LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

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zampaflex
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda zampaflex » 17 nov 2020 22:08

Cortese - Barbaresco Rabajà 2012

L'ultima delle annate calde malgestite, o fastidiose, un po' ovunque, con maturazioni imperfette (17 e 18 credo daranno risultati globalmente superiori), ha convinto Cortese a non accantonare vino per la Riserva. Quindi comprare il "base" è stato un azzardo solo a metà, nella speranza di un qualcosa in più grazie alla maggiore qualità complessiva del prodotto.
L'attacco dichiara: cotognata e cannella. Macedonia macerata. Ma anche già del balsamico (golia). E al sorso disvela un panorama più ampio e godurioso, dal concentrato di pomodoro all'anice stellato, dal pot pourri al chiodo di garofano. illuminante. La bocca è niente male; sale abbondante, tannino pure ma gentile anche se un filo di verde glielo si assegna, lunghezza in ambasce ma con chiusura sfumata e non tronca.
Beh, si poteva bere peggio! E a questo prezzo, consigliabilissimo.
Per il risultato sopra le aspettative, mezzo voto in più
:D :D :D :) ++

E se il Coviddi è passato di qui, ha lasciato in eredità un olfatto potenziato :mrgreen:
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda Ziliovino » 17 nov 2020 22:41

Alberto ha scritto:
Ziliovino ha scritto:Arbois Reserve du Caveau 2011 - Aviet e Fils. era finito in una bevuta di vini giurassici tempo fa, e la sua ossidazione un poco estrema l'aveva penalizzato, bevuto invece da solo e con calma, in due giorni devo dire che ha il suo perché... l'ossidazione, il rancio direi, è deciso, con la pasta di mandorle, la frutta secca, il leggero solvente e marzapane, ma c'è anche la crema di limone a rinfrescare insieme alla scossa acido-salina al sorso.

Parlare di rancio (che è un portato estremo dell'ossidazione, caratteristica di vini e distillati veramente molto vecchi) in un prodotto del genere, personalmente lo trovo eccessivo (Aviet lo conosco un po', e non è nemmeno uno dei più "spinti")...stiamo sempre parlando di un vino sous voile in cui nei mesi invernali il velo di lieviti in teoria protegge il vino dall'ossidazione nella botte scolma, lasciandolo scoperto solo nella stagione calda.
Anche perché poi parli di solvente, il che mi richiama il classico punzante da acetaldeide che è una caratteristica dei vini maturati sotto velo/flor. :wink:


Forse eccessivo si, ma era per dare l'idea di ossidazione spinta. Di tutto il jura bevuto fin è quello con l'ossidazione più marcata. Il produttore non lo conosco proprio...
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda gmi1 » 18 nov 2020 16:51

Terre Alte 1996 e Soave La Rocca 1998
la mia cantina non é perfetta dal punto di vista della temperatura tutto l'anno, mentre lo é per l'umiditá, le vibrazioni, il buio e l'amore che dó alle mie bottiglie :D
per questo motivo tendo a controllare le bottiglie che hanno una certa etá, soprattutto i bianchi ma anche i rossi,
queste due mi sembravano pronte da bere, amo i vini evoluti e alle volte rischio tanto, e devo dire che dal Terre Alte ho avuto conferma di un grande vino, evoluto benissimo, con un colore carico ma un naso e un sapore piacevolissimi, sostenuto da una aciditá disarmante (la 96 non sbaglia qua), nel complesso armonico, insomma piaciuto tanto, anche il giorno dopo...
Per il La Rocca invece, tutta altra musica, una volta di piú si conferma il Calvarino il Soave di Pieropan che puo sfidare gli anni continuando a proporsi come un grande vino, mentre La Rocca non si é mai ripreso, non piacevole, morto e anche da un pó a mio parere, finito in lavandino per non avere piú altro da dire....
é pensare che all'uscita il La Rocca 98 era un buonissimo vino, ne ho ottimi ricordi, ma tanté....
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda alleg » 18 nov 2020 17:24

Alcune bevute degli ultimi tempi:

- Partecipato ad una disfida di PN Italici dove è venuto fuori un bel 2016 di Pelz. Le viti in Val di Cembra (quindi in alto ed in zona di porfidi) e una mano delicata lo rendono più che gradevole, meglio di altri più blasonati.

