Diario economico

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Timoteo
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 22 gen 2018 20:05

n'è che me state a pija' freddo eh?

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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 23 gen 2018 15:17

"La vita in Italia è la vita di un Paese benestante, i consumi non sono diminuiti, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto, i ristoranti sono pieni''.
Era il 2011.

https://youtu.be/LsSCrHzwW8w?t=7
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 23 gen 2018 15:56

harmattan ha scritto:"La vita in Italia è la vita di un Paese benestante, i consumi non sono diminuiti, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto, i ristoranti sono pieni''.
Era il 2011.

https://youtu.be/LsSCrHzwW8w?t=7


Io ho chiamato il numero di un ristorante recuperato via web per prenotare.
Dice "no ha sbagliato. Questo è l'ufficio stampa del ristorante. Per prenotare deve chiamare. ."
"Grazie non fa niente. Non voglio nel conto pure l'ufficio stampa".
Siamo impazziti.
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Re: Diario economico

Messaggioda pippuz » 23 gen 2018 15:59

Timoteo ha scritto:
harmattan ha scritto:"La vita in Italia è la vita di un Paese benestante, i consumi non sono diminuiti, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto, i ristoranti sono pieni''.
Era il 2011.

https://youtu.be/LsSCrHzwW8w?t=7


Io ho chiamato il numero di un ristorante recuperato via web per prenotare.
Dice "no ha sbagliato. Questo è l'ufficio stampa del ristorante. Per prenotare deve chiamare. ."
"Grazie non fa niente. Non voglio nel conto pure l'ufficio stampa".
Siamo impazziti.

Sotto casa mia ha aperto Borghese (BORGHESE!!!) ha chiamato un amico a metà dicembre e ha trovato posto venerdi scorso.
Forse doveva chiamare l'ufficio stampa
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 23 gen 2018 16:14

pippuz ha scritto:
Timoteo ha scritto:
harmattan ha scritto:"La vita in Italia è la vita di un Paese benestante, i consumi non sono diminuiti, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto, i ristoranti sono pieni''.
Era il 2011.

https://youtu.be/LsSCrHzwW8w?t=7


Io ho chiamato il numero di un ristorante recuperato via web per prenotare.
Dice "no ha sbagliato. Questo è l'ufficio stampa del ristorante. Per prenotare deve chiamare. ."
"Grazie non fa niente. Non voglio nel conto pure l'ufficio stampa".
Siamo impazziti.

Sotto casa mia ha aperto Borghese (BORGHESE!!!) ha chiamato un amico a metà dicembre e ha trovato posto venerdi scorso.
Forse doveva chiamare l'ufficio stampa


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Re: Diario economico

Messaggioda maxer » 23 gen 2018 19:35

harmattan ha scritto:"La vita in Italia è la vita di un Paese benestante, i consumi non sono diminuiti, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto, i ristoranti sono pieni''.
Era il 2011.
https://youtu.be/LsSCrHzwW8w?t=7

LA DISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA IN ITALIA
(fonte: Gl.Wealth Databook 2017 Credit Suisse)

Il 20 % più ricco possiede il 66,41 % della ricchezza
il 20 % successivo il 18,76 %
il 40 % successivo il 14,74 %
il 20 % più povero possiede lo 0,09 % della ricchezza

Riassuntino:
l' 85,17 % della ricchezza nazionale è posseduta dal 40 % della popolazione più benestante
il 14,83 % della ricchezza nazionale è posseduta dal 60 % della popolazione più povera o in difficoltà

Domande:
ma chi saranno mai quelli che "riempiono" i ristoranti ?
Per gli altri, mensa della Caritas o, al massimo, trattoria sotto casa solo nelle grandi festività ?

