zampaflex ha scritto:Nexus1990 ha scritto:Una cosa che penso spesso anche io, da neofita per quanto provi a fare cantina qualche infanticidio ci scappa. Certo provo anche a ricercare bottiglie mature ma non sempre è facile. Su Bordeaux questa strategia è un filo più percorribile dato il numero degli Chateau e la tiratura spesso importante.
P.S. È cascata a fagiolo sta questa discussione. Stasera faccio due infanticidi più o meno gravi e avevo già deciso di non dirlo a Franco

Poi uno compra in giro delle bottiglie agée e zac, scatta la fregatura metà delle volte.
Trovare lo spazio per stoccare le proprie bottiglie, comprate all'uscita, è l'unico modo per essere sicuri di avere eliminato o almeno controllato la variabile conservazione.
Questo è vero. Anche se io negli anni ho selezionato alcuni amici e venditori affidabili, che con ogni probabilità la loro cantina è meglio della mia...
A questo proposito, interessante degustazione Venerdì sera al bistrot di un’amica, bottiglie che se avessi voluto comprarle all’uscita avrei dovuto comprarle quando avevo 13 anni
Si parte con due bianchi giovani:
Villa Diamante Vigna Congregazione 2019 Parte chiusissimo, con appena qualche sbuffo minerale/salino e la frutta bianca (mela principalmente) tipica dei Fiano giovani giovani. Sorso non gramo ma davvero compresso, aprirlo oggi è praticamente follia (Scusa Franco, ma il fato mi ha già punito come leggerai)
Jacqueson Rully 1er Cru “Gresigny” 2019Qui invece che dire, tutto il tavolo è rimasto estasiato da questo vino, direi straordinario nella sua fascia di prezzo (28,60€ da sito francese).
Naso barocco: pietra focaia all’inizio, poi vira sul dolce con miele e burro di Normandia insieme ad un tocco agrumato dolce ma che rinfresca insieme con una bella nota minerale. Bocca ricca ma tesa tesa, bel frutto, un filo compressa dalla gioventù. Può solo migliorare ma è tanto godibile oggi.
Seconda batteria (si fa per dire):
Chateau Phelan Segur 2015Puniti da un destino severo ma giusto: tappato. Non avevo sostituto (altro atto di tracotanza per il quale sarò nuovamente bastonato)
Rosa Boccella Taurasi 2015Taurasi direi tipico, sicuramente indietro ma molto elegante, con cenni vegetali non invasivi, una bella nota affumicata, spezie. Al sorso la gioventù si sente ancor di più, con tannini abbastanza poderosi ma non scorbutici, direi che tra qualche anno sarà una bellissima bevuta.
Terza batteria:
Molettieri Taurasi riserva 5 Querce 2001Punizione parte II: altro tappo (due dei primi 3 vini erano tappati, ho avuto tanta paura che l’astralitá irradiata dal corno di vacca si fosse rivoltata contro di me, per fortuna avevo portato i sostituti per i vini più vecchi)
Feudi di San Gregorio Serpico 2001Il sostituto di Molettieri si è rivelato molto buono. Naso all’inizio un po’ muto, poi esce dal guscio con buona eleganza in cui domina il profilo vegetale e di sottobosco, dopo un po’ esce un porcino bellissimo: in bocca entra con dolcezza ma buona spalla acida, un po’ d’alcool, i tannini hanno ancora grip sul palato, bella sapidità.
Chateau Poujeaux 2000 Parte su belle note balsamiche, col tempo speziatura e note boisè molto belle. Bocca tonica, bevibilità eccezionale per un vino di quest’etá, con una nota radicosa che finisce in una bella liquirizia, buona lunghezza.
Quarta batteria:
Mastroberardino 1999 Naso MOSTRUOSO: liquirizia e anice che si trasformano in timo e salvia, freschezza straordinaria, poi esce il tabacco biondo, poi ritorna la freschezza con eucalipto che dona nuova dimensione balsamica. Bocca terrosa, con tartufo e arancia rossa, aciditá importante e riverberi rocciosi, ma il naso è nettamente sopra per qualità ed intensità.
Chateau Lagrange 2000 Profumo molto bello, danza tra il vegetale e la carne affumicata. Sorso fresco e vibrante, finale che pulisce perfettamente la bocca con una nota metallica ma manca forse un po’ in lunghezza.