Incontri Vino a Venezia '15 Bistrot de Venise: Marco Buvoli!

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MarioC77
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Re: Incontri "Vino a Venezia" '13 Bistrot de Venise: Hofstätter!

Messaggioda MarioC77 » 20 nov 2013 21:48

Alberto ha scritto:Ripresa degli incontri col botto per il nuovo anno al Bistrot de Venise, con un paio d'ore ieri pomeriggio in compagnia dei vini di Joseph Hofstätter (cantina che non ha molto bisogno di presentazioni... :wink: ).

L'enologo aziendale di sempre Franz Oberhofer ha proposto le 5 etichette di punta, con anche un paio di excursus su annate passate (in formato magnum, per giunta). Nell'ordine, si è bevuto:

Barthenau Vigna S. Michele, 2011 (13,5%)
Da qualche anno ha abbandonato il vecchio uvaggio con chardonnay e sauvignon ed è invece proposto come pinot bianco in purezza, vinificato in botte grande senza lieviti selezionati. Paglierino-verdolino chiaro. Naso iniziale con una mela verde netta e paradigmatica, poi affiancata da una nota nocciolata (arachide?), da un floreale bianco fresco e da lontani ricordi autunnali, di champignon e di mallo di noce, più evidenti con l'alzarsi della temperatura; una certa finezza complessiva, comunque. La sottigliezza apparente del naso è contraddetta da un attacco di bocca piuttosto grassoccio e maturo, più sul frutto giallo, con l'acidità un pelino nascosta. Non corto, però. Buona riuscita "di tecnica" in un'annata potenzialmente così-così, gli lascerei una porta aperta per un'evoluzione positiva nei prossimi 3-4 anni perché è senz'altro un vino equilibrato.

Kolbenhof, 2012 (14,5%)
Gewurztraminer storicamente di classe top, qui in annata secondo me piuttosto carica. Color oro chiaro. Naso non molto definito, nel senso che la florealità varietale è affiancata da note agrumate piuttosto vaghe, ma c'è più che altro una sensazione di compressione e sfuocatura aromatica data secondo me dall'estrema gioventù. Attacco di bocca molto grasso, segnato da una vena di carbonica residua, sviluppo leggermente "pomatato", con note floreali di lavanda (in continuità col naso) piuttosto intense. Ci sono comunque l'acidità giusta per bilanciare (Oberhofer dice poco sopra i 5 g/l, che non è poco per la tipologia), e soprattutto una vena minerale e salina sotterranea che allunga bene il sorso, e che penso possa uscire pienamente fuori nei prossimi anni con la sosta del vino in bottiglia; attualmente è davvero troppo giovane e magmatico per poterlo giudicare al meglio.

Steinraffler, 2008 (13,5%) - Da magnum
Lagrein in purezza. Rubino piuttosto chiaro con tenui riflessi violacei giovanili. Naso nitido, preciso, vagamente "distaccato", sul frutto scuro con una punta di dolcezza; assenti del tutto note animali o terrose. Ingresso di bocca quasi sottile e prosecuzione sul tema agilità piuttosto che muscoli (anche se l'acidità non è che sia particolarmente in evidenza), col frutto che prima si schiarisce verso una ciliegia di bella succosità, poi ridiventa scuro, quasi prugnoso, e dei tannini nel complesso parecchio arrotondati; nel frattempo con un po' d'aria esce a latere un discreto coté affumicato, sia al naso che al palato. Finale di cacao amaro in polvere. Un lagrein un po' "furbetto"?

Yngram, 2005 (13,5%) - Da magnum
Maggioranza dei due cabernet (con più franc che sauvignon), con saldo di petit verdot e syrah. Rubino scuro e compatto. Naso che parte con una scissione tra note verdi e maturità del frutto scuro che ci mette un po' a ricomporsi; nel tempo il primo aspetto si fà da parte a vantaggio di frutto sicuramente ben definito e vivace, sebbene sempre molto scuro. Anche flebili tocchi olivosi. Palato muscoloso, balsamico e leggermente tabaccoso, non eccessivamente vegetale; liquirizia netta sul finale e in retro-olfattiva. Vino solido, quasi squadrato, anche nei tannini che alla fine risultano abbastanza rigidi. Molto giovane nel complesso, complice anche il formato.

Barthenau Vigna S. Urbano, 2010 (13,5%)
Finalmente col più celebre (forse) dei blauburgunder altoatesini arriva l'atteso cambio di passo e di registro: gran vino, ora e per un futuro prevedibilmente non breve. Rubino brillantissimo, un colore davvero da manuale per un pinot nero giovane. Il naso è onestamente perfettibile, nel senso che ha già una certa ampiezza di spunti (partenza con una netta nota di argilla umida e tocchi di sottobosco, poi arancia sanguinella e cola, poi in terza battuta si impone la fragolina) ma l'intensità in questa fase non è al massimo, diciamo che i profumi non saltano fuori dal bicchiere, ma li devi un po' cercare. La bocca però è qualcosa di clamoroso e mai sentito in un BB giovane: tesa, nervosa, lunghissima, agrumatissima, con un tannino fine fine ma ben "grippante"; sono il primo (e lo dico) a non gradire i paragoni esterni, ma qui si nebbioleggia alla grande. Magnifici l'equilibrio e nitidezza delle sensazioni. Annata di grazia!