Bevuta pre-zona arancione:

Champagne BdN Maurice Groumier: nonostante la prevalenza (se non 100%) meunier (che di solito non apprezzo particolarmente) è uno champo ben equilibrato. Acido ma con il giusto grado di ciccia e tostature. Ha accompagnato molto bene mezzo chilo di cavallo pesto.

Dolceacqua 2018 Perrino non siamo riusciti ad assaggiarlo. Troppa acetica (e se lo dico io). Il padrone di casa riferisce di un bel vino il giorno seguente ma non ne ho testimonianza diretta.

Chianti Classico Riserva 2016 Monsanto come già testimoniato nel thread dedicato, gran vino. Con più sostanza (come è normale che sia) rispetto ai campioni di Radda provati nella stessa annata qualche tempo fa. Il che lo rende più di impatto ed al momento anche più piacevole.

In altra occasione:

Givry VV 2011 Domaine Ragot: la borgogna povera (rispetto alla zona, che comunque è bottiglia da un 30 ello, a quotazioni attuali) che non si fa rimpiangere. Terziarizzazione ottimale, acidità e tannini ancora presenti a sgrassare il sorso. Bello.
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda Max1991 » 20 nov 2020 11:16

Champagne Pierre Gimonnet Oger Grand Cru
100% Chardonnay. Comprato e consigliato da un'enoteca nel centro di Reims nel mio primo e, per ora, unico viaggio in Champagne.
Sboccatura inizi 2016. Colore di un giallo carico ma non dorato. Naso che ti rimanda subito in Champagne, crosta di pane, frutta gialla e si sente una nota di legno ma molto ben integrata.
Bellissima bolla, fine e costante in bocca. Si sente la sboccatura non recentissima ma beva per nulla pesante.
Bella bottiglia!

Barbaresco Serafino Rivella Montestefano 2014
Cosa dire? CHE VINO!
Colore bellissimo, rosso luminoso molto chiaro. Naso sensuale, elegantissimo e che ti attira. Fruttina rossa, balsamico, foglie di the, tutto sempre in ordine! Appena appoggi il bicchiere lo riprendi per metterci il naso dentro se il vino non è già finito. Si, ha una beva spaventosa. Una bottiglia per una persona non basta :mrgreen:
In bocca entra in punta di piedi, non lunghissimo ma ti lascia una pulizia sorprendente!
Sicuramente nella mia top 3 dei barbaresco bevuti fin'ora.
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda vinogodi » 20 nov 2020 11:55

Max1991 ha scritto:
[b]Barbaresco Serafino Rivella Montestefano 2014

Cosa dire? CHE VINO!
Colore bellissimo, rosso luminoso molto chiaro. Naso sensuale, elegantissimo e che ti attira. Fruttina rossa, balsamico, foglie di the, tutto sempre in ordine! Appena appoggi il bicchiere lo riprendi per metterci il naso dentro se il vino non è già finito. Si, ha una beva spaventosa. Una bottiglia per una persona non basta :mrgreen:
In bocca entra in punta di piedi, non lunghissimo ma ti lascia una pulizia sorprendente!
Sicuramente nella mia top 3 dei barbaresco bevuti fin'ora.
...benvenuto nel club , Max... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda Max1991 » 20 nov 2020 13:53

vinogodi ha scritto:...benvenuto nel club , Max... 8)

Solo ora capisco tutto ciò che ho letto di questo barbaresco.
Nel bicchiere ho trovato tutto quello che mi aspettavo, anche di più :D
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda vinogodi » 20 nov 2020 19:08

...no, non è il vino rosso dell' anno. Però uno di quelli che mi è piaciuto di più...no, non è il vino più caro , anche se la rarità e la bontà lo potrebbe far supporre...no non è il più raro , ma senz' altro uno dei più rari vini del mondo, davvero per pochissimi privilegiati ( 305 bottiglie) . L' ho appena aperto per la cena di stasera e già me ne pento, perché avrei voluto pazientare una decina d' anni. Ma la curiosità era troppa e non ho resistito, memore delle strordianerie esperienze degli anni precedenti, lo aspettavo con ansia ( solo 6 bottiglie di assegnazione...). È rosso scarlatto luminosissimo. Profumi esplosivi di amarene, melograno, persino arancia rossa, balsamico sparato...la bocca ha tensione da vendere con una stoffa libidinosa , lunghezza interminanile :D :D :D :D :D ...gli ultimi 5 faccini pieni li ricordo per il Chambertin Clos de Beze recente 2007 di Rousseau...siamo li...SEE 2018 Spiriti Ebbri...sapete che adoro i vini di grande personalità ed emozionali...ci siamo... 8)...mo' me ne vado a bere un altro bicchiere e godere come un riccio...la bottiglia non arriverà a domattina, ne sono certo...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda Ludi » 21 nov 2020 16:02

