Champagne, il sacrificio di un terroir

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Nebbiolino
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda Nebbiolino » 18 ago 2013 09:14

paperofranco ha scritto:
E' generica e generalizzata, nel senso che, o almeno questo è ciò che l'autore fa capire, fino ad un'epoca passata per niente lontana, non si salvava nessuno da certe pratiche sciagurate.


Ma è questo a lasciarmi perplesso.
La champagne è grandina... cioè, davvero sono coinvolti tutti tutti? Se sì, lo si dica a chiare lettere, magari portando prove a fondamento della cosa.
Altrimenti il rischio è, da un lato, quello di non dare indicazioni chiare al consumatore che quei vini se li beve; dall'altro, quello di gettare ombre anche su chi, magari, invece non ha mai contaminato la vigna.
Insomma, mi farebbe piacere una certa trasparenza al riguardo, ecco. :(
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il chiaro
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda il chiaro » 18 ago 2013 18:32

Imho quello che conta è un'analisi di quello che si trova nella bottiglia. Se fosse una cosa che tocca tutta la zona, come mai ci sono produttori targati bio qualcosa?
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda vinotec » 18 ago 2013 18:38

...scusate, ma non capisco bene con cosa avrebbero inquinato...qui a Brisighella ci sono stati due episodi di inquinamento di terreni, ma vi garantisco che si vedeva chiaramente ad occhio nudo, il misfatto, perché nel giro di qualche ora l'erba cambiava colore; questo è successo per lo sversamento di autocisterne provenienti dal Nord che svuotavano il loro contenuto, che era cromo(tipo il film Elen Brocowich)... nel secondo caso, visto proprio con i miei occhi, un contadino senza scrupoli, aveva dato il permesso di sversare nel suo terreno coltivato ad olivi(giovani) il residuo liquido della lavorazione dell'olio d'oliva(che a Brisighella ha la DOP); arrivava un trattore con la botte per i liquami, si avvicinava al campo e sversava tutto il contenuto che (forse) era creduto innocuo... beh, dopo alcuni giorni di sversamenti, l'erba si è seccata come pure gli olivi...
Tutto questo prologo per ribadire: ma come hanno fatto in Francia a non accorgersene?
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda piergi » 18 ago 2013 19:06

vinotec ha scritto: nel secondo caso, visto proprio con i miei occhi, un contadino senza scrupoli, aveva dato il permesso di sversare nel suo terreno coltivato ad olivi(giovani) il residuo liquido della lavorazione dell'olio d'oliva(che a Brisighella ha la DOP); arrivava un trattore con la botte per i liquami, si avvicinava al campo e sversava tutto il contenuto che (forse) era creduto innocuo... beh, dopo alcuni giorni di sversamenti, l'erba si è seccata come pure gli olivi...
Tutto questo prologo per ribadire: ma come hanno fatto in Francia a non accorgersene?

Ivo, in realtà le acque reflue di lavorazione delle olive sono un ottimo concime, sono costituite semplicemente da acqua e più o meno piccole percentuali di olio. I problemi che hai segnalato possono essere dovuti a due situazioni.
O un eccessiva concentrazione delle acque su estensioni relativamente piccole, o acque piuttosto "vecchie" e quindi con una acidità basica elevata, dovuta alla fermentazione. In questo caso ci sono prodotti chimici in grado di abbattere questa carica.
Ho letto anch'io il libro di Cogliati, si parla di abuso dissennato dei terreni dovuto anche a pratiche agricole improntate a un uso davvero esagerato dei prodotti di sintesi.
Strane luci di pioggia...splende il sole,fa' bel tempo...nell'era democratica.

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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda vinogodi » 18 ago 2013 19:21

piergi ha scritto:... con una acidità basica elevata, ..
... :shock: ...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda piergi » 18 ago 2013 19:29

vinogodi ha scritto:
piergi ha scritto:... con una acidità basica elevata, ..
... :shock: ...

A scuola in chimica ero una pippa,ho pure fatto il classico, come si dovrebbe dire? :D
Strane luci di pioggia...splende il sole,fa' bel tempo...nell'era democratica.

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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda Pot » 18 ago 2013 20:05

piergi ha scritto:
vinogodi ha scritto:
piergi ha scritto:... con una acidità basica elevata, ..
... :shock: ...

A scuola in chimica ero una pippa,ho pure fatto il classico, come si dovrebbe dire? :D


Acidità oppure basicità, o uno oppure l'altro.
...La vita va corretta, eccome, è troppo dura da buttare giù liscia
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda piergi » 18 ago 2013 20:13

Pot ha scritto:
piergi ha scritto:
vinogodi ha scritto:
piergi ha scritto:... con una acidità basica elevata, ..
... :shock: ...