Nota di merito generale: legni di affinamento molto ben gestiti (un piccolo esubero boisé, peraltro portato con estrema eleganza, a ben vedere c'è solo sul giovanissimo BB Barthenau).

Alla prossima! :D


Grazie, splendide note.

Son contento che il Barthenau S.Urbano sia tornato ai livelli per cui è diventato famoso. Speriamo che anche in cantina abbiano calato un po' l'altezzosità.
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Re: Incontri "Vino a Venezia" '13 Bistrot de Venise: Hofstätter!

Messaggioda Alberto » 21 nov 2013 10:42

MarioC77 ha scritto:Grazie, splendide note.

Grazie a te!

MarioC77 ha scritto:Speriamo che anche in cantina abbiano calato un po' l'altezzosità.

Bah, non ho mai avuto il piacere di incontrare Martin Foradori, ma mi sa che (da quello che ho capito dalle parole dell'enologo) in azienda preferiscono ricevere la gente facendo fare un tour dei vigneti (ovviamente su prenotazione, e credo anche a pagamento) rispetto che facendo visitare la cantina. E comunque no, l'atteggiamento non è quello dei vigneron-artigiani, comprensibilmente.
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Re: Incontri "Vino a Venezia" '13 Bistrot de Venise: Hofstätter!

Messaggioda davidef » 22 nov 2013 12:14

Alberto ha scritto:
Barthenau Vigna S. Urbano, 2010 (13,5%)
Finalmente col più celebre (forse) dei blauburgunder altoatesini arriva l'atteso cambio di passo e di registro: gran vino, ora e per un futuro prevedibilmente non breve. Rubino brillantissimo, un colore davvero da manuale per un pinot nero giovane. Il naso è onestamente perfettibile, nel senso che ha già una certa ampiezza di spunti (partenza con una netta nota di argilla umida e tocchi di sottobosco, poi arancia sanguinella e cola, poi in terza battuta si impone la fragolina) ma l'intensità in questa fase non è al massimo, diciamo che i profumi non saltano fuori dal bicchiere, ma li devi un po' cercare. La bocca però è qualcosa di clamoroso e mai sentito in un BB giovane: tesa, nervosa, lunghissima, agrumatissima, con un tannino fine fine ma ben "grippante"; sono il primo (e lo dico) a non gradire i paragoni esterni, ma qui si nebbioleggia alla grande. Magnifici l'equilibrio e nitidezza delle sensazioni. Annata di grazia!

Nota di merito generale: legni di affinamento molto ben gestiti (un piccolo esubero boisé, peraltro portato con estrema eleganza, a ben vedere c'è solo sul giovanissimo BB Barthenau).

Alla prossima! :D



nelle ultime visite che ho fatto in Alto Adige negli ultimi 12/18 mesi tutti mi dicono preferire l'annata 2009 alla 2010, più povera e in alcuni casi più verde/tannica con vini con maturità di frutto inferiori alla 2009 appunto e potrebbe essere che quello che percepisci come tannino fine e grippante sia anche una conseguenza di una minore pienezza e di forse una lieve vegetalità in alcuni casi data propio dall'annata (in alcuni casi vini anche quasi verdini)

negli assaggi fatti incrociando alcuni produttori tipo Gottardi la differenza effettivamente si sente a favore tutta della 2009, quindi il concetto di annata di grazia è tuo od è stato suggerito in sala o nasce da un assaggio confrontando 2009 e 2010 ?

sono curioso su questo aspetto perchè son vini che bevo volentieri ma stavo orientandomi a scavallare la 2010 per i motivi sopra detti...giusto per capire se tornare sui miei passi o meno
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Re: Incontri "Vino a Venezia" '13 Bistrot de Venise: Hofstätter!

Messaggioda Alberto » 22 nov 2013 12:22

Non ho bevuto purtroppo il 2009 di Barthenau VSU per fare un confronto, mi sono lasciato trasportare dalla "luminosità" che hanno per me tanti vini del 2010. Vegetalità non ce n'era, comunque.
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Re: Incontri "Vino a Venezia" '13 Bistrot de Venise: Hofstätter!