Tatenokawa, Junmai Dai Ginjo Kyokugen: produttore di saké che ama le sfide: questo ha un 8% di Seimai Buai (in altri termini: il 92% del chicco viene scartato con la levigazione prima dell'ammostamento). Producono addirittura un 1% (!), che però costa quanto un Romanée St. Vivant di DRC, quindi anche no. Detto questo, è un'apoteosi del "vino di riso": sentori di cipria, rosa, tiglio, gelsomino, una bocca di morbidezza talmente carezzevole che stordisce le papille, finale lunghissimo su note tropicaleggianti. Il (buon) saké si abbina benissimo a quasi tutto, e non mi stupisce che regga alla grande il confronto con un fusillone al ragù di coniglio e con un roast-beef di polacchina frollatura 60 giorni. Il vino è meraviglioso, e non ha obiettivamente rivali, ma ogni tanto provare altro è splendido.
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda vinogodi » 21 nov 2020 16:47

vinogodi ha scritto:...no, non è il vino rosso dell' anno. Però uno di quelli che mi è piaciuto di più...no, non è il vino più caro , anche se la rarità e la bontà lo potrebbe far supporre...no non è il più raro , ma senz' altro uno dei più rari vini del mondo, davvero per pochissimi privilegiati ( 305 bottiglie) . L' ho appena aperto per la cena di stasera e già me ne pento, perché avrei voluto pazientare una decina d' anni. Ma la curiosità era troppa e non ho resistito, memore delle strordianerie esperienze degli anni precedenti, lo aspettavo con ansia ( solo 6 bottiglie di assegnazione...). È rosso scarlatto luminosissimo. Profumi esplosivi di amarene, melograno, persino arancia rossa, balsamico sparato...la bocca ha tensione da vendere con una stoffa libidinosa , lunghezza interminanile :D :D :D :D :D ...gli ultimi 5 faccini pieni li ricordo per il Chambertin Clos de Beze recente 2007 di Rousseau...siamo li...SEE 2018 Spiriti Ebbri...sapete che adoro i vini di grande personalità ed emozionali...ci siamo... 8)...mo' me ne vado a bere un altro bicchiere e godere come un riccio...la bottiglia non arriverà a domattina, ne sono certo...
...ultimo bicchiere oggi...diciamo un piccolo Calvari, come caratteristiche...
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda zampaflex » 21 nov 2020 17:41

Torniamo al vino bevuto, dopo averne tanto parlato.

François Cotat - Sancerre Les Culs de Beaujeu 2013

Trovo spesso i Sancerre troppo ruvidi da giovani, con l'acidità da integrare necessariamente e la salinità abbondante. Questo, a sette anni dalla vendemmia, sta trovando la sua dimensione adulta. Fiori ed erbe officinali per una espressione moderata, agrumato e sapido sul palato, non più preso a schiaffi ma accarezzato. Si è bevuto con piacere.
:D :D :D :)
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda Alberto » 21 nov 2020 18:55

