Bevute a Napoli

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littlewood
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda littlewood » 09 apr 2025 20:34

gianni femminella ha scritto:Conosco bene Fiore, ero a casa sua il mese scorso. So che sbaglia spesso, gli vanno insegnate un sacco di cose, del resto è un ragazzo giovane.






:mrgreen:

Ecco...mi devo trasferire al sud...probabilmente pensi che " salire ,,, al nord voglia dire andare in salita.....
Noirphenix81
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Noirphenix81 » 09 apr 2025 21:00

gianni femminella ha scritto:Conosco bene Fiore, ero a casa sua il mese scorso. So che sbaglia spesso, gli vanno insegnate un sacco di cose, del resto è un ragazzo giovane.






:mrgreen:


Non sarò certo io a poter dare lezioni né a Fiore né a chicchessia :wink:
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gianni femminella
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda gianni femminella » 09 apr 2025 21:41

Tra napoletani in discesa e veneti in salita è bello scherzare tra amici.

Littlewood e Fiore organizzano bellissime serate.
Roma, fecisti patriam diversis gentibis unam
Rutilio Namaziano, de reditu
Nexus1990
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 09 apr 2025 22:01

Noirphenix81 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Noirphenix81 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Noirphenix81 ha scritto:
Mi sarei aspettato qualche oretta in più anche per Rayas. Grazie per le info

Non stappo mai con larghissimo anticipo vini che hanno più di 15 anni, la mia routine prevede di stappare un paio d’ore prima e poi scolmare o meno un calice a seconda di come trovo il vino. In particolare la bottiglia di Rayas l’ho stappata alle 19:30 (sarebbe stato servito alle 22 circa), ne ho versata una piccolissima quantità e risultava già piuttosto aperto, quindi non ho ritenuto necessario neanche scolmare. Cosa che invece ho fatto con il vino di Jimenez Landi che presentava un po’ di riduzione


Ti ringrazio per l'ulteriore chiarimento, si fa per imparare / confrontarsi...un giorno spero di avere il piacere di stappare una bottiglia di Château Rayas anch'io :shock:
Ho comunque sentito di alcuni ristoranti che stappano 12 ore prima se non di più, magari senza (quasi) sversare, dunque ero curioso.
Grazie ancora
Grazie ancora

Scusa ma non avete stappato la stessa bottiglia meno di un mese fa alla bevuta Rodano?


Sì esatto, ma non mi sono occupato direttamente io delle bottiglie. Rayas 07 era stata stappata la sera prima (se non erro) e bevuta attorno alle 15-15:30, ed era (per me) da pelle d'oca.
Mi è capitato invece di bere a casa Château des Tours Reserve Rouge negli ultimi 3 anni, 2001 (stanchina), 2011 (emozionante), 2014 (deliziosa), 2015 (la migliore), 2017 (golosa) tutte aperte la sera prima assaggiandone giusto un sorso ma senza sversare troppo, e ritengo che le bottiglie abbiano migliorato notevolmente, specie la 2011, ad eccezione della 2001.

Interessante, la prossima volta (sperando ci sia una prossima volta dato che Rayas non è tanto a buon mercato di questi tempi :mrgreen: ) proverò a stappare con maggiore anticipo. Probabilmente mi accontenterò di farlo con qualche bottiglia di Chateau Des Tours :D
Noirphenix81
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Noirphenix81 » 09 apr 2025 22:47

Nexus1990 ha scritto:
Noirphenix81 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:
Noirphenix81 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Non stappo mai con larghissimo anticipo vini che hanno più di 15 anni, la mia routine prevede di stappare un paio d’ore prima e poi scolmare o meno un calice a seconda di come trovo il vino. In particolare la bottiglia di Rayas l’ho stappata alle 19:30 (sarebbe stato servito alle 22 circa), ne ho versata una piccolissima quantità e risultava già piuttosto aperto, quindi non ho ritenuto necessario neanche scolmare. Cosa che invece ho fatto con il vino di Jimenez Landi che presentava un po’ di riduzione


Ti ringrazio per l'ulteriore chiarimento, si fa per imparare / confrontarsi...un giorno spero di avere il piacere di stappare una bottiglia di Château Rayas anch'io :shock:
Ho comunque sentito di alcuni ristoranti che stappano 12 ore prima se non di più, magari senza (quasi) sversare, dunque ero curioso.
Grazie ancora
Grazie ancora

Scusa ma non avete stappato la stessa bottiglia meno di un mese fa alla bevuta Rodano?