Messaggioda davidef » 22 nov 2013 12:36

Alberto ha scritto:Non ho bevuto purtroppo il 2009 di Barthenau VSU per fare un confronto, mi sono lasciato trasportare dalla "luminosità" che hanno per me tanti vini del 2010. Vegetalità non ce n'era, comunque.



ho capito il tuo concetto che collima con il fatto che la 2010 sia una annata da vini scarichi, più "riferimento schiava" che Blauburgunder

prova però, se lo trovi, la Riserva 2009 Hausmanhoff di Hadeburg e poi mi dici :roll:
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Re: Incontri "Vino a Venezia" '13 Bistrot de Venise: Hofstätter!

Messaggioda MarioC77 » 22 nov 2013 16:48

Alberto ha scritto:

Bah, non ho mai avuto il piacere di incontrare Martin Foradori, ma mi sa che (da quello che ho capito dalle parole dell'enologo) in azienda preferiscono ricevere la gente facendo fare un tour dei vigneti (ovviamente su prenotazione, e credo anche a pagamento) rispetto che facendo visitare la cantina. E comunque no, l'atteggiamento non è quello dei vigneron-artigiani, comprensibilmente.


Ti dirò: già fatico a concepire le visite a pagamento, trovare comprensibile una certa altezzosità mi lascia perplesso e lo trovo scorretto nei confronti di un cliente. Quello che mi ha dato decisamente fastidio è stato il modo in cui mi han trattato. Perchè sinceramente andare lì e al momento in cui ho chiesto di poter assaggiare un po' della gamma prodotta mi son visto tirar fuori (a malincuore) un paio di bottiglie base e nulla più, sinceramente mi è sembrata una presa per il culo.

Per dire: mi sposto di una decina di km e trovo produttori altrettanto validi che ti aprono di tutto. Haderburg per dirne uno o Haas.

Poi eh, nulla da dire sul suo Barthenau, almeno in certe annate.
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Re: Incontri "Vino a Venezia" '13 Bistrot de Venise: Hofstätter!

Messaggioda arnaldo » 22 nov 2013 17:04

Su un produttore come Hofstatter queste grosse differenze tra annate e annate (soprattutto giovani) fai fatica a percepirle, tantopiu' se come in questo caso, c'è manico,ottime capacita',affinamento in cantina e tutto il resto.
Se poi il produttore,in eventi come questo, porta l'ultima annata di ciascun vino,come Alberto ha menzionato,che poi sarebbe quella in vendita,diventa difficile con la mente andare a pensare la 2009 o la 2008 o la 2007 com'era o come sara' adesso.
Uno si fa un idea dell'ultima annata in deg, poi se la compra o no....... :wink: :wink:
Dai, non complicare la vita al bravo ALbertone!!!!! :D :D
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Re: Incontri "Vino a Venezia" '13 Bistrot de Venise: Hofstätter!

Messaggioda Alberto » 23 nov 2013 10:48

davidef ha scritto:ho capito il tuo concetto che collima con il fatto che la 2010 sia una annata da vini scarichi, più "riferimento schiava" che Blauburgunder

Guarda, ti assicuro che della schiava quel vino non aveva nemmeno l'ombra...non aveva un frutto maturo ed "esplosivo" al naso, ma in bocca era davvero tosto. :roll: :wink:
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Re: Incontri "Vino a Venezia" '13 Bistrot de Venise: Hofstätter!

Messaggioda Massimiliano Nicli » 23 nov 2013 10:53

Che belle sorprese saranno alcuni rossi 2010 in Alto Adige fra un po' di anni...
Quei vini che tu definisci "pure espressioni di sangiovese" per me sono invece "pure espressioni di Gambelli" (della sua ricetta, del suo standard, chiamalo come vuoi)."L'anatra del vino"
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Re: Incontri "Vino a Venezia" '13-'14 Bistrot de Venise: Kurni!

Messaggioda Alberto » 21 feb 2014 13:02

Ieri pomeriggio al Bistrot de Venise, Marco Casolanetti ed Eleonora Rossi di Oasi degli Angeli ospiti non bisognosi di alcuna presentazione; con loro le annate 2011, 2009 e 2007 di Kurni, assaggiate e raccontate tra un approfondimento tecnico-produttivo e storico sul montepulciano e l'altro, inframmezzati da tanti aneddoti di vita contadina del Piceno. Un'ora e mezza di tempo di altissima qualità, insomma.

Qualche impressione personale:

Marche Rosso Kurni, Oasi degli Angeli, 2011 (15%)
Rubino-violaceo non saturo, un colore sorprendentemente leggero per gli standard dell'etichetta; i produttori pensano che sia una fase iniziale del vino in bottiglia, che sarà al contrario destinato a "prendere colore" nel tempo. Naso iniziale etereo ma molto pulito, con la visciola in evidenza, poi affiancata dal cioccolato amaro ed al floreale di viola, per poi stabilizzarsi su una nota nettissima di chinotto. Il primo sorso riserva un impatto di carbonica residua, che scema subito con l'ossigenazione. La suggestione in bocca è quella di un'annata "dolce" (d'obbligo il virgolettato :wink: ), dal carattere terroso/balsamico, quasi radicoso, particolarmente accentuato e da un impatto tannico leggermente diminuito appunto da questa sensazione zuccherina (rispetto alle altre due annate, che gustativamente risultano essere completamente secche). Allunga già molto bene, soprattutto in retro-olfattiva dove è davvero molto persistente, senza però all'apparenza svilupparsi in orizzontale, senza saturare il palato. Per ora, un 87 sul mio personale tabellino.

