Diario economico

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harmattan
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 27 mag 2018 21:35

zampaflex ha scritto:Ringraziamo per questo il favoloso contratto di governo.


Prima di "ringraziare" questi fenomeni dovresti prendertela con quelli che hanno portato milioni di elettori a votare m5s e lega. Purtroppo, ai fini elettorali, non contano le riforme "intelligenti" , quelle fatte con un certo senso di previsionalitá e responsabilità (ad esempio la legge Fornero!), conta solo la percezione che hanno le masse (ex-borghesi ora impoveriti, artigiani, PMI, ecc.). Se quei fessacchiotti del PD avessero avuto una strategia più scaltra, diciamo più populista, oggi il paese non si troverebbe con il letame fino al collo. Da Monti a Renzi é mancata la volontà popolare. Si può sempre rimandare tutto, ma alla fine il conto arriva, e pure salato.
Il favoloso contratto di governo é quello che accontenta la maggioranza del paese, é quello che inserisce una magica flat tax e nello stesso tempo ti permette di sparare all'immigrato che entra nel giardino di casa tua. Chevvoideppiú?

P.S.: non penare per i BTP, già sono massacrati di loro. In compenso il rendimento BTP al 2025 é a 1,55%, meglio dei rotoloni regina :D
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Re: Diario economico

Messaggioda beluga » 27 mag 2018 22:09

harmattan ha scritto:
zampaflex ha scritto:Ringraziamo per questo il favoloso contratto di governo.



P.S.: non penare per i BTP, già sono massacrati di loro. In compenso il rendimento BTP al 2025 é a 1,55%, meglio dei rotoloni regina :D


Questo solo perché Mattarella sta cercando di stopparli.
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Re: Diario economico

Messaggioda maxer » 27 mag 2018 23:01

zampaflex ha scritto:
maxer ha scritto:Scorpacciate di pop corn ... 8)

Da che parte stai in questa farsa pentaleghista?

Sono in vacanza in Sardegna :wink:
Confesso che ora non sono assolutamemte in condizioni di lucidità per risponderti, di ritorno da una cena a base di un fantastico porceddu, innaffiato da uno splendido Turriga 2013 di Argiolas, seguito da un grande ed esplosivo whisky Brora 1982 58,1 gradi e da una bomba di nocino artigianale 53 gradi di una persistenza infinita.
Capisci ammè ..... :shock:
Ti prometto a breve una risposta :D
(si accettano scommesse sulla linea della mia replica, forse prevedibile)
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 27 mag 2018 23:11

maxer ha scritto:
zampaflex ha scritto:
maxer ha scritto:Scorpacciate di pop corn ... 8)

Da che parte stai in questa farsa pentaleghista?

Sono in vacanza in Sardegna :wink:
Confesso che ora non sono assolutamemte in condizioni di lucidità per risponderti, di ritorno da una cena a base di un fantastico porceddu, innaffiato da uno splendido Turriga 2013 di Argiolas, seguito da un grande ed esplosivo whisky Brora 1982 58,1 gradi e da una bomba di nocino artigianale 53 gradi di una persistenza infinita.
Capisci ammè ..... :shock:
Ti prometto a breve una risposta :D
(si accettano scommesse sulla linea della mia replica, forse prevedibile)


Per fortuna potremmo essere in un periodo ipotetico dell'irrealtà. :wink:
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Re: Diario economico

Messaggioda beluga » 28 mag 2018 11:18

zampaflex ha scritto:
maxer ha scritto:
zampaflex ha scritto:
maxer ha scritto:Scorpacciate di pop corn ... 8)

Da che parte stai in questa farsa pentaleghista?

