greco-fiano

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bruber73
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greco-fiano

Messaggioda bruber73 » 30 mar 2009 16:53

Ritorno a chiedervi delucidazioni...
da un pò sto cercando di capire meglio questi due bianchi campani ma, per quello che arriva a Bolzano fatico a chiarirmi le idee.
Qui il fiano viene talvolta presentato come il gewurztraminer del sud ma, per i miei assaggi e per quel poco che capisco non ci ho trovato nessuna somiglianza.
Probabilmente i miei assaggi sono poco significativi dato che si basano sulle cantine più note (Feudi e Mastro) ma fatico a riconoscere le peculiarità organolettiche dei due vini.
Qualcuno ha voglia di perdere due minuti per spiegarmenle (o rinviarmi a qualche post) e magari consigliarmi qualche etichetta più caratteristica?

Grazie, Bruno
Ultima modifica di bruber73 il 21 apr 2009 09:52, modificato 1 volta in totale.
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bruber73
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Re: greco-fiano

Messaggioda bruber73 » 30 mar 2009 18:18

Grazie mille per le info.

...appena mia moglie allenta i cordoni della borsa ti contatto :D

Bruno
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de magistris
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Re: greco-fiano

Messaggioda de magistris » 30 mar 2009 18:57

Presentare il fiano come gewurztraminer campano è decisamente una forzatura ma, a ben vedere, non così estrema come potrebbe sembrare.
Il fiano è imparentato col moscato e diversi manuali di viticoltura ed enologia lo classificano tra i vitigni semi-aromatici. Il greco, invece, è decisamente un vitigno NON aromatico, povero di terpeni e molto più sensibile del fiano alle variabili legate al tipo di vinificazione (lieviti, vinificazioni in riduzione Vs pre-ossidazione del mosto, ecc.).
Diciamo che aromaticamente non c'è niente di più lontano tra fiano e greco: il primo è sicuramente più riconoscibile da un punto di vista di identità varietale, ma è anche quello che si trasforma di più col passare degli anni. Il greco è più riconoscibile da un punto di vista gustativo: rispetto al fiano è generalmente più ricco ed estrattivo, più fenolico e più acido. Aromaticamente invece è un casino: se prendi 40 greco e li metti vicino fai veramente fatica a trovare un filo conduttore, a cominciare dai colori.

Qualche altra precisazione:
1) i fiano buoni e integri non sanno di mandorla amara, descrittore frequente invece in quelli tecnicamente meno precisi e, spesso, provenienti da zone più basse e sabbiose. E' una sensazione contigua ma profondamente diversa da quello che è il vero marcatore di vitigno+terroir del fiano di Avellino: la nota di nocciola infornata-fumé-castagna del prete che a Montefredane diventa talmente evidente da rischiare di coprire gli altri profumi in gioventù.
2) La vigna di Marsella non si trova su una cava di zolfo (forse ti confondi con Benito Ferrara o Petilia o Torricino) bensì sulla zona più ricca di calcare e roccia granitica di tutto l'areale del fiano. Zona, quella di Summonte, che dà vita a vini tutt'altro che eleganti, maggiormente dotati invece sotto il profilo del frutto, degli estratti e dell'alcool.
3) la mineralità del fiano e del greco sono molto diverse: la prima è di tipo "roccioso-affumicato", quella del greco va invece nettamente su sensazioni sulfuree e di pietra focaia.

Mie preferenze - Fiano
Personalmente considero il fiano di Nicola Romano come una dei peggiori esempi di fiano di Avellino. Motivo? Per la mia sensibilità e percezione, è un vino ossidato già all'uscita.
I miei preferiti sono invece: nella zona di Lapio Clelia Romano/Colli di Lapio e Rocca del Principe, nella zona di Montefredane Villa Diamante (sì 2002, 2004, 2006, no 2003 e 2005), Pietracupa (a me il Cupo piace da morire e spesso il fiano base non lo trovo così distante), Vadiaperti e mezzo Ciro Picariello (nel senso che metà delle sue vigne sono a Montefredane e metà a Summonte). Nella zona di Summonte l'altra metà di Ciro Picariello e qualche volta Marsella. Un gradino sotto metto Tenuta Ponte, Fiano Radici, Faliesi di Urciuolo, da seguire I Favati e Donna Carmela. Mi piace molto di meno Terredora, i cui vini mi sembrano sempre molto lievitosi e talvolta un po' ruffiani. Su quello stile preferisco decisamente Villa Raiano, Macchialupa e perfino Feudi.
Sui fiano vecchi indiscutibilmente Vadiaperti, ma anche i base di Feudi aperti oggi sono spesso delle belle sorprese.

