Diario economico

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Timoteo
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 04 feb 2018 18:52

pippuz ha scritto:
Timoteo ha scritto:
pippuz ha scritto:A MilanoMilano (che per gli stranieri vuol dire in città) la nebbia mica c'era


Stavo prima a Pavia poi a bovisa.
Dove parlavano tutti inglese.

La perfida Albione


fotuna che mo' al politecnico glielo vietano.....
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 07 feb 2018 13:55

53,3 MILIARDI DI EURO

è la spesa per i carburanti relativa al 2017.
Di questi 53 miliardi più di 33 sono finiti nelle casse dell'Erario, ossia in tasse, cioè il 63,5% :oops:

Siamo un paese di fenomeni!

http://www.e-gazette.it/sezione/energia/2017-italiani-hanno-speso-533-miliardi-carburanti

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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 07 feb 2018 16:46

Visto che metti i soldi in Svizzera, almeno in questo modo riusciamo a farti pagare un po' di tasse
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 08 feb 2018 11:57

zampaflex ha scritto:Visto che metti i soldi in Svizzera, almeno in questo modo riusciamo a farti pagare un po' di tasse


Se è per questo io dichiaro il dovuto nel quadro RW.
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 08 feb 2018 16:59

Le previsioni sono sempre previsioni, un pò come quelle del tempo, nel senso che non ci sono più le mezze stagioni.

In attesa della famosa luce in fondo al tunnel sollazziamoci cò sti spicci :lol:

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IRLANDA

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MALTA

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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 09 feb 2018 13:58

Irlanda e Malta sono stati canaglia, noti paradisi fiscali.
Il confronto va fatto con Francia e Germania.
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Re: Diario economico

Messaggioda beluga » 10 feb 2018 01:42

zampaflex ha scritto:Irlanda e Malta sono stati canaglia, noti paradisi fiscali.
Il confronto va fatto con Francia e Germania.


Pure la Svizzera non scherza a canagliaggine
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 10 feb 2018 17:06

C'è una piccola porzione di Italia, poco meno dell'1% della popolazione, che incassa la pensione da oltre 37 anni. Si tratta dei 471.545 pensionati italiani che ricevono un assegno di vecchiaia, di anzianità contributiva o ai superstiti con una decorrenza antecedente rispetto al 1980. Numeri che crescono fino a 700 mila se si conteggiano le persone che hanno una pensione liquidata da almeno 35 anni. Le pensioni private antecedenti il 1980 sono 413.157 mentre le pubbliche sono 58.388.

Il dato, che esclude i trattamenti di invalidità e le pensioni sociali, arriva dagli osservatori statistici dell'Inps e si riferisce in particolare a quanti negli anni passati hanno potuto lasciare il lavoro con requisiti ben più vantaggiosi di quelli in vigore oggi, andando così in pensione molto prima. È il caso, per quanto riguarda i lavoratori pubblici, dei trattamenti "baby" e quindi delle uscite dal lavoro con 20 anni di contributi o meno (14 anni sei mesi e un giorno per le donne con figli).

L'età alla decorrenza delle pensioni liquidate prima del 1980, rileva l'Istituto di statistica, è di 49,9 anni per la vecchiaia e di 46,4 per l'anzianità, mentre per i superstiti da assicurato è di 41,5 anni (45,7 per i superstiti da pensionato). Per i pensionati del settore privato l'età è un po' più alta per i trattamenti di vecchiaia (compresa l'anzianità) con 54,7 anni, mentre è più bassa per i superstiti con appena 40,7 anni al momento della liquidazione della pensione.

Se per le pensioni del settore privato l'importo medio degli assegni liquidati prima del 1980 è largamente inferiore a mille euro al mese (807 euro mensili i trattamenti di vecchiaia, 526 euro quelli ai superstiti) per le pensioni dei pubblici l'importo medio supera i 1.660 euro al mese nel caso della vecchiaia e i 1.465 in quello dell'anzianità. Superiore ai mille euro anche le pensioni ai superstiti erogate da prima del 1980 per il settore pubblico con 1.125 euro per i superstiti da assicurato (ovvero da persona morta mentre ancora lavorava) e 1.190 euro per i superstiti da pensionato.

PS: 1660 euro al mese per tredici mesi ai 58400 pensionati pubblici significa una spesa lorda (poi ci sono un po' di imposte da pagare) di 1,25 miliardi di euro l'anno.
Alla faccia delle babypensioni...se avessero dovuto andare in pensione con 35 anni di contributi, avremmo risparmiato almeno 18 miliardi.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 10 feb 2018 20:23

Fact checking sulle spese della politica.