Sono in vacanza in Sardegna :wink:
Confesso che ora non sono assolutamemte in condizioni di lucidità per risponderti, di ritorno da una cena a base di un fantastico porceddu, innaffiato da uno splendido Turriga 2013 di Argiolas, seguito da un grande ed esplosivo whisky Brora 1982 58,1 gradi e da una bomba di nocino artigianale 53 gradi di una persistenza infinita.
Capisci ammè ..... :shock:
Ti prometto a breve una risposta :D
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Per fortuna potremmo essere in un periodo ipotetico dell'irrealtà. :wink:


Anche al di là dell'irrealtà.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 28 mag 2018 17:23

Se un’amministrazione pubblica vuole comprare una city car può farlo con la convenzione Consip e la paga 7.520 euro, fuori convenzione la paga 9.088, il 17% in più.
Molte scelgono questa seconda opzione. E per furgoni e veicoli multifunzione rinunciano a un risparmio del 25%, a uno del 40% per elettricità, telefoni, carburanti. Un numero ridotto di amministrazioni ricorre al modello Consip, malgrado l’obbligatorietà. Il sistema delle stazioni appaltanti attraverso le quali far passare gli acquisti di beni e servizi della PA, non funziona. Molte amministrazioni continuano ad approvvigionarsi secondo i vecchi sistemi senza i vantaggi degli accordi che la Consip ha stipulato con migliaia di fornitori. Insomma, lo spreco di denaro pubblico prosegue. È l’atto di accusa di Carlo Cottarelli, che quand’era commissario alla spending review, nell’ormai lontano 2014, propose e ottenne di portare da 35mila a 35 le stazioni appaltanti compresa la Consip. Una per regione, più alcune per aree metropolitane e associazioni di Comuni. «Fu la principale riforma strutturale che riuscimmo a varare, il decreto 66 del 2014 convertito nella legge 89 del giugno di quell’anno», racconta Cottarelli.
Una vittoria che oggi è stata disattesa perché l’elenco dei beni per cui c’è l’obbligo di acquisto tramite le stazioni centralizzate resta limitato, anche per le forti opposizioni degli enti territoriali. I decreti d’attuazione sono stati varati ma spesso sono disattesi e si è creato, a quattro anni di distanza dalla riforma, un vuoto regolamentare.
Cottarelli, che oggi dirige l’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano, ha predisposto un rapporto che lancia l’allarme. Il report considera le cifre di fine 2016 perché, spiega lo stesso ex commissario, «sono le più recenti controllabili e verificabili con esattezza». La spesa pubblica per acquisti di beni e servizi (esclusa cioè quella molto ampia per investimenti) è pari a 90,7 miliardi. Poco meno della metà (42,4 miliardi) non è ancora considerata ai fini della revisione perché costituita da spese militari e altre voci difficilmente gestibili. Per ora (ma potrebbero aumentare in futuro) 48,3 miliardi sono “presidiati” dalla Consip. Sono stati cioè conclusi contratti e convenzioni con tutti i produttori disponibili per questi beni, una vasta gamma di tipologie, dalle auto alla apparecchiature sanitarie, dai mobili per ufficio al verde pubblico. «Sarebbe auspicabile - spiega Cottarelli - che qualsiasi amministrazione locale o centrale che volesse fare acquisti nell’area presidiata lo facesse attraverso gli strumenti di acquisto accentrato offerti da Consip e dalle altre stazioni appaltanti centralizzate, almeno sopra una certa soglia dimensionale».
In realtà ciò accade solo in minima parte per gli spaventosi vuoti lasciati aperti: solo 8,2 miliardi sul totale della spesa pubblica (90,7) sono effettivamente intermediati da Consip, non più del 9%. Considerando che la sola spesa presidiata, quindi teoricamente controllabile, è di 48 miliardi, 40 miliardi secchi viaggiano in una specie di terra di nessuno e sono ogni anno lasciati all’arbitrio di acquisti non controllati da parte di enti pubblici centrali e locali, esattamente come avveniva prima della riforma. L’unica speranza è nelle verifiche della Corte dei Conti. Agli 8,2 miliardi sarebbero in teoria da aggiungere gli acquisti che passano attraverso le altre stazioni appaltanti: il rapporto rivela che i dati di quanto passa attraverso queste stazioni centralizzate, a parte Consip, non vengono neppure raccolti, “cosa di per sé piuttosto strana”. Si tratta probabilmente di cifre basse e trascurabili se non altro perché diverse di queste stazioni non sono state costituite o non si è riusciti ad attuarle per motivi organizzativi. “Il Mef, da noi contattato - scrive il report - ha confermato che al momento non esistono statistiche sugli acquisti intermediati o presidiati dalle stazioni appaltanti decentrate”.