Sì esatto, ma non mi sono occupato direttamente io delle bottiglie. Rayas 07 era stata stappata la sera prima (se non erro) e bevuta attorno alle 15-15:30, ed era (per me) da pelle d'oca.
Mi è capitato invece di bere a casa Château des Tours Reserve Rouge negli ultimi 3 anni, 2001 (stanchina), 2011 (emozionante), 2014 (deliziosa), 2015 (la migliore), 2017 (golosa) tutte aperte la sera prima assaggiandone giusto un sorso ma senza sversare troppo, e ritengo che le bottiglie abbiano migliorato notevolmente, specie la 2011, ad eccezione della 2001.

Interessante, la prossima volta (sperando ci sia una prossima volta dato che Rayas non è tanto a buon mercato di questi tempi :mrgreen: ) proverò a stappare con maggiore anticipo. Probabilmente mi accontenterò di farlo con qualche bottiglia di Chateau Des Tours :D


Tienici aggiornati, sperando non ti abbia portato sulla cattiva strada :D :mrgreen:
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 22 mag 2025 14:11

Ieri sera ci siamo riuniti in occasione del ritorno di un caro amico che vive a Parigi da un paio d’anni. Tema “Tour de France en Rouge”
Bourgogne et Beaujolais: La Finesse (Dix Ans)
Chateau Des Jacques Moulin-á-Vent ‘La Rochelle’ 2015
Vino di notevole compattezza, già dal colore rosso porpora, vivo, al naso esibisce un frutto di rovo molto tonico, un che di speziato scuro, un tocco floreale. In bocca il registro è lo stesso: frutto bello, solare, sorso con trama fittissima, molto intenso, buona lunghezza salina. Fa attendere altri 4/5 anni, già molto buono. 17/20
Rossignol-Trapet Gevrey Chambertin 1erCru ‘Aux Combottes’ 2015
Bottiglia che sembra avere una decina d’anni in più del suo compagno di batteria, ma non per questo stanca: naso un filo autunnale ma molto profondo, fatto di spezie dolci e tè nero, un niente di fruttino, ancorché un po’ asciugato. Bocca elettrica e agrumata, vivace, di tensione acido/sapida e finezza, in retrolfattiva qualche botanica (ginepro) arricchisce il ventaglio aromatico. 17,25/20
Bourgogne et Vallée de la Loire: L’Equilibre (Quinze Ans)
Anne Gros Echezeaux ‘Les Loachausses’ 2010
Pregevole l’integrità del vino e del frutto: al naso agrume chiaro e lamponi, grande definizione. Sorso che ha quella precisione “libera” che hanno solo i grandi Borgogna, golosissimo, non cambia tantissimo nel calice ma ha energia da vendere. Finale lungo e finemente speziato/mentolato. 18,25
Clos Rougeard Saumur-Champigny ‘LesPoyeux’ 2010
Intossicante l’intensità olfattiva: spezie bruciate, hashish, jalapeno, coriandolo, zafferano, qualcosa di selvatico, è impossibile staccare il naso che ti richiama continuamente. La presa sul palato è eccezionalmente solida, la trama serrata, il finale molto lungo con tutto il corredo speziato/bruciato/orientaleggiante. Un vino di impatto clamoroso, una esperienza davvero unica. 18,75
Bordeaux et Vallée du Rhone: La Puissance (Vingt-Cinq Ans)
Guigal Côte-Rôtie ‘LaMouline’ 2000
Integrità spettacolare a partire dal colore, sembra avere 15 anni di meno. Parte un po’ ridotto perfino, ma non serve tanto tempo per far aprire questo vino meraviglioso: carne affumicata, sangue, pepe bianco, frutti di bosco, fiori blu, arioso e ampio. In bocca pieno, carnoso, la potenza senza peso al suo apice, in allungo torna la nota ematica, il sale, l’agrume, un floreale chiaro. Grandissimo. 18,75
Chateau Pontet Canet Pauillac 2000
Giovanissimo anche questo già dal colore scuro ma luminoso, sfodera un corredo più “normale” degli altri dove sotto la coltre balsamica/mentolata ci sono frutto e spezia scura, liquirizia, cuoio nobile. Bocca di bel dinamismo, succosa, lunga, finale piacevolmente mentolato, rinfrescante. Soffre un po’ il paragone con la maggiore luminosità/estroversione del suo vicino, comunque un grande vino che ha prospettiva di miglioramento per 10 anni almeno. 17,75
Noirphenix81
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Noirphenix81 » 31 mag 2025 12:13