Marche Rosso Kurni, Oasi degli Angeli, 2009 (15%)
Colore viola melanzana compatto...ritorna "lui", insomma. Naso che viaggia con uno strano andamento ad onde, un momento aperto e concessivo, un altro chiuso in sè stesso a riccio; si sente parecchio la polvere di caffè, ad affiancare quel frutto paradigmatico del Kurni, imponente, esplosivo, dai colori scuri tra la mora e la prugna, sia al naso sia in bocca (fase in cui è affiancato anche da note ematiche), con una sensazione di grande equilibrio complessivo. Quasi senti che sei in grado di masticarlo, si rivela più saturante del 2007, ma in questa fase per me meno articolato, meno dettagliato; sicuramente però il potenziale è enorme. Rabarbaro netto, delicatissimo, sul finale. 91

Marche Rosso Kurni, Oasi degli Angeli, 2007 (15%)
Colore sostanzialmente identico al precedente vino, senza segni di evoluzione apparente nonostante i 2 anni in più. Dopo una prima suggestione iniziale di pancetta affumicata, sviluppa un naso di bellissima compostezza e fusione tra il frutto (più chiaro del 2009) ed alcune note di cioccolata (più dolce rispetto a quella sentita nel 2011)...direi che il classico descrittore "boero" qui ci sta alla grande. In scia al 2009 per potenza estrattiva e masticabilità al palato, ma non allo stesso livello, direi più marcatamente tannico proprio perché la carica del frutto, che è una parte morbida ovviamente, è meno estrema; a farmi preferire nel complesso il 2007 al 2009 è proprio questo suo "punch", questa sua dinamicità, oltre che il suo naso più continuo e leggibile. A centro bocca c'è una leggera nota evolutiva di uva passa, per poi ritornare freschissimo sul finale di frutto di bosco. Proprio gustoso da bere. 92

Grazie a Sergio Fragiacomo del Bistrot, ed a Marco ed Eleonora ovviamente! :D E alla prossima.
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Re: Incontri "Vino a Venezia" '13-'14 Bistrot de Venise: Kurni!

Messaggioda Francvino » 22 feb 2014 13:47

Note e voti condivisibili e, soprattutto, rinfrancanti.
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Re: Incontri "Vino a Venezia" '13-'14 Bistrot de Venise: Kurni!

Messaggioda Alberto » 24 feb 2014 10:17

Francvino ha scritto:Note e voti condivisibili e, soprattutto, rinfrancanti.

Grazie Pierpaolo! :D

Tu del 2011 cosa pensi? Giocava un po' a fare lo CdP, mi ha spiazzato... :roll:
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Re: Incontri "Vino a Venezia" '13-'14 Bistrot de Venise: Kurni!

Messaggioda Francvino » 24 feb 2014 13:48

Alberto ha scritto:
Francvino ha scritto:Note e voti condivisibili e, soprattutto, rinfrancanti.

Grazie Pierpaolo! :D

Tu del 2011 cosa pensi? Giocava un po' a fare lo CdP, mi ha spiazzato... :roll:


Penso, al par tuo, che la "dolcezza di frutto" sia un po' troppo invadente quindi capace di limitarne l'equilibrio e il contrasto.
Un po' come successe per 2005 e per il 2006.
Si può conceder alla 2011, ancora imberbe, un po' di tempo in attesa di qualche aggiustamento ma francamente faccio fatica a credere al miracolo.
La mia annata preferita degli ultimi 10 anni è, al momento, la 2010. Ma 2007, 2008 (e anche la 2009) non sono male per nulla, anzi.
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Re: Incontri "Vino a Venezia" '14 Bistrot de Venise: Perle di...

Messaggioda Alberto » 14 mar 2014 19:04

Ieri pomeriggio chiusura col botto, per quest'anno, al Bistrot de Venise, col banco d'assaggio dei produttori distribuiti a Venezia attraverso la società di distribuzione "Perle di Vinae".

Di seguito qualche impressione speditiva (non ho preso note scritte) sugli assaggi fatti...

Relativamente pochi i bianchi in assaggio, tra queste le malvasie di Cattunar (Verteneglio, Istria), nella fattispecie le quattro versioni di malvasia 2012 dai quattro diversi suoli presenti in azienda (terre nere, bianche, grigie e rosse). Vini ben fatti, con preferenza personale alla terre grigie, per me il più completo del branco, in grado di combinare la grassezza comune agli esemplari da terre nere e rosse (quest'ultima molto strutturata, ma ancora totalmente compressa nei profumi) alla reattività ed alla florealità del vino da terre bianche (il più fresco ed acido di quattro). In assaggio anche la malvasia Collina 2010 (da terre nere, con passaggio in barrique), per me piuttosto in debito di struttura per via dell'annata un po' balorda in zona, ed il terrano Barrique 2007 a parer mio troppo arrotondato ed addolcito dal legno. Meglio le malvasie d'annata, insomma.