Partiamo dallo stipendio che percepiscono deputati e senatori:
Attualmente i deputati hanno diritto a un’indennità lorda di 11.703 euro. Al netto sono 5.346,54 euro mensili più una diaria di 3.503,11 e un rimborso per spese di mandato pari a 3.690 euro. Ad essi si aggiungono 1.200 euro annui di rimborsi telefonici e da 3.323,70 fino a 3.995,10 euro ogni tre mesi per i trasporti.
I senatori invece ricevono un’indennità mensile lorda di 11.555 euro. Al netto la cifra è di 5.304,89 euro, più una diaria di 3.500 euro cui si aggiungono un rimborso per le spese di mandato pari a 4.180 euro e 1.650 euro al mese come rimborsi forfettari fra telefoni e trasporti.
Facendo un rapido calcolo e senza considerare le eventuali indennità di funzione i componenti del Senato guadagnano ogni mese 14.634,89 euro netti contro i 13.971,35 netti euro percepiti dai deputati.
(dati presi qui https://www.money.it/Stipendi-parlamentari-senatori-deputati, articolo del gennaio 2018)

Mediamente, quindi, possiamo dire che ogni parlamentare prende tra stipendi e rimborsi 14k€ netti al mese.

Di questi, quanto hanno versato i Pentastellati, che tanto hanno campato sul "costo della politica", sugli "stipendi d'oro", sul "dimezzamento delle indennità"?

I parlamentari 5 stelle in questa legislatura sono 163 (http://www.ilpost.it/2013/02/28/parlamentari-eletti-m5s-movimento-cinque-stelle-video/). Qualcuno se ne è andato in questi cinque anni, non meno di 37 (https://blog.openpolis.it/2016/03/24/fuoriusciti-movimento-5-stelle-fine-hanno-fatto/6701).

Per semplificare i conti, diciamo che nell'arco dei cinque anni di legislatura la consistenza dei due gruppi M5S a Camera e Senato ha totalizzato mediamente 130 elementi.

Il rendiconto dei soldi risparmiati dallo stipendio e dai rimborsi, e riversati dai vari parlamentari sul conto apposito, lo trovate qui https://www.nextquotidiano.it/rimborsopoli-m5s-restituzioni/ e presenta un totale di 23,2 milioni di cui una parte preesistente.
I versamenti nel corso degli anni sono stati:
2014 2,825 mln
2015 5,515 mln
2016 4,515 mln
2017 4,420 mln
2018 0,490 mln (gennaio)

Dividendo questi versamenti per 130 parlamentari e 12 mesi, otteniamo mediamente 2800 euro / parlamentare / mese.
Non è male, ma è solo il 20% dello stipendio netto (molto meno di quanto sbandierava all'inizio il MoV, che pensava di poterlo dimezzare).

Se ogni parlamentare italiano potesse risparmiare questa cifra, lo Stato avrebbe a disposizione...rullo di tamburi...meno di 32 milioni l'anno. Praticamente 50 centesimi l'anno per italiano.
Ora, 32 milioni sono meglio di zero.
Ma c'è qualcuno che davvero può pensare che il dissesto del bilancio pubblico dipenda da queste spese? Quando quella per pensioni dei lavoratori dipendenti ammonta a 210 miliardi annui?
Eh già...
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 22 feb 2018 12:15

Il 2017 delle industrie italiane si è chiuso per i dati statistici con una crescita del 5,1% del valore del fatturato, miglior performance dal 2011, mentre gli ordini (dati grezzi) sono saliti del 6,6%. L'indice complessivo del fatturato (110) è così tornato al livello più alto dall'ottobre del 2008, mese significativo perché immediatamente successivo al fallimento di Lehman Brothers, evento dal quale è scaturita la grande crisi finanziaria ed economica degli anni successivi.
Dalle tabelle pubblicate emerge che il motore della crescita degli affari delle imprese italiane è stato soprattutto l'estero (fatturato +6,1%), ma anche all'interno del Paese (+4,6%) il dato è positivo. Sul fronte degli ordinativi i due dati geografici sono invece allineati, lasciando intuire una prospettiva domestica positiva più che in passato.

