Consueto appuntamento del Sabato del Villaggio di Agliana con alcuni assaggi alla cieca dell'annata 2005, penultimo (forse) incontro con i rossi prima di affrontare il capitolo bianchi e champagne.
I vini si sono ben comportati tutti con qualche piccola eccezione, forse dettata anche dalla gioventù del prodotto, ma le conferme sono rimaste tali. Andando in ordine di graduatoria a salire:
Domaine de Beaurenard Chateauneuf du Pape. Bottiglia non a posto, alcol fuori scala e surmaturazione eccessiva. Un vino d'altri tempi
Galardi Terra di Lavoro. Tanto frutto e tanto alcol. Tanto in tutto, anche in un tannino ruvido che pare non volersi mai risolvere. Ne ora ne mai. Cmq passabile...
Fontodi Flaccianello della Pieve idem come sopra. Non pervenuto anche perchè penalizzato dagli assaggi precedenti fuori scala.
Voerzio Langhe Merlot Fontanazza - Pissotta. Che fosse merlot lo si sentiva anche solo a versarlo nel bicchiere. Che fosse buono questo è un altro discorso. Buono nel senso che sono ancora vividi i ricordi del solito vino dell'annata 2001, capace di sopravanzare il tanto celebrato Masseto pari vendemmia. Però è sempre un bel bere.
Valdicava Brunello di Montalcino. Sangiovese Ilcinese che non lascia particolari ricordi. Infatti non mi ricordo neanche di averlo bevuto...
Chateau Haut-Beausejour. Un cru bourgeois che non tradisce per il prezzo che costa. Frutto rosso in bella evidenza e tannino in fase di evoluzione precoce. Beva facile.
Tenuta San Guido Guidalberto. Il fratellino minore del sassi si è evidenziato per un profilo olfattivo con un fruttino dolce ma poco mobile, compensato, però, da un tannino ben fuso e serrato che facilitava il sorso.
Domaine de Bouscat Cuvee la Gargone. Ecco una bella sorpresa! Pensando al prezzo del vino (17 euri in Francia) viene da sbuzzare gli occhi dalle orbite. Un bel boisé controllato fa da spalla ad un vino con un frutto ben bilanciato da note terziare e un tannino setoso ed elegante. With my compliments...
Saint-Julien Chateau Leoville Barton. Altro campione di razza dall'ottimo rapporto qualità-prezzo. Un vino scalpitante che si fará con gli anni ma che già ora travolge per la ricchezza del frutto e la qualitá sopraffina dei tannino.
Mommessin Clos de Tart. Senza se e senza ma, fin dalla prima snasata e sorsata, il vincitore assoluto della giornata. eleganza sopraffina e ventaglio aromatico caleidoscopico. Non ha la "ciccia" dei grandissimi ma è un vino per cui val la pena fare qualche "sacrificio". In fondo l'effimero non ha prezzo...
