in bocca ... credimi quando ti dico che impressiona il frutto, ce l'hai in bocca dal sorso, alla sosta nel palato, al finale e lo senti sempre !!! Impressiona per definizione, anche rispetto agli altri due, è tutto chiaro, cesellato, ogni cosa si sente ma è in armonia ...
Avremmo anche beccato una bottiglia conservata benissimo ma per me li valeva tutti ... Definizione e finezza non sono parametri proprio personali, si distingue abbastanza chiaramente la precisione da una cozzaglia di elementi mischiati ... Questo se li merita tutti gli applausi ! :D
Ah ... alla cieca mi sa che pochi avrebbero detto "aglianico" ... ma vale per tutti i 68

Una critica credo costruttiva: che bello sarebbe se per giustificare un punteggio all'Inquisizione Forumistica dei Grandi Vini :wink: non si dovesse far sempre ricorso a paralleli esterni, e bastasse invece dire che era un grande Taurasi dall'evoluzione magistrale, un canone di riferimento in sè e per sè. Invece si svilisce tutto (IMHO, e senza offese per nessuno) paragonandolo a destra o a manca per provare a dargli la patente di grandezza.

Complimentissimi ed invidia somma per la bevuta, comunque. :D
Signora Libertà, Signorina Fantasia
così preziosa come il vino
così gratis come la tristezza...

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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda tricky123 » 18 nov 2013 15:15

alì65 ha scritto:solo una curiosità per parametrare la validità, i punteggi sono in assoluto o riferiti solo a i Taurasi....no perché 97 è tantissima roba!!


Il 97/100 che anche io ho dato al Montemarano 1968 per me è equivalente ad altri 97/100 dati negli ultimi anni a qualche Giacosa, Monfortino, Soldera, Latour, ecc. ecc.
Per me si parla di valore assoluto: fra l'altro concordo sostanzialmente con i punteggi di Chicco76 sui tre 1968, che, secondo me, rimane una annata di grazia nella produzione di Mastroberardino. A mia memoria, solo la riserva 1985 bevuta abbondantemente fino ad una decina di anni fa, raggiungeva tali punte di eccellenza.
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda de magistris » 18 nov 2013 15:34

tricky123 ha scritto:
alì65 ha scritto:solo una curiosità per parametrare la validità, i punteggi sono in assoluto o riferiti solo a i Taurasi....no perché 97 è tantissima roba!!


Il 97/100 che anche io ho dato al Montemarano 1968 per me è equivalente ad altri 97/100 dati negli ultimi anni a qualche Giacosa, Monfortino, Soldera, Latour, ecc. ecc.
Per me si parla di valore assoluto: fra l'altro concordo sostanzialmente con i punteggi di Chicco76 sui tre 1968, che, secondo me, rimane una annata di grazia nella produzione di Mastroberardino. A mia memoria, solo la riserva 1985 bevuta abbondantemente fino ad una decina di anni fa, raggiungeva tali punte di eccellenza.

Quali altre annate dei taurasi di mastro hai avuto modo di seguire oltre ai 68 e alla 85?
Paolo De Cristofaro

http://www.tipicamente.it/

Ci si può divertire anche senza alcool. Ma perché correre il rischio? (Roy Hodgson)

Auspico una guida che non metta i vini DRC al vertice. Sarà la migliore. (Edoardo Francvino)
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda alì65 » 18 nov 2013 16:06

tricky123 ha scritto:
alì65 ha scritto:solo una curiosità per parametrare la validità, i punteggi sono in assoluto o riferiti solo a i Taurasi....no perché 97 è tantissima roba!!