Giù le ore di cassa integrazione: un milione in meno rispetto al gennaio 2017
Buone notizie arrivano dall'Inps. Continua a scendere anche a gennaio il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate: nel primo mese del 2018 è stato pari a 17,3 milioni, in caduta del 43,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (30,5 milioni). Lo rileva l'Inps nell'Osservatorio mensile sui flussi di cig. In particolare, le ore di cassa ordinaria autorizzate sono calate -13,8% e quelle relative alla straordinaria del 47,2% (anche se su base mensile rialzano la testa, +6,6%). Quanto alla cig in deroga la riduzione tendenziale è stata dell'87,5%. Salgono invece sull'anno le domande di disoccupazione, che calano però a dicembre. Nel 2017 sono state quasi 2 milioni, in aumento del 3,3% rispetto al 2016. Ma a dicembre c'è stato un calo: agli sportelli Inps hanno presentato domanda di disoccupazione 125.691 persone, tra Naspi, Aspi, miniAspi e mobilità, con un calo del 9,4% rispetto allo stesso mese del 2016.

Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate nel mese di gennaio sono state 6,8 milioni. Oltre un milione in meno di quanto ne erano state chieste appena un anno fa, nel gennaio 2017, ben 7,9 milioni. Un passo in avanti perché la varazione tendenziale risulta a questo punto in discesa del 13,8 per cento. Più in particolare il calo più consistente si registra nel settore industriale, il più colpito insieme a quello delle costruzioni dalle ultime crisi economiche. Nelle industrie la variazione tendenziale è stata pari al 22,8% e nell'edilia del 16,4%, a dimostrazione che il settore delle costruzioni sta ancora soffrenedo dal calo che l'ha colpito in questi anni. La variazione congiunturale (mese su mese) è ancora più elevata. Nel mese di gennaio 2018 rispetto a gennaio 2017, il decremento è pari al 31,2%. Calano anche le ore di cassa straordinaria che a gennaio 2018 sono pari a 10 milioni, di cui 5 per solidarietà. La diminuzione registrata è pari al 47,2%.

In diminuzione anche gli interventi di cassa integrazione in deroga (destinati ai lavoratori esclusi dalla cig ordinaria), come gli interinali o chi è occupato a domicilio. Gli interventi in deroga hanno riguardato mezzo milione di ore, con un deciso calo dell'87,5% se raffrontati con gennaio 2017. Tra dicembre e gennaio il calo è stato del 15,75%. Variazioni che interessando il modo diverso Nord, Sud e Centro. I cali più consistenti su base mensile si registrano nel Nord Ovest (-44,9), nel Centro (-42,5) e al Sud (-44,4). Più indietro il Nord Ovest (-38,9%), che però su base annua registra la diminuzione più alta arrivando pari a - 67%.
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 22 feb 2018 13:11

Arriva il risparmiometro 2018: i controlli sui conti correnti

Non è che la notizia sia di gran rilievo come le cronache avvelenate di quest'itaja pre-elettorale, però leggere certi articoli su ZeroHedge e non trovarli sui principali quotidiani (tranne su Il Mattino) fa un pò pensare.

https://www.zerohedge.com/news/2018-02-20/meet-italian-governments-orwellian-new-automated-tax-snitch


Approfondendo l'argomento, in base a quanto scrive Il Mattino (https://www.ilmattino.it/economia/arriva_il_risparmiometro_2018_i_controlli_sui_conti_correnti-3560294.html) risulterebbe che il risparmiometro indica un nuovo algoritmo che andrà a controllare se gli importi depositati in banca sono compatibili con quanto riportato dalla dichiarazione dei redditi, spostando il focus dalle uscite a ciò che invece resta in conto, inutilizzato. I risparmi appunto. Come si intuisce si tratta di uno strumento antievasione, che potrebbe facilmente colpire chi ha un secondo lavoro in nero e deposita in banca gli importi del lavoro dichiarato regolarmente, senza utilizzarli.
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Re: Diario economico

Messaggioda pippuz » 22 feb 2018 14:42

harmattan ha scritto:Arriva il risparmiometro 2018: i controlli sui conti correnti

Non è che la notizia sia di gran rilievo come le cronache avvelenate di quest'itaja pre-elettorale, però leggere certi articoli su ZeroHedge e non trovarli sui principali quotidiani (tranne su Il Mattino) fa un pò pensare.

https://www.zerohedge.com/news/2018-02-20/meet-italian-governments-orwellian-new-automated-tax-snitch