Due le aziende toscane presenti, la chiantigiana Podere Castellinuzza e la ilcinese Podere San Giacomo. Della prima, riuscita interessantissima per il Chianti Classico 2011, fresco e lindo di frutto rosso "croccante" (quanto amo questo termine... :wink: ) ed erbette, mentre la Riserva Paolo Coccia 2009 non mi ha convinto al naso, sfocato e quasi seduto, anche se in bocca recupera con una bella fibra ed un certo dinamismo, pur in un quadro di maturità molto spinta. Molto interessanti per me tutti i vini di San Giacomo, dal tannico e concentrato Rosso 2010 (davvero un Brunello declassato, stessa base di uve con affinamento più breve in tonneaux usati), ai tre Brunello in assaggio: 2008 "piccolino" ma con tutte le sue cose a posto, leggi frutto rosso e terra e sale (come tutti i vini, nasce da un mix 3/4 vigne zona Sud ed 1/4 vigne zona Nord); 2007 Riserva dal frutto chiaramente più maturo, quasi esotico, restando pur tuttavia abbastanza fresco; 2006 quadratura del cerchio (adorando io la 2006 a Montalcino! :) ): la stessa fibra tesa e terrosa del 2008 ma tutto aumentato di massa e volume, veramente un bel vino. Un po' di legno piccolo, poco percepibile peraltro, su tutti i loro vini, soltanto per ragioni tecniche: ovviamente la botte grande va riempita, e quello che avanza comunque va messo in legno per il periodo previsto dal disciplinare. Aziendina IMHO assolutamente da seguire con attenzione.

Due anche i produttori del Piemonte, e non nomi da poco: Giuseppe Cortese e Giacomo Fenocchio. Del primo, bella lotta tra Rabajà 2009 e 2010, due Barbaresco che interpretano l'annata con rigore e precisione espressiva: più largo e fruttato il primo, più sottile, floreale, e forse alla fine più elegante il secondo. Da Fenocchio, quattro Barolo 2010: base, Bussia, Villero e Cannubi. Al di là della gioventù imbarazzante di tutti e quattro, mi ha stupito il poco dinamismo ed il poco grip tannico del Bussia in confronto ad un Villero davvero scintillante ed austero, compatto, lungo, "maschio"; molto bello anche il naso floreale e speziato del Cannubi, a fronte di una bocca coerentemente più rilassata e rotonda. E il base? L'ho trovato fatto discretamente, anche se lo stacco dai cru, tutto considerato, mi è parso notevole.

Due infine i rappresentanti della Valpolicella, uno direi decisamente meno conosciuto dell'altro: Le Bignele e Zymé. Del primo (che ha i vigneti in Marano) ho trovato ben fatti e tradizionali, con apprezzabile asciuttezza e tensione, sia il Ripasso 2011 che l'Amarone 2010, mentre il Recioto 2011 tutto acciaio mi è sembrato davvero troppo semplice; su Zymé, dirò solo che l'Oz 2008 è una bomba di oseleta (un sale ed un pepe straordinari), il Kairos 2008 è meno rotondone ed esotico del solito, guadagnandone secondo me in bevibilità, e l'Amarone 2006 (almeno, la bottiglia che ho avuto modo di testare) dall'ultimo assaggio dello scorso anno sta uscendo fuori come un vino meno potente ma estremamente elegante, quasi "understated". Molto morbido il bordolese 60 20 20 2008, mentre il Valpolicella base 2012 si fa bere come vino quotidiano, volutamente di facilissimo approccio.

Per concludere coi vini, niente male il Recioto di Soave Classico Cortepittora 2007 della Cantina del Castello: grasso e leggermente tropicale, non dolcissimo, con la paradigmatica chiusura di bocca netta e pulita, quasi secco-ammandorlata.

Per concludere tout-court, nota positiva per la selezione di oli EVO in assaggio (anche'essi proposti in vendita tramite Perle di Vinae), delle aziende Consorzio Olio Cru di Arco (TN), Masciantonio di Caprafico (CH) e Viragì (bbbono... :) ) di Chiaramonte Gulfi (RG).

Grazie mille al Bistrot...ed anche per quest'anno è andata! :D
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Re: Incontri Vino a Venezia '15 Bistrot de Venise: Marco Buvoli!