vinogodi ha scritto:
vinogodi ha scritto:...no, non è il vino rosso dell' anno. Però uno di quelli che mi è piaciuto di più...no, non è il vino più caro , anche se la rarità e la bontà lo potrebbe far supporre...no non è il più raro , ma senz' altro uno dei più rari vini del mondo, davvero per pochissimi privilegiati ( 305 bottiglie) . L' ho appena aperto per la cena di stasera e già me ne pento, perché avrei voluto pazientare una decina d' anni. Ma la curiosità era troppa e non ho resistito, memore delle strordianerie esperienze degli anni precedenti, lo aspettavo con ansia ( solo 6 bottiglie di assegnazione...). È rosso scarlatto luminosissimo. Profumi esplosivi di amarene, melograno, persino arancia rossa, balsamico sparato...la bocca ha tensione da vendere con una stoffa libidinosa , lunghezza interminanile :D :D :D :D :D ...gli ultimi 5 faccini pieni li ricordo per il Chambertin Clos de Beze recente 2007 di Rousseau...siamo li...SEE 2018 Spiriti Ebbri...sapete che adoro i vini di grande personalità ed emozionali...ci siamo... 8)...mo' me ne vado a bere un altro bicchiere e godere come un riccio...la bottiglia non arriverà a domattina, ne sono certo...
...ultimo bicchiere oggi...diciamo un piccolo Calvari, come caratteristiche...

E a Pontoni venne una colica renale... :mrgreen: :lol:
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda Alberto » 21 nov 2020 19:04

Ludi ha scritto:Tatenokawa, Junmai Dai Ginjo Kyokugen: produttore di saké che ama le sfide: questo ha un 8% di Seimai Buai (in altri termini: il 92% del chicco viene scartato con la levigazione prima dell'ammostamento). Producono addirittura un 1% (!), che però costa quanto un Romanée St. Vivant di DRC, quindi anche no.

D'altronde questo 8% te lo tirano sulla schiena, invece... :D
http://www.tatenokawa.com/en/sake/produ ... 1433849271
22 "yen-sacchi", IVA inclusa.
Però ripensandoci se la qualità è così elevata...perché no... :roll:
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda Ludi » 21 nov 2020 22:54

Alberto ha scritto:
Ludi ha scritto:Tatenokawa, Junmai Dai Ginjo Kyokugen: produttore di saké che ama le sfide: questo ha un 8% di Seimai Buai (in altri termini: il 92% del chicco viene scartato con la levigazione prima dell'ammostamento). Producono addirittura un 1% (!), che però costa quanto un Romanée St. Vivant di DRC, quindi anche no.

D'altronde questo 8% te lo tirano sulla schiena, invece... :D
http://www.tatenokawa.com/en/sake/produ ... 1433849271
22 "yen-sacchi", IVA inclusa.
Però ripensandoci se la qualità è così elevata...perché no... :roll:


ammetto che me l'hanno regalato :mrgreen:
Non ho mai speso per un saké cifre oltre 40-50 € massimo (ho un'insana curiosità per gli happo metodo classico, che costano uno sproposito rispetto ad un prodotto di alta qualità, che in genere si attesta sui 15-20 €). Per me il vino è decisamente un'altra cosa. Però....i Nihon Shu hanno il fascino di un metodo di vinificazione che è probabilmente il più complesso al mondo, e di un'origine legata al sacro forse persino più della "nostra" bevanda. E poi si abbinano incredibilmente a qualsiasi cosa che non sia dolce. Quindi ogni tanto.....perchè no....
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda Iwan56 » 22 nov 2020 15:08

BAROLO ROCCHE DELL'ANNUZIATA TORRIGLIONE 2001 - ROBERTO VOERZIO.

Azienda sostanzialmente ignorata dal forum e per questo mi incuriosiva.

Lasciato decantare un paio d'ore, il vino è potente ma non pesante, i tannini sono morbidi e setosi e l'alcol è ben integrato.
A mio parere un vino ottimo e raffinato, checché se ne dica, lo riberrei volentieri.
Ha ancora una lunga vita davanti.
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda giodiui » 22 nov 2020 21:20

Flavio Roddolo Barbera 2011. Rosso rubino intenso e decisamente brillante. Al naso un’iniziale eccesso di alcol che scompare quasi subito. Dominano more e frutti rossi maturi ma con una decisa nota balsamica, che si accentua con l’evoluzione nel bicchiere, poi emergono note più pungenti che ricordano il rosmarino. Sullo sfondo note di sottobosco, con un leggero tocco 'animale' ben addomesticato. dopo un'ora la terziarizzazione aumenta, ed emergono note di cioccolato e caffé, piacevolmente sostenute dalla verticaltità del vino. In bocca l’acidità risulta perfettamente domata, il vino si espande lasciando un’intensa sensazione di grande piacevolezza (piacevolezza alla Roddolo, se non fosse quasi un ossimoro…). La dimensione varietale della barbera si perde un po', ma il vino ha un grande carattere. Piaciuto molto.
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda ale1984 » 22 nov 2020 21:37