Mancano i dati: «Ho chiamato io personalmente - racconta Cottarelli - l’Arca Spa, la centrale di acquisti della Regione Lombardia, che dovrebbe essere in teoria quella meglio organizzata, ma non si è fatto trovare nessuno». La stessa legge 89 del ‘14 prevedeva che ogni anno un ulteriore decreto della presidenza del Consiglio esplicitasse le categorie di beni che rientravano nel modello “accentrato”, un numero che doveva essere progressivamente sempre maggiore. In realtà da allora è stato emanato (a fine 2015) solo un decreto che impone l’obbligo di acquisti centralizzati che riguarda solo 19 merceologie, per lo più del settore sanitario. Un’inezia rispetto all’universo delle forniture pubbliche. Doveva essere solo l’inizio, invece è stata la fine. Più nulla è stato poi promulgato. Questi decreti anno dopo anno dovevano indicare i volumi d’acquisto sopra i quali non era possibile comprare una serie crescente di articoli, soglia che non è stata mai fissata per la maggior parte dei beni e servizi. Ulteriori anomalie Il rapporto riferisce poi di un ulteriore dato anomalo: “Le 19 merceologie coperte da quel Dpcm corrispondevano a una spesa di 15,8 miliardi, una cifra ben più alta di quella intermediata da Consip. Ciò vuol dire che nonostante l’obbligo, solo una parte di quanto speso dalla PA anche per queste merceologie è stato effettivamente intermediato da Consip”. Riflette Cottarelli: «In questi anni c’è stato sì un aumento degli acquisti centralizzati ma i progressi sono ancora limitati in termini di volumi, forse per la persistente opposizione da parte di regioni e comuni a un’estensione degli acquisti centralizzati ». Eppure accentrare fa risparmiare: i dati del Mef citati dall’Osservatorio dicono che gli acquisti tramite Consip costano in media il 15% meno di quelli “spontanei”. Inoltre, scrive il Cpi, “restano aspetti di criticità in termini di trasparenza e pubblicità dei prezzi effettivamente pagati dai rispettivi rami della pubblica amministrazione”.
La riforma doveva comportare la pubblicazione degli effettivi prezzi di acquisto da parte della PA: in pratica questo avviene solo per un campione ridicolo di beni: al di fuori del settore sanitario (i cui dati peraltro si fermano al 2013) solo per le risme di carta.
Il modello Consip in realtà è costituito da quattro strumenti di acquisto. Il primo e prioritario è quello delle citate convenzioni: contratti stipulati da Consip coi quali i fornitori aggiudicatari della gara si impegnano a fornire beni e servizi alle pubbliche amministrazioni a condizioni e prezzi prestabiliti, realisticamente convenienti perché di solito si tratta di forniture di un certo quantitativo e anche per la solidità degli acquirenti. Ma poi ci sono anche gli “accordi quadro” che offrono più flessibilità in termini di prezzo, quantità e tempistiche, e poi il mercato elettronico (chiamato anche l’e-Bay della PA) e infine il “sistema dinamico di acquisizione”, un’altra varietà di asta elettronica in cui l’ente ricerca un bene o un servizio e invita le aziende ammesse al sistema a fornire un’offerta. «Evidentemente il sistema da preferire è quello delle convenzioni che garantisce migliori economicità - spiega Cottarelli - anche se per alcune categorie e volumi d’acquisto può avere un senso ricorrere all’”e-Bay” della PA». Sta di fatto che le cifre di quanto effettivamente transato tramite le convenzioni scendono ancora: nel 2016 le convenzioni hanno riguardato non più di 3,8 miliardi, e quelle del mercato elettronico 2,4 miliardi.
In questa fumosità di decreti non emessi e di rendiconti non prodotti, è impossibile dire quanto si è risparmiato, per poco che sia. Il Mef stima che se venissero usate le convenzioni Consip per tutte le merceologie presidiate si potrebbero risparmiare 3,6 miliardi. “Visto però che quanto intermediato è contenuto, i risparmi sono molto più limitati”, scrive il rapporto. Uno studio commissionato dal Mef e dalla Consip indica che ulteriori risparmi di 2,9 miliardi possono conseguire da attività legate all’innovazione come la dematerializzazione di gare e fatture, ma è un risparmio teorico e comunque la metodologia seguita per stimarlo non è disponibile pubblicamente”. E sulla vexata quaestio dei ricorsi (651 pendenti) il rapporto dell’Osservatorio invita a rivedere la normativa che rende così facile un ricorso “per impedire un uso strumentale della giustizia”.
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 28 mag 2018 17:25

