Champagne, il sacrificio di un terroir

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paperofranco
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Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda paperofranco » 16 ago 2013 09:27

E' il titolo di un interessante libriccino di Samuel Cogliati che ho appena finito.
Leggendo della quantità di troiai chimici e rifiuti tossici che sono stati scaricati per decenni su quelle terre mi è sinceramente passata la voglia di bere Champagne, meno male che costa tanto, così il sacrificio è più sopportabile.
Forse sono un po' troppo drastico? :roll:
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hansen
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda hansen » 16 ago 2013 10:44

Be' trovatemi qualcosa che non sia non inquinato anche idirittamente :evil:
io per esempio evito i prodotti campani tipo pasta e mozzarelle però poi mangio pesce dell'adriatico dove ho scoperto da poco che la diossina e tanti altri agenti nocivi sono presenti a livelli da paura :twisted:
a questo punto bisogna fidarsi solo dell'agricoltore/artigiano/vignaiolo consapevole possibilemente bio, demeter o solo anche dotato di buon senso e sperare che i prodotti siano meno il meno inquinati possibile :cry:
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda gpetrus » 16 ago 2013 12:48

hansen ha scritto:Be' trovatemi qualcosa che non sia non inquinato anche idirittamente :evil:
io per esempio evito i prodotti campani tipo pasta e mozzarelle però poi mangio pesce dell'adriatico dove ho scoperto da poco che la diossina e tanti altri agenti nocivi sono presenti a livelli da paura :twisted:
a questo punto bisogna fidarsi solo dell'agricoltore/artigiano/vignaiolo consapevole possibilemente bio, demeter o solo anche dotato di buon senso e sperare che i prodotti siano meno il meno inquinati possibile :cry:


perfettamente d'accordo ......pero' bisogna pensare cosa arriva dal cielo quando piove ......non siamo messi bene
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda egio » 16 ago 2013 15:56

Ho incontrato Cogliati in un paio di occasioini e letto i suoi libri sullo champagne con interesse (anche l'utimo, Champagne, il sogno fragile, è anche interessante); delle vigne della Champagne trasformate per anni in discariche a cielo aperto, si sapeva. Dell'esagerazione dei decenni scorsi nello sfruttamento del territorio, pure. Penso che alla fine lo Champagne, inteso come vino, mi piaccia molto più di quanto poi non ne beva (anche se cerco di berne ogni volta che posso... :D ) e ne beva molto meno di quanto possa effetivamente farmi male per le sostanze nocive che possono essere eventualmente presenti nel terreno.

Quindi continuo a berne, con grande godimento e senza pensare a quel che so. Che però son contento di sapere.
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda piergi » 16 ago 2013 16:52

hansen ha scritto:Be' trovatemi qualcosa che non sia non inquinato anche idirittamente :evil:
io per esempio evito i prodotti campani tipo pasta e mozzarelle però poi mangio pesce dell'adriatico dove ho scoperto da poco che la diossina e tanti altri agenti nocivi sono presenti a livelli da paura :twisted:
a questo punto bisogna fidarsi solo dell'agricoltore/artigiano/vignaiolo consapevole possibilemente bio, demeter o solo anche dotato di buon senso e sperare che i prodotti siano meno il meno inquinati possibile :cry:

Scusa hansen, non è per motivo di polemica, io stesso compro solo le mozzarelle cilentane ma evito (probabilmente a torto) quelle di Aversa o mondragone, ma che "c'azzecca" la pasta?
Il grano dei pastifici campani mica viene dalla Campania, così come quello della barilla non è di sicuro emiliano. Anzi in molti casi non è neppure italiano ma canadese o ucraino, visto che non produciamo abbastanza grano duro , che per inciso al 70% fanno in Puglia .
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda hansen » 16 ago 2013 17:05

piergi ha scritto:
hansen ha scritto:Be' trovatemi qualcosa che non sia non inquinato anche idirittamente :evil:
io per esempio evito i prodotti campani tipo pasta e mozzarelle però poi mangio pesce dell'adriatico dove ho scoperto da poco che la diossina e tanti altri agenti nocivi sono presenti a livelli da paura :twisted:
a questo punto bisogna fidarsi solo dell'agricoltore/artigiano/vignaiolo consapevole possibilemente bio, demeter o solo anche dotato di buon senso e sperare che i prodotti siano meno il meno inquinati possibile :cry:

Scusa hansen, non è per motivo di polemica, io stesso compro solo le mozzarelle cilentane ma evito (probabilmente a torto) quelle di Aversa o mondragone, ma che "c'azzecca" la pasta?
Il grano dei pastifici campani mica viene dalla Campania, così come quello della barilla non è di sicuro emiliano. Anzi in molti casi non è neppure italiano ma canadese o ucraino, visto che non produciamo abbastanza grano duro , che per inciso al 70% fanno in Puglia .


ovvio ovvio, ma non penserai mica che io mangio robe tipo Barilla vero?
No il discorso sui pastifici campani e non solo è sul problema dell'acqua usata purtroppo altamente inquinata :evil:
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda de magistris » 16 ago 2013 17:37

piergi ha scritto:Scusa hansen, non è per motivo di polemica, io stesso compro solo le mozzarelle cilentane ma evito (probabilmente a torto) quelle di Aversa o mondragone, ma che "c'azzecca" la pasta?
Il grano dei pastifici campani mica viene dalla Campania, così come quello della barilla non è di sicuro emiliano. Anzi in molti casi non è neppure italiano ma canadese o ucraino, visto che non produciamo abbastanza grano duro , che per inciso al 70% fanno in Puglia .


secondo me sarebbe importante non consumare anche l'olio prodotto a sud di Roma... :mrgreen:
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Ci si può divertire anche senza alcool. Ma perché correre il rischio? (Roy Hodgson)

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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda piergi » 16 ago 2013 19:08

de magistris ha scritto:
piergi ha scritto:Scusa hansen, non è per motivo di polemica, io stesso compro solo le mozzarelle cilentane ma evito (probabilmente a torto) quelle di Aversa o mondragone, ma che "c'azzecca" la pasta?
Il grano dei pastifici campani mica viene dalla Campania, così come quello della barilla non è di sicuro emiliano. Anzi in molti casi non è neppure italiano ma canadese o ucraino, visto che non produciamo abbastanza grano duro , che per inciso al 70% fanno in Puglia .


secondo me sarebbe importante non consumare anche l'olio prodotto a sud di Roma... :mrgreen:

Perché si produce olio a sud di Roma? 8)
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda paperofranco » 16 ago 2013 20:46

piergi ha scritto:
de magistris ha scritto:
piergi ha scritto:Scusa hansen, non è per motivo di polemica, io stesso compro solo le mozzarelle cilentane ma evito (probabilmente a torto) quelle di Aversa o mondragone, ma che "c'azzecca" la pasta?
Il grano dei pastifici campani mica viene dalla Campania, così come quello della barilla non è di sicuro emiliano. Anzi in molti casi non è neppure italiano ma canadese o ucraino, visto che non produciamo abbastanza grano duro , che per inciso al 70% fanno in Puglia .


secondo me sarebbe importante non consumare anche l'olio prodotto a sud di Roma... :mrgreen:

Perché si produce olio a sud di Roma? 8)


Non mi risulta....... :mrgreen:
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda piergi » 16 ago 2013 23:44

paperofranco ha scritto:
piergi ha scritto:
de magistris ha scritto:
piergi ha scritto:Scusa hansen, non è per motivo di polemica, io stesso compro solo le mozzarelle cilentane ma evito (probabilmente a torto) quelle di Aversa o mondragone, ma che "c'azzecca" la pasta?
Il grano dei pastifici campani mica viene dalla Campania, così come quello della barilla non è di sicuro emiliano. Anzi in molti casi non è neppure italiano ma canadese o ucraino, visto che non produciamo abbastanza grano duro , che per inciso al 70% fanno in Puglia .


