Diario economico

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Fico
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Re: Diario economico

Messaggioda Fico » 04 set 2017 00:48

Un'altra banca. Guarda che i dipendenti, soprattutto dell'area titoli/wealth management, si muovono più spesso di quanto si creda. :D :) redtube
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 04 set 2017 11:28

Fico ha scritto:Un'altra banca. Guarda che i dipendenti, soprattutto dell'area titoli/wealth management, si muovono più spesso di quanto si creda. :D :) redtube


We know it, da quando stare in banca significa avere targets mensili il front office titoli ha una maggiore mobilità.
PS: ma a che proposito lo dici? :D
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 11 set 2017 12:15

Il solito deja-vù.
Adesso tocca alla BANCA Popolare di Bari, e ai suoi risparmiatori.

"Un nuovo dramma, di quelli al rallentatore, sta avviluppando risparmiatori italiani che hanno messo soldi in una banca: quello delle azioni della Banca Popolare di Bari. La storia è nota: risparmiatori che comprano azioni della loro banca cooperativa, pensando che non di capitale di rischio si tratti bensì di una sorta di salvadanaio rafforzato. C’è il dettaglio che quelle azioni non sono quotate da nessuna parte, e quindi per liquidare l’investimento occorre attendere che ci siano compratori ma che sarà mai?, si saranno detti i risparmiatori, forse “consigliati” dal personale della banca. Prima o poi, tutto si aggiusta. E invece no....."

http://phastidio.net/2017/09/07/destino-cinico-bari-nodi-al-pettine/
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 11 set 2017 19:49

Debiti degli enti locali italiani: 121 miliardi. Poco più della metà (64,4 miliardi) fa capo alle Regioni, 7,6 miliardi alle Province, mentre la fetta restante, tolte le briciole delle comunità montane (296 milioni) e delle altre amministrazioni (1,33 miliardi), è riferita ai Comuni. Che da un po’ di anni a questa parte stazionano poco sotto quota 50 miliardi.

L’ultima fotografia scattata dal dipartimento del Tesoro coi dati aggiornati al 26 aprile scorso, conteggia 24,19 miliardi di debiti in capo ai Comuni capoluogo ed altri 23,25 riferiti agli enti più piccoli. Totale: 47,44 miliardi di euro. In dettaglio si tratta di 31,3 miliardi di mutui bancari, 7,9 miliardi di emissioni di vario tipo ed altri 8,2 di mutui erogati dalla Cassa depositi e prestiti. Stando alla Banca d’Italia, che però utilizza altri parametri rispetto al Tesoro, il debito dei Comuni risulta un poco più basso, 40,5 miliardi a giugno, poco sotto il livello di fine 2016 (40,9, in significativo calo rispetto ai 48,5 del 2011).

La sostanza delle cose però poco cambia: mutui, prestiti e bond in una fase di bilanci sempre più magri creano ovviamente grossi problemi. Di qui il sempre più frequente ricorso ad aumenti delle imposte e manovre per incrementare il più possibile le entrate, un classico è l’impennata delle multe stradali. Tutte voci che soprattutto nelle città più in difficoltà aggravano non poco i bilanci delle famiglie.
Se di colpo, per assurdo, i cittadini dovessero farsi carico dei debiti delle loro amministrazioni locali, Regioni, Province, Comuni, Comunità montane, enti virtuosi e baracconi, il salasso sarebbe notevole. Per smaltire infatti 121 miliardi il conto procapite sfiorerebbe i 2mila euro, 1.998,88 per la precisione secondo le stime del Mef. Con punte altissime in Valle d’Aosta e nel Lazio, dove il conto sale rispettivamente a quota 5.335 e 5.012 euro.

Nel primo caso lo stock ammonta a oltre 676 milioni di euro da dividere per 126.869 abitanti, nel secondo invece si parla di ben 29,56 miliardi di euro a fronte di una popolazione di 5,89 milioni di persone. Al terzo posto si piazza il Piemonte con una media di 3.768 euro (e 16,55 miliardi di debito complessivo), seguito da Campania (2.575), Molise (2.473), Sicilia (2.188), Calabria (2.064) Abruzzo (2.002) Liguria (1.801) e Umbria (1.502). Alle spalle del Lazio e del Piemonte che occupano le prime due piazze, le regioni che presentano l’indebitamento complessivo più alto sono però la Campania (15,04 miliardi), la Sicilia (11,06 miliardi) e la Lombardia (10,85). In coda alla classifica del conto procapite si piazzano invece Emilia Romagna, Puglia e Trentino Alto Adige rispettivamente con 996, 806 e 642 euro medi di debiti per abitante, tutti quindi ben sotto il 50% la media nazionale. Segno che in giro per l’Italia qualcuno che amministra con un po’ di oculatezza ancora si trova.
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Re: Diario economico