beluga ha scritto:
harmattan ha scritto:
zampaflex ha scritto:Ringraziamo per questo il favoloso contratto di governo.



P.S.: non penare per i BTP, già sono massacrati di loro. In compenso il rendimento BTP al 2025 é a 1,55%, meglio dei rotoloni regina :D


Questo solo perché Mattarella sta cercando di stopparli.
Se i cazzari avessero via libera avremmo i BTP 2030 al 15%.


Tranquillo, che i cazzari prima o poi (più poi!) al prossimo giro fanno arrivare lo spread a 700 :lol:

Cmq ,se ci pensi bene il BTP a 1,55% è una boiata. Praticamente 100k dopo 5 anni ti rendono poco più di 1500€. Un affarone! Meglio lo spread a 700.
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Re: Diario economico

Messaggioda beluga » 28 mag 2018 17:59

harmattan ha scritto:
beluga ha scritto:
harmattan ha scritto:
zampaflex ha scritto:Ringraziamo per questo il favoloso contratto di governo.



P.S.: non penare per i BTP, già sono massacrati di loro. In compenso il rendimento BTP al 2025 é a 1,55%, meglio dei rotoloni regina :D


Questo solo perché Mattarella sta cercando di stopparli.
Se i cazzari avessero via libera avremmo i BTP 2030 al 15%.


Tranquillo, che i cazzari prima o poi (più poi!) al prossimo giro fanno arrivare lo spread a 700 :lol:

Cmq ,se ci pensi bene il BTP a 1,55% è una boiata. Praticamente 100k dopo 5 anni ti rendono poco più di 1500€. Un affarone! Meglio lo spread a 700.


Se fossi un evasore farei proprio questo ragionamento.
Mi prenderei gli interessi al 15% facendoli pagare a chi paga le tasse.
Magari se vanno al governo i penta fasciati ci faccio un pensiero
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Re: Diario economico

Messaggioda beluga » 29 mag 2018 11:24

beluga ha scritto:Spread a 217 i cazzari grideranno al comblotto dei loschi poteri.
Ma quanto i brancaleoni cominciano a costarci?

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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 29 mag 2018 11:35

beluga ha scritto:
Se fossi un evasore farei proprio questo ragionamento.
Mi prenderei gli interessi al 15% facendoli pagare a chi paga le tasse.
Magari se vanno al governo i penta fasciati ci faccio un pensiero



Non si tratta di essere evasori, e quindi disonesti, è che il paese, (in)evitabilmente, si sta avvitando su se stesso e lo spread, salvo stravolgimenti epocali, è destinato ad aumentare. Accantonata la disonestà dell'evasore rimane il pragmatismo dei fatti, ossia che se hai BTP in pancia ti becchi gli interessi del momento.
Certo, il crollo di almeno il 30% del valore dei risparmi investiti, stop al credito delle banche, investimenti imprese, nuovo boom degli NPL, ecc. ecc. sono solo particolari.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 29 mag 2018 15:49

Bankitalia stima che a fine 2017 la quota di titoli di Stato italiani detenuta da investitori esteri veri e propri si attestava al 26,5% del totale, pressoché invariata sull'intero anno.