Approfondendo l'argomento, in base a quanto scrive Il Mattino (https://www.ilmattino.it/economia/arriva_il_risparmiometro_2018_i_controlli_sui_conti_correnti-3560294.html) risulterebbe che il risparmiometro indica un nuovo algoritmo che andrà a controllare se gli importi depositati in banca sono compatibili con quanto riportato dalla dichiarazione dei redditi, spostando il focus dalle uscite a ciò che invece resta in conto, inutilizzato. I risparmi appunto. Come si intuisce si tratta di uno strumento antievasione, che potrebbe facilmente colpire chi ha un secondo lavoro in nero e deposita in banca gli importi del lavoro dichiarato regolarmente, senza utilizzarli.

Il risparmio è un reato nella merdosa europa di bonino e soci, sapillo. :mrgreen:
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Re: Diario economico

Messaggioda beluga » 22 feb 2018 18:32

pippuz ha scritto:
harmattan ha scritto:Arriva il risparmiometro 2018: i controlli sui conti correnti

Non è che la notizia sia di gran rilievo come le cronache avvelenate di quest'itaja pre-elettorale, però leggere certi articoli su ZeroHedge e non trovarli sui principali quotidiani (tranne su Il Mattino) fa un pò pensare.

https://www.zerohedge.com/news/2018-02-20/meet-italian-governments-orwellian-new-automated-tax-snitch


Approfondendo l'argomento, in base a quanto scrive Il Mattino (https://www.ilmattino.it/economia/arriva_il_risparmiometro_2018_i_controlli_sui_conti_correnti-3560294.html) risulterebbe che il risparmiometro indica un nuovo algoritmo che andrà a controllare se gli importi depositati in banca sono compatibili con quanto riportato dalla dichiarazione dei redditi, spostando il focus dalle uscite a ciò che invece resta in conto, inutilizzato. I risparmi appunto. Come si intuisce si tratta di uno strumento antievasione, che potrebbe facilmente colpire chi ha un secondo lavoro in nero e deposita in banca gli importi del lavoro dichiarato regolarmente, senza utilizzarli.

Il risparmio è un reato nella merdosa europa di bonino e soci, sapillo. :mrgreen:


Mica lo vietano o lo tassano cercano solo di colpire chi lavora in nero non capisco la polemica.
Un professionista che in ogni mese fattura 5000 euro e ne versa sul c/c 8000 forse è da indagare, o no?
Comunque nessun problema adesso tornano i berluscones con i leghisti e tutti questi controlli ritornano fantascienza.
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 22 feb 2018 20:41

beluga ha scritto:
pippuz ha scritto:
harmattan ha scritto:Arriva il risparmiometro 2018: i controlli sui conti correnti

Non è che la notizia sia di gran rilievo come le cronache avvelenate di quest'itaja pre-elettorale, però leggere certi articoli su ZeroHedge e non trovarli sui principali quotidiani (tranne su Il Mattino) fa un pò pensare.

https://www.zerohedge.com/news/2018-02-20/meet-italian-governments-orwellian-new-automated-tax-snitch


Approfondendo l'argomento, in base a quanto scrive Il Mattino (https://www.ilmattino.it/economia/arriva_il_risparmiometro_2018_i_controlli_sui_conti_correnti-3560294.html) risulterebbe che il risparmiometro indica un nuovo algoritmo che andrà a controllare se gli importi depositati in banca sono compatibili con quanto riportato dalla dichiarazione dei redditi, spostando il focus dalle uscite a ciò che invece resta in conto, inutilizzato. I risparmi appunto. Come si intuisce si tratta di uno strumento antievasione, che potrebbe facilmente colpire chi ha un secondo lavoro in nero e deposita in banca gli importi del lavoro dichiarato regolarmente, senza utilizzarli.

Il risparmio è un reato nella merdosa europa di bonino e soci, sapillo. :mrgreen:


Mica lo vietano o lo tassano cercano solo di colpire chi lavora in nero non capisco la polemica.
Un professionista che in ogni mese fattura 5000 euro e ne versa sul c/c 8000 forse è da indagare, o no?