Nexus1990 ha scritto:Ieri sera ci siamo riuniti in occasione del ritorno di un caro amico che vive a Parigi da un paio d’anni. Tema “Tour de France en Rouge”
Bourgogne et Beaujolais: La Finesse (Dix Ans)
Chateau Des Jacques Moulin-á-Vent ‘La Rochelle’ 2015
Vino di notevole compattezza, già dal colore rosso porpora, vivo, al naso esibisce un frutto di rovo molto tonico, un che di speziato scuro, un tocco floreale. In bocca il registro è lo stesso: frutto bello, solare, sorso con trama fittissima, molto intenso, buona lunghezza salina. Fa attendere altri 4/5 anni, già molto buono. 17/20
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Bottiglia che sembra avere una decina d’anni in più del suo compagno di batteria, ma non per questo stanca: naso un filo autunnale ma molto profondo, fatto di spezie dolci e tè nero, un niente di fruttino, ancorché un po’ asciugato. Bocca elettrica e agrumata, vivace, di tensione acido/sapida e finezza, in retrolfattiva qualche botanica (ginepro) arricchisce il ventaglio aromatico. 17,25/20
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Pregevole l’integrità del vino e del frutto: al naso agrume chiaro e lamponi, grande definizione. Sorso che ha quella precisione “libera” che hanno solo i grandi Borgogna, golosissimo, non cambia tantissimo nel calice ma ha energia da vendere. Finale lungo e finemente speziato/mentolato. 18,25
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Intossicante l’intensità olfattiva: spezie bruciate, hashish, jalapeno, coriandolo, zafferano, qualcosa di selvatico, è impossibile staccare il naso che ti richiama continuamente. La presa sul palato è eccezionalmente solida, la trama serrata, il finale molto lungo con tutto il corredo speziato/bruciato/orientaleggiante. Un vino di impatto clamoroso, una esperienza davvero unica. 18,75
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Integrità spettacolare a partire dal colore, sembra avere 15 anni di meno. Parte un po’ ridotto perfino, ma non serve tanto tempo per far aprire questo vino meraviglioso: carne affumicata, sangue, pepe bianco, frutti di bosco, fiori blu, arioso e ampio. In bocca pieno, carnoso, la potenza senza peso al suo apice, in allungo torna la nota ematica, il sale, l’agrume, un floreale chiaro. Grandissimo. 18,75
Chateau Pontet Canet Pauillac 2000
Giovanissimo anche questo già dal colore scuro ma luminoso, sfodera un corredo più “normale” degli altri dove sotto la coltre balsamica/mentolata ci sono frutto e spezia scura, liquirizia, cuoio nobile. Bocca di bel dinamismo, succosa, lunga, finale piacevolmente mentolato, rinfrescante. Soffre un po’ il paragone con la maggiore luminosità/estroversione del suo vicino, comunque un grande vino che ha prospettiva di miglioramento per 10 anni almeno. 17,75