secondo me sarebbe importante non consumare anche l'olio prodotto a sud di Roma... :mrgreen:

Perché si produce olio a sud di Roma? 8)


Non mi risulta....... :mrgreen:

Zitto va che tu compri l'olio a castellina scalo! :lol:
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda gabriele succi » 17 ago 2013 00:41

piergi ha scritto:...
Il grano dei pastifici campani mica viene dalla Campania, così come quello della barilla non è di sicuro emiliano. Anzi in molti casi non è neppure italiano ma canadese o ucraino...

Bingo!

Appunto...se si pensa a cosa c'è in Ucraina...

:shock: :roll:
Anche un orologio rotto, due volte al giorno segna l'ora precisa (Anonimo)
Adosss, se gli chiedi il prestige, ti sbatte fuori (pippuz)
Uno vorrebbe anche discutere seriamente, ma come si fa? (il comandante)
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda vinogodi » 17 ago 2013 10:01

gabriele succi ha scritto:
piergi ha scritto:...


Appunto...se si pensa a cosa c'è in Ucraina...

:shock: :roll:
...grandi saltatori (Bubka, Bondarenko, il neo campione mondiale di salto in alto e futuro prossimo primatista mondiale...) ...)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda vinogodi » 17 ago 2013 10:03

...sembra , da una mia indagine personale, che solo le uve che danno Clos Du Mesnil , Clos d'Ambonnay, Krug Collection, Vieilles Vignes Francaises di Bollinger,Clos S.Hilaire di Billecart Salmon e Oenoteque Rosé (solo in parte Salon) siano esenti da qualsivoglia rifiuto tossico. Direi di buttarci su questi ... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda hansen » 17 ago 2013 10:04

gabriele succi ha scritto:
piergi ha scritto:...
Il grano dei pastifici campani mica viene dalla Campania, così come quello della barilla non è di sicuro emiliano. Anzi in molti casi non è neppure italiano ma canadese o ucraino...

Bingo!

Appunto...se si pensa a cosa c'è in Ucraina...

:shock: :roll:
Ultima modifica di hansen il 26 nov 2013 17:13, modificato 1 volta in totale.
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda Nebbiolino » 17 ago 2013 11:35

paperofranco ha scritto:E' il titolo di un interessante libriccino di Samuel Cogliati che ho appena finito.
Leggendo della quantità di troiai chimici e rifiuti tossici che sono stati scaricati per decenni su quelle terre mi è sinceramente passata la voglia di bere Champagne, meno male che costa tanto, così il sacrificio è più sopportabile.
Forse sono un po' troppo drastico? :roll:


Se ne era già parlato in passato.

Ma per curiosità, come al solito si tratta di denuncia generica oppure vengono indicate le zone/vigne/produttori coinvolti?
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda divino59 » 17 ago 2013 12:20

piergi ha scritto:
de magistris ha scritto:
piergi ha scritto:Scusa hansen, non è per motivo di polemica, io stesso compro solo le mozzarelle cilentane ma evito (probabilmente a torto) quelle di Aversa o mondragone, ma che "c'azzecca" la pasta?
Il grano dei pastifici campani mica viene dalla Campania, così come quello della barilla non è di sicuro emiliano. Anzi in molti casi non è neppure italiano ma canadese o ucraino, visto che non produciamo abbastanza grano duro , che per inciso al 70% fanno in Puglia .


secondo me sarebbe importante non consumare anche l'olio prodotto a sud di Roma... :mrgreen:

Perché si produce olio a sud di Roma? 8)