Il 97/100 che anche io ho dato al Montemarano 1968 per me è equivalente ad altri 97/100 dati negli ultimi anni a qualche Giacosa, Monfortino, Soldera, Latour, ecc. ecc.
Per me si parla di valore assoluto: fra l'altro concordo sostanzialmente con i punteggi di Chicco76 sui tre 1968, che, secondo me, rimane una annata di grazia nella produzione di Mastroberardino. A mia memoria, solo la riserva 1985 bevuta abbondantemente fino ad una decina di anni fa, raggiungeva tali punte di eccellenza.


infatti la mia era una domanda per capire perché i 68 non li ho mai bevuti e ho trovato nei Mastro maturi note che non mi sono mai piaciute; ora capisco che serve il 68 per capire cosa era un Taurasi serio, le altre annate meglio lasciar stare...anche la 85 non pervenuta...ho capito che mi manca l'approfondimento necessario per parlare, a ragion veduta, di questi vini.....vi ascolto con interesse
futuro incerto...2020 di merda!!!
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda Palma » 18 nov 2013 16:36

alì65 ha scritto:
tricky123 ha scritto:
alì65 ha scritto:solo una curiosità per parametrare la validità, i punteggi sono in assoluto o riferiti solo a i Taurasi....no perché 97 è tantissima roba!!


Il 97/100 che anche io ho dato al Montemarano 1968 per me è equivalente ad altri 97/100 dati negli ultimi anni a qualche Giacosa, Monfortino, Soldera, Latour, ecc. ecc.
Per me si parla di valore assoluto: fra l'altro concordo sostanzialmente con i punteggi di Chicco76 sui tre 1968, che, secondo me, rimane una annata di grazia nella produzione di Mastroberardino. A mia memoria, solo la riserva 1985 bevuta abbondantemente fino ad una decina di anni fa, raggiungeva tali punte di eccellenza.


infatti la mia era una domanda per capire perché i 68 non li ho mai bevuti e ho trovato nei Mastro maturi note che non mi sono mai piaciute; ora capisco che serve il 68 per capire cosa era un Taurasi serio, le altre annate meglio lasciar stare...anche la 85 non pervenuta...ho capito che mi manca l'approfondimento necessario per parlare, a ragion veduta, di questi vini.....vi ascolto con interesse

Claudio, io non ho grande esperienza sul Taurasi che diventa praticamente nulla per quelli invecchiati, quindi avendo bevuto quei 3 1968 (purtroppo una sola volta) li valuto obbligatoriamente in maniera assoluta e posso dirti che sono in tutto e per tutto splendidi vini, tra l'altro ciò che mi sorprese di più e che difficilmente ho riscontrato in altri apri età, è stata proprio l'assoluta integrità e freschezza, anzi a dirla tutta io avrei pure preferito un minimo in più di evoluzione. Se non erro noi preferimmo gli altri due a Montemarano, ma sono quisquilie. Temo anch'io che a quel livello il Taurasi non ci sia più arrivato, ma come detto non sono molto ferrato in materia (non che anche dove lo sono di più cambi molto).
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda paperofranco » 18 nov 2013 17:18

Palma ha scritto:
alì65 ha scritto:
tricky123 ha scritto:
alì65 ha scritto:solo una curiosità per parametrare la validità, i punteggi sono in assoluto o riferiti solo a i Taurasi....no perché 97 è tantissima roba!!


Il 97/100 che anche io ho dato al Montemarano 1968 per me è equivalente ad altri 97/100 dati negli ultimi anni a qualche Giacosa, Monfortino, Soldera, Latour, ecc. ecc.
Per me si parla di valore assoluto: fra l'altro concordo sostanzialmente con i punteggi di Chicco76 sui tre 1968, che, secondo me, rimane una annata di grazia nella produzione di Mastroberardino. A mia memoria, solo la riserva 1985 bevuta abbondantemente fino ad una decina di anni fa, raggiungeva tali punte di eccellenza.


infatti la mia era una domanda per capire perché i 68 non li ho mai bevuti e ho trovato nei Mastro maturi note che non mi sono mai piaciute; ora capisco che serve il 68 per capire cosa era un Taurasi serio, le altre annate meglio lasciar stare...anche la 85 non pervenuta...ho capito che mi manca l'approfondimento necessario per parlare, a ragion veduta, di questi vini.....vi ascolto con interesse