Grande invidia per la bevuta spettacolare, ho ricorordi indelebili dell'Echezeaux di Anne Gros (non credo fosse Les Loachausses): dei pochi pinot neri di classe bevuti indubbiamente il migliore, in annata 2015.
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 02 giu 2025 02:38

Noirphenix81 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Ieri sera ci siamo riuniti in occasione del ritorno di un caro amico che vive a Parigi da un paio d’anni. Tema “Tour de France en Rouge”
Bourgogne et Beaujolais: La Finesse (Dix Ans)
Chateau Des Jacques Moulin-á-Vent ‘La Rochelle’ 2015
Vino di notevole compattezza, già dal colore rosso porpora, vivo, al naso esibisce un frutto di rovo molto tonico, un che di speziato scuro, un tocco floreale. In bocca il registro è lo stesso: frutto bello, solare, sorso con trama fittissima, molto intenso, buona lunghezza salina. Fa attendere altri 4/5 anni, già molto buono. 17/20
Rossignol-Trapet Gevrey Chambertin 1erCru ‘Aux Combottes’ 2015
Bottiglia che sembra avere una decina d’anni in più del suo compagno di batteria, ma non per questo stanca: naso un filo autunnale ma molto profondo, fatto di spezie dolci e tè nero, un niente di fruttino, ancorché un po’ asciugato. Bocca elettrica e agrumata, vivace, di tensione acido/sapida e finezza, in retrolfattiva qualche botanica (ginepro) arricchisce il ventaglio aromatico. 17,25/20
Bourgogne et Vallée de la Loire: L’Equilibre (Quinze Ans)
Anne Gros Echezeaux ‘Les Loachausses’ 2010
Pregevole l’integrità del vino e del frutto: al naso agrume chiaro e lamponi, grande definizione. Sorso che ha quella precisione “libera” che hanno solo i grandi Borgogna, golosissimo, non cambia tantissimo nel calice ma ha energia da vendere. Finale lungo e finemente speziato/mentolato. 18,25
Clos Rougeard Saumur-Champigny ‘LesPoyeux’ 2010
Intossicante l’intensità olfattiva: spezie bruciate, hashish, jalapeno, coriandolo, zafferano, qualcosa di selvatico, è impossibile staccare il naso che ti richiama continuamente. La presa sul palato è eccezionalmente solida, la trama serrata, il finale molto lungo con tutto il corredo speziato/bruciato/orientaleggiante. Un vino di impatto clamoroso, una esperienza davvero unica. 18,75
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Integrità spettacolare a partire dal colore, sembra avere 15 anni di meno. Parte un po’ ridotto perfino, ma non serve tanto tempo per far aprire questo vino meraviglioso: carne affumicata, sangue, pepe bianco, frutti di bosco, fiori blu, arioso e ampio. In bocca pieno, carnoso, la potenza senza peso al suo apice, in allungo torna la nota ematica, il sale, l’agrume, un floreale chiaro. Grandissimo. 18,75
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Giovanissimo anche questo già dal colore scuro ma luminoso, sfodera un corredo più “normale” degli altri dove sotto la coltre balsamica/mentolata ci sono frutto e spezia scura, liquirizia, cuoio nobile. Bocca di bel dinamismo, succosa, lunga, finale piacevolmente mentolato, rinfrescante. Soffre un po’ il paragone con la maggiore luminosità/estroversione del suo vicino, comunque un grande vino che ha prospettiva di miglioramento per 10 anni almeno. 17,75


Grande invidia per la bevuta spettacolare, ho ricorordi indelebili dell'Echezeaux di Anne Gros (non credo fosse Les Loachausses): dei pochi pinot neri di classe bevuti indubbiamente il migliore, in annata 2015.

