dei dolcetti e delle pene

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nebbiolone
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dei dolcetti e delle pene

Messaggioda nebbiolone » 16 nov 2012 22:20

lo so manca solo il dolcetto.
a me non fa impazzire, altrimenti mi chiamerei dolcettone.
a parte i soliti inconvenevoli quali vi piacciono????

nel senso che da un pò risulta un vino ostico, non si va olltre il 2°/3° bicchiere, però ogni tanto si trova la chicca che fa scattare la scintilla, non sarà mai un nebbiolo, per carità , ma a volte appaga.

quali bevete? quali ritenente piacevoli?
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nebbiolone
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda nebbiolone » 16 nov 2012 22:22

quando è boono mi ricora certi morgon, che non saranno vini eterni, ma stuzzichevoli, se poi si guarda al portafoglio direi anche goduriosi. :mrgreen:
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda nebbiolone » 16 nov 2012 22:29

in ordine sparso, senza punteggio o similia, a me piaccciono:

teobaldo rivella , la bevibilità al suo apice
cascina bruciata, moderno ma non troppo

vajra: vale oggi quel che ai tempi è stato gaja per il nebbiolo, ha creato un vino che resiste al tempo, senza cadere in tratti caricaturali.
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda Ziliovino » 17 nov 2012 00:53

Tra i tanti assaggiati comunque ben fatti, quelli che più mi sono rimasti in mente sono: San Fereolo e Bartolo Mascarello. Se piacciono quelli incazzati duro citofonare Roagna...
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda tajarin » 17 nov 2012 01:20

Ho pasteggiato assai benissimo con San fereolo, Pelissero, Bricco maiolica e Pradurent di Claudio Alario.
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda gp » 17 nov 2012 01:22

Agli ammerigani piacerebbero moltissimo questi thread tutto-vitigno, peccato l'ostacolo della lingua... :roll:

A noi europei invece fanno venire l'orticaria: non è sano mescolare zone dove il vitigno è cadetto del Nebbiolo (le Langhe di Barolo e Barba.) e altre dove è re (Dogliani, ma anche Diano d'Alba e Ovada*).

San Fereolo appena citato è Dogliani, lì il Dolcetto mostra un attitudine all'invecchiamento che in altre parti delle Langhe non è prevista (vedi un cenno nel thread su Fornovo). Bricco Maiolica (base e cru, sarebbe il caso di precisare) invece è Diano d'Alba.

* Di queste ultime zone meno note a livello nazionale, bel vino classico secondo me il Dolcetto di Ovada di Scarpa
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda l'oste » 17 nov 2012 01:23

Il dolcetto secondo me è un po' sottovalutato.
Si abbina a molti piatti (funghi, carni bianche, ravioli in salsa di noci, vitello tonnato), costa un piffero e può essere anche parecchio longevo.
Per me ha più identità un dolcetto di Conterno, Bartolo, San Fereolo, Burlotto, Cappellano, Massolino, Mario Cozzo o Abbona rispetto a molti finti francesi de noantri o ai vini design in puro legno.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda nebbiolone » 17 nov 2012 10:52

Già San fereolo quando è in beva è al top; su quelli di b Mascarello ho qualche difficoltà per la troppa concentrazione, meglio Burlotto.
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda la_crota1925 » 17 nov 2012 11:05

sempre buoni, il Papà Celso di Abbona e il dolcetto di Chionetti (anche se è da un pò che non lo assaggio).
spedizione al ricevimento del pagamento.
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda mofise » 17 nov 2012 11:31

