Prima batteria:
- Trebbiano 2002
- Trebbiano 2007
- Chave Hermitage 2001
Quello che avrebbe dovuto essere il ringer in grado di spaccare tutto è stato invece una grande delusione a causa di una bottiglia decisamente problematica, probabilmente un inizio di premox oppure un tappo che non è stato in grado di sigillare bene (in effetti è uscito con una facilità disarmante). I due Trebbiano hanno avuto quindi vita facile in questo contesto: più salato e fresco il 2002 (per me sul podio della giornata), più avvolgente a floreale il 2007 (che era partito lento e chiuso ma che è migliorato molto nel bicchiere con l'ossigenazione).
Seconda batteria:
è quella della foto con:
- Trebbiano 1996
- Trebbiano 2001
- Lopez de Heredia Viña Gravonia 1993
- Trebbiano 1993
Conq uesti vini il livello è salito vertiginosamente specialmente con i due Trebbiano degli anni 90 che se la giocavano per freschezza (sembra strano eppure era così), nasi ammalianti di cereali appena raccolti, camomilla, cera d'api, zagara e tanto iodio (specialmente la 96). E' stato un testa a testa fino alla fine anche se quasi tutti all'ultimo sorso abbiamo preferito la 1993 perché aveva uno specchio aromatico più ampio e soprattutto più a fuoco. Lo spagnolo ha subito fatto gara a se: individuato immediatamente come ringer ha però fatto la parte del nordico e non certo del vino del sud. Meravigliosamente e finemente idrocarburico ma anche fruttato con pera matura, canditi natalizi, un po' di frutta secca e solo un accenno di nota ossidativa in fase di deglutizione. Questo e quello di Valentini non sembravano affatto vini di 32 anni, anzi con l'ossigeno ringiovanivano continuamente con una varietà di sentori veramente sorprendente. Per me il Trebbiano 93 è stato indiscutibilmente il vino della giornata mentre anche lo spagnolo è salito sul podio al terzo posto. La 2001 invece è stata un'annata debole ma bisogna ammettere che in questa batteria i suoi limiti si sono evidenziati più di quanto non meritasse.
Terza batteria:
- Trebbiano 2005
- Trebbiano 2004
- Trebbiano 2009
Batteria finale che non ha riservato particolari sorprese se non quella di confermare che la 2005 è una signora annata in Abruzzo, addirittura migliore della 2004 che sulla carta avrebbe dovuto essere superiore. Avevo già messo dei 2005 come ringer nelle degustazioni di vini bianchi del sud della Francia e aveva sempre fatto una gran bella figura. La maturazione continua e non fa che migliorarlo. La 2009 è invece molto indietro ed è difficile giudicarla in questa fase se non per delle note di frutta esotica un po' atipiche per queta etichetta e per una certa carenza di acidità e della salinità che è sempre normalmente molto pronunciata in questo vino. Lo risentiremo più avanti per capirne l'evoluzione.
Quarta batteria:
- Montepulciano 1997
Vino totalmente bocciato nella sua plastica bellezza e nella sua sfacciata ...gioventù!

Incredibile come 28 anni non siano bastati a questo capolavoro del Maestro per smuoverlo dalle sue note poco più che primarie! Un vino irreale per colore, profumi e soprattutto aromi sul palato: dominano ancora i frutti di bosco, more in primis e un solo un tocco di prugna cotta, i tannini sono fini e morbidi ma sicuramente non cedevoli ed evocano il cuoio, il legno di cedro e una punta di tabacco da pipa. PAI lunghissima, praticamente senza fine che insieme ad un'acidità da campione ti lascia sul palato sapori bellissimi di cacao e liquirizia purissima e rinfrescante.
Cosa volete che vi dica: se avete ancora qualche bottiglia di quest'annata in cantina mettetela via e se siete abbastanza giovani da potervelo permettere aprite la prossima fra...vent'anni minimo!