Se mai ti trovassi a passare da Napoli scrivimi che qualcosa beviamo :D
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Noirphenix81 » 02 giu 2025 11:39

Nexus1990 ha scritto:
Noirphenix81 ha scritto:
Nexus1990 ha scritto:Ieri sera ci siamo riuniti in occasione del ritorno di un caro amico che vive a Parigi da un paio d’anni. Tema “Tour de France en Rouge”
Bourgogne et Beaujolais: La Finesse (Dix Ans)
Chateau Des Jacques Moulin-á-Vent ‘La Rochelle’ 2015
Vino di notevole compattezza, già dal colore rosso porpora, vivo, al naso esibisce un frutto di rovo molto tonico, un che di speziato scuro, un tocco floreale. In bocca il registro è lo stesso: frutto bello, solare, sorso con trama fittissima, molto intenso, buona lunghezza salina. Fa attendere altri 4/5 anni, già molto buono. 17/20
Rossignol-Trapet Gevrey Chambertin 1erCru ‘Aux Combottes’ 2015
Bottiglia che sembra avere una decina d’anni in più del suo compagno di batteria, ma non per questo stanca: naso un filo autunnale ma molto profondo, fatto di spezie dolci e tè nero, un niente di fruttino, ancorché un po’ asciugato. Bocca elettrica e agrumata, vivace, di tensione acido/sapida e finezza, in retrolfattiva qualche botanica (ginepro) arricchisce il ventaglio aromatico. 17,25/20
Bourgogne et Vallée de la Loire: L’Equilibre (Quinze Ans)
Anne Gros Echezeaux ‘Les Loachausses’ 2010
Pregevole l’integrità del vino e del frutto: al naso agrume chiaro e lamponi, grande definizione. Sorso che ha quella precisione “libera” che hanno solo i grandi Borgogna, golosissimo, non cambia tantissimo nel calice ma ha energia da vendere. Finale lungo e finemente speziato/mentolato. 18,25
Clos Rougeard Saumur-Champigny ‘LesPoyeux’ 2010
Intossicante l’intensità olfattiva: spezie bruciate, hashish, jalapeno, coriandolo, zafferano, qualcosa di selvatico, è impossibile staccare il naso che ti richiama continuamente. La presa sul palato è eccezionalmente solida, la trama serrata, il finale molto lungo con tutto il corredo speziato/bruciato/orientaleggiante. Un vino di impatto clamoroso, una esperienza davvero unica. 18,75
Bordeaux et Vallée du Rhone: La Puissance (Vingt-Cinq Ans)
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Integrità spettacolare a partire dal colore, sembra avere 15 anni di meno. Parte un po’ ridotto perfino, ma non serve tanto tempo per far aprire questo vino meraviglioso: carne affumicata, sangue, pepe bianco, frutti di bosco, fiori blu, arioso e ampio. In bocca pieno, carnoso, la potenza senza peso al suo apice, in allungo torna la nota ematica, il sale, l’agrume, un floreale chiaro. Grandissimo. 18,75
Chateau Pontet Canet Pauillac 2000
Giovanissimo anche questo già dal colore scuro ma luminoso, sfodera un corredo più “normale” degli altri dove sotto la coltre balsamica/mentolata ci sono frutto e spezia scura, liquirizia, cuoio nobile. Bocca di bel dinamismo, succosa, lunga, finale piacevolmente mentolato, rinfrescante. Soffre un po’ il paragone con la maggiore luminosità/estroversione del suo vicino, comunque un grande vino che ha prospettiva di miglioramento per 10 anni almeno. 17,75


Grande invidia per la bevuta spettacolare, ho ricorordi indelebili dell'Echezeaux di Anne Gros (non credo fosse Les Loachausses): dei pochi pinot neri di classe bevuti indubbiamente il migliore, in annata 2015.