Avvisare Totò e Peppino (e lo zio scemo) che si tratta di, grosso modo, 500 miliardi che dovrebbero rimborsare in valuta forte agli stranieri.
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 30 mag 2018 12:20

zampaflex ha scritto:
Avvisare Totò e Peppino (e lo zio scemo) .........


Hai dimenticato l'altro scemo, il nonno, che pure lui, in quanto a furbizia e strategia, è un fenomeno paranormale.
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Re: Diario economico

Messaggioda maxer » 30 mag 2018 12:35

harmattan ha scritto:
zampaflex ha scritto:
Avvisare Totò e Peppino (e lo zio scemo) .........


Hai dimenticato l'altro scemo, il nonno, che pure lui, in quanto a furbizia e strategia, è un fenomeno paranormale.

Mentre il protozoo ameboide "responsabbbile e repubbblicano" insiste a mangiare pop corn, godendosi lo spettacolo :?
(..... continua .....)
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 30 mag 2018 14:14

maxer ha scritto:
harmattan ha scritto:
zampaflex ha scritto:
Avvisare Totò e Peppino (e lo zio scemo) .........


Hai dimenticato l'altro scemo, il nonno, che pure lui, in quanto a furbizia e strategia, è un fenomeno paranormale.

Mentre il protozoo ameboide "responsabbbile e repubbblicano" insiste a mangiare pop corn, godendosi lo spettacolo :?
(..... continua .....)


E' quello che gli elettori gli hanno chiesto di fare, non ti pare?
O adesso diamo la colpa alla minoranza, se la maggioranza scema non riesce ad andare d'accordo?
:|
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Re: Diario economico

Messaggioda pippuz » 30 mag 2018 14:55

zampaflex ha scritto:E' quello che gli elettori gli hanno chiesto di fare, non ti pare?
O adesso diamo la colpa alla minoranza, se la maggioranza scema non riesce ad andare d'accordo?
:|

Veramente la maggioranza va d'accordissimo, ha pure proposto un governo.
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Re: Diario economico

Messaggioda beluga » 30 mag 2018 16:58

pippuz ha scritto:
zampaflex ha scritto:E' quello che gli elettori gli hanno chiesto di fare, non ti pare?
O adesso diamo la colpa alla minoranza, se la maggioranza scema non riesce ad andare d'accordo?
:|

Veramente la maggioranza va d'accordissimo, ha pure proposto un governo.

È prerogativa del Presidente della Repubblica rifiutare un ministro inadeguato.
È successo con Previti alla giustizia e nessuno ha gridato al golpe e tutti quanti ringraziamo.
Se il vecchio giravoltatore anti euro è giudicato inadeguato si propongano altri nomi. Salvini usa in modo eversivo questa questione per tirare acqua al mulino dell’estremismo pensando che dalle macerie raccatterà più voti.
In questo modo ha messo in secondo piano Di Maio che sta perdendo la scena.
Chiamali pure d’accordissimo questi Brancaleoni che già ci costano un paio di miliardi di interessi in più.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 30 mag 2018 17:21

beluga ha scritto:
pippuz ha scritto:
zampaflex ha scritto:E' quello che gli elettori gli hanno chiesto di fare, non ti pare?
O adesso diamo la colpa alla minoranza, se la maggioranza scema non riesce ad andare d'accordo?
:|

Veramente la maggioranza va d'accordissimo, ha pure proposto un governo.