Messaggioda Alberto » 06 mar 2015 12:05

Ieri pomeriggio al Bistrot de Venise bell'incontro col produttore vicentino Marco Buvoli ed i vini spumanti Metodo Classico del suo Opificio del Pinot Nero.
Anticipo qualcosa delle note dettagliate, che metterò quando avrò un po' di tempo in più: Marco persona dal parlar quieto, riflessivo, con le idee però molto chiare (anche su come la biodinamica non debba diventare uno strumento di marketing), tra i vini qualcosa di non perfettamente centrato (Brut Quattro e Pinot Nero 2010), un giovane virgulto interessante ancora tutto da farsi (Pas Dosé Cinque) e, va proprio detto, due bolle eccellenti per davvero, nonché perfettamente compiute: Rosé Extra-brut Sette (sboccatura 2014) e Brut Otto (sboccatura 2011).
L'Otto, come al solito, con una sua personalità tutta sua, da bevitori smagati, ma bottiglia per me "da conversazione" estremamente godibile. Rosé invece delicatissimo e gastronomico assieme, veramente bello.
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Re: Incontri Vino a Venezia '15 Bistrot de Venise: Marco Buvoli!

Messaggioda mattiave » 06 mar 2015 13:45

Il 7 rosè è davvero tanta roba :P
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Re: Incontri Vino a Venezia '15 Bistrot de Venise: Marco Buvoli!

Messaggioda Alberto » 07 mar 2015 15:16

Come promesso, qualche nota e qualche dettaglio sulla produzione dell'Opificio del Pinot Nero.

Il vigneto di PN a Gambugliano è stato impiantato tra il '97 ed il '99, con cloni sciampagnotti. Tutti i MC (10000 bottiglie circa prodotte annualmente) nascono da un assemblaggio di più annate, con fermentazioni sia in acciaio sia in legno usato.

Gli assemblaggi comprendono un 60-65% di vino d'annata ed un 35-40% di vino di riserva delle annate precedenti, percentuale all'interno della quale entra una quota, variabile in funzione della cuvée, di "vino perpetuo" conservato in vecchie barriques che contengono una solera di tutte le annate finora vinificate da Buvoli (prima vendemmia nel 2001), il quale viene anche utilizzato per la preparazione della liqueur d'expedition.

Gli assaggi, nell'ordine:

Brut Quattro
Sboccatura 2014, 20% di "perpetuo" nell'assemblaggio, 6 g/l di dosaggio. Paglierino carico. Naso marcato soprattutto da una nota floreale indistinta, poi escono nel tempo anche la buccia di melone ed il tè verde. Carbonica piuttosto intensa ma con discreta finezza, bel centro bocca per presenza sapida e lunghezza, finale invece per me troppo amaro ed anche un po' corto, in cui rimangono un po' isolati e sovraesposti i toni ossidativi. Si sente lo stacco di complessità e di articolzione rispetto alle cuvée superiori, probabilmente rende meglio se portato a tavola, a tutto pasto perché la struttura c'è.

Pas Dosé Cinque
1000 bottiglie sboccate nel 2014, base col 15% di "perpetuo". Una puzzetta iniziale che può risultare scostante, ma senza aver fretta e col giusto tempo prende quota, e mostra tutt'altro registro rispetto al Quattro: colore paglierino chiaro (anche se parecchio velato), naso brioche-oso, mentolato (sensazione netta nel tempo anche al palato) e bocca dalla carbonica sfumata, di gran bella reattività acida, forse un po' magra, ma piuttosto lunga, con bel finale burroso e sopratutto non amaro. Molto giovane.

Rosé Extra-brut Sette
Parziale pigiatura coi piedi dell'uva intera in tino troncoconico, macerazione di non più di 3 ore, poi via in pressa. Non viene utilizzato in questo caso alcun apporto di "perpetuo". Bottiglia sboccata a Febbraio 2014 e dosata a 5 g/l di zuccheri. Colore evoluto, un salmone chiaro ormai ampiamente virato all'aranciato, di nuovo non perfettamente limpido. il naso è delicatissimo, fragoloso ed ancora vegetale in freschezza, con un lontano tocco formaggioso che nel complesso si inserisce molto bene. Grande souplesse all'attacco di bocca, poi l'acidità (che è notevole) comincia a lavorare ai lati della lingua, ed il sorso si allunga estremamente bene. Finale secco, nitido e fresco. A colpire, ad ogni modo, è la sensazione complessiva di equilibrio, di misura, tanto al naso quanto al palato. Gran rosé, per davvero.

Pinot Nero, 2010
Ottenuto ancora da cloni da spumante (di recente è stato impiantato un vigneto più a Sud, a Sarego sui Colli Berici, con 5 cloni borgognotti, dal quale è stato già vinificato un rosso fermo, attualmente in affinamento), solo lieviti indigeni, macerazione di tre settimane sulle bucce, poi barriques usate per 18 mesi. Rubino poco concentrato con riflessi granato, non un "colorone" per un PN italico, anzi. Naso abbastanza goloso, in cui si ripresenta la fragola del rosé, ovviamente con maggior pienezza e maturità, assieme al sottobosco umido ed a certi toni fuligginosi: è la parte migliore di questo vino, a mio avviso, perché in bocca lo si ritrova magro alquanto, proprio tutto in verticale, mancante di quel velluto che tanto ci fa amare il PN quando diventa magia. L'aria gli dà un po' più di rotondità nel tempo, ma il finale purtroppo rimane cortino. Forse in annata più calda rende meglio?