In alcune annate ,di medio peso ( vedi 2008), il coste e fossati di Vajra è fantastico.
Burlotto sempre delizioso, vibrante, mai banale. Uno dei miei preferiti.
Vigna scot Cavallotto in alcune annate dolcettone saturo ,scuro ,speziato, radicoso, ma ben articolato...non teme l'invecchiamento.
Vitigno che ha carattere e aromaticità ben precisi, ma che sente molto il terroir...
Dalla ricezione del pagamento impieghiamo pochissimo tempo! I vini partono il martedì e il mercoledì con corriere espresso 24 H.
VIENE SEMPRE EMESSO SCONTRINO FISCALE O FATTURA.
PER INFO CEL ( ANCHE VIA WA ) 3773833030 Diego
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda lanfranco1986 » 17 nov 2012 11:34

il bricollero di Chionetti e' il mio preferito, ma bevo volentieri anche il dolcetto di Fabrizio Ressia
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda zampaflex » 17 nov 2012 14:42

Pochissimissimi assaggi, ma quoto volentieri il Pradurent e aggiungo che, da piccolo assaggio volante quindi con bassa attendibilità, mi è piaciuto anche quello di Schiavenza.
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda il chiaro » 17 nov 2012 15:22

Il 2011 di cascina Roccalini è un dolcetto robusto e severo.
Gustoso quello di Flavio Roddolo
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda pippuz » 17 nov 2012 19:02

Rossi Contini (Ovada) bevuto un paio di settimane fa era buono.
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda paperofranco » 17 nov 2012 19:15

A me il dolcetto non garba per niente, non lo compro e non lo bevo, anche se ammetto che a volte può essere interessante a tavola per abbinare certi piatti che cozzano con altri rossi.
Nei miei tanti giri di langa l'ho sempre assaggiato dai produttori che ho visitato ma non ho mai comprato una bottiglia. Riporto però una testimonianza interessante direttamente dalla langa.
Una sera a cena dal mitico Cesare in quel di Albaretto della Torre, una tavolata di noi amici e alcuni produttori che avevano portato anche il loro vino, ricordo che avevamo cominciato con un Dolcetto d'Alba di Teobaldo Rivella e Beppe Rinaldi, sollevando il bicchiere verso quest'ultimo disse: "complimenti Baldo, io vorrei fare un dolcetto così, non ci sono mai riuscito". Da non pochi ho sentito dire che vinificare il dolcetto è più difficile che vinificare il nebbiolo.

A parte l'aneddoto, forse l'unico dolcetto che mi è veramente piaciuto è quello di Pino Ratto.
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda pippuz » 17 nov 2012 19:23

paperofranco ha scritto:Da non pochi ho sentito dire che vinificare il dolcetto è più difficile che vinificare il nebbiolo.

E' vero, se il dolcetto di un produttore è buono difficilmente il nebbiolo sarà cattivo.
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda giulo » 17 nov 2012 20:58

pippuz ha scritto:Rossi Contini (Ovada) bevuto un paio di settimane fa era buono.


fatta giusto oggi l'ennesima verticale, conclusa da un 91 godurioso assai
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda simba » 17 nov 2012 23:36

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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda Alberto » 18 nov 2012 15:23

Ma con tanti vini buoni, proprio il dolcetto!?! Warum?!? :mrgreen:
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda l'oste » 18 nov 2012 19:36

Alberto ha scritto:Ma con tanti vini buoni, proprio il dolcetto!?! Warum?!? :mrgreen:

Che ci siano vitigni autoctoni superiori al dolcetto è verissimo.
Però finire una bottiglia in due senza fatica significa che alcuni dolcetto sono vini buoni e poi durano qualche anno, si abbinano bene con il bicchiere quotidiano e costano poco.
La critica condivisibilissima è che il dolcetto sia un vitigno "neutro" che di suo ha poco di speciale, qualche fresco profumo di frutto ordinario e un filo di sottobosco, niente di esotico.
In più a volte è aciduletto e molte volte tannico.
Insomma, meno potenziale anche della bella contadinotta a nome barbera.
Ma quasi come la barbera, il dolcetto legge il territorio, lo "riproduce" per emulazione e quando lo fanno quelli che hanno un bel territorio e/o sono bravi e attenti in vigna, allora il vino arricchisce il suo corredo umile con qualche macchia di nobiltà tipo funghi, roselline, fragoline.
E' un vino della terra, non del vitigno.
Vista così non ti va di dargli un'altra occasione?
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda gp » 18 nov 2012 20:43