Se mai ti trovassi a passare da Napoli scrivimi che qualcosa beviamo :D


Ti ringrazio, con piacere, non escludo possa accadere :wink:
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 27 lug 2025 21:37

Piccola serata a tema Loira in occasione del mio compleanno (anticipato di due giorni)
Prima Batteria: Il Melon de Bourgogne
Bruno Cormerais Muscadet de Sèvre et Mains Sur Lie ‘Vieilles Vignes’ 2021
Un liquido vibrante di intensità minerale, agrumi in scorza, grande beva, lunghezza rimarchevole. Un vino semplice ma molto buono. 16,25
Haute Fèvrie Muscadet de Sèvre et Mains Sur Lie ‘Gras Moutons’ 2021
Questo al contrario un po’ chiuso, ha una bella mineralità anche lui ma risulta compresso e un po’ scontroso. Sembra un vino con più ambizione ma non da molto piacere oggi. Forse da aspettare? Tenuto troppo poco nel calice per rispondere. 15,5
Seconda Batteria: Il Sauvignon
Vincent Pinard Sancerre Grand Chemarin 2014
Orrendamente tappato, purtroppo.
Pascal Cotat Sancerre ‘Les Monts Damnées’ 2016
Per fortuna invece questo di Cotat è un vino clamoroso: mineralità affumicata, spezie di ogni genere, dal pepe alla curcuma a qualcosa di dolce. Frutto scintillante, bocca energica e piena, bella lunghezza. Grandissimo vino. 17,5
Terza Batteria: Il Cabernet Franc
Sanzay Saumur-Champigny ‘Les Poyeux’ 2015
Naso sul naturale “spinto”: note animali ben presenti, ma sotto si sente la materia del grande Saumur-Champigny con le note speziate e floreali, la classe c’è tutta. Bocca turgida e dolce insieme, manca un pelo di lunghezza per fare il grande vino, comunque molto buono. 16,75
Thierry Germain Saumur-Champigny ‘Les Memoires’ 2015
Si conferma uno dei miei Cabernet franc preferiti: naso bellissimo, scuro di pepe ma anche dolce di rosa e spezie dolci, col tempo una nota mentolata. Bocca con una consistenza molto bella, c’è concentrazione e scorrevolezza e una bella quota di sale che allunga il sorso, in retrolfattiva qualche arzigogolo floreale. 17,25.
Quarta Batteria: Lo Chenin in versione secca
Domaine de Bellivière Jasnières ‘Les Rosiers’ 2002
Sfodera un naso abbastanza ipnotico, ricco di suggestioni speziate e affumicate. In bocca paga un po’ gli anni (anche se migliora nel calice), ha però una bella dolcezza di frutto, purtroppo si svuota un po’ sul centro bocca e finisce non lunghissimo. 16,5
Domaine de Bellivière Jasnières ‘Calligramme’ 2002
Il Calligramme invece è fantastico: ci sono le spezie del fratello minore ma c’è una nota di marmellata di mandarino/arancia amara che rinfresca notevolmente il quadro. In bocca è integro, ha grande energia e tensione acido/sapida, grande consistenza dal punto di vista tattile e frutto ancora solare, bella lunghezza agrumata. Un vino sempre centrato e godibile, a qualsiasi stadio di maturazione. 17,5
Finale: Lo Chenin in versione dolce
Chateau de Suronde Quarts De Chaume 2009
Il Quarts de Chaume ha tutto quello che hanno i grandi dolci di Loira: dolcezza e freschezza agrumata, una nota fumè, melata, aciditá splendida. Matrimonio d’amore con la Tarte Tatin. 17
Stasera invece, su una sontuosa Amatriciana (mio cavallo di battaglia) un vino del mio amico Gabriele
Buondonno Chianti Classico Riserva 2019
Profilo scuro: un niente di animale, viola, frutti neri belli turgidi. In bocca ha sostanza, è pieno ma rifugge le dolcezze, anzi c’è una punta di amaro che ricorda qualche erba aromatica bruciata, tannini abbondanti ma perfettamente fusi nella “sève” del vino, aciditá vivissima e un finale ematico che grida Castellina. Ma la tipicità qui non è un valore: è il vino stesso
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Re: Bevute a Napoli