Masone Mannu - Vermentino Roccaia 2014

Ritrovamento casuale in cantina, reduce di una vacanza di qualche anno fa.
Giallo dorato di buona intensità, luminoso. Naso di frutta matura (ananas, frutto della passione), erbe aromatiche, spezie dolci (se non ricordo male fa un passaggio in legno piccolo), cioccolato bianco. Sorso opulento, più sapido che fresco, oleoso. Di media persistenza. Nel complesso una buona bottiglia, colta probabilmente all’apice (o poco dopo).
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda Konstantin_Levin88 » 22 nov 2020 22:08

giodiui ha scritto:Flavio Roddolo Barbera 2011. Rosso rubino intenso e decisamente brillante. Al naso un’iniziale eccesso di alcol che scompare quasi subito. Dominano more e frutti rossi maturi ma con una decisa nota balsamica, che si accentua con l’evoluzione nel bicchiere, poi emergono note più pungenti che ricordano il rosmarino. Sullo sfondo note di sottobosco, con un leggero tocco 'animale' ben addomesticato. dopo un'ora la terziarizzazione aumenta, ed emergono note di cioccolato e caffé, piacevolmente sostenute dalla verticaltità del vino. In bocca l’acidità risulta perfettamente domata, il vino si espande lasciando un’intensa sensazione di grande piacevolezza (piacevolezza alla Roddolo, se non fosse quasi un ossimoro…). La dimensione varietale della barbera si perde un po', ma il vino ha un grande carattere. Piaciuto molto.

Giusto perché della barbera hai già detto molto tu (aperta da poco la prima e condivido a grandi linee con tutto, molto molto buona come tutta la sua produzione 2011), dico del suo dolcetto 2016 invitando chi ne è in possessoa una paziente attesa, specie se si vuole sentire qualcosa al naso. Appena aperto non è solo chiuso a doppia mandata nei profumi ma anche arcigno e aspro al gusto, si sente solo una scia amara. Dopo due ore, già meglio. La sera molto meglio in bocca: si arrotonda, si ammorbidisce, si rilassa. Bella la trama tannica e il frutto, ma gli aromi sono ancora tutti impacchettati. Tre anni d'attesa non potranno far che bene. Resta un finale amarognolo che disturba un po'.
Sono un piemontese atipico, lo so. Ma il sangiovese m'ha stregato.
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda maxer » 22 nov 2020 23:34

Konstantin_Levin88 ha scritto:
giodiui ha scritto:Flavio Roddolo Barbera 2011. Rosso rubino intenso e decisamente brillante. Al naso un’iniziale eccesso di alcol che scompare quasi subito. Dominano more e frutti rossi maturi ma con una decisa nota balsamica, che si accentua con l’evoluzione nel bicchiere, poi emergono note più pungenti che ricordano il rosmarino. Sullo sfondo note di sottobosco, con un leggero tocco 'animale' ben addomesticato. dopo un'ora la terziarizzazione aumenta, ed emergono note di cioccolato e caffé, piacevolmente sostenute dalla verticaltità del vino. In bocca l’acidità risulta perfettamente domata, il vino si espande lasciando un’intensa sensazione di grande piacevolezza (piacevolezza alla Roddolo, se non fosse quasi un ossimoro…). La dimensione varietale della barbera si perde un po', ma il vino ha un grande carattere. Piaciuto molto.

Giusto perché della barbera hai già detto molto tu (aperta da poco la prima e condivido a grandi linee con tutto, molto molto buona come tutta la sua produzione 2011), dico del suo dolcetto 2016 invitando chi ne è in possessoa una paziente attesa, specie se si vuole sentire qualcosa al naso. Appena aperto non è solo chiuso a doppia mandata nei profumi ma anche arcigno e aspro al gusto, si sente solo una scia amara. Dopo due ore, già meglio. La sera molto meglio in bocca: si arrotonda, si ammorbidisce, si rilassa. Bella la trama tannica e il frutto, ma gli aromi sono ancora tutti impacchettati. Tre anni d'attesa non potranno far che bene. Resta un finale amarognolo che disturba un po'.