Brut Otto
Sboccatura 2011, base con 25% di "perpetuo". Oro pieno, finalmente limpido e brillante comme il faut. Riprende il filo ossidativo del Quattro, ma con tutt'altra complessità espressiva: shortbread, zuppa inglese, miele (uno dei tipi meno dolci e più amari), rafano ed altri toni vegetali complessi, in perfetta corrispondenza naso-bocca: tutto terziario, ma senza evoluzioni fini a sè stesse. Può piacere o meno dal punto di vista puramente stilistico, ma la qualità complessiva della fattura c'è tutta, e si misura nella bollicina molto fine ed ancora presente dopo 4 anni dalla sboccatura, e dal dosaggio di zuccheri molto ben equilibrato sul finale. Bollicina d'autore, un riuscito esercizio di stile, da chiacchiere a fine pasto, in accompagnamento ad un piatto di formaggi e salse.

Bravo Marco Buvoli! :)
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Re: Incontri Vino a Venezia '15 Bistrot de Venise: Marco Buvoli!

Messaggioda davidef » 07 mar 2015 21:32

Sei molto buono Alberto :mrgreen:
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Re: Incontri Vino a Venezia '15 Bistrot de Venise: Marco Buvoli!

Messaggioda Alberto » 07 mar 2015 21:42

davidef ha scritto:Sei molto buono Alberto :mrgreen:

Chi è che diceva "non voglio un vino perfetto, ma un vino"? Ecco, al di là dei limiti sul MC base e sul rosso, mi hanno dato la conferma di essere vini "coraggiosi", certamente non banali o appiattiti su espressioni di stile consolidate.
Forse un po' più di "cattiveria" in bocca sul rosé ci poteva stare per andare ancora oltre l'ostacolo della grandezza, ma credimi forse era una sboccatura in stato di grazia, ma quello era buono parecchio.
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Re: Incontri Vino a Venezia '15 Bistrot de Venise: Marco Buvoli!

Messaggioda zampaflex » 20 set 2018 11:16

Alberto ha scritto:Come promesso, qualche nota e qualche dettaglio sulla produzione dell'Opificio del Pinot Nero.

Il vigneto di PN a Gambugliano è stato impiantato tra il '97 ed il '99, con cloni sciampagnotti. Tutti i MC (10000 bottiglie circa prodotte annualmente) nascono da un assemblaggio di più annate, con fermentazioni sia in acciaio sia in legno usato.

Gli assemblaggi comprendono un 60-65% di vino d'annata ed un 35-40% di vino di riserva delle annate precedenti, percentuale all'interno della quale entra una quota, variabile in funzione della cuvée, di "vino perpetuo" conservato in vecchie barriques che contengono una solera di tutte le annate finora vinificate da Buvoli (prima vendemmia nel 2001), il quale viene anche utilizzato per la preparazione della liqueur d'expedition.

Gli assaggi, nell'ordine:

Brut Quattro
Sboccatura 2014, 20% di "perpetuo" nell'assemblaggio, 6 g/l di dosaggio. Paglierino carico. Naso marcato soprattutto da una nota floreale indistinta, poi escono nel tempo anche la buccia di melone ed il tè verde. Carbonica piuttosto intensa ma con discreta finezza, bel centro bocca per presenza sapida e lunghezza, finale invece per me troppo amaro ed anche un po' corto, in cui rimangono un po' isolati e sovraesposti i toni ossidativi. Si sente lo stacco di complessità e di articolzione rispetto alle cuvée superiori, probabilmente rende meglio se portato a tavola, a tutto pasto perché la struttura c'è.

Pas Dosé Cinque
1000 bottiglie sboccate nel 2014, base col 15% di "perpetuo". Una puzzetta iniziale che può risultare scostante, ma senza aver fretta e col giusto tempo prende quota, e mostra tutt'altro registro rispetto al Quattro: colore paglierino chiaro (anche se parecchio velato), naso brioche-oso, mentolato (sensazione netta nel tempo anche al palato) e bocca dalla carbonica sfumata, di gran bella reattività acida, forse un po' magra, ma piuttosto lunga, con bel finale burroso e sopratutto non amaro. Molto giovane.