Messaggioda pippuz » 12 set 2017 09:18

Quindi se per un qualche miracolo la Lombardia si separasse dall'Italia con diciamo 2000€ a testa saremmo a posto ? :mrgreen:
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 12 set 2017 09:31

pippuz ha scritto:Quindi se per un qualche miracolo la Lombardia si separasse dall'Italia con diciamo 2000€ a testa saremmo a posto ? :mrgreen:


Dimentichi i parenti scrocconi :mrgreen:
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 12 set 2017 09:32

China is increasingly desperate for foreign investment. Yet foreign companies are less and less interested in what it has to offer. How this problem gets resolved may be one of the most important questions facing China's economy.

After China joined the World Trade Organization, in 2001, overseas investors couldn't wait to jump in. Foreign direct investment grew at an annualized rate of 10.8 percent from 2000 to 2008. Enticed by China's market size and development capacity, companies were willing tolerate almost any kind of restriction. They turned over intellectual property; entered into joint ventures as junior partners, essentially training their eventual competitors; and accepted restricted access to wide swathes of the economy.

Since the financial crisis, however, things have changed. Wages in China have risen by an average of 11 percent a year, making it less attractive for outsourcing. Despite years of complaints, intellectual property theft hasn't abated (just ask Michael Jordan, who had to wage a four-year court battle to get ownership of his own name in China). Add in an increasingly hostile business environment, and it's not surprising that overseas companies are losing enthusiasm.

Since 2008, utilized foreign direct investment has increased by an average rate of only 4 percent a year. According to quarterly balance-of-payment data, FDI has amounted to only $55 billion this year through June. The last time China's mid-year inflows were that low was in 2009, the year after the financial crisis.

This could have serious economic consequences. Due to shady invoicing -- which many firms use to evade capital controls -- the money flowing into China through its trade surplus has shrunk. From 2010 through 2014, banks reported net settlement inflows from goods trade of nearly $1.7 trillion. Since January 2015, net settlement by banks has amounted to only $278 billion, while the official trade surplus is $1.3 trillion. For a country that relies on capital accumulation to sustain growth, this is a significant problem.

https://www.bloomberg.com/view/articles/2017-08-30/china-realizes-it-needs-foreign-companies
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 12 set 2017 10:25

pippuz ha scritto:Quindi se per un qualche miracolo la Lombardia si separasse dall'Italia con diciamo 2000€ a testa saremmo a posto ? :mrgreen:


E via a fare i tuffi nel lambro.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 14 set 2017 11:36

Dedicato anche a chi vorrebbe il ritorno della lira

https://it.businessinsider.com/la-camera-di-commercio-britannica-ormai-e-chiaro-la-sterlina-debole-sta-facendo-piu-male-che-bene/

La Camera di commercio britannica (BCC) sostiene che la svalutazione della sterlina stia facendo “più male che bene” all’economia
•Il deprezzamento della valuta ha fatto aumentare il costo della vita e ha prosciugato le finanze delle famiglie
•Non solo: non ha dato una spinta significativa all’export – una tesi sostenuta da molti fautori della Brexit per affermare che la svalutazione della sterlina sia un fenomeno positivo
•La BCC ha ridotto la sua previsione di crescita per il Regno Unito nel 2018 dall’1,3% all’1,2%, ma ha rivisto al rialzo la stima per il 2017 dall’1,5% all’1,6%
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Messaggioda tenente Drogo » 19 set 2017 17:15

I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

http://fortezza-bastiani.blogspot.com
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Messaggioda zampaflex » 20 set 2017 12:41