A scuola in chimica ero una pippa,ho pure fatto il classico, come si dovrebbe dire? :D


Acidità oppure basicità, o uno oppure l'altro.

Trattandosi di champagne ho fatto una couvée!!! :lol:
Strane luci di pioggia...splende il sole,fa' bel tempo...nell'era democratica.

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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda megaMAX » 19 ago 2013 01:45

piergi ha scritto:
vinotec ha scritto: nel secondo caso, visto proprio con i miei occhi, un contadino senza scrupoli, aveva dato il permesso di sversare nel suo terreno coltivato ad olivi(giovani) il residuo liquido della lavorazione dell'olio d'oliva(che a Brisighella ha la DOP); arrivava un trattore con la botte per i liquami, si avvicinava al campo e sversava tutto il contenuto che (forse) era creduto innocuo... beh, dopo alcuni giorni di sversamenti, l'erba si è seccata come pure gli olivi...
Tutto questo prologo per ribadire: ma come hanno fatto in Francia a non accorgersene?

Ivo, in realtà le acque reflue di lavorazione delle olive sono un ottimo concime, sono costituite semplicemente da acqua e più o meno piccole percentuali di olio. I problemi che hai segnalato possono essere dovuti a due situazioni.
O un eccessiva concentrazione delle acque su estensioni relativamente piccole, o acque piuttosto "vecchie" e quindi con una acidità basica elevata, dovuta alla fermentazione. In questo caso ci sono prodotti chimici in grado di abbattere questa carica.
Ho letto anch'io il libro di Cogliati, si parla di abuso dissennato dei terreni dovuto anche a pratiche agricole improntate a un uso davvero esagerato dei prodotti di sintesi.


No ma scusate una cosa: di che si sta parlando?

Di discarica di rifiuti chimici, o dell'uso di concimi chimici?
Dello sversamento di rifiuti tossici, o dell'uso di fertilizzanti di sintesi?

No, perchè mi sembrano due pianeti diametralmente opposti!!!
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda @ndre@ » 19 ago 2013 07:40

hansen ha scritto:
gabriele succi ha scritto:
piergi ha scritto:...
Il grano dei pastifici campani mica viene dalla Campania, così come quello della barilla non è di sicuro emiliano. Anzi in molti casi non è neppure italiano ma canadese o ucraino...

Bingo!

Appunto...se si pensa a cosa c'è in Ucraina...

:shock: :roll:


infatti la barilla è famosa per usare grano radioattivo

speriamo non leggano il forum!!!!! :mrgreen:
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda egio » 19 ago 2013 08:44

Mi sembra che si stia un po' travisando quel che scrive Cogliati; almeno da quel che ho capito io, non lancia accuse di inquinamenti occulti, sversamenti di sostanze chimiche notturni e nascosti o comunque di pratiche che dice di aver scoperto con qualche indagine particolare e sconosciute sin qui.

Ricorda solamente come nella Champagne per decenni si sia fatto, soprattutto da parte delle grandi Maisons ma non solo, un uso esagerato e a volte dissennato di prodotti chimici comunque consentiti in agricoltura, con un approccio intensivo esasperato, alla ricerca esclusivamente delle rese più elevate possibili, al tempo stesso disboscando e estendendo a dismisura le vigne (e anche allargando il territorio rientrante nella denominazione), per poi rendersi conto di aver impoverito e inquinato il terreno; a questo punto, per un po' di anni, la trovata per "nutrire" il terreno è stata quella di trasformare le vigne in...discariche a cielo aperto, cospargendole di rifiuti, inizialmente organici, ma non solo, anche quantità enormi di rifiuti solidi urbani sono finite in mezzo a chardonnay e pinot... Poi sono rinsaviti e queste pratiche sono state abbandonate da un po', e anzi in molti produttori hanno sposato la via opposta del biologico ecc.

Nessun avvelenamento nascosto, dunque, né accuse complottistiche. Solo il ricordo di qualcosa che nella Champagne sanno tutti, ma che son stati bravi a non pubblicizzare o a far cadere nel dimenticatoio.

Confermo che lo scrittore adora lo Champagne e non si sogna certo di smettere di berne, anzi... :D

Cosa che si racconta abbia deciso di fare la regina Elisabetta all'epoca quando,in visita nella Champagne, inorridì vedendo quelle specie di discariche, che le venivano presentate come il nuovo metodo di concimazione...
Ultima modifica di egio il 19 ago 2013 09:04, modificato 1 volta in totale.
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda paperofranco » 19 ago 2013 09:00

egio ha scritto:Mi sembra che si stia un po' travisando quel che scrive Coggiati; almeno da quel che ho capito io, non lancia accuse di inquinamenti occulti, sversamenti di sostanze chimiche notturni e nascosti o comunque di pratiche che dice di aver scoperto con qualche indagine particolare e sconosciute sin qui.