Rosé Extra-brut Sette
Parziale pigiatura coi piedi dell'uva intera in tino troncoconico, macerazione di non più di 3 ore, poi via in pressa. Non viene utilizzato in questo caso alcun apporto di "perpetuo". Bottiglia sboccata a Febbraio 2014 e dosata a 5 g/l di zuccheri. Colore evoluto, un salmone chiaro ormai ampiamente virato all'aranciato, di nuovo non perfettamente limpido. il naso è delicatissimo, fragoloso ed ancora vegetale in freschezza, con un lontano tocco formaggioso che nel complesso si inserisce molto bene. Grande souplesse all'attacco di bocca, poi l'acidità (che è notevole) comincia a lavorare ai lati della lingua, ed il sorso si allunga estremamente bene. Finale secco, nitido e fresco. A colpire, ad ogni modo, è la sensazione complessiva di equilibrio, di misura, tanto al naso quanto al palato. Gran rosé, per davvero.

Pinot Nero, 2010
Ottenuto ancora da cloni da spumante (di recente è stato impiantato un vigneto più a Sud, a Sarego sui Colli Berici, con 5 cloni borgognotti, dal quale è stato già vinificato un rosso fermo, attualmente in affinamento), solo lieviti indigeni, macerazione di tre settimane sulle bucce, poi barriques usate per 18 mesi. Rubino poco concentrato con riflessi granato, non un "colorone" per un PN italico, anzi. Naso abbastanza goloso, in cui si ripresenta la fragola del rosé, ovviamente con maggior pienezza e maturità, assieme al sottobosco umido ed a certi toni fuligginosi: è la parte migliore di questo vino, a mio avviso, perché in bocca lo si ritrova magro alquanto, proprio tutto in verticale, mancante di quel velluto che tanto ci fa amare il PN quando diventa magia. L'aria gli dà un po' più di rotondità nel tempo, ma il finale purtroppo rimane cortino. Forse in annata più calda rende meglio?

Brut Otto
Sboccatura 2011, base con 25% di "perpetuo". Oro pieno, finalmente limpido e brillante comme il faut. Riprende il filo ossidativo del Quattro, ma con tutt'altra complessità espressiva: shortbread, zuppa inglese, miele (uno dei tipi meno dolci e più amari), rafano ed altri toni vegetali complessi, in perfetta corrispondenza naso-bocca: tutto terziario, ma senza evoluzioni fini a sè stesse. Può piacere o meno dal punto di vista puramente stilistico, ma la qualità complessiva della fattura c'è tutta, e si misura nella bollicina molto fine ed ancora presente dopo 4 anni dalla sboccatura, e dal dosaggio di zuccheri molto ben equilibrato sul finale. Bollicina d'autore, un riuscito esercizio di stile, da chiacchiere a fine pasto, in accompagnamento ad un piatto di formaggi e salse.

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Riprendo questo thread per accennare all'incontro col produttore tenuto ieri sera a Lecco, grazie a ONAV.
Presentati Tre, Tre rosé, Quattro, Cinque, Sei, Sette, Il grande Quattro e Otto.
Le bolle più anziane sono molto interessanti per l'Italia, molto dritte (no malo), poco solfitate (max 40 gr/hl), capaci di evolvere molto bene (Otto su base 2001 e 2002, sboccatura 2010, davvero intrigante). Stasera recupero gli appunti e butto giù due note.
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Re: Incontri Vino a Venezia '15 Bistrot de Venise: Marco Buvoli!

Messaggioda maxer » 20 set 2018 11:44

zampaflex ha scritto:
Alberto ha scritto:Bravo Marco Buvoli ! :)

Riprendo questo thread per accennare all'incontro col produttore tenuto ieri sera a Lecco, grazie a ONAV.
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Re: Incontri Vino a Venezia '15 Bistrot de Venise: Marco Buvoli!

Messaggioda littlewood » 20 set 2018 13:50

maxer ha scritto:
zampaflex ha scritto:
Alberto ha scritto:Bravo Marco Buvoli ! :)

Riprendo questo thread per accennare all'incontro col produttore tenuto ieri sera a Lecco, grazie a ONAV.
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Re: Incontri Vino a Venezia '15 Bistrot de Venise: Marco Buvoli!

Messaggioda gpetrus » 20 set 2018 14:02

littlewood ha scritto:
maxer ha scritto:
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Alberto ha scritto:Bravo Marco Buvoli ! :)

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Re: Incontri Vino a Venezia '15 Bistrot de Venise: Marco Buvoli!

Messaggioda littlewood » 20 set 2018 14:23

gpetrus ha scritto:
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Selosse buvoli??? Ma vattenne!!!
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Re: Incontri Vino a Venezia '15 Bistrot de Venise: Marco Buvoli!

Messaggioda zampaflex » 20 set 2018 15:03

littlewood ha scritto:
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Selosse buvoli??? Ma vattenne!!!

Per lo meno, è il principale suo modello ispiratore. Che poi possa un giorno arrivare a raggiungere il suo stile, visto che per i risultati la partita non comincia nemmeno per tanti motivi oggettivi, chissà, magari ci riuscirà anche.
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