Mie preferenze - Greco
A mio avviso sul greco c'è molta più eterogeneità e anche più difficoltà ad individuare le eccellenze. Chi ama i greco di stile ossidativo, ricchi, grassi, talvolta un po' mielosi, generalmente apprezza molto il Vigna Cicogna di Benito Ferrara o il Raone di Torricino. Io gli preferisco delle interpretazioni di tipo più "moselliano" se mi si passa il termine e dunque: Pietracupa (per me nettamente il miglior produttore di Greco nelle ultime due-tre vendemmie), Cantina dei Monaci, Petilia, gli ultimi Vadiaperti. Poi singole annate di Di Prisco, Tenuta Ponte, Urciuolo, Cutizzi, Novaserra, Villa Raiano. Su Terredora concordo sul fatto che i greco siano meglio del fiano, ma anche qui non mi piace lo stile decisamente fermentativo e poco interessante nell'invecchiamento. Molta curiosità sugli esperimenti di Antonio Di Gruttola sul greco in anfora: vedremo. :D
Paolo De Cristofaro

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Ci si può divertire anche senza alcool. Ma perché correre il rischio? (Roy Hodgson)

Auspico una guida che non metta i vini DRC al vertice. Sarà la migliore. (Edoardo Francvino)
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Re: greco-fiano

Messaggioda bruber73 » 30 mar 2009 19:01

Certo, scherzavo.

Li assaggerò sicuramente a Verona anche se qust'anno posso andarci solo di sabato
...speriamo bene

Bruno
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Re: greco-fiano

Messaggioda paolo72 » 30 mar 2009 19:08

de magistris ha scritto:Presentare il fiano come gewurztraminer campano è decisamente una forzatura ma, a ben vedere, non così estrema come potrebbe sembrare.
Il fiano è imparentato col moscato e diversi manuali di viticoltura ed enologia lo classificano tra i vitigni semi-aromatici. Il greco, invece, è decisamente un vitigno NON aromatico, povero di terpeni e molto più sensibile del fiano alle variabili legate al tipo di vinificazione (lieviti, vinificazioni in riduzione Vs pre-ossidazione del mosto, ecc.).
Diciamo che aromaticamente non c'è niente di più lontano tra fiano e greco: il primo è sicuramente più riconoscibile da un punto di vista di identità varietale, ma è anche quello che si trasforma di più col passare degli anni. Il greco è più riconoscibile da un punto di vista gustativo: rispetto al fiano è generalmente più ricco ed estrattivo, più fenolico e più acido. Aromaticamente invece è un casino: se prendi 40 greco e li metti vicino fai veramente fatica a trovare un filo conduttore, a cominciare dai colori.

Qualche altra precisazione:
1) i fiano buoni e integri non sanno di mandorla amara, descrittore frequente invece in quelli tecnicamente meno precisi e, spesso, provenienti da zone più basse e sabbiose. E' una sensazione contigua ma profondamente diversa da quello che è il vero marcatore di vitigno+terroir del fiano di Avellino: la nota di nocciola infornata-fumé-castagna del prete che a Montefredane diventa talmente evidente da rischiare di coprire gli altri profumi in gioventù.
2) La vigna di Marsella non si trova su una cava di zolfo (forse ti confondi con Benito Ferrara o Petilia o Torricino) bensì sulla zona più ricca di calcare e roccia granitica di tutto l'areale del fiano. Zona, quella di Summonte, che dà vita a vini tutt'altro che eleganti, maggiormente dotati invece sotto il profilo del frutto, degli estratti e dell'alcool.
3) la mineralità del fiano e del greco sono molto diverse: la prima è di tipo "roccioso-affumicato", quella del greco va invece nettamente su sensazioni sulfuree e di pietra focaia.