Messaggioda Nexus1990 » 29 ago 2025 14:14

Ieri bevuta anarchica con i soliti amici. Cornice dell’incontro la splendida pizzeria ‘I Fontana’. Per quanto riguarda il cibo siamo stati sul pezzo: 13 pizze in 7 :lol:
Nicolas Joly Clos de la Coulée de Serrant 1994
Caleidoscopico. Predicato su una parte affumicata/bruciata sia in veste di rèduction grilée che speziata con qualche digressione orientaleggiante, infine la scorza di agrume flambé di certi cocktail. Bocca sferzante di acidità e con una concentrazione di frutto spaventosa (mandarino in gelatina su tutti), solo col tempo albicocca disidratata e una nota di succo d’ananas, una materia letteralmente scalpitante. Tenuto nel calice per tutta la serata continuava a cambiare regalando nuove suggestioni speziate, una nota didattica di melata, un tocco delicato di caffè. Solo 12,5% di alcool, Favoloso 18,25
Chateau Simone Palette Blanc 2013
Colore piuttosto carico ma vino in bella forma: materico, maturo, complesso, in bocca avvolge ma si srotola anche grazie alla pregevole quota di sale che sopperisce alla modesta acidità, rinvigorendo il finale. Ipotesi di bianco sudista ma molto buono 17
Miani Buri Friulano 2016
Mezzo Cadavere. Probabilmente mal conservato, tanto alcool, ossidazione. Ingiudicabile
Dagueneau Blanc Fumé de Pouilly ‘Silex’ 2019
Premetto (anche se non ce ne sarebbe bisogno) che è una follia stappare questo vino oggi, e si sente. Però dovendolo giudicare per me è una mezza delusione: ci sono dei lampi di classe floreale e minerale, soprattutto al naso che è fatto di luce bianca, molto puro e ugualmente complesso. Purtroppo in bocca, probabilmente anche per colpa dei 14 gradi riportati in etichetta, c’è una dolcezza un po’ eccessiva, che magari rientrerà, in parte, ma che ammansisce/appiattisce un po’ il sorso, che comunque conserva una certa dinamica anche grazie a una generosa dose citrica e salina. Altro problema, col tempo e la temperatura esce un po’ il varietale del Sauvignon (che a me proprio non piace, ma questo è anche un limite mio). 17,25
Marie Courtin Champagne ‘Présence’
Un bellissimo champagne dalla bolla fine e cremosa, ricco nei sentori burrosi e di frutta bianca ma verticale nel suo svolgimento, nobilitato da una mineralizza rocciosa, chiara, e dalla tensione acido/sapida. 17,25
Billaud-Simon Chablis GrandCru ‘Les Preuses’ 2010
Ho avuto l’opportunità di bere 3 o 4 bottiglie di questo produttore praticamente nell’ultimo mese (e qualcun altra più indietro nel tempo) e mi sembra doveroso considerarlo, se non un fuoriclasse, quantomeno un grandissimo. Più ricco del ‘Les Preuses’ letterario, probabilmente anche grazie alla generosità dell’annata, ma sempre su un registro fresco e croccante: finemente floreale, é un trionfo di agrumi di ogni tipo e consistenza, a cui fa eco una nota balsamica pungente, quasi di Vicks. la forza della bocca è quella dei Grandi Chablis, fatta di una materia granitica, soda, che mostra anche una certa spigolosità, pur stondata dalla ricchezza aromatica. 18
Jean-Louis Chave Saint Joseph 2016
Naso un po’ così: un filo di volatile e una importante riduzione, che girando e girando sembra scemare ma sarebbero servite delle ore per sentirlo al meglio, credo. Bocca travolgente, attraversata da una corrente elettrica sanguigna e agrumata, impressionate per mobilità, la parte aromatica è ancora compressa, c‘è la spezia scura e inizia a uscire qualcosa di mentolato. Sarei curioso di risentirlo tra qualche anno. Senza saper né leggere nè scrivere la prossima bottiglia la stapperò almeno 8 ore prima… 17,25

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