De Magistris e Piergi siete due ignoranti perché oramai è provato indiscutibilmente che l'olio extra vergine viene solo coltivato sulle sponde del Lago di Garda, certo un pochettino caruccio se vogliamo ma per quanto riguarda tutto il resto trattasi di olio di sansa. Ad Andria per esempio sugli alberi nascono confetti tant'è esiste non a caso l'azienda Mucci.
Stendiamo poi un velo pietoso sulla produzione Calabrese in particolare sulla varietà olivicola Biancolilla prodotta nella zona di Corigliano Calabro, l'ho intravista di recente in un discount a 2 euro il litro. :P :x :D :mrgreen:
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda paperofranco » 17 ago 2013 12:48

Nebbiolino ha scritto:
paperofranco ha scritto:E' il titolo di un interessante libriccino di Samuel Cogliati che ho appena finito.
Leggendo della quantità di troiai chimici e rifiuti tossici che sono stati scaricati per decenni su quelle terre mi è sinceramente passata la voglia di bere Champagne, meno male che costa tanto, così il sacrificio è più sopportabile.
Forse sono un po' troppo drastico? :roll:


Se ne era già parlato in passato.

Ma per curiosità, come al solito si tratta di denuncia generica oppure vengono indicate le zone/vigne/produttori coinvolti?


La denuncia è generica, ma non è affatto una critica sterile, si capisce bene che chi scrive ama lo champagne. Viene rappresentato, in modo crudo ma sincero, un quadro lucido di una situazione in evoluzione nel corso degli anni, senza dogmatismi né illusioni, e cogliendo anche ciò che di buono è stato fatto e continua ad essere fatto tutt'oggi.
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda paperofranco » 17 ago 2013 12:50

vinogodi ha scritto:...sembra , da una mia indagine personale, che solo le uve che danno Clos Du Mesnil , Clos d'Ambonnay, Krug Collection, Vieilles Vignes Francaises di Bollinger,Clos S.Hilaire di Billecart Salmon e Oenoteque Rosé (solo in parte Salon) siano esenti da qualsivoglia rifiuto tossico. Direi di buttarci su questi ... 8)


Purtroppo la mia unica esperienza rispetto a codesti mostri sacri si limita al Clos St.Hilaire di Billecart Salmon, bevuto poco tempo fa. Era un '96, e per me è stata una gran delusione, ovviamente rapportata al prezzo :( .
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda Pot » 17 ago 2013 14:30

paperofranco ha scritto:
vinogodi ha scritto:...sembra , da una mia indagine personale, che solo le uve che danno Clos Du Mesnil , Clos d'Ambonnay, Krug Collection, Vieilles Vignes Francaises di Bollinger,Clos S.Hilaire di Billecart Salmon e Oenoteque Rosé (solo in parte Salon) siano esenti da qualsivoglia rifiuto tossico. Direi di buttarci su questi ... 8)


Purtroppo la mia unica esperienza rispetto a codesti mostri sacri si limita al Clos St.Hilaire di Billecart Salmon, bevuto poco tempo fa. Era un '96, e per me è stata una gran delusione, ovviamente rapportata al prezzo :( .


Qualcun altro che la pensa come te

http://www.intravino.com/assaggi/non-spendero-altri-550-euro-per-le-clos-saint-hilaire-1996-di-billecart-salmon/
...La vita va corretta, eccome, è troppo dura da buttare giù liscia
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda vinogodi » 17 ago 2013 14:51

Pot ha scritto:
paperofranco ha scritto:
vinogodi ha scritto:...sembra , da una mia indagine personale, che solo le uve che danno Clos Du Mesnil , Clos d'Ambonnay, Krug Collection, Vieilles Vignes Francaises di Bollinger,Clos S.Hilaire di Billecart Salmon e Oenoteque Rosé (solo in parte Salon) siano esenti da qualsivoglia rifiuto tossico. Direi di buttarci su questi ... 8)


Purtroppo la mia unica esperienza rispetto a codesti mostri sacri si limita al Clos St.Hilaire di Billecart Salmon, bevuto poco tempo fa. Era un '96, e per me è stata una gran delusione, ovviamente rapportata al prezzo :( .