È prerogativa del Presidente della Repubblica rifiutare un ministro inadeguato.
È successo con Previti alla giustizia e nessuno ha gridato al golpe e tutti quanti ringraziamo.
Se il vecchio giravoltatore anti euro è giudicato inadeguato si propongano altri nomi. Salvini usa in modo eversivo questa questione per tirare acqua al mulino dell’estremismo pensando che dalle macerie raccatterà più voti.
In questo modo ha messo in secondo piano Di Maio che sta perdendo la scena.
Chiamali pure d’accordissimo questi Brancaleoni che già ci costano un paio di miliardi di interessi in più.


Concordo, chiaramente. Tra l'altro oggi ogni quarto d'ora Totò e Peppino cambiavano idea (voto sì, governo ni, voto no, governissimo, governicchio, voto subito, anzi nel 2019...).
Avessero accettato il rifiuto di Mattarella e proposto altro, qualunque, nome, a quest'ora avremmo avuto già il governo gialloverde (ci mettiamo gli azzurri di Forza Italia e diventa brasiliano, i neri di FdI e diventa giamaicano...comunque vada, sarà un caffè).
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 31 mag 2018 10:30

beluga ha scritto:...... Salvini usa in modo eversivo questa questione per tirare acqua al mulino dell’estremismo pensando che dalle macerie raccatterà più voti.....


E' un errore sottovalutare questo aspetto. Salvini alle prossime elezioni ingloberà buona parte dell'elettorato di Arcore (e anche di una parte M5S) arrivando a percentuali inimmaginabili :D . Il vero leader in questo momento è lui, che piaccia o no.
La maggior parte delle persone pensa che i "politici al potere" sono lì (sulle poltrone!), perchè più competenti, più intelligenti degli altri. Non è così. I politici fondano il loro potere su un preciso set di skill: sociopatia, menefreghismo e scollamento dalla realtà. La sociopatia, ad esempio, è un requisito essenziale che ti permette di sparare catzate senza chiedere scusa a nessuno e di perseverare sparando catzate fino alla morte.

La decisione del Colle, pur essendo legittimamente costituzionale, è stata una mossa completamente inutile, che ha regalato consenso e voti all'armata Brancaleone. A parte il tifo da stadio pro-mattarel delle minoranze elettorali (PDini & Co.), che senso ha prolungare una situazione che fra qualche mese si ripresenterà più forte (nei numeri e nel consenso) di oggi? Nulla.
Occorre mettersi l'anima in pace e soprattutto i risparmi al sicuro.
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Re: Diario economico

Messaggioda tenente Drogo 2 » 31 mag 2018 10:55

I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")
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Re: Diario economico

Messaggioda Tex Willer » 31 mag 2018 11:12

harmattan ha scritto:
beluga ha scritto:...... Salvini usa in modo eversivo questa questione per tirare acqua al mulino dell’estremismo pensando che dalle macerie raccatterà più voti.....


E' un errore sottovalutare questo aspetto. Salvini alle prossime elezioni ingloberà buona parte dell'elettorato di Arcore (e anche di una parte M5S) arrivando a percentuali inimmaginabili :D . Il vero leader in questo momento è lui, che piaccia o no.

Se Salvini prospetterà l'uscita dall'euro penso gli andrà male. Adesso che la possibilità è davanti agli occhi di tutti, si sente sempre più gente che vuole restare dentro ,anche tra gli industriali.Perchè l'alternativa della svalutazione competitiva che negli anni 90 ci aiutò oggi sarebbe in gran parte vanificata dalla presenza di prodotti provenenienti da zone a bassissimo costo di produzione(Cina) e se uniamo questo all'inevitabile aumento dei tassi di interesse e quindi di costi di finanziamento delle imprese,il vantaggio sarebbe minimo,ammesso che ci sia.
Quando ero piccolo i miei genitori hanno cambiato casa una decina di volte,ma io sono sempre riuscito a trovarli.
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 31 mag 2018 11:40

tenente Drogo 2 ha scritto:http://www.repubblica.it/politica/2018/05/30/news/salvini_commenti_negativi-197764091/