male non fare, paura non avere.
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 23 feb 2018 13:38

beluga ha scritto:
Mica lo vietano o lo tassano cercano solo di colpire chi lavora in nero non capisco la polemica.
Un professionista che in ogni mese fattura 5000 euro e ne versa sul c/c 8000 forse è da indagare, o no?
Comunque nessun problema adesso tornano i berluscones con i leghisti e tutti questi controlli ritornano fantascienza.
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Più che polemica credo che sia una sorta di critica ironica sulla (op)pressione fiscale nel nostro paese, e sui tentativi di controllo mesi in atto.
Quello che desta soprattutto meraviglia oltreoceano (e non solo!) non è tanto incentrato sul diffuso fenomeno dell'evasione, ma sul perchè lo Stato, o meglio i governi in carica, continuano a fare deficit con una crescita pressochè nulla, ultima in eurozona.
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 23 feb 2018 13:52

pippuz ha scritto:Il risparmio è un reato nella merdosa europa di bonino e soci, sapillo. :mrgreen:


Ma anche la ricchezza, caro pippuz. Invece di attirare ricchi noi li bastoniamo a suon di balzelli e burocrazia.

Nella classifica globale come ambiente favorevole al business nel suo complesso, l'Itaja si piazza 46esima :shock:

http://www.doingbusiness.org/rankings

superata da Irlanda 17ma, Germania 20ma, Austria 22ma, Polonia 27ma, Spagna 28ma, Portogallo 28mo e Francia 31ma.

Mondo complottista!
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 23 feb 2018 13:56

Che noia che barba questi commentatori finanziari anglosassoni che sanno solo ripetere "l'Italia è in bancarotta per il troppo debito bla bla bla..." "troppa tassazione e repressione genera crisi bla bla bla..." "situazione greca bla bla bla..." ...

Ci spieghino perché nelle democrazie scandinave le tasse sono più alte ma non si evade come da noi.
Ci dicano quale ricetta userebbero per ridurre deficit, debito ed evasione contemporaneamente, visto che non possiamo permetterci di farlo in tempi diversi. Ma che funzioni.

E insomma.
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 23 feb 2018 14:00

zampaflex ha scritto:Che noia che barba questi commentatori finanziari anglosassoni che sanno solo ripetere "l'Italia è in bancarotta per il troppo debito bla bla bla..." "troppa tassazione e repressione genera crisi bla bla bla..." "situazione greca bla bla bla..." ...

Ci spieghino perché nelle democrazie scandinave le tasse sono più alte ma non si evade come da noi.
.


perchè sono protestanti.
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Re: Diario economico

Messaggioda maxer » 23 feb 2018 15:32

Timoteo ha scritto:perchè sono protestanti.

E in più calvinisti !
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Re: Diario economico

Messaggioda pippuz » 23 feb 2018 16:03

harmattan ha scritto:
beluga ha scritto:
Mica lo vietano o lo tassano cercano solo di colpire chi lavora in nero non capisco la polemica.
Un professionista che in ogni mese fattura 5000 euro e ne versa sul c/c 8000 forse è da indagare, o no?
Comunque nessun problema adesso tornano i berluscones con i leghisti e tutti questi controlli ritornano fantascienza.
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Più che polemica credo che sia una sorta di critica ironica sulla (op)pressione fiscale nel nostro paese, e sui tentativi di controllo mesi in atto.
Quello che desta soprattutto meraviglia oltreoceano (e non solo!) non è tanto incentrato sul diffuso fenomeno dell'evasione, ma sul perchè lo Stato, o meglio i governi in carica, continuano a fare deficit con una crescita pressochè nulla, ultima in eurozona.

Eh.

Si riallaccia a quello e alle varie str.onzate dette in questi anni (Monti su tutti), dove il risparmio, la casa di proprietà, il posto di lavoro "stabile" (non fisso e intoccabile, solo stabile) son tutte cose che non vanno bene.
Ci vuole flessibilità (meglio se a 90°), ti devi spostare senza preavviso e mollare tutto e tutti, devi lavorare sabato e domenica, perchè tanto ci sono altri che possono fare lo stesso lavoro al posto tuo (a condizioni di quasi schiavitù si intende).
E soprattutto devi spendere TUTTO, cazzo risparmi? Sei matto?