Ricorda solamente come nella Champagne per decenni si sia fatto, soprattutto da parte delle grandi Maisons ma non solo, un uso esagerato e a volte dissennato di prodotti chimici comunque consentiti in agricoltura, con un approccio intensivo esasperato, alla ricerca esclusivamente delle rese più elevate possibili, al tempo stesso disboscando e estendendo a dismisura le vigne (e anche allargando il territorio rientrante nella denominazione), per poi rendersi conto di aver impoverito e inquinato il terreno; a questo punto, per un po' di anni, la trovata per "nutrire" il terreno è stata quella di trasformare le vigne in...discariche a cielo aperto, cospargendole di rifiuti, inizialmente organici, ma non solo, anche quantità enormi di rifiuti solidi urbani sono finite in mezzo a chardonnay e pinot... Poi sono rinsaviti e queste pratiche sono state abbandonate da un po', e anzi in molti produttori hanno sposato la via opposta del biologico ecc.

Nessun avvelenamento nascosto, dunque, né accuse complottistiche. Solo il ricordo di qualcosa che nella Champagne sanno tutti, ma che son stati bravi a non pubblicizzare o a far cadere nel dimenticatoio.

Confermo che lo scrittore adora lo Champagne e non si sogna certo di smettere di berne, anzi... :D

Cosa che si racconta abbia deciso di fare la regina Elisabetta all'epoca quando,in visita nella Champagne, inorridì vedendo quelle specie di discariche, che le venivano presentate come il nuovo metodo di concimazione...


Ecco :D .
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda Pigigres » 19 ago 2013 09:20

egio ha scritto:Mi sembra che si stia un po' travisando quel che scrive Cogliati; almeno da quel che ho capito io, non lancia accuse di inquinamenti occulti, sversamenti di sostanze chimiche notturni e nascosti o comunque di pratiche che dice di aver scoperto con qualche indagine particolare e sconosciute sin qui.

Ricorda solamente come nella Champagne per decenni si sia fatto, soprattutto da parte delle grandi Maisons ma non solo, un uso esagerato e a volte dissennato di prodotti chimici comunque consentiti in agricoltura, con un approccio intensivo esasperato, alla ricerca esclusivamente delle rese più elevate possibili, al tempo stesso disboscando e estendendo a dismisura le vigne (e anche allargando il territorio rientrante nella denominazione), per poi rendersi conto di aver impoverito e inquinato il terreno; a questo punto, per un po' di anni, la trovata per "nutrire" il terreno è stata quella di trasformare le vigne in...discariche a cielo aperto, cospargendole di rifiuti, inizialmente organici, ma non solo, anche quantità enormi di rifiuti solidi urbani sono finite in mezzo a chardonnay e pinot... Poi sono rinsaviti e queste pratiche sono state abbandonate da un po', e anzi in molti produttori hanno sposato la via opposta del biologico ecc.

Nessun avvelenamento nascosto, dunque, né accuse complottistiche. Solo il ricordo di qualcosa che nella Champagne sanno tutti, ma che son stati bravi a non pubblicizzare o a far cadere nel dimenticatoio.

Confermo che lo scrittore adora lo Champagne e non si sogna certo di smettere di berne, anzi... :D

Cosa che si racconta abbia deciso di fare la regina Elisabetta all'epoca quando,in visita nella Champagne, inorridì vedendo quelle specie di discariche, che le venivano presentate come il nuovo metodo di concimazione...

Esattamente.

Inoltre in rete si trovano agevolmente video e foto:

http://www.youtube.com/watch?v=DlagHvQTOhI#at=15


Immagine

Immagine

Immagine
In this land
There shall be one cigarette to two men,
To two women one half pint of bitter
Ale. In this land
No man has hired us.
Our life is unwelcome, our death
Unmentioned in "The Times."
Nebbiolino
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda Nebbiolino » 19 ago 2013 09:40

egio ha scritto: un uso esagerato e a volte dissennato di prodotti chimici comunque consentiti in agricoltura, con un approccio intensivo esasperato, alla ricerca esclusivamente delle rese più elevate possibili, al tempo stesso disboscando e estendendo a dismisura le vigne (e anche allargando il territorio rientrante nella denominazione),


Madonna che tristezza... la cosa potrebbe tranquillamente dirsi di tante altre zone pregiate del mondo del vino... :(

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