Ieri bevuta anarchica con i soliti amici. Cornice dell’incontro la splendida pizzeria ‘I Fontana’. Per quanto riguarda il cibo siamo stati sul pezzo: 13 pizze in 7
Nicolas Joly Clos de la Coulée de Serrant 1994Caleidoscopico. Predicato su una parte affumicata/bruciata sia in veste di rèduction grilée che speziata con qualche digressione orientaleggiante, infine la scorza di agrume flambé di certi cocktail. Bocca sferzante di acidità e con una concentrazione di frutto spaventosa (mandarino in gelatina su tutti), solo col tempo albicocca disidratata e una nota di succo d’ananas, una materia letteralmente scalpitante. Tenuto nel calice per tutta la serata continuava a cambiare regalando nuove suggestioni speziate, una nota didattica di melata, un tocco delicato di caffè. Solo 12,5% di alcool, Favoloso 18,25
Chateau Simone Palette Blanc 2013Colore piuttosto carico ma vino in bella forma: materico, maturo, complesso, in bocca avvolge ma si srotola anche grazie alla pregevole quota di sale che sopperisce alla modesta acidità, rinvigorendo il finale. Ipotesi di bianco sudista ma molto buono 17
Miani Buri Friulano 2016Mezzo Cadavere. Probabilmente mal conservato, tanto alcool, ossidazione. Ingiudicabile
Dagueneau Blanc Fumé de Pouilly ‘Silex’ 2019Premetto (anche se non ce ne sarebbe bisogno) che è una follia stappare questo vino oggi, e si sente. Però dovendolo giudicare per me è una mezza delusione: ci sono dei lampi di classe floreale e minerale, soprattutto al naso che è fatto di luce bianca, molto puro e ugualmente complesso. Purtroppo in bocca, probabilmente anche per colpa dei 14 gradi riportati in etichetta, c’è una dolcezza un po’ eccessiva, che magari rientrerà, in parte, ma che ammansisce/appiattisce un po’ il sorso, che comunque conserva una certa dinamica anche grazie a una generosa dose citrica e salina. Altro problema, col tempo e la temperatura esce un po’ il varietale del Sauvignon (che a me proprio non piace, ma questo è anche un limite mio). 17,25
Marie Courtin Champagne ‘Présence’ Un bellissimo champagne dalla bolla fine e cremosa, ricco nei sentori burrosi e di frutta bianca ma verticale nel suo svolgimento, nobilitato da una mineralizza rocciosa, chiara, e dalla tensione acido/sapida. 17,25
Billaud-Simon Chablis GrandCru ‘Les Preuses’ 2010Ho avuto l’opportunità di bere 3 o 4 bottiglie di questo produttore praticamente nell’ultimo mese (e qualcun altra più indietro nel tempo) e mi sembra doveroso considerarlo, se non un fuoriclasse, quantomeno un grandissimo. Più ricco del ‘Les Preuses’ letterario, probabilmente anche grazie alla generosità dell’annata, ma sempre su un registro fresco e croccante: finemente floreale, é un trionfo di agrumi di ogni tipo e consistenza, a cui fa eco una nota balsamica pungente, quasi di Vicks. la forza della bocca è quella dei Grandi Chablis, fatta di una materia granitica, soda, che mostra anche una certa spigolosità, pur stondata dalla ricchezza aromatica. 18
Jean-Louis Chave Saint Joseph 2016Naso un po’ così: un filo di volatile e una importante riduzione, che girando e girando sembra scemare ma sarebbero servite delle ore per sentirlo al meglio, credo. Bocca travolgente, attraversata da una corrente elettrica sanguigna e agrumata, impressionate per mobilità, la parte aromatica è ancora compressa, c‘è la spezia scura e inizia a uscire qualcosa di mentolato. Sarei curioso di risentirlo tra qualche anno. Senza saper né leggere nè scrivere la prossima bottiglia la stapperò almeno 8 ore prima… 17,25