Intanto l'idolo della imbecillighenzia nostrana Macron fa protezionismo e sbarra le frontiere. :lol:
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Re: Diario economico

Messaggioda beluga » 23 feb 2018 17:40

pippuz ha scritto:
Intanto l'idolo della imbecillighenzia nostrana Macron fa protezionismo e sbarra le frontiere. :lol:


Mentre la poco intellighenzia nostrana se la prende con la Bonino che è una delle poche persone oneste votabili e con l'Europa senza la quale saremmo con le pezze al culo e l'inflazione a livelli argentini.
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Re: Diario economico

Messaggioda pippuz » 23 feb 2018 17:43

beluga ha scritto:
pippuz ha scritto:
Intanto l'idolo della imbecillighenzia nostrana Macron fa protezionismo e sbarra le frontiere. :lol:


Mentre la poco intellighenzia nostrana se la prende con la Bonino che è una delle poche persone oneste votabili e con l'Europa senza la quale saremmo con le pezze al culo e l'inflazione a livelli argentini.

Punti di vista, per me è la più invotabile e pericolosa di tutte.
Lo dici per sentito dire o hai letto il programma? Io l'ho letto.

PS: alle pezze al culo gli argentini ci sono arrivati a causa dell'aggancio della loro moneta ad una più forte, il dollaro. Ricorda qualcosa?
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Re: Diario economico

Messaggioda beluga » 23 feb 2018 17:56

pippuz ha scritto:
beluga ha scritto:
pippuz ha scritto:
Intanto l'idolo della imbecillighenzia nostrana Macron fa protezionismo e sbarra le frontiere. :lol:


Mentre la poco intellighenzia nostrana se la prende con la Bonino che è una delle poche persone oneste votabili e con l'Europa senza la quale saremmo con le pezze al culo e l'inflazione a livelli argentini.

Punti di vista, per me è la più invotabile e pericolosa di tutte.
Lo dici per sentito dire o hai letto il programma? Io l'ho letto.

PS: alle pezze al culo gli argentini ci sono arrivati a causa dell'aggancio della loro moneta ad una più forte, il dollaro. Ricorda qualcosa?


Ne abbiamo parlato con Tommy E. Murphy, economista argentino dell’Università Bocconi di Milano che lavora su argomenti di storia economica.

Esiste un comun denominatore dietro alle recenti crisi del paese?

In generale i problemi dell’Argentina derivano da un misto di cattive politiche e cattive aspettative. In parte, l’Argentina ha avuto un destino avverso, segnato da dittature che hanno impedito la formazione di una classe politica adeguata e l’adozione di politiche economiche lungimiranti. Quando finalmente è arrivata la democrazia, ha portato con sé molte promesse e speranze ma anche una pessima eredità da un punto di vista economico. Tuttavia, la democrazia non ha saputo ritarare le scelte di politica economica, prediligendo sempre quelle di breve periodo - più popolari - sacrificando quelle necessarie nel lungo periodo (ad esempio le riforme per ridurre la corruzione nel settore pubblico, aumentare l’apertura al commercio e favorire maggiore imprenditorialità). Di conseguenza, il paese non è riuscito a raggiungere un equilibrio stabile, ma è sprofondato in una situazione di forte volatilità alternando cicli positivi a cicli negativi. E non importa molto di quelle che sono le conseguenze di tali politiche, se c’è una cosa che hanno imparato gli argentini è che alle crisi e alle situazioni di forte volatilità si sopravvive; le crisi arrivano e passano.

L’Argentina ha un problema di inflazione cronica, perché il paese sembra ritrovarsi periodicamente a far fronte alle stesse questioni?

L’Argentina ha un problema cronico di mala gestione che persiste da almeno 60 anni. Ma la cosa che aggrava questo problema è che la popolazione sa che queste questioni si ripresentano periodicamente.

Ci sono essenzialmente tre modi in cui un paese può finanziarsi: attraverso la tassazione, attraverso l’emissione di titoli di stato, e stampando moneta. L’Argentina ha una base imponibile piuttosto ridotta, a causa degli alti livelli di evasione e tendenzialmente la tassazione colpisce chi esporta. Inoltre, il paese ha un limitato accesso ai mercati di capitali, per questo, ora che i soldi stanno finendo, l’unica possibilità che il governo ha a sua disposizione è quella di stampare moneta. In questo senso, l’Argentina è diversa dagli altri paesi perché la popolazione, attraverso le sue aspettative, anticipa l’inflazione che si creerà stampando denaro. Vista la sua lunga storia e memoria di forti spinte inflazionistiche, il sistema si auto-alimenta. Per questo il problema dell’inflazione è più difficile da gestire in Argentina che in altri paesi.

Però ora l’Argentina ha rilassato i controlli sui capitali

Si, ma solo in parte. Ora le persone possono comprare dollari ma ci sono ancora dei limiti a quanti se ne possono acquistare. Inoltre è necessario dimostrare di guadagnare più di 7,200 Pesos; dati i livelli di evasione, solo alcuni sono in grado di farlo. Per molti il reddito dichiarato è molto inferiore a quello reale.