Claudio, io non ho grande esperienza sul Taurasi che diventa praticamente nulla per quelli invecchiati, quindi avendo bevuto quei 3 1968 (purtroppo una sola volta) li valuto obbligatoriamente in maniera assoluta e posso dirti che sono in tutto e per tutto splendidi vini, tra l'altro ciò che mi sorprese di più e che difficilmente ho riscontrato in altri apri età, è stata proprio l'assoluta integrità e freschezza, anzi a dirla tutta io avrei pure preferito un minimo in più di evoluzione. Se non erro noi preferimmo gli altri due a Montemarano, ma sono quisquilie. Temo anch'io che a quel livello il Taurasi non ci sia più arrivato, ma come detto non sono molto ferrato in materia (non che anche dove lo sono di più cambi molto).


Non potrebbero essere dei falsi?
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda Palma » 18 nov 2013 17:23

paperofranco ha scritto:
Palma ha scritto:
alì65 ha scritto:
tricky123 ha scritto:
alì65 ha scritto:solo una curiosità per parametrare la validità, i punteggi sono in assoluto o riferiti solo a i Taurasi....no perché 97 è tantissima roba!!


Il 97/100 che anche io ho dato al Montemarano 1968 per me è equivalente ad altri 97/100 dati negli ultimi anni a qualche Giacosa, Monfortino, Soldera, Latour, ecc. ecc.
Per me si parla di valore assoluto: fra l'altro concordo sostanzialmente con i punteggi di Chicco76 sui tre 1968, che, secondo me, rimane una annata di grazia nella produzione di Mastroberardino. A mia memoria, solo la riserva 1985 bevuta abbondantemente fino ad una decina di anni fa, raggiungeva tali punte di eccellenza.


infatti la mia era una domanda per capire perché i 68 non li ho mai bevuti e ho trovato nei Mastro maturi note che non mi sono mai piaciute; ora capisco che serve il 68 per capire cosa era un Taurasi serio, le altre annate meglio lasciar stare...anche la 85 non pervenuta...ho capito che mi manca l'approfondimento necessario per parlare, a ragion veduta, di questi vini.....vi ascolto con interesse

Claudio, io non ho grande esperienza sul Taurasi che diventa praticamente nulla per quelli invecchiati, quindi avendo bevuto quei 3 1968 (purtroppo una sola volta) li valuto obbligatoriamente in maniera assoluta e posso dirti che sono in tutto e per tutto splendidi vini, tra l'altro ciò che mi sorprese di più e che difficilmente ho riscontrato in altri apri età, è stata proprio l'assoluta integrità e freschezza, anzi a dirla tutta io avrei pure preferito un minimo in più di evoluzione. Se non erro noi preferimmo gli altri due a Montemarano, ma sono quisquilie. Temo anch'io che a quel livello il Taurasi non ci sia più arrivato, ma come detto non sono molto ferrato in materia (non che anche dove lo sono di più cambi molto).


Non potrebbero essere dei falsi?

Scusamo, ma perché? e poi cosa avrebbero usato per ottenere un vino del genere, i nuovi non ci si avvicinano neppure? e poi c'è chi li ha comprati negli anni 70. In ogni caso non è che sembrino vini appena imbottigliati, hanno un profilo fresco, ma non falso. Se ti capita provali
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda paperofranco » 18 nov 2013 17:28

Ho dimenticato la faccina, era così tanto per provocare un po'........ :D
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda Chicco76 » 18 nov 2013 20:24

Alberto ha scritto:
Chicco76 ha scritto:
alì65 ha scritto:solo una curiosità per parametrare la validità, i punteggi sono in assoluto o riferiti solo a i Taurasi....no perché 97 è tantissima roba!!