Al di là delle battute, le 500 persone più ricche del pianeta possiedono una ricchezza di 2.400 miliardi di dollari, più del Pil dell' India che ha 1 miliardo e 300 mila abitanti.
Ma di queste disuguaglianze (ancora peggiori a livello mondiale), che tra l' altro continuano ad aumentare, ne stanno parlando a Davos, per cui a breve ci sarà la soluzione del problemino, apparso "improvvisamente" nel panorama economico mondiale.
Chi l'avrebbe mai detto che andasse a finire così ? :mrgreen:

P.S.: penso che la maggioranza dei forumisti (fra cui il sottoscritto) appartenga a quel 40 % di persone con risorse economiche sopra la media.
E non vorrei che ci fosse in risposta la solita battuta cretina, similsalviniana o paracattolica, dell' invito a chi parla della questione delle disuguaglianze di effettuare qualche "donazione" individuale. Il problema è "leggermente" più ampio.
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 23 gen 2018 20:07

maxer ha scritto:
harmattan ha scritto:"La vita in Italia è la vita di un Paese benestante, i consumi non sono diminuiti, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto, i ristoranti sono pieni''.
Era il 2011.
https://youtu.be/LsSCrHzwW8w?t=7

LA DISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA IN ITALIA
(fonte: Gl.Wealth Databook 2017 Credit Suisse)

Il 20 % più ricco possiede il 66,41 % della ricchezza
il 20 % successivo il 18,76 %
il 40 % successivo il 14,74 %
il 20 % più povero possiede lo 0,09 % della ricchezza

Riassuntino:
l' 85,17 % della ricchezza nazionale è posseduta dal 40 % della popolazione più benestante
il 14,83 % della ricchezza nazionale è posseduta dal 60 % della popolazione più povera o in difficoltà

Domande:
ma chi saranno mai quelli che "riempiono" i ristoranti ?
Per gli altri, mensa della Caritas o, al massimo, trattoria sotto casa solo nelle grandi festività ?

Al di là delle battute, le 500 persone più ricche del pianeta possiedono una ricchezza di 2.400 miliardi di dollari, più del Pil dell' India che ha 1 miliardo e 300 mila abitanti.
Ma di queste disuguaglianze (ancora peggiori a livello mondiale), che tra l' altro continuano ad aumentare, ne stanno parlando a Davos, per cui a breve ci sarà la soluzione del problemino, apparso "improvvisamente" nel panorama economico mondiale.
Chi l'avrebbe mai detto che andasse a finire così ? :mrgreen:

P.S.: penso che la maggioranza dei forumisti (fra cui il sottoscritto) appartenga a quel 40 % di persone con risorse economiche sopra la media.
E non vorrei che ci fosse in risposta la solita battuta cretina, similsalviniana o paracattolica, dell' invito a chi parla della questione delle disuguaglianze di effettuare qualche "donazione" individuale. Il problema è "leggermente" più ampio.


ma come si ricavano queste cifre?
dai depositi bancari più le proprietà immobiliari, per dire?
insomma saranno affidabili?
perchè in itaglia c'è un'evasione e un testadilegnismo enorme.
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 24 gen 2018 10:39

maxer ha scritto:P.S.: penso che la maggioranza dei forumisti (fra cui il sottoscritto) appartenga a quel 40 % di persone con risorse economiche sopra la media.


Le "risorse economiche sopra la media" vanno in ogni caso contestualizzate anche in base all'area geografica dove si risiede.
Ad esempio, se l'impiegato a 1200€ al mese ha casa di proprietà (ereditata, comprata dai genitori, ecc.) a Roma, in zona semicentrale, risulterà nel computo statistico con le stesse risorse economiche, se non di più, del dirigente che ha casa di proprietà a Verbania o a Macerata,dove l'immobile ha valori molto più bassi. In pratica però il primo si puzza di fame mentre l'altro fa una vita più che decente.
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Re: Diario economico

Messaggioda pippuz » 24 gen 2018 10:44

Dubito che la vita a Verbania costi come a Macerata.

Hai detto di non aver visitato molto l'Italia, beh Verbania è sul lago Maggiore. :wink: :lol:
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 24 gen 2018 11:43

pippuz ha scritto:Dubito che la vita a Verbania costi come a Macerata.

Hai detto di non aver visitato molto l'Italia, beh Verbania è sul lago Maggiore. :wink: :lol:


Il borsino immobiliare mi da il semicentro di Verbania a 1800-2000€ al mq. A Roma zona San Giovanni, quindi semicentro (anche per i puristi della toponomastica del forum!) il prezzo medio è 4.2k. Logicamente le case (a Verbania) che affacciano sul lago avranno un valore maggiore, ma il ragionamento di base è che il computo della riccanza va sempre contestualizzato.

Possiamo cambiare città?? :lol:
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Re: Diario economico

Messaggioda pippuz » 24 gen 2018 11:57

harmattan ha scritto:
pippuz ha scritto:Dubito che la vita a Verbania costi come a Macerata.