Qualcun altro che la pensa come te

http://www.intravino.com/assaggi/non-spendero-altri-550-euro-per-le-clos-saint-hilaire-1996-di-billecart-salmon/
... i gusti sono gusti : sono tutti rispettabilissimi . Degli champi succitati, in pochi non sono perlomeno perplessi dai prezzi proposti, indipendentemente dalla qualità . D'altronde , trovo sempre più frequente (e brutto) da queste parti fare solo riferimento a "quello che bevono gli altri" per farsi un'opinione. Posso portare decine di testimonianze ben più autorevoli di "topa Cristina" che lo ritengono uno dei più grandi ed esclusivi Champagne del pianeta , assieme al Vieilles Vignes Francaises e Salon . Personalmente preferisco i Krug nelle varie accezioni o alcune annate di Oenoteque, ma io sono un pò malato... 8) ..
PS: la mia boutade era solo di paradosso per inserirmi nel contesto IT dell'argomento: stavo scherzando...però...
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda Pot » 17 ago 2013 15:12

vinogodi ha scritto:
Pot ha scritto:
paperofranco ha scritto:
vinogodi ha scritto:...sembra , da una mia indagine personale, che solo le uve che danno Clos Du Mesnil , Clos d'Ambonnay, Krug Collection, Vieilles Vignes Francaises di Bollinger,Clos S.Hilaire di Billecart Salmon e Oenoteque Rosé (solo in parte Salon) siano esenti da qualsivoglia rifiuto tossico. Direi di buttarci su questi ... 8)


Purtroppo la mia unica esperienza rispetto a codesti mostri sacri si limita al Clos St.Hilaire di Billecart Salmon, bevuto poco tempo fa. Era un '96, e per me è stata una gran delusione, ovviamente rapportata al prezzo :( .


Qualcun altro che la pensa come te

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PS: la mia boutade era solo di paradosso per inserirmi nel contesto IT dell'argomento: stavo scherzando...però...


Era solo per mettere in evidenza questo articolo, e non per confermare che questo champagne non valga la cifra, cosa che tra l'altro può accadere con vini di ogni fascia di prezzo e dipende molto dai gusti personali.
E poi, già poter esprimere un parere su questi mostri sacri, significherebbe averli assaggiati :evil: :D
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda paperofranco » 17 ago 2013 15:43

vinogodi ha scritto:
Pot ha scritto:
paperofranco ha scritto:
vinogodi ha scritto:...sembra , da una mia indagine personale, che solo le uve che danno Clos Du Mesnil , Clos d'Ambonnay, Krug Collection, Vieilles Vignes Francaises di Bollinger,Clos S.Hilaire di Billecart Salmon e Oenoteque Rosé (solo in parte Salon) siano esenti da qualsivoglia rifiuto tossico. Direi di buttarci su questi ... 8)


Purtroppo la mia unica esperienza rispetto a codesti mostri sacri si limita al Clos St.Hilaire di Billecart Salmon, bevuto poco tempo fa. Era un '96, e per me è stata una gran delusione, ovviamente rapportata al prezzo :( .


Qualcun altro che la pensa come te

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][b]PS: la mia boutade era solo di paradosso per inserirmi nel contesto IT dell'argomento: stavo scherzando...però..[/b.


Secondo me non scherzavi............. :mrgreen: ...........un ci sarà mica bisogno di dirlo.......... :D
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda Nebbiolino » 17 ago 2013 17:29

paperofranco ha scritto:
Nebbiolino ha scritto:
paperofranco ha scritto:E' il titolo di un interessante libriccino di Samuel Cogliati che ho appena finito.
Leggendo della quantità di troiai chimici e rifiuti tossici che sono stati scaricati per decenni su quelle terre mi è sinceramente passata la voglia di bere Champagne, meno male che costa tanto, così il sacrificio è più sopportabile.
Forse sono un po' troppo drastico? :roll:


Se ne era già parlato in passato.

Ma per curiosità, come al solito si tratta di denuncia generica oppure vengono indicate le zone/vigne/produttori coinvolti?


La denuncia è generica [...]