..... quando vai di persona in cantina ad acquistare i suoi vini, Flavio quasi ti obbliga ad aspettare almeno cinque - sei anni prima di stappare le sue bottiglie di Barbera e Dolcetto, già offerte al mercato dopo tre anni dalla vendemmia
Figuriamoci poi per Barolo e Bricco Appiani ....
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda Mike76 » 23 nov 2020 03:31

Giulio Ferrari 2004
Ultima bottiglia, stappata per il compleanno dell'omonimo babbo.
Può essere portata ad esempio per il thread del mercato del vino e delle bolle (calzante, in questo caso...) speculative, visti i prezzi attuali.
Che comunque non mi turbano minimamente, perché posso stare tranquillamente senza berlo mai più, visto cosa si trova in Francia per un quinto di quello che costa, adesso, questo.
Buono, direi, ottimo se si parla di bolle italiane; bella pesca gialla in evidenza, nocciole, una leggerissima nota ossidativa in bell'equilibrio con la parte fresca, e una chiusura leggermente amarognola che toglie qualche punto. Su corpo e persistenza ci siamo. Il babbo ha apprezzato.
Chiaramente, anche con tutto il bene che gli si può volere, uno Champagne sotto i 40 euro lo fa cappottare...
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda Messner » 23 nov 2020 21:42

Passopisciaro Contrada Rampante 2015 :D :D :D +
Ciliegia sotto spirito, cenere, ruggine, tabacco da pipa, mirto, chiodi di garofano. Decisamente balsamico, tannini nel complesso integrati col vino, di grande spessore e persistenza. Acidità contenuta, molto più presente in altre annate. Da bere, annata minore che su questa etichetta d'altura (siamo intorno ai 1000m con suoli poverissimi, molto ricchi di sabbia vulcanica) mostra i suoi limiti.
Tenute Bosco Etna Rosso Vigna Vico 2015 :D :D :D :D -
Marasca, prugna, more, scorza d'arancia, cannella, timo, cipria, pepe verde. Estremamente avvolgente, tannino cesellato, buona acidità e ottima persistenza. La contrada Santo Spirito da vini molto equilibrati ed eleganti, difficilmente sbilanciati se ben vinificati. La vigna in questione è una delle pochissime realmente prefillossera, antecedente al 1880.
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda Wineduck » 23 nov 2020 23:15

Messner ha scritto:Passopisciaro Contrada Rampante 2015 :D :D :D +
Ciliegia sotto spirito, cenere, ruggine, tabacco da pipa, mirto, chiodi di garofano. Decisamente balsamico, tannini nel complesso integrati col vino, di grande spessore e persistenza. Acidità contenuta, molto più presente in altre annate. Da bere, annata minore che su questa etichetta d'altura (siamo intorno ai 1000m con suoli poverissimi, molto ricchi di sabbia vulcanica) mostra i suoi limiti.
Tenute Bosco Etna Rosso Vigna Vico 2015 :D :D :D :D -
Marasca, prugna, more, scorza d'arancia, cannella, timo, cipria, pepe verde. Estremamente avvolgente, tannino cesellato, buona acidità e ottima persistenza. La contrada Santo Spirito da vini molto equilibrati ed eleganti, difficilmente sbilanciati se ben vinificati. La vigna in questione è una delle pochissime realmente prefillossera, antecedente al 1880.


Grazie per le belle note. Approfitto della tua competenza sull'area Etna per farti un paio di domande:
a) una valutazione sull'annata 2017 da quelle parti, in assoluto ed in confronto con 2018 e 2019;
B) cosa pensi dei vini di SRC in generale e dei loro top di gamma, bianco e rosso, in particolare
Grazie
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Messner
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda Messner » 24 nov 2020 00:18

Wineduck ha scritto:
Messner ha scritto:Passopisciaro Contrada Rampante 2015 :D :D :D +
Ciliegia sotto spirito, cenere, ruggine, tabacco da pipa, mirto, chiodi di garofano. Decisamente balsamico, tannini nel complesso integrati col vino, di grande spessore e persistenza. Acidità contenuta, molto più presente in altre annate. Da bere, annata minore che su questa etichetta d'altura (siamo intorno ai 1000m con suoli poverissimi, molto ricchi di sabbia vulcanica) mostra i suoi limiti.
Tenute Bosco Etna Rosso Vigna Vico 2015 :D :D :D :D -
Marasca, prugna, more, scorza d'arancia, cannella, timo, cipria, pepe verde. Estremamente avvolgente, tannino cesellato, buona acidità e ottima persistenza. La contrada Santo Spirito da vini molto equilibrati ed eleganti, difficilmente sbilanciati se ben vinificati. La vigna in questione è una delle pochissime realmente prefillossera, antecedente al 1880.