Hai detto di non aver visitato molto l'Italia, beh Verbania è sul lago Maggiore. :wink: :lol:


Il borsino immobiliare mi da il semicentro di Verbania a 1800-2000€ al mq. A Roma zona San Giovanni, quindi semicentro (anche per i puristi della toponomastica del forum!) il prezzo medio è 4.2k. Logicamente le case (a Verbania) che affacciano sul lago avranno un valore maggiore, ma il ragionamento di base è che il computo della riccanza va sempre contestualizzato.

Possiamo cambiare città?? :lol:

Prendiamo Stresa che sta di fronte a Verbania. Solo ville lungolago. :lol: :lol: :lol:

Scherzo, solo che Macerata mi suonava un po' come posto depresso (poi magari non lo è), Verbania sicuramente no.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 24 gen 2018 12:20

maxer ha scritto:
harmattan ha scritto:"La vita in Italia è la vita di un Paese benestante, i consumi non sono diminuiti, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto, i ristoranti sono pieni''.
Era il 2011.
https://youtu.be/LsSCrHzwW8w?t=7

LA DISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA IN ITALIA
(fonte: Gl.Wealth Databook 2017 Credit Suisse)

Il 20 % più ricco possiede il 66,41 % della ricchezza
il 20 % successivo il 18,76 %
il 40 % successivo il 14,74 %
il 20 % più povero possiede lo 0,09 % della ricchezza

Riassuntino:
l' 85,17 % della ricchezza nazionale è posseduta dal 40 % della popolazione più benestante
il 14,83 % della ricchezza nazionale è posseduta dal 60 % della popolazione più povera o in difficoltà

Domande:
ma chi saranno mai quelli che "riempiono" i ristoranti ?
Per gli altri, mensa della Caritas o, al massimo, trattoria sotto casa solo nelle grandi festività ?

Al di là delle battute, le 500 persone più ricche del pianeta possiedono una ricchezza di 2.400 miliardi di dollari, più del Pil dell' India che ha 1 miliardo e 300 mila abitanti.
Ma di queste disuguaglianze (ancora peggiori a livello mondiale), che tra l' altro continuano ad aumentare, ne stanno parlando a Davos, per cui a breve ci sarà la soluzione del problemino, apparso "improvvisamente" nel panorama economico mondiale.
Chi l'avrebbe mai detto che andasse a finire così ? :mrgreen:

P.S.: penso che la maggioranza dei forumisti (fra cui il sottoscritto) appartenga a quel 40 % di persone con risorse economiche sopra la media.
E non vorrei che ci fosse in risposta la solita battuta cretina, similsalviniana o paracattolica, dell' invito a chi parla della questione delle disuguaglianze di effettuare qualche "donazione" individuale. Il problema è "leggermente" più ampio.


La situazione nel resto del mondo non è tanto dissimile.
Unici posti dove non sia così, le democrazie semisocialiste del Nord Europa dove ci sono sia alto welfare che alta tassazione e bassa evasione; e i posti talmente pulciosi dove si puzzano tutti di fame ("shitholes" cit. Trump).
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 24 gen 2018 16:25

anche i processi, o meglio, la loro esecuzione più veloce possibile, sono un fatto economico. Da sempre problema per l'Italia.

Al dicembre 2013 i processi civili pendenti in Italia erano 4.681.098. Alla stessa data del 2017 risultano essere 3.634.146. La Banca mondiale, nella classifica Doing Business, vede il miglioramento e sposta l’Italia dalla casella 160 in cui era nel 2013 alla 108 del 2017. Resta però la durata dei processi civili in primo grado, ben 981 giorni, anche se in calo rispetto al passato.
Trend simile nel penale: 3.027.764 processi pendenti al 30 giugno 2017, il 4,3% in meno rispetto al 2013.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 24 gen 2018 16:34

E a proposito della equa o meno ripartizione delle ricchezze tra le capitale e lavoro, e tra managers e dipendenti, un interessante posizione la leggete qui https://it.businessinsider.com/henry-blodget-lancia-a-davos-il-suo-manifesto-economico-vogliamo-un-capitalismo-migliore-per-un-mondo-migliore/
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Re: Diario economico