Le aziende americane stanno accumulando sempre più liquidità.
Nel secondo trimestre del 2017, ventiquattro delle più grandi imprese statunitensi avevano nelle proprie casse la sbalorditiva somma di 1.010 miliardi di dollari in riserve di liquidità, l’1,63% in più del primo trimestre, in base a un’analisi di Bank of America sui risultati societari.
Di quei 1.010 miliardi di dollari, poco più dell’80% si trova al di fuori degli Stati Uniti.
La grande maggioranza dei liquidi è detenuta sotto forma di obbligazioni societarie e titoli di Stato; secondo Bank of America questo segnala che le aziende non hanno ancora iniziato a prepararsi per riportare in patria quei capitali. “Poiché il 70% circa dei flussi di capitali in entrata nel Q2 era investito in obbligazioni societarie”, ha scritto la banca, “non riscontriamo ancora evidenze del fatto che gli investitori corporate stiano incrementando la liquidità dei propri portafogli di investimenti, in vista del possibile rimpatrio dei liquidi, conservati all’estero nel contesto di una riforma fiscale o come iniziativa a sé stante”.
Le prime 17 imprese hanno da parte più di 800 miliardi di dollari, tra cui le prime cinque:
- Apple 261 Mld
- Microsoft 133 Mld
- Google 95 Mld
- Cisco 68 Mld
- Oracle 66 Mld
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Messaggioda zampaflex » 20 set 2017 12:42

L´Est e centroest dell´Unione europea, e l´Est contiguo all´Unione europea come la Serbia, per anni sono stati considerati dagli imprenditori dei paesi fondatori dell´Unione e da investitori nordamericani o asiatici come paradiso del lavoro qualificato a basso costo. Ma le cose stanno cambiando rapidamente, secondo recenti dati forniti da Eurostat e da associazioni imprenditoriali polacche. Il costo del lavoro sale rapidamente, proprio di pari passo con la solida crescita di quelle economie e dunque con una naturale rivendicazione di maggior benessere. Addio insomma al mito dell'"idraulico polacco", lo spauracchio nato dalla fantasia dagli euroscettici francesi oltre dieci anni fa per mettere in guardia sui possibili rischi di una competizione con manodopera a basso costo in arrivo proprio dai paesi dell'Est.

Tanto piú si allontana, dal Baltico ai Balcani, il ricordo della lunga notte del comunismo, tanto piú salgono livello di vita, consumi, costi del lavoro. Per capire il passato basti pensare che la Cecoslovacchia, piú industriale della Francia prima dell´invasione hitleriana e poi della bolscevizzazione del 1948, alla fine dell´Impero sovietico nel 1989 si trovò piú povera del Portogallo. Quanto al presente, basta invece passare tempo al settore partenze degli aeroporti di Varsavia Praga o Budapest per vedere quanto sia cresciuto il numero di cittadini e famiglie normali delle ex colonie sovietiche che possono permettersi vacanze all´estero, in Italia, altrove nel Mediterraneo o piú lontano. E ció appunto ha un costo.

Secondo i dati europei, tra i paesi membri della Ue si segnalano la Romania, con una crescita del costo del lavoro del 186 per cento, l´Ungheria con un aumento del 13 per cento, la Cechia con un piú 11 per cento. A confronto, in Finlandia il costo del lavoro è calato dello 0,9 per cento, in Italia è cresciuto dello 0,9 per cento, sotto la media Ue.

Particolarmente interessante è la situazione in Polonia: ormai il 51 per cento degli imprenditori, quindi ben piú del 35 per cento dell´anno scorso, dichiarano di incontrare difficoltà nella ricerca di manodopera che accetti retribuzioni pagabili e capaci insieme di garantire i profitti delle aziende locali. Non c´è da stupirsi: la crescita economica sfiora il 4 per cento, la disoccupazione è scesa al 4,8 per cento e il tasso di popolazione attiva sul totale degli abitanti, sempre in Polonia quindi nel piú grosso e importante paese dell´Est della Ue, è aumentata al record del 54 per cento. Alcune cifre supplementari aiutano a farsi ancor piú un´idea della situazione. Una cassiera con tre anni di esperienza in Polonia guadagna 765 euro mensili, ben piú di pochi anni fa. Il salario medio è salito a 25.921 dollari annui contro i 46.300 della prima potenza europea, la Germania. Persino in Serbia, gli operai si battono per migliori retribuzioni. E in alcuni casi, con l´appoggio del governo come nel caso del più importante impianto industriale nazionale, la FCA di Kragujevac, ottengono qualche successo.
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 20 set 2017 12:45