Grazie per le belle note. Approfitto della tua competenza sull'area Etna per farti un paio di domande:
a) una valutazione sull'annata 2017 da quelle parti, in assoluto ed in confronto con 2018 e 2019;
B) cosa pensi dei vini di SRC in generale e dei loro top di gamma, bianco e rosso, in particolare
Grazie


Partiamo dai vini di SRC. Parco vigne interessante, soprattutto quella del Rivaggi in cui giace un bel pezzettino di Grenache che ritengo complementare al Nerello Mascalese, spesso restio a concedere il frutto. Purtroppo però sono un po' imperfetti al naso e onestamente non mi garbano per quello. Difetti che purtroppo coprono una materia estremamente interessante. Vinifica più in sottrazione che addizione puntando all'eleganza e finezza, non alla potenza. Giusto per inquadrare il manico... Non mi sento di valutarli, almeno dopo le prime due annate uscite: a seguito della delusione all'assaggio non li ho più provati. Mi riservo di rinnovare il tasting non appena capiterà l'occasione per vedere a che punto sono oggi.

Annata 2017: calda e siccitosa come nel resto d'Italia. Considera che in Agosto ci sono state giornate in cui alla notte il termometro faticava a scendere sotto ai 25 gradi (ti do come riferimento il versante Nord, Randazzo) dove normalmente nello stesso periodo scende anche sotto ai 20 gradi. Pioggia manco a parlarne, stress sulle piante importante. Vini molto potenti, alcolici, in pochi l'hanno gestita bene... Versante Nord e Sud difficili, interessante il versante Est dove soprattutto verso le quote maggiori (700-900m) l'annata calda ha giovato tirando fuori vini maturi e ben fatti (parlo però di vini bianchi).
PS: in annate fredde è molto difficile portare a maturazione il Carricante nella zona di Milo-Sant'Alfio-Fornazzo

Annata 2018: fredda e piovosa. In agosto sono stato 15 giorni a Randazzo e veniva a piovere tutti i pomeriggi. ... Sembrava il giugno-luglio 2014 in alcune zone del nord Italia. Ho saputo anche di problemi in vigna in epoca di vendemmia con muffe e marciumi... Vini in sottrazione, scarichi nel colore. Chi ha lavorato bene però ha tirato fuori dei vini elegantissimi, soprattutto a Nord, dove nelle annate calde la potenza e l'alcol non mancano mai ed a volte sono fuori controllo.

Annata 2019: fresca, vecchio stile. Secondo me interessante perché gioca più sull'eleganza che sulla potenza. Ho assaggiato poco però, non ho molti elementi per fare un'analisi completa.

Bonus Track: Etna Rosso Contrada Piano dei Daini di Azienda Agricola Sofia annata 2018. Squisito. Se lo trovi assaggialo.
Buono anche il loro base passato solo in cemento, veramente golosissimo. Il vignaiolo è tra gli emergenti il più promettente
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda Wineduck » 24 nov 2020 10:11

Messner ha scritto:
Partiamo dai vini di SRC. Parco vigne interessante, soprattutto quella del Rivaggi in cui giace un bel pezzettino di Grenache che ritengo complementare al Nerello Mascalese, spesso restio a concedere il frutto. Purtroppo però sono un po' imperfetti al naso e onestamente non mi garbano per quello. Difetti che purtroppo coprono una materia estremamente interessante. Vinifica più in sottrazione che addizione puntando all'eleganza e finezza, non alla potenza. Giusto per inquadrare il manico... Non mi sento di valutarli, almeno dopo le prime due annate uscite: a seguito della delusione all'assaggio non li ho più provati. Mi riservo di rinnovare il tasting non appena capiterà l'occasione per vedere a che punto sono oggi.