Magari stregati dall'evento poteva essere un 96p ma che dire di un vino che giusto per fare qualche paragone ha la leggerezza e la potenza di beva di Chave nelle grandi annate, la definizione cristallina del frutto dei Giacosa perfetti, la bevibilità dei più grandi Soldera quando un sorso tira l'altro, lo vorresti sempre in bocca ... credimi quando ti dico che impressiona il frutto, ce l'hai in bocca dal sorso, alla sosta nel palato, al finale e lo senti sempre !!! Impressiona per definizione, anche rispetto agli altri due, è tutto chiaro, cesellato, ogni cosa si sente ma è in armonia ...
Avremmo anche beccato una bottiglia conservata benissimo ma per me li valeva tutti ... Definizione e finezza non sono parametri proprio personali, si distingue abbastanza chiaramente la precisione da una cozzaglia di elementi mischiati ... Questo se li merita tutti gli applausi ! :D
Ah ... alla cieca mi sa che pochi avrebbero detto "aglianico" ... ma vale per tutti i 68

Una critica credo costruttiva: che bello sarebbe se per giustificare un punteggio all'Inquisizione Forumistica dei Grandi Vini :wink: non si dovesse far sempre ricorso a paralleli esterni, e bastasse invece dire che era un grande Taurasi dall'evoluzione magistrale, un canone di riferimento in sè e per sè. Invece si svilisce tutto (IMHO, e senza offese per nessuno) paragonandolo a destra o a manca per provare a dargli la patente di grandezza.

Complimentissimi ed invidia somma per la bevuta, comunque. :D


Hai ragione ma manca il parametro di confronto, purtroppo dire che è un grande Taurasi per uno che non li conosce o non ha mai bevuto queste bottiglie fa diventare l'affermazione abbastanza nebbiosa ... non potevo comunicare a segnali di fumo e Alì conosce bene sia Soldera che Chave ... :mrgreen:
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Re: L'Osservatorio Vintage - Il Taurasi

Messaggioda Chicco76 » 18 nov 2013 20:34

alì65 ha scritto:
tricky123 ha scritto:
alì65 ha scritto:solo una curiosità per parametrare la validità, i punteggi sono in assoluto o riferiti solo a i Taurasi....no perché 97 è tantissima roba!!


Il 97/100 che anche io ho dato al Montemarano 1968 per me è equivalente ad altri 97/100 dati negli ultimi anni a qualche Giacosa, Monfortino, Soldera, Latour, ecc. ecc.
Per me si parla di valore assoluto: fra l'altro concordo sostanzialmente con i punteggi di Chicco76 sui tre 1968, che, secondo me, rimane una annata di grazia nella produzione di Mastroberardino. A mia memoria, solo la riserva 1985 bevuta abbondantemente fino ad una decina di anni fa, raggiungeva tali punte di eccellenza.


infatti la mia era una domanda per capire perché i 68 non li ho mai bevuti e ho trovato nei Mastro maturi note che non mi sono mai piaciute; ora capisco che serve il 68 per capire cosa era un Taurasi serio, le altre annate meglio lasciar stare...anche la 85 non pervenuta...ho capito che mi manca l'approfondimento necessario per parlare, a ragion veduta, di questi vini.....vi ascolto con interesse


Se ti può essere d'aiuto i 3 del 68 non centravano proprio una mazza con gli altri ... :mrgreen:
Ho bevuto qualche altra riserva del passato ma niente a che vedere ... mi è giunta una voce di corridoio, pertanto tutta da verificare, che le uve di quei tre cru non fossero nemmeno di proprietà ma affittate ... qualcuno ne sa qualcosa ? E' vero che il 68 è stato l'anno dell'olimpo per quei vini ma non mi risulta che nel resto d'Italia sia stata una grandissima annata. Mi vien da pensare che, vuoi condizioni climatiche perfette, vuoi una scelta aziendale fuori dai soliti schemi, vuoi tutta una serie di altre cose, gli siano riusciti con una buona dose di "coincidenze fortunate". Può essere un caso che un produttore abbia creato un'annata irripetibile così buona ? E' uno dei produttori più datati della storia del vino italiano, ho letto di persone che hanno bevuto gli anni 30 e 40 del suo Taurasi, mi chiedo pertanto come dopo anni e anni di vinificazione possa non essere più riuscito a ricreare un 68. E non credo nemmeno che abbia stravolto di punto in bianco le tecniche di vinificazione. Magari quelle uve di quelle tre bottiglie non sono più state reperibili ... che ne pensate ?

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