zampaflex ha scritto:Le aziende americane stanno accumulando sempre più liquidità.
Nel secondo trimestre del 2017, ventiquattro delle più grandi imprese statunitensi avevano nelle proprie casse la sbalorditiva somma di 1.010 miliardi di dollari in riserve di liquidità, l’1,63% in più del primo trimestre, in base a un’analisi di Bank of America sui risultati societari.
Di quei 1.010 miliardi di dollari, poco più dell’80% si trova al di fuori degli Stati Uniti.
La grande maggioranza dei liquidi è detenuta sotto forma di obbligazioni societarie e titoli di Stato; secondo Bank of America questo segnala che le aziende non hanno ancora iniziato a prepararsi per riportare in patria quei capitali. “Poiché il 70% circa dei flussi di capitali in entrata nel Q2 era investito in obbligazioni societarie”, ha scritto la banca, “non riscontriamo ancora evidenze del fatto che gli investitori corporate stiano incrementando la liquidità dei propri portafogli di investimenti, in vista del possibile rimpatrio dei liquidi, conservati all’estero nel contesto di una riforma fiscale o come iniziativa a sé stante”.
Le prime 17 imprese hanno da parte più di 800 miliardi di dollari, tra cui le prime cinque:
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 20 set 2017 14:25

Timoteo ha scritto:
zampaflex ha scritto:Le aziende americane stanno accumulando sempre più liquidità.
Nel secondo trimestre del 2017, ventiquattro delle più grandi imprese statunitensi avevano nelle proprie casse la sbalorditiva somma di 1.010 miliardi di dollari in riserve di liquidità, l’1,63% in più del primo trimestre, in base a un’analisi di Bank of America sui risultati societari.
Di quei 1.010 miliardi di dollari, poco più dell’80% si trova al di fuori degli Stati Uniti.
La grande maggioranza dei liquidi è detenuta sotto forma di obbligazioni societarie e titoli di Stato; secondo Bank of America questo segnala che le aziende non hanno ancora iniziato a prepararsi per riportare in patria quei capitali. “Poiché il 70% circa dei flussi di capitali in entrata nel Q2 era investito in obbligazioni societarie”, ha scritto la banca, “non riscontriamo ancora evidenze del fatto che gli investitori corporate stiano incrementando la liquidità dei propri portafogli di investimenti, in vista del possibile rimpatrio dei liquidi, conservati all’estero nel contesto di una riforma fiscale o come iniziativa a sé stante”.
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- Cisco 68 Mld
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Difatti le aziende manifatturiere vengono tutte dopo. Poi, non è che Apple o Cisco non facciano niente di fisico (anzi), solo che fanno fabbricare tutti i loro prodotti da terze parti.
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 20 set 2017 14:48

zampaflex ha scritto:
Timoteo ha scritto:
zampaflex ha scritto:Le aziende americane stanno accumulando sempre più liquidità.
Nel secondo trimestre del 2017, ventiquattro delle più grandi imprese statunitensi avevano nelle proprie casse la sbalorditiva somma di 1.010 miliardi di dollari in riserve di liquidità, l’1,63% in più del primo trimestre, in base a un’analisi di Bank of America sui risultati societari.
Di quei 1.010 miliardi di dollari, poco più dell’80% si trova al di fuori degli Stati Uniti.
La grande maggioranza dei liquidi è detenuta sotto forma di obbligazioni societarie e titoli di Stato; secondo Bank of America questo segnala che le aziende non hanno ancora iniziato a prepararsi per riportare in patria quei capitali. “Poiché il 70% circa dei flussi di capitali in entrata nel Q2 era investito in obbligazioni societarie”, ha scritto la banca, “non riscontriamo ancora evidenze del fatto che gli investitori corporate stiano incrementando la liquidità dei propri portafogli di investimenti, in vista del possibile rimpatrio dei liquidi, conservati all’estero nel contesto di una riforma fiscale o come iniziativa a sé stante”.
Le prime 17 imprese hanno da parte più di 800 miliardi di dollari, tra cui le prime cinque:
- Apple 261 Mld
- Microsoft 133 Mld
- Google 95 Mld
- Cisco 68 Mld
- Oracle 66 Mld


Ce ne fosse una che produce qualcosa di solido.
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Difatti le aziende manifatturiere vengono tutte dopo. Poi, non è che Apple o Cisco non facciano niente di fisico (anzi), solo che fanno fabbricare tutti i loro prodotti da terze parti.


Certo. Ma Apple io manco la prendo in considerazione. Se mi vedi acquistare un loro prodotto mi puoi insultare per il resto della vita.
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 20 set 2017 16:16

tenente Drogo ha scritto:povero Harmattan :D

https://www.tvsvizzera.it/tvs/tutte-le- ... urce=sflow


Se ti informi bene il CHF era sopravvalutato prima, mentre in questo momento è tornato a livelli diciamo fisiologici, e questo anche in virtù dell'abbassamento delle stime di crescita operate dalla loro banca centrale.