La banca centrale ha alzato i tassi al 26%, sarà sufficiente per ridare stabilità al peso?

No, non sarà mai abbastanza. Anche se questo tasso è indubbiamente elevato, l’Argentina ha sperimentato, non troppo tempo fa, tassi ancora più elevati. Nel 1989 il tasso di interesse mensile è stato alzato al 50%, e nemmeno quello è stato sufficiente a dare stabilità alla valuta. Come ho detto, se i fondamentali economici non cambiano, le aspettative prevedono che il governo continuerà a stampare moneta, e questo di per sé rende il Peso molto vulnerabile.
Ad esempio, nel 1990 il piano di convertibilità – che ha impedito al paese di stampare moneta e ha ancorato il Peso al dollaro – implementato da Cavallo ha funzionato, almeno inizialmente. L’Argentina per la prima volta in molto tempo ha avuto un periodo di stabilità economica. Tuttavia, quando l’instabilità monetaria ha cessato di essere un problema invece di affrontare gli altri problemi chiave dell’economia, l’Argentina ha scelto, come altri paesi dell’America latina, di seguire alcune politiche anche giuste (come quelle suggerite dal Washington Consensus), ma non prioritarie per il paese. Questi programmi hanno assorbito molte risorse, impedendo successivamente l’utilizzo della politica fiscale durante le crisi finanziare di fine anni ’90.

In ogni caso, il punto è che non so se il piano di convertibilità potrebbe funzionare oggi, se oggi il paese smette di stampare moneta, finirà i soldi e non sarà più in grado di erogare i sussidi ai ceti più poveri. Questo porterà a forti scontri sociali senza precedenti.
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Re: Diario economico

Messaggioda pippuz » 23 feb 2018 18:00

Potresti chiedere all'economista cosa pensa del programma economico della Bonino.
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beluga
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Re: Diario economico

Messaggioda beluga » 23 feb 2018 18:04

pippuz ha scritto:
beluga ha scritto:
pippuz ha scritto:
Intanto l'idolo della imbecillighenzia nostrana Macron fa protezionismo e sbarra le frontiere. :lol:


Mentre la poco intellighenzia nostrana se la prende con la Bonino che è una delle poche persone oneste votabili e con l'Europa senza la quale saremmo con le pezze al culo e l'inflazione a livelli argentini.

Punti di vista, per me è la più invotabile e pericolosa di tutte.
Lo dici per sentito dire o hai letto il programma? Io l'ho letto.


Allora parliamone
https://www.ilpost.it/2018/02/02/progra ... ma-bonino/

Magari partendo dalle proposte fiscali:
Tasse
Uno dei fattori di mancanza di competitività dell’economia italiana è l’eccessivo peso tributario sui redditi di persone e aziende, significativamente più elevato rispetto a quello di altri paesi comparabili. Il fisco italiano oggi prevede da un lato aliquote impositive mediamente elevate, dall’altro una pletora di esenzioni e rendite spesso prive di una giustificazione organica. È per questi motivi che la nostra proposta di riforma della finanza pubblica si realizza in due fasi inscindibili tra loro: dopo aver messo i conti in sicurezza e riportato il debito pubblico su un sentiero di discesa mediante la proposta di congelamento della spesa, proponiamo da metà legislatura un consistente taglio delle imposte sui redditi, nonché una semplificazione complessiva del sistema di imposizione tributaria. La nostra proposta si fonda su tre passaggi fondamentali.

1) Una drastica riduzione delle imposte dirette, mediante il taglio di quelle sul reddito di persone e imprese, da perseguire attraverso un abbassamento delle aliquote marginali e medie per tutti i contribuenti e in particolare per i contribuenti appartenenti al ceto medio.

2) Una semplificazione dell’IRPEF in tre aliquote: 20% fino a 40mila euro; 30% fino a 60mila euro e 40% oltre i 60mila euro, mentre l’Ires al 20%.

3) Una rimodulazione dell’onere fiscale verso le imposte indirette (con accorpamento dell’aliquota intermedia dell’IVA con quella più alta) e l’abitazione principale (oggi unica ricchezza priva di forme d’imposta patrimoniale), nell’ottica di creare un sistema tributario più equo e favorevole alla crescita economica.
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