Questo fine settimana, con la "scusa" di festeggiare il sessantesimo del mio vecchio, ci siamo ritrovati con qualche amico e la partecipazione di Mario Fontana e Teobaldo Rivella per aprire qualche bella bottiglietta...

cosa?
Ca' del Vent Revolution 2012
Marguet Le Parc 2017
Conti G.P. Barbera 1966
Soldera v.d.t. Intistieti 1991
Marques de Riscal Rioja reserva 1970
Chateau Haut Brion 1986
Chateau Montrose 1991
Solaia 1997
Gaja Sorì San Lorenzo 1998
Roagna Crichet Paje 1998
Rivella Barbaresco Montestefano 2006 da magnum
Eugenio Rosi Cabernet Franc (spero di non sbagliare l'assemblaggio... 2007-2008-2009)
Bellini Brunello di Montalcino 1985
Conti G.P. Boca 1962
Vallana Spanna Tre Torri di Traversagna 1967
Saverio Fontana Barolo 1967
Non metto tutte le note dei vini perchè è stata una giornata di puro piacere e non è mia abitudine prendere appunti però un paio di impressioni sui migliori le vorrei condividere:
partirei con i due vini che all'unanimità sono stati giudicati come i migliori di giornata, parliamo di quel mostro di Haut Brion che si riconferma il mio premiere di Bordeaux preferito insieme al Margaux. Con quei sentori ammalianti di catrame, cuoio, sottobosco, le spezie unite ad un frutto ancora compatto e un'intensità che manda in tilt gusto e olfatto. Per me ad un pelo (ma qualcuno l'ha addirittura premiato vino della giornata) un Boca di 60 anni di un'integrità imbarazzante. Aperto all'ultimo per avere un vino dell'anno di nascita del festeggiato, ha mostrato subito un colore che lasciava pensare ad un vino con una quarantina d'anni di meno. Vivissimo anche all'assaggio, senza uno spigolo e con un tannino risolto in sole dolcezze e carezze per il palato, persistenza infinita.
Non è la prima volta che questo produttore sconosciuto ai più faccia una performance del genere, ma non perdete tempo a cercarne di sue bottiglie, purtroppo non ne esistono più...
Cambiamo completamente tipologia e nel bicchiere mi ritrovo quello che è stato uno degli Champagne bdb più interessanti che abbia bevuto. L'annata scarsa fa un baffo a Benoit Marguet che tira fuori un prodotto fine e raffinato con profumi di frutta tropicale, miele, fiori bianchi e gesso oltre a quella solo apparente dolcezza che si trova un po' in tutta la gamma.
Grande prestazione anche per il vino di punta di casa Antinori, alla faccia di certi supertuscan dozzinali che vengono proposti ai giorni nostri... con la mitizzata annata 1997 Solaia non è ancora arrivato al suo apice, c'è ancora tanto margine e la terziarizzazione è solo appena accennata. L'ho penalizzato solo per un naso si fine ma non all'altezza della bocca che invece era fantastica e di gran classe.
Per concludere, e grazie a Mario che ci ha portato un esemplare in perfette condizioni, una bottiglia che sognavo di bere da tanto, le fondamenta dell'azienda che oggi conosciamo come Cascina Fontana. Un Barolo, quello di Saverio Fontana, dal colore più mattonato e trasparente del Boca ma all'assaggio di similare integrità. Di stampo molto classico e fatto con grande consapevolezza è il prototipo del nebbiolo che vorrei avere sempre nel bicchiere. Grande interpretazione dell'annata 1967 che generalmente trovo più riuscita in alto piemonte piuttosto che in langa.