Dovresti invece preoccuparti per il super-euro che non è un bene per la nostra economia: tassi sotto zero, export in difficoltà e QE che continuerà ad inondare pure li cessi :lol:

Ma tu hai investito qualcosina in Svizzera?
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo » 20 set 2017 17:27

harmattan ha scritto:
tenente Drogo ha scritto:povero Harmattan :D

https://www.tvsvizzera.it/tvs/tutte-le- ... urce=sflow


Se ti informi bene il CHF era sopravvalutato prima, mentre in questo momento è tornato a livelli diciamo fisiologici, e questo anche in virtù dell'abbassamento delle stime di crescita operate dalla loro banca centrale.

Dovresti invece preoccuparti per il super-euro che non è un bene per la nostra economia: tassi sotto zero, export in difficoltà e QE che continuerà ad inondare pure li cessi :lol:

Ma tu hai investito qualcosina in Svizzera?


quel poco che ho lo investo in liquidi

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Tutto questo ha aiutato il film.

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Re: Diario economico

Messaggioda maxer » 21 set 2017 01:04

Timoteo ha scritto:
zampaflex ha scritto:
Timoteo ha scritto:
zampaflex ha scritto:Le aziende americane stanno accumulando sempre più liquidità.
Nel secondo trimestre del 2017, ventiquattro delle più grandi imprese statunitensi avevano nelle proprie casse la sbalorditiva somma di 1.010 miliardi di dollari in riserve di liquidità, l’1,63% in più del primo trimestre, in base a un’analisi di Bank of America sui risultati societari.
Di quei 1.010 miliardi di dollari, poco più dell’80% si trova al di fuori degli Stati Uniti.
La grande maggioranza dei liquidi è detenuta sotto forma di obbligazioni societarie e titoli di Stato; secondo Bank of America questo segnala che le aziende non hanno ancora iniziato a prepararsi per riportare in patria quei capitali. “Poiché il 70% circa dei flussi di capitali in entrata nel Q2 era investito in obbligazioni societarie”, ha scritto la banca, “non riscontriamo ancora evidenze del fatto che gli investitori corporate stiano incrementando la liquidità dei propri portafogli di investimenti, in vista del possibile rimpatrio dei liquidi, conservati all’estero nel contesto di una riforma fiscale o come iniziativa a sé stante”.
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Certo. Ma Apple io manco la prendo in considerazione. Se mi vedi acquistare un loro prodotto mi puoi insultare per il resto della vita.



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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 21 set 2017 06:49

Sì.
Più orientato su e sticazzi.
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Messaggioda zampaflex » 21 set 2017 09:06

Timoteo ha scritto:Sì.
Più orientato su e sticazzi.


:mrgreen:

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Re: Diario economico

Messaggioda beluga » 21 set 2017 09:08

Timoteo ha scritto:
zampaflex ha scritto:
Timoteo ha scritto:
zampaflex ha scritto:Le aziende americane stanno accumulando sempre più liquidità.
Nel secondo trimestre del 2017, ventiquattro delle più grandi imprese statunitensi avevano nelle proprie casse la sbalorditiva somma di 1.010 miliardi di dollari in riserve di liquidità, l’1,63% in più del primo trimestre, in base a un’analisi di Bank of America sui risultati societari.
Di quei 1.010 miliardi di dollari, poco più dell’80% si trova al di fuori degli Stati Uniti.
La grande maggioranza dei liquidi è detenuta sotto forma di obbligazioni societarie e titoli di Stato; secondo Bank of America questo segnala che le aziende non hanno ancora iniziato a prepararsi per riportare in patria quei capitali. “Poiché il 70% circa dei flussi di capitali in entrata nel Q2 era investito in obbligazioni societarie”, ha scritto la banca, “non riscontriamo ancora evidenze del fatto che gli investitori corporate stiano incrementando la liquidità dei propri portafogli di investimenti, in vista del possibile rimpatrio dei liquidi, conservati all’estero nel contesto di una riforma fiscale o come iniziativa a sé stante”.
Le prime 17 imprese hanno da parte più di 800 miliardi di dollari, tra cui le prime cinque:
- Apple 261 Mld
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Difatti le aziende manifatturiere vengono tutte dopo. Poi, non è che Apple o Cisco non facciano niente di fisico (anzi), solo che fanno fabbricare tutti i loro prodotti da terze parti.