Messaggioda maxer » 24 gen 2018 18:52

zampaflex ha scritto:E a proposito della equa o meno ripartizione delle ricchezze tra le capitale e lavoro, e tra managers e dipendenti, una interessante posizione la leggete qui https://it.businessinsider.com/henry-blodget-lancia-a-davos-il-suo-manifesto-economico-vogliamo-un-capitalismo-migliore-per-un-mondo-migliore/

Dicono che soprattutto Trump si sia dimostrato mooolto interessato a questo stucchevole e un po' ipocrita manifesto, applaudendo vigorosamente Henry Blodget.
Senz' altro da Davos partiranno a breve delle direttive ferree per un capitalismo bbuono, ppulito e ggiusto (a cui è ovvio che siano particolarmente interessati gli appartenenti a quell' 1 % che possiede il 45 % della ricchezza Usa: finalmente pentiti, non vedono l' ora di annullare o perlomeno diminuire queste disuguaglianze che li fanno proprio soffrire da troppi decenni) :mrgreen:
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 29 gen 2018 00:46

Gli italiani sono poco stakanovisti e si piazzano al penultimo posto in Europa per media di ore lavorate la settimana. A rilevarlo di dati di Eurostat secondo i quali un lavoratore dipendente a tempo pieno in Italia lavora in media 38,8 ore la settimana, circa un’ora e mezza in meno della media europea. Tra i lavoratori indefessi invece gli inglesi, che registrano una media di 42,3 ore la settimana. Gli ultimi in classifica sono i danesi con 37,8 ore.
A incidere sulla performance degli italiani è però l’orario di lavoro del pubblico impiego, fissato per contratto nel nostro Paese a 36 ore e in particolare i risultati del settore dell’educazione. Se si guarda all’industria, infatti, i lavoratori dipendenti del Belpaese con 40,5 ore medie lavorate alla settimana si trovano nella media europea (40,4) e risultano più ore in fabbrica anche rispetto ai tedeschi (39,8 ore). Ma se si guarda alla Pubblica amministrazione l’Italia è il Paese nel quale si lavorano meno ore la settimana (37,2 in media) a fronte delle 39,6 medie in Ue. L’Italia è ultima soprattutto per ore lavorate nel settore dell’educazione con 28,9 ore la settimana, circa dieci in meno della media Ue (38,1) e quasi 14 in meno del Regno Unito.



Nel settore degli alberghi e della ristorazione i lavoratori dipendenti italiani sono impegnati in media 41,5 ore la settimana in linea con la media europea (più dei tedeschi che segnano 41,2 ore) mentre nel trasporto le ore lavorate sono 40,6 contro le 41,6 medie in Ue. Nel settore bancario e assicurativo i dipendenti italiani lavorano circa 39,4 ore (40,6 la media Ue). Nella sanità e servizi di cura i dipendenti sono impegnati per 37,5 ore in media, quasi due ore in media in meno rispetto alle 39,4 ore medie Ue (40,6 nel Regno Unito).



Il numero di ore lavorate cresce in modo consistente per i lavoratori autonomi. In Italia gli indipendenti lavorano in media 45,8 ore la settimana a fronte delle 47,4 ore medie in Ue (54,1 in Belgio). Tra questi lavorano di più in Italia quelli con dipendenti (48,7 ore a fronte delle 50,1 medie in Ue) rispetto a quelli senza dipendenti (44,5 ore a fronte delle 46,1 medie Ue).
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Re: Diario economico

Messaggioda beluga » 01 feb 2018 18:54

zampaflex ha scritto:Gli italiani sono poco stakanovisti e si piazzano al penultimo posto in Europa per media di ore lavorate la settimana. A rilevarlo di dati di Eurostat secondo i quali un lavoratore dipendente a tempo pieno in Italia lavora in media 38,8 ore la settimana, circa un’ora e mezza in meno della media europea. Tra i lavoratori indefessi invece gli inglesi, che registrano una media di 42,3 ore la settimana. Gli ultimi in classifica sono i danesi con 37,8 ore.
A incidere sulla performance degli italiani è però l’orario di lavoro del pubblico impiego, fissato per contratto nel nostro Paese a 36 ore e in particolare i risultati del settore dell’educazione. Se si guarda all’industria, infatti, i lavoratori dipendenti del Belpaese con 40,5 ore medie lavorate alla settimana si trovano nella media europea (40,4) e risultano più ore in fabbrica anche rispetto ai tedeschi (39,8 ore). Ma se si guarda alla Pubblica amministrazione l’Italia è il Paese nel quale si lavorano meno ore la settimana (37,2 in media) a fronte delle 39,6 medie in Ue. L’Italia è ultima soprattutto per ore lavorate nel settore dell’educazione con 28,9 ore la settimana, circa dieci in meno della media Ue (38,1) e quasi 14 in meno del Regno Unito.



Nel settore degli alberghi e della ristorazione i lavoratori dipendenti italiani sono impegnati in media 41,5 ore la settimana in linea con la media europea (più dei tedeschi che segnano 41,2 ore) mentre nel trasporto le ore lavorate sono 40,6 contro le 41,6 medie in Ue. Nel settore bancario e assicurativo i dipendenti italiani lavorano circa 39,4 ore (40,6 la media Ue). Nella sanità e servizi di cura i dipendenti sono impegnati per 37,5 ore in media, quasi due ore in media in meno rispetto alle 39,4 ore medie Ue (40,6 nel Regno Unito).



Il numero di ore lavorate cresce in modo consistente per i lavoratori autonomi. In Italia gli indipendenti lavorano in media 45,8 ore la settimana a fronte delle 47,4 ore medie in Ue (54,1 in Belgio). Tra questi lavorano di più in Italia quelli con dipendenti (48,7 ore a fronte delle 50,1 medie in Ue) rispetto a quelli senza dipendenti (44,5 ore a fronte delle 46,1 medie Ue).


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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 01 feb 2018 23:32

beluga ha scritto:
zampaflex ha scritto:Gli italiani sono poco stakanovisti e si piazzano al penultimo posto in Europa per media di ore lavorate la settimana. A rilevarlo di dati di Eurostat secondo i quali un lavoratore dipendente a tempo pieno in Italia lavora in media 38,8 ore la settimana, circa un’ora e mezza in meno della media europea. Tra i lavoratori indefessi invece gli inglesi, che registrano una media di 42,3 ore la settimana. Gli ultimi in classifica sono i danesi con 37,8 ore.
A incidere sulla performance degli italiani è però l’orario di lavoro del pubblico impiego, fissato per contratto nel nostro Paese a 36 ore e in particolare i risultati del settore dell’educazione. Se si guarda all’industria, infatti, i lavoratori dipendenti del Belpaese con 40,5 ore medie lavorate alla settimana si trovano nella media europea (40,4) e risultano più ore in fabbrica anche rispetto ai tedeschi (39,8 ore). Ma se si guarda alla Pubblica amministrazione l’Italia è il Paese nel quale si lavorano meno ore la settimana (37,2 in media) a fronte delle 39,6 medie in Ue. L’Italia è ultima soprattutto per ore lavorate nel settore dell’educazione con 28,9 ore la settimana, circa dieci in meno della media Ue (38,1) e quasi 14 in meno del Regno Unito.



Nel settore degli alberghi e della ristorazione i lavoratori dipendenti italiani sono impegnati in media 41,5 ore la settimana in linea con la media europea (più dei tedeschi che segnano 41,2 ore) mentre nel trasporto le ore lavorate sono 40,6 contro le 41,6 medie in Ue. Nel settore bancario e assicurativo i dipendenti italiani lavorano circa 39,4 ore (40,6 la media Ue). Nella sanità e servizi di cura i dipendenti sono impegnati per 37,5 ore in media, quasi due ore in media in meno rispetto alle 39,4 ore medie Ue (40,6 nel Regno Unito).



Il numero di ore lavorate cresce in modo consistente per i lavoratori autonomi. In Italia gli indipendenti lavorano in media 45,8 ore la settimana a fronte delle 47,4 ore medie in Ue (54,1 in Belgio). Tra questi lavorano di più in Italia quelli con dipendenti (48,7 ore a fronte delle 50,1 medie in Ue) rispetto a quelli senza dipendenti (44,5 ore a fronte delle 46,1 medie Ue).


E' Timoteo che abbassa la media perché sta sempre in Grecia


Sto impunito fancazzista!
Quasi radicalchic
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Re: Diario economico

Messaggioda harmattan » 01 feb 2018 23:59

Belle o brutte notizie, a secondo dei punti di vista e ideologie a parte.

L'ISTAT, come sempre, ci delizia con i suoi dati provvisori sull'occupazione

http://www.istat.it/it/archivio/208681

dove abbiamo il piacere di scoprire che c'è un calo della disoccupazione, che a dicembre perde un decimo di punto (10,8%). Contemporaneamente sono aumentati gli inattivi, ossia coloro che non sono occupati nè disoccupati perché non cercano lavoro.
Per la misteriosa logica della statistica ISTAT i disoccupati possono diminuire perché smettono di cercare lavoro, non perché l’hanno trovato :mrgreen:

Altra "chicca" è il seguente diagramma

Immagine

In pratica siamo entrati a pieno titolo nella contemporaneità, che fa rima con precarietà, a cominciare dal lavoro. Nulla è per sempre, d'altronde, e figuriamoci un contratto di lavoro. Mi sorge il sospetto, tuttavia, che la modernità tenda a incoraggiare il fancazzismo piuttosto che l'occupazione.
Aspettiamo fiduciosi il 4 marzo :lol:
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Re: Diario economico

Messaggioda maxer » 02 feb 2018 01:59

harmattan ha scritto:Belle o brutte notizie, a secondo dei punti di vista e ideologie a parte.

L'ISTAT, come sempre, ci delizia con i suoi dati provvisori sull'occupazione

http://www.istat.it/it/archivio/208681

dove abbiamo il piacere di scoprire che c'è un calo della disoccupazione, che a dicembre perde un decimo di punto (10,8%). Contemporaneamente sono aumentati gli inattivi, ossia coloro che non sono occupati nè disoccupati perché non cercano lavoro.
Per la misteriosa logica della statistica ISTAT i disoccupati possono diminuire perché smettono di cercare lavoro, non perché l’hanno trovato :mrgreen:

Altra "chicca" è il seguente diagramma

Immagine

In pratica siamo entrati a pieno titolo nella contemporaneità, che fa rima con precarietà, a cominciare dal lavoro. Nulla è per sempre, d'altronde, e figuriamoci un contratto di lavoro. Mi sorge il sospetto, tuttavia, che la modernità tenda a incoraggiare il fancazzismo piuttosto che l'occupazione.
Aspettiamo fiduciosi il 4 marzo :lol:

È il mercato, bellezza ! :mrgreen:
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 03 feb 2018 16:16

zampaflex ha scritto:
beluga ha scritto:
zampaflex ha scritto:Gli italiani sono poco stakanovisti e si piazzano al penultimo posto in Europa per media di ore lavorate la settimana. A rilevarlo di dati di Eurostat secondo i quali un lavoratore dipendente a tempo pieno in Italia lavora in media 38,8 ore la settimana, circa un’ora e mezza in meno della media europea. Tra i lavoratori indefessi invece gli inglesi, che registrano una media di 42,3 ore la settimana. Gli ultimi in classifica sono i danesi con 37,8 ore.
A incidere sulla performance degli italiani è però l’orario di lavoro del pubblico impiego, fissato per contratto nel nostro Paese a 36 ore e in particolare i risultati del settore dell’educazione. Se si guarda all’industria, infatti, i lavoratori dipendenti del Belpaese con 40,5 ore medie lavorate alla settimana si trovano nella media europea (40,4) e risultano più ore in fabbrica anche rispetto ai tedeschi (39,8 ore). Ma se si guarda alla Pubblica amministrazione l’Italia è il Paese nel quale si lavorano meno ore la settimana (37,2 in media) a fronte delle 39,6 medie in Ue. L’Italia è ultima soprattutto per ore lavorate nel settore dell’educazione con 28,9 ore la settimana, circa dieci in meno della media Ue (38,1) e quasi 14 in meno del Regno Unito.



Nel settore degli alberghi e della ristorazione i lavoratori dipendenti italiani sono impegnati in media 41,5 ore la settimana in linea con la media europea (più dei tedeschi che segnano 41,2 ore) mentre nel trasporto le ore lavorate sono 40,6 contro le 41,6 medie in Ue. Nel settore bancario e assicurativo i dipendenti italiani lavorano circa 39,4 ore (40,6 la media Ue). Nella sanità e servizi di cura i dipendenti sono impegnati per 37,5 ore in media, quasi due ore in media in meno rispetto alle 39,4 ore medie Ue (40,6 nel Regno Unito).



Il numero di ore lavorate cresce in modo consistente per i lavoratori autonomi. In Italia gli indipendenti lavorano in media 45,8 ore la settimana a fronte delle 47,4 ore medie in Ue (54,1 in Belgio). Tra questi lavorano di più in Italia quelli con dipendenti (48,7 ore a fronte delle 50,1 medie in Ue) rispetto a quelli senza dipendenti (44,5 ore a fronte delle 46,1 medie Ue).


E' Timoteo che abbassa la media perché sta sempre in Grecia


Sto impunito fancazzista!
Quasi radicalchic


tz!
mi sono appena fatto qualche giorno in padania.
porcoddiaz che sfigati!
partiti dalla capitale (corrotta) col sole, appena varcata l'ultima galleria a bologna si entra nella nebbia.
mai più visto il sole.
apposta questi lavorano.
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Re: Diario economico

Messaggioda zampaflex » 03 feb 2018 17:46

Timoteo ha scritto:
zampaflex ha scritto:
beluga ha scritto:
zampaflex ha scritto:Gli italiani sono poco stakanovisti e si piazzano al penultimo posto in Europa per media di ore lavorate la settimana. A rilevarlo di dati di Eurostat secondo i quali un lavoratore dipendente a tempo pieno in Italia lavora in media 38,8 ore la settimana, circa un’ora e mezza in meno della media europea. Tra i lavoratori indefessi invece gli inglesi, che registrano una media di 42,3 ore la settimana. Gli ultimi in classifica sono i danesi con 37,8 ore.
A incidere sulla performance degli italiani è però l’orario di lavoro del pubblico impiego, fissato per contratto nel nostro Paese a 36 ore e in particolare i risultati del settore dell’educazione. Se si guarda all’industria, infatti, i lavoratori dipendenti del Belpaese con 40,5 ore medie lavorate alla settimana si trovano nella media europea (40,4) e risultano più ore in fabbrica anche rispetto ai tedeschi (39,8 ore). Ma se si guarda alla Pubblica amministrazione l’Italia è il Paese nel quale si lavorano meno ore la settimana (37,2 in media) a fronte delle 39,6 medie in Ue. L’Italia è ultima soprattutto per ore lavorate nel settore dell’educazione con 28,9 ore la settimana, circa dieci in meno della media Ue (38,1) e quasi 14 in meno del Regno Unito.



Nel settore degli alberghi e della ristorazione i lavoratori dipendenti italiani sono impegnati in media 41,5 ore la settimana in linea con la media europea (più dei tedeschi che segnano 41,2 ore) mentre nel trasporto le ore lavorate sono 40,6 contro le 41,6 medie in Ue. Nel settore bancario e assicurativo i dipendenti italiani lavorano circa 39,4 ore (40,6 la media Ue). Nella sanità e servizi di cura i dipendenti sono impegnati per 37,5 ore in media, quasi due ore in media in meno rispetto alle 39,4 ore medie Ue (40,6 nel Regno Unito).



Il numero di ore lavorate cresce in modo consistente per i lavoratori autonomi. In Italia gli indipendenti lavorano in media 45,8 ore la settimana a fronte delle 47,4 ore medie in Ue (54,1 in Belgio). Tra questi lavorano di più in Italia quelli con dipendenti (48,7 ore a fronte delle 50,1 medie in Ue) rispetto a quelli senza dipendenti (44,5 ore a fronte delle 46,1 medie Ue).


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Re: Diario economico

Messaggioda pippuz » 03 feb 2018 23:22

A MilanoMilano (che per gli stranieri vuol dire in città) la nebbia mica c'era
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Re: Diario economico

Messaggioda Timoteo » 04 feb 2018 00:14

pippuz ha scritto:A MilanoMilano (che per gli stranieri vuol dire in città) la nebbia mica c'era


Stavo prima a Pavia poi a bovisa.
Dove parlavano tutti inglese.
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Re: Diario economico

Messaggioda pippuz » 04 feb 2018 01:01

Timoteo ha scritto:
pippuz ha scritto:A MilanoMilano (che per gli stranieri vuol dire in città) la nebbia mica c'era


Stavo prima a Pavia poi a bovisa.
Dove parlavano tutti inglese.

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