I Dolcetti di buona stoffa aromatica sanno tirare fuori viola e mirtillo, cioè un floreale e un floreale-fruttato tutt'altro che scontati. Così per esempio l'Elizabeth 2011 di Cascina delle Rose, assaggiato ieri a Vignaioli di Langa a Roma.
Il connubio tannini solidi - acidità - alcol proporzionato li può rendere pericolosamente bevibili, vedi per esempio il Vigna Scot 2011 di Cavallotto bevuto nella stessa occasione.
Non a caso, si tratta in entrambi i casi di vigne piantate in cru di Barbaresco e Barolo (rispettivamente Bricco Boschis a Castiglione Falletto e Rio Sordo-Tre Stelle a Barbaresco).
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda marcolandia » 18 nov 2012 21:42

gp ha scritto:Dogliani, lì il Dolcetto mostra un attitudine all'invecchiamento che in altre parti delle Langhe non è prevista


Quoto e devo dire che dopo tre anni di assaggi seriali a varie manifestazioni la zona è cresciuta veramente tanto. Sanno comunicare bene anche con eventi extravino, hanno fatto squadra, ci sono tre o quattro produttori che fanno da traino agli altri, hanno abbandonato certi estremismi del passato. Insomma, dovessi puntare i fantomatici 2c su qualcuno li punterei volentieri su Dogliani.
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda nebbiolone » 18 nov 2012 22:16

Già in tempi non sospetti erano stato i primi a puntare sulla suddivisione in sorì , poi scelte stilistiche recenti li hanno un po' intristiti. Non ho assaggi recenti su diano, le ultime annate mi hanno sconfortato non poco tale da allontanarmi da dogliani, se dici così sarà da rimediare al più presto.
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda giucas » 18 nov 2012 22:41

l'oste ha scritto:Il dolcetto secondo me è un po' sottovalutato.
Si abbina a molti piatti (funghi, carni bianche, ravioli in salsa di noci, vitello tonnato), costa un piffero e può essere anche parecchio longevo.
Per me ha più identità un dolcetto di Conterno, Bartolo, San Fereolo, Burlotto, Cappellano, Massolino, Mario Cozzo o Abbona rispetto a molti finti francesi de noantri o ai vini design in puro legno.


...proprio cosi', ma forse fa parte della varia scemenza italica :( . Giusto per entrare nel contesto: aperto ieri sera il Dolcetto 2011 Schiavenza (annata in cui se ben ricordo confluisce anche il cru Voghera ). Inizialmente un po' ostico, ma dopo 24h godibilissimo, ed anche complesso. E poi, cito a memoria..Dolcetto 2001 di Roberto Voerzio bevuto due anni fa circa... :shock: ..slurp..per altro come tanti altri da cercare, anno per anno, ed anche da conservare. Vini 'operai' capaci di scalfire la nobiltà presunta di ben altre comari... :wink:
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Re: dei dolcetti e delle pene

Messaggioda ugc » 19 nov 2012 12:19

marcolandia ha scritto:
gp ha scritto:Dogliani, lì il Dolcetto mostra un attitudine all'invecchiamento che in altre parti delle Langhe non è prevista


Quoto e devo dire che dopo tre anni di assaggi seriali a varie manifestazioni la zona è cresciuta veramente tanto. Sanno comunicare bene anche con eventi extravino, hanno fatto squadra, ci sono tre o quattro produttori che fanno da traino agli altri, hanno abbandonato certi estremismi del passato. Insomma, dovessi puntare i fantomatici 2c su qualcuno li punterei volentieri su Dogliani.

Beh, dogliani parte da lontano, si era solo persa per strada...perfortuna l'hanno ritrovata relativamente in fretta. :D
Rien n'y fait, menace ou prière, l'un parle bien, l'autre se tait;
et c'est l'autre que je préfère, il n'a rien dit, mais il me plaît.

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