Ecco, appunto.

Aria fritta.

Credo a quanto scrivi, ma da consumatore vorrei che certi j'accuse fossero circostanziati e supportati da fatti: sapere che la tal vigna o la tal zona è stata usata come discarica di prodotti chimici, ti permette di evitare di bere vini nati da quei terreni. In caso contrario, trovo la cosa inutile e perfino un poco fuorviante...
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda paperofranco » 17 ago 2013 20:04

Nebbiolino ha scritto:
paperofranco ha scritto:
Nebbiolino ha scritto:
paperofranco ha scritto:E' il titolo di un interessante libriccino di Samuel Cogliati che ho appena finito.
Leggendo della quantità di troiai chimici e rifiuti tossici che sono stati scaricati per decenni su quelle terre mi è sinceramente passata la voglia di bere Champagne, meno male che costa tanto, così il sacrificio è più sopportabile.
Forse sono un po' troppo drastico? :roll:


Se ne era già parlato in passato.

Ma per curiosità, come al solito si tratta di denuncia generica oppure vengono indicate le zone/vigne/produttori coinvolti?


La denuncia è generica [...]


Ecco, appunto.

Aria fritta.

Credo a quanto scrivi, ma da consumatore vorrei che certi j'accuse fossero circostanziati e supportati da fatti: sapere che la tal vigna o la tal zona è stata usata come discarica di prodotti chimici, ti permette di evitare di bere vini nati da quei terreni. In caso contrario, trovo la cosa inutile e perfino un poco fuorviante...


E' generica e generalizzata, nel senso che, o almeno questo è ciò che l'autore fa capire, fino ad un'epoca passata per niente lontana, non si salvava nessuno da certe pratiche sciagurate.
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Re: Champagne, il sacrificio di un terroir

Messaggioda vinogodi » 17 ago 2013 22:00

paperofranco ha scritto:
Nebbiolino ha scritto:
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Nebbiolino ha scritto:
paperofranco ha scritto:E' il titolo di un interessante libriccino di Samuel Cogliati che ho appena finito.
Leggendo della quantità di troiai chimici e rifiuti tossici che sono stati scaricati per decenni su quelle terre mi è sinceramente passata la voglia di bere Champagne, meno male che costa tanto, così il sacrificio è più sopportabile.
Forse sono un po' troppo drastico? :roll:


Se ne era già parlato in passato.

Ma per curiosità, come al solito si tratta di denuncia generica oppure vengono indicate le zone/vigne/produttori coinvolti?


La denuncia è generica [...]


Ecco, appunto.

Aria fritta.

Credo a quanto scrivi, ma da consumatore vorrei che certi j'accuse fossero circostanziati e supportati da fatti: sapere che la tal vigna o la tal zona è stata usata come discarica di prodotti chimici, ti permette di evitare di bere vini nati da quei terreni. In caso contrario, trovo la cosa inutile e perfino un poco fuorviante...


E' generica e generalizzata, nel senso che, o almeno questo è ciò che l'autore fa capire, fino ad un'epoca passata per niente lontana, non si salvava nessuno da certe pratiche sciagurate.
...guarda, è un refrain che si ripete periodicamente , più o meno sostenuti da evidenze oggettive, in varie zone prestigiosissime. La stessa cosa ho sentito di Bordeaux, ma mai nessuno a evidenziare e circostanziare aree precise o Chateau specifici. Così come in Campania, chi ci va spesso sente di ogni, dalle discariche del casertano a quelle dell'avellinese. Non parliamo della Puglia salentina, da Lecce a tutto il brindisino con punte quasi assolute nella zona tra Tuturano, Cerano e Campo di Mare, causa non solo dell'immensa ed eterna costruzione di una delle centrali termoelettriche più mostruose d'Europa ma anche di sepolture generalizzate di rifiuti (tossici?) di ogni parte d'Europa , quasi a navigare su una polveriera ecologica... ma la verità? Chiacchere o vox populi?...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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