Annata 2017: calda e siccitosa come nel resto d'Italia. Considera che in Agosto ci sono state giornate in cui alla notte il termometro faticava a scendere sotto ai 25 gradi (ti do come riferimento il versante Nord, Randazzo) dove normalmente nello stesso periodo scende anche sotto ai 20 gradi. Pioggia manco a parlarne, stress sulle piante importante. Vini molto potenti, alcolici, in pochi l'hanno gestita bene... Versante Nord e Sud difficili, interessante il versante Est dove soprattutto verso le quote maggiori (700-900m) l'annata calda ha giovato tirando fuori vini maturi e ben fatti (parlo però di vini bianchi).
PS: in annate fredde è molto difficile portare a maturazione il Carricante nella zona di Milo-Sant'Alfio-Fornazzo

Annata 2018: fredda e piovosa. In agosto sono stato 15 giorni a Randazzo e veniva a piovere tutti i pomeriggi. ... Sembrava il giugno-luglio 2014 in alcune zone del nord Italia. Ho saputo anche di problemi in vigna in epoca di vendemmia con muffe e marciumi... Vini in sottrazione, scarichi nel colore. Chi ha lavorato bene però ha tirato fuori dei vini elegantissimi, soprattutto a Nord, dove nelle annate calde la potenza e l'alcol non mancano mai ed a volte sono fuori controllo.

Annata 2019: fresca, vecchio stile. Secondo me interessante perché gioca più sull'eleganza che sulla potenza. Ho assaggiato poco però, non ho molti elementi per fare un'analisi completa.

Bonus Track: Etna Rosso Contrada Piano dei Daini di Azienda Agricola Sofia annata 2018. Squisito. Se lo trovi assaggialo.
Buono anche il loro base passato solo in cemento, veramente golosissimo. Il vignaiolo è tra gli emergenti il più promettente


Grazie della risposta.
Mi ritrovo perfettamente nell'inquadramento dei vini di SRC. Le bottiglie che ho bevuto sono partite malissimo dal punto di vista olfattivo ma si sono ripulite molto bene, il bianco Pirao in particolare. Faccio però fatica a capire come possano evolvere con la terziarizzazione, specialmente il Rivaggi, dal momento che il livello di equilibrio e di relativa piacevolezza del sorso sono già a veramente alti. Ho quasi il timore che il tempo possa incrinare qualcosa invece di aggiungere. Vedremo!
Sono rimasto stupito anche dalla magistrale capacità di contenimento dell'alcool, che sui vini etnei è sempre stata la caratteristica che ha ha spesso il mio entusiasmo verso la zona. Nota negativa invece per i prezzi che sono elevati almeno per i miei standard, considerando la poca storia di tutta quella zona e di questa azienda in particolare. Se però il mercato assorbe tutte queste bottiglie a questi prezzi medi senza fiatare, significa che hanno ragione loro.
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Re: LE BEVUTE DI NOVEMBRE 2020

Messaggioda DiegoM » 24 nov 2020 10:23

Pouilly-Fuissé Climat “En Chatenay” 2017 – La Soufrandière

Giallo paglierino con qualche riflesso dorato.
Primo naso su una delicata nota di polvere da sparo che, dopo pochi istanti, lascia spazio a note di agrumi come il pompelmo ed il cedro, mineralità chiara e burro alle erbe.
Lo sviluppo è condotto dall’acidità, tesa e ficcante ma non verde, anzi ben integrata nella materia: la progressione infatti è di grande dinamica. L’eleganza e l’equilibrio contraddistinguono la beva che è decisamente “facile”.
Chiusura di agrumi e sale con un pizzico di tannino a fornire ulteriore grip. Persistenza molto lunga.

Dedicato a chi vuol far pace con certa Borgogna bianca: aristocratica, impettita e rigida dietro un manto sensoriale fatto di note lattiche, sensazioni grasse, barrique & bâtonnage. Qui ci troviamo di fronte ad un vino che si propone agile e fresco, che si beve con grande piacere e senza rinunciare a espressività ed eleganza.
Esiste una finestra specifica per esprimere compiutamente il carattere del territorio: sopra una certa resa per ettaro tale carattere si spegne, ma lo stesso accade anche sotto una certa resa per ettaro.
(Lalou Bize Leroy)

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