Giornaletto che non leggo più da almeno 10 anni e che negli ultimi 5, oltre a far da cassa di risonanza all'incapace dell'Arno e al suo partito fallito, non ne ha azzeccata una. Cmq ne riparliamo dopo le prossime votazioni, nel caso ci fossero.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 31 mag 2018 12:17

harmattan ha scritto:
tenente Drogo 2 ha scritto:http://www.repubblica.it/politica/2018/05/30/news/salvini_commenti_negativi-197764091/


Giornaletto che non leggo più da almeno 10 anni e che negli ultimi 5, oltre a far da cassa di risonanza all'incapace dell'Arno e al suo partito fallito, non ne ha azzeccata una. Cmq ne riparliamo dopo le prossime votazioni, nel caso ci fossero.


Ti sbagli, Repubblica ha sempre dato addosso a Renzi, seguendo l'onda degli ex PCI
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 31 mag 2018 12:22

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-05-30/uscire-dall-euro-cosa-succederebbe-stipendi-pensioni-mutui-e-bollette-114958.shtml?uuid=AExLxGxE

Libera dai vincoli comunitari, Bankitalia inizierebbe a stampare selvaggiamente moneta per sostenere il debito pubblico. Con un primo importante risultato: ritorneremmo all’inflazione a doppia cifra, quella che chi ha i capelli grigi ha già toccato con mano negli anni Settanta e Ottanta (quando sorpassò il 21%). Il caro vita farebbe volare i prezzi dei generi di consumo, schiacciando a terra il potere d’acquisto degli italiani, come potrebbero agevolmente raccontare i poveri venezuelani che pagano una sigaretta circa il 12% del loro stipendio minimo mensile. I prezzi di generi alimentari e materie prime importate andrebbero infatti alle stelle.

Il carovita rappresenterebbe insomma una colossale tassa patrimoniale sul collo degli italiani, soprattutto quelli con entrate fisse, facendo a pezzi il potere d’acquisto di stipendi e pensioni. Sempre che gli stipendi esistano ancora, poiché l’impennata dei costi di finanziamento delle aziende manderebbe al tappeto investimenti e imprese stesse, con il risultato di far impennare la disoccupazione. Della nuova lira ipersvalutata, infatti, incasserebbero qualche misero vantaggio solo le imprese che esportano prodotti a basso valore aggiunto, le quali comunque dovrebbero fare i conti con la perdita del potere d’acquisto delle famiglie italiane e la crisi dei consumi (ma anche con la necessità di adeguare gli stipendi alla corsa dell’inflazione, problema attuale del presidente argentino Macri). Chiunque desideri raccogliere capitali sui mercati internazionali a tassi accettabili, probabilmente sposterà l’azienda all’estero.
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harmattan
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 31 mag 2018 12:23

Tex Willer ha scritto:Se Salvini prospetterà l'uscita dall'euro penso gli andrà male.......


Questo è il grande equivoco.
Legaioli e stellini non vogliono uscire dall'euro, non lo scriveranno mai nei loro programmi e mai lo attueranno. E' gente di sistema, scaltra, un pò cinica, ma pragmatica. Tutta la retorica che c'è dietro certe affermazioni recenti, retorica peraltro montata a dismisura anche dai media, fa parte di una delle "qualità" che ho indicato nel post un pò più su: la sociopatia, ovvero le kazzate sparate a manetta per abbindolare gli elettori, popolino frustrato da tastiera rancoroso (giustamente!) verso la discesa dell'ascensore sociale di questo paese. Quindi catalizzare tutto verso la cattifa cermania, l'europa di Maastricht, le tasse, li negri ecc. ecc. è una mossa degna di un Kasparov della politica. Triste? E' così.
invece di temere le armate brancaleone de noantri, dovresti augurarti che i pentalegaioli quanto prima prendano possesso degli scranni parlamentari per vedere veramente che la realtà è agli antipodi del pensiero magico che sbandierano come panacea.
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zampaflex
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 31 mag 2018 12:25

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