Certo. Ma Apple io manco la prendo in considerazione. Se mi vedi acquistare un loro prodotto mi puoi insultare per il resto della vita.


Un'ondata di panico, partita da Cupertino, sta devastando la Silicon Valley
Me ne importo
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 21 set 2017 10:02

zampaflex ha scritto:
Timoteo ha scritto:Sì.
Più orientato su e sticazzi.


:mrgreen:

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è lui.
come ai bei vecchi tempi.
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 21 set 2017 10:03

beluga ha scritto:
Timoteo ha scritto:
zampaflex ha scritto:
Timoteo ha scritto:
zampaflex ha scritto:Le aziende americane stanno accumulando sempre più liquidità.
Nel secondo trimestre del 2017, ventiquattro delle più grandi imprese statunitensi avevano nelle proprie casse la sbalorditiva somma di 1.010 miliardi di dollari in riserve di liquidità, l’1,63% in più del primo trimestre, in base a un’analisi di Bank of America sui risultati societari.
Di quei 1.010 miliardi di dollari, poco più dell’80% si trova al di fuori degli Stati Uniti.
La grande maggioranza dei liquidi è detenuta sotto forma di obbligazioni societarie e titoli di Stato; secondo Bank of America questo segnala che le aziende non hanno ancora iniziato a prepararsi per riportare in patria quei capitali. “Poiché il 70% circa dei flussi di capitali in entrata nel Q2 era investito in obbligazioni societarie”, ha scritto la banca, “non riscontriamo ancora evidenze del fatto che gli investitori corporate stiano incrementando la liquidità dei propri portafogli di investimenti, in vista del possibile rimpatrio dei liquidi, conservati all’estero nel contesto di una riforma fiscale o come iniziativa a sé stante”.
Le prime 17 imprese hanno da parte più di 800 miliardi di dollari, tra cui le prime cinque:
- Apple 261 Mld
- Microsoft 133 Mld
- Google 95 Mld
- Cisco 68 Mld
- Oracle 66 Mld


Ce ne fosse una che produce qualcosa di solido.
Povere acciaierie di Terni. ...


Difatti le aziende manifatturiere vengono tutte dopo. Poi, non è che Apple o Cisco non facciano niente di fisico (anzi), solo che fanno fabbricare tutti i loro prodotti da terze parti.


Certo. Ma Apple io manco la prendo in considerazione. Se mi vedi acquistare un loro prodotto mi puoi insultare per il resto della vita.


Un'ondata di panico, partita da Cupertino, sta devastando la Silicon Valley


pare (pare) che bill gates si sia suicidato in verità.
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beluga
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Re: Diario economico

Messaggioda beluga » 21 set 2017 10:30

Timoteo ha scritto:
beluga ha scritto:
Timoteo ha scritto:
zampaflex ha scritto:
Timoteo ha scritto:
Ce ne fosse una che produce qualcosa di solido.
Povere acciaierie di Terni. ...


Difatti le aziende manifatturiere vengono tutte dopo. Poi, non è che Apple o Cisco non facciano niente di fisico (anzi), solo che fanno fabbricare tutti i loro prodotti da terze parti.


Certo. Ma Apple io manco la prendo in considerazione. Se mi vedi acquistare un loro prodotto mi puoi insultare per il resto della vita.


Un'ondata di panico, partita da Cupertino, sta devastando la Silicon Valley


pare (pare) che bill gates si sia suicidato in verità.


Gli avevi anticipato in privato la notizia?
Me ne importo
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 21 set 2017 10:40

beluga ha scritto:
Timoteo ha scritto:
beluga ha scritto:
Timoteo ha scritto:
zampaflex ha scritto:
Difatti le aziende manifatturiere vengono tutte dopo. Poi, non è che Apple o Cisco non facciano niente di fisico (anzi), solo che fanno fabbricare tutti i loro prodotti da terze parti.


Certo. Ma Apple io manco la prendo in considerazione. Se mi vedi acquistare un loro prodotto mi puoi insultare per il resto della vita.


Un'ondata di panico, partita da Cupertino, sta devastando la Silicon Valley


pare (pare) che bill gates si sia suicidato in verità.


Gli avevi anticipato in privato la notizia?


fece di tutto per convincere il cliente.
aveva persino giuratosuddio che avrebbe messo il tasto destro al mouse.

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