Mie preferenze - Fiano
Personalmente considero il fiano di Nicola Romano come una dei peggiori esempi di fiano di Avellino. Motivo? Per la mia sensibilità e percezione, è un vino ossidato già all'uscita.
I miei preferiti sono invece: nella zona di Lapio Clelia Romano/Colli di Lapio e Rocca del Principe, nella zona di Montefredane Villa Diamante (sì 2002, 2004, 2006, no 2003 e 2005), Pietracupa (a me il Cupo piace da morire e spesso il fiano base non lo trovo così distante), Vadiaperti e mezzo Ciro Picariello (nel senso che metà delle sue vigne sono a Montefredane e metà a Summonte). Nella zona di Summonte l'altra metà di Ciro Picariello e qualche volta Marsella. Un gradino sotto metto Tenuta Ponte, Fiano Radici, Faliesi di Urciuolo, da seguire I Favati e Donna Carmela. Mi piace molto di meno Terredora, i cui vini mi sembrano sempre molto lievitosi e talvolta un po' ruffiani. Su quello stile preferisco decisamente Villa Raiano, Macchialupa e perfino Feudi.
Sui fiano vecchi indiscutibilmente Vadiaperti, ma anche i base di Feudi aperti oggi sono spesso delle belle sorprese.

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A mio avviso sul greco c'è molta più eterogeneità e anche più difficoltà ad individuare le eccellenze. Chi ama i greco di stile ossidativo, ricchi, grassi, talvolta un po' mielosi, generalmente apprezza molto il Vigna Cicogna di Benito Ferrara o il Raone di Torricino. Io gli preferisco delle interpretazioni di tipo più "moselliano" se mi si passa il termine e dunque: Pietracupa (per me nettamente il miglior produttore di Greco nelle ultime due-tre vendemmie), Cantina dei Monaci, Petilia, gli ultimi Vadiaperti. Poi singole annate di Di Prisco, Tenuta Ponte, Urciuolo, Cutizzi, Novaserra, Villa Raiano. Su Terredora concordo sul fatto che i greco siano meglio del fiano, ma anche qui non mi piace lo stile decisamente fermentativo e poco interessante nell'invecchiamento. Molta curiosità sugli esperimenti di Antonio Di Gruttola sul greco in anfora: vedremo. :D

Bellissima disamina.
Complimenti per il linguaggio e le conoscenza approfondite.
I cook with wine, sometimes I even add it to the food.
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Re: greco-fiano

Messaggioda de magistris » 30 mar 2009 19:12

paolo72 ha scritto:Bellissima disamina.
Complimenti per il linguaggio e le conoscenza approfondite.


Birra pagata ogni sera all'uscita del Vinitaly. :lol:
ps a proposito, dove ti vengo a salutare? anche in pvt se vuoi. :D
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Re: greco-fiano

Messaggioda brifazio » 30 mar 2009 19:35

Ketto ha scritto:così come un buon fiano, MA al di fuori della DOCG, lo fa "de conciliis", un'ottima azienda che però sta in costiera amalfitana
E da quando i De Conciliis si sono spostati in costiera amalfitana?
Non lo sapevo.
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Re: greco-fiano

Messaggioda birrachiara » 30 mar 2009 20:49

brifazio ha scritto:
Ketto ha scritto:così come un buon fiano, MA al di fuori della DOCG, lo fa "de conciliis", un'ottima azienda che però sta in costiera amalfitana
E da quando i De Conciliis si sono spostati in costiera amalfitana?
Non lo sapevo.


Se proprio dobbiamo parlare di cilentani, oltre a De Conciliis, perchè escludere Maffini con il suo Pietraincatenata ? e a me piaceva Rotolo( fiano valentina), 3-4 anni fa, oggi non so cosa fa, nel senso che è molto che non lo provo. Per me Clelia Romano è il n.1 nel Fiano e Pietracupa nel Greco, con una mineralità eccellente Complimenti a de Magistris per la profonda conoscenza del territorio
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Re: greco-fiano

Messaggioda brifazio » 30 mar 2009 21:03

Ketto ha scritto:
brifazio ha scritto:
Ketto ha scritto:così come un buon fiano, MA al di fuori della DOCG, lo fa "de conciliis", un'ottima azienda che però sta in costiera amalfitana
E da quando i De Conciliis si sono spostati in costiera amalfitana?
Non lo sapevo.

chiedo venia per l'errore
de conciliis sta a 700 metri dal mare.. non mi ricordavo se a nord o a sud di salerno.. e magari ho fatto confusione.. ma ho sbagliato diqualche chilometro.. (lapsus con marisacuoomo?).. non ho mai avuto il piacere di visitar de conciliis.. ci ho solo potutoscambiare 4 chiacchiere alla sorgente del vino e a vinitaly..
l'importante è dire chenon si tratta di un produttore dell'avellinese ma del salernitano.. o costiera o cilento..

Comunque un'ottantina buona di Km da Amalfi, qualche cilentano avrebbe da eccepire per l'approssimazione geografica grossolana.
Mi associo ai complimenti per l'intervento del buon de magistris, anche perché immune dai preconcetti di tipo religioso sui bianchi dei feudi.
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Re: greco-fiano

Messaggioda diego » 30 mar 2009 21:59

Molto istruttivo questo 3d.
Grazie a tutti.
Esiste una finestra specifica per esprimere compiutamente il carattere del territorio: sopra una certa resa per ettaro tale carattere si spegne, ma lo stesso accade anche sotto una certa resa per ettaro.
(Lalou Bize Leroy)
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Re: greco-fiano

Messaggioda vinogodi » 30 mar 2009 22:05

... certo che definire De Magistris il Magister di Campania non è un azzardo . Conoscendo la Campania piuttosto bene ( o almeno così credevo) in quanto là ci sono spesso per lavoro , le sue descrizioni oltre a darmi un sacco di conferme , sono una miniera di nuove conoscenze e approfondimento ...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: greco-fiano

Messaggioda Geo » 30 mar 2009 22:16

Potrà risultare banale sottolinearlo ancora, ma ogni tanto leggendo questo forum si esce arricchiti.
Grazie De Magistris! :wink:
Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni
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Re: greco-fiano

Messaggioda bruber73 » 30 mar 2009 22:17

Come mi aspettavo... nulla di più istruttivo che chiedere a voi.

Grazie a tutti e complimenti

Bruno
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Re: greco-fiano

Messaggioda divino59 » 30 mar 2009 22:25

Mi accodo anche io per i complimenti a De Magistris,e perchè no anche a Ketto,poi secondo me e giusto che ognuno abbia i suoi punti di vista sui vini e la diversità di vedute,un forum serve anche a questo,che ben venga che il tutto venga esposto in maniera così chiara e nitida da entrambi.
Per quel che mi riguarda, dico solo che il Pietraincatenata di Maffini e un bianco che hò scelto nelle mie varie visite in questi anni nei locali tipo... la Caravella di Amalfi,da Gennaro Esposito, ed in altri locali campani ,devo dire che non ha mai deluso le aspettative,mentre hò ancora uno splendido ricordo di un Fiano di Avellino del 87 bevuto a distanza di 12 anni dal mio caro amico fraterno Sabino del Valle Verde di Atripalda,un vino che mi hà letteralmente rapito,con i suoi 11,5 di alcool di Mastroberardino,non nego a bottiglia coperta ,averlo scambiato per un chardonnay californiano.
Bruno de Conciliis personaggio indiscusso fra i tanti che la Campania vinicola deve molto, uno che già allora sperimantava in cantina,e che non esitava a buttare via i vini che non erano all'altezza delle sue aspettative. Ricordo una mia visita da lui in azienda ,almeno una decina di anni fà,quando ancora c'era un allevamento di polli,ma già in quel periodo aveva delle idee ben chiare sulla produzione del vino di nicchia e di qualità,adesso e un bel pò che non assaggio i suoi bianchi,anche se devo dire in tutta franchezza e qui non e certo una novità, che Bruno dà il meglio di se con sua maestà l'aglianico(Naima ,Zero) in tutte le sue sfaccettature.
Sul Greco , nel mio piccolo mi permetto un consiglio a tutti, quello di Di Prisco anche con qualche anno sulle spalle.
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Re: greco-fiano

Messaggioda de magistris » 30 mar 2009 22:55

Ketto ha scritto:[

de conciliis sta a 700 metri dal mare.. non mi ricordavo se a nord o a sud di salerno.. e magari ho fatto confusione.. ma ho sbagliato diqualche chilometro.. (lapsus con marisacuoomo?).. non ho mai avuto il piacere di visitar de conciliis.. ci ho solo potutoscambiare 4 chiacchiere alla sorgente del vino e a vinitaly..
l'importante è dire chenon si tratta di un produttore dell'avellinese ma del salernitano.. o costiera o cilento..

per quanto riguarda la 2003 villa diamante è chiaro che è questione di gusti.. ovviamente io la consiglio in base a quello che mi dice il palato.. a poco rileva che sia anche l'annata preferita del produttore, che la colloca ai vertici assieme alla 97.. grandissima annata.. ma purtroppo introvabile nella sua versione solo acciaio.
ripeto.. solo questione di gusti.. e dalla disamina che fa de magistris è ovvio che abbiamo gusti molto differenti.. nei bianchi come nei rossi...
inutile entrare in futili discussioni..

l'unico appunto che mi permetto di fare.. è sulla nota tipica di mandorla del fiano.. ci terrei infatti a sottolineare che ho riportato semplicemente le parole (che condivido in pieno) di paolo mastroberardino.. ovvero di uno che oltre a fare la storia del fiano.. (o forse dovrei dire ad ESSERE, la storia del fiano), con la sua famiglia, ha fatto la storia dei vini d'italia..


Sorvolando su De Conciliis (che non è a 700 metri sul livello del mare ma proprio...SUL mare... :D ), anch'io penso come te che i gusti sono gusti e quando si parla di gusto personale non c'è mai uno che ha ragione e uno che ha torto. Se riporto impressioni, sempre legate al gusto personale, diverse dalle tue non è per "entrare in futili discussioni" (come sempre pensi) ma semplicemente per offrire anche altri punti di vista a chi apre un thread e vuole raccogliere informazioni. Poi ognuno legge, assaggia e valuta, con grande semplicità.
Riguardo al 2003 di Villa Diamante posso dirti solo questo: con Antoine ci vediamo quasi tutte le settimane e in tutto questo tempo non gli ho mai sentito dire una volta che la 2003 sia la sua annata preferita. L'avrà detto a te, non ho motivo per dubitarne... :D
Sulla mandorla del fiano, premesso che sono io per primo a dire che non è certo l'urgenza nazionale, anche qui non metto in dubbio che Paolo Mastroberardino ti abbia detto una cosa del genere. Ma non tutto quello che dicono i produttori è necessariamente esatto... :D E poi, sempre per la precisione, Paolo Mastroberardino prima della scissione tra Terredora e Mastroberardino aveva un ruolo prettamente commerciale, lo stesso che ha mantenuto in Terredora dove il "tecnico" è invece Lucio. Insomma, non è proprio Paolo che mi verrebbe in mente, con tutta la simpatia che posso avere, per fare l'esempio di uno che ha fatto la storia del fiano o dei vini d'Italia... E allora con don Antonio o col fratello Walter che facciamo? Santi subito? :D
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Re: greco-fiano

Messaggioda scrio » 30 mar 2009 23:32

birrachiara ha scritto:
brifazio ha scritto:
Ketto ha scritto:così come un buon fiano, MA al di fuori della DOCG, lo fa "de conciliis", un'ottima azienda che però sta in costiera amalfitana
E da quando i De Conciliis si sono spostati in costiera amalfitana?
Non lo sapevo.


Se proprio dobbiamo parlare di cilentani, oltre a De Conciliis, perchè escludere Maffini con il suo Pietraincatenata ? e a me piaceva Rotolo( fiano valentina), 3-4 anni fa, oggi non so cosa fa, nel senso che è molto che non lo provo. Per me Clelia Romano è il n.1 nel Fiano e Pietracupa nel Greco, con una mineralità eccellente Complimenti a de Magistris per la profonda conoscenza del territorio


Concordo su Fiano la Valentina di Rotolo veramente molto buono, credo il top fra i cilentani, nonostante sia il meno conosciuto.
Non concordo invece sul Pietraincatenata, bevuto piu' volte senza che mi impressionasse.

Per i Fiano di Avellino, invece, al top della mia personale classifica(sottolineo che non ho mai bevuto i vini di Pietracupa), metto Marsella, mineralità eccezionale, acidità e corpo che permettono bi berlo tranquillamente dopo 4/5 anni bi bottiglia. A seguire Colli di Lapio e Picariello, e non ultimo il Ripa Alta di Villa Raiano.
Tutti i pacchi che spedisco sono assicurati, prima di firmare, controllate ed annotate evnt anomalie sulla lettera di vettura. La merce parte subito dopo aver ricevuto il pagamento.
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Re: greco-fiano

Messaggioda birrachiara » 31 mar 2009 06:54

Ketto ha scritto:
de magistris ha scritto:
Ketto ha scritto:de conciliis sta a 700 metri dal mare.. non mi ricordavo se a nord o a sud di salerno.. e magari ho fatto confusione.. ma ho sbagliato diqualche chilometro.. (lapsus con marisacuoomo?).. non ho mai avuto il piacere di visitar de conciliis.. ci ho solo potutoscambiare 4 chiacchiere alla sorgente del vino e a vinitaly..
l'importante è dire chenon si tratta di un produttore dell'avellinese ma del salernitano.. o costiera o cilento..

per quanto riguarda la 2003 villa diamante è chiaro che è questione di gusti.. ovviamente io la consiglio in base a quello che mi dice il palato.. a poco rileva che sia anche l'annata preferita del produttore, che la colloca ai vertici assieme alla 97.. grandissima annata.. ma purtroppo introvabile nella sua versione solo acciaio.
ripeto.. solo questione di gusti.. e dalla disamina che fa de magistris è ovvio che abbiamo gusti molto differenti.. nei bianchi come nei rossi...
inutile entrare in futili discussioni..

l'unico appunto che mi permetto di fare.. è sulla nota tipica di mandorla del fiano.. ci terrei infatti a sottolineare che ho riportato semplicemente le parole (che condivido in pieno) di paolo mastroberardino.. ovvero di uno che oltre a fare la storia del fiano.. (o forse dovrei dire ad ESSERE, la storia del fiano), con la sua famiglia, ha fatto la storia dei vini d'italia..


Sorvolando su De Conciliis (che non è a 700 metri sul livello del mare ma proprio...SUL mare... :D ), anch'io penso come te che i gusti sono gusti e quando si parla di gusto personale non c'è mai uno che ha ragione e uno che ha torto. Se riporto impressioni, sempre legate al gusto personale, diverse dalle tue non è per "entrare in futili discussioni" (come sempre pensi) ma semplicemente per offrire anche altri punti di vista a chi apre un thread e vuole raccogliere informazioni. Poi ognuno legge, assaggia e valuta, con grande semplicità.
Riguardo al 2003 di Villa Diamante posso dirti solo questo: con Antoine ci vediamo quasi tutte le settimane e in tutto questo tempo non gli ho mai sentito dire una volta che la 2003 sia la sua annata preferita. L'avrà detto a te, non ho motivo per dubitarne... :D
Sulla mandorla del fiano, premesso che sono io per primo a dire che non è certo l'urgenza nazionale, anche qui non metto in dubbio che Paolo Mastroberardino ti abbia detto una cosa del genere. Ma non tutto quello che dicono i produttori è necessariamente esatto... :D E poi, sempre per la precisione, Paolo Mastroberardino prima della scissione tra Terredora e Mastroberardino aveva un ruolo prettamente commerciale, lo stesso che ha mantenuto in Terredora dove il "tecnico" è invece Lucio. Insomma, non è proprio Paolo che mi verrebbe in mente, con tutta la simpatia che posso avere, per fare l'esempio di uno che ha fatto la storia del fiano o dei vini d'Italia... E allora con don Antonio o col fratello Walter che facciamo? Santi subito? :D

non fraintendermi de magistris.. volevo proprio sottolineare io che non volevo entrare in dispute..
tu hai i tuoi gusti.. ben definiti.. e sei un punto di riferimento per chi, ritrovandosi nei tuoi gusti, può andare a colpo sicuro perchè si ritrova una mappatura dettagliata della campania, ed in particolare di quella zona..

io ho dei gusti diametralmente opposti.. e quindi fornisco un altro tipo di indicazioni.. chi mi conosce.. chi conosce i miei gusti.. mi apprezza parimenti per questo.. e per la mia schiettezza nei giudizi

l'importante è che si abbia il rispetto per le opinioni altrui.. e che non si ricada nell'insinuazione di affermare che gli altri dicono fesserie.
a) non devi sorvolare nulla su de conciliis.. non ho detto che de conciliis STA a 700 metri su llivello del mare.. bensì chelui (le sue vigne) stanno a 700 mt dal mare.. me lo diceva lui 2 domeniche fa alla sorgente del vino..non ho mai avuto il piacere di andarlo a trovare..
b) Paolo mastroberardino mi ha fatto una "lezioncina" sul fiano in occasione di una cena a milano una decina di anni fa.. dove ho avuto il piacere di essere stato invitato dal sig. Paolo.. e ricordo che lui parlò della struttura "piramidale" dei profumi del fiano e di questa chiusura con netta mandorla amara..

poi se tu vuoi affermare che paolo mastroberardino non sia un punto di riferimento per quanto riguarda il fiano o l'enologia italiana sei libero di farlo.. per me lo è per l'appartenenza a una certa famiglia.. e per l'azienda che ha saputo creare..
non seid'accordo con la sua definizione? non credi che il fiano abbia una nota tipica di mandorla amara?
ripeto, ogni opinione ha pari dignità..
io invece mi ritrovo molto nelle sue parole.. e quindi le riporto a piè pari..
lui sarà al vinitaly.. chi vuole può fargli le domande del caso..


Il problema di fondo è l'umiltà.
Intendiamoci personalmente non sopporto i mostri, coloro che ostentano grandi conoscenze e impediscono che gli altri esprimano un parere, infatti non parliamo di missili, ma di cose quotidiane dell'uomo, come il bere ed il mangiare che vanno prese con semplicità.
De Magistris lavora con il vino,e lo fa con estrema passione, ed è evidente quindi che conosce virgola per virgola di questo settore, in particolare nel suo territorio, il che ovviamente non vuol dire che bisogna avere i suoi pareri, ma certamente confrontarsi con saccenza con lui è fuori luogo.
Il tuo atteggiamento nei confronti dei vini campani è di questo tipo, senz'altro sei un appassionato ed un competente appassionato, ma spesso tiri fuori conoscenze superficiali che non supportano la presupponenza che metti in queste discussioni. Tra l'altro pretendi di dare giudizi universali sull'aglianico che mal si addiccono ad una conoscenza non approfondita( ricordi Cantina giardino ?) ed anche in questo caso insisti fuori luogo.
Ciao
paolo
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Re: greco-fiano

Messaggioda de magistris » 31 mar 2009 11:19

Ketto ha scritto:ma, soprattutto, perchè IO NON faccio parte del gambero rosso (nè di nessun'altro gruppo)..
quindi quando esprimo un parere non sto li ad autoreferenziarmi con nessuno nè a coltivare i miei rapporti con i produttori :wink:
dò semplicemente un giudizio spassionato.. che lascia il tempo che trova


Quindi chi fa parte del Gambero Rosso (o di qualsiasi altro gruppo) sta lì ad autoreferenziarsi o a coltivare i suoi rapporti con i produttori? (e mettiamoci pure l'occhiolino... :wink: )
niente da dire, concetto elegante e soprattutto per niente vigliacchetto... :lol:
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Re: greco-fiano

Messaggioda tenente Drogo » 31 mar 2009 11:37

Ketto ha scritto:FIANO
su tutti, villa diamante. in particolare l'annata 2003.. prezzo sui 12-15 euro



... a trovarlo
io sono riuscito a berlo una sola volta all'Oasis di Vallesaccarda

N.
I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista.
Tutto questo ha aiutato il film.
(Sam Fuller, a proposito di "The Steel Helmet")

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Re: greco-fiano

Messaggioda paolo72 » 31 mar 2009 11:38

Ketto ha scritto:
de magistris ha scritto:Quindi chi fa parte del Gambero Rosso (o di qualsiasi altro gruppo) sta lì ad autoreferenziarsi o a coltivare i suoi rapporti con i produttori? (e mettiamoci pure l'occhiolino... :wink: )
niente da dire, concetto elegante e soprattutto per niente vigliacchetto... :lol:

ahi ahi ahi
excusatio non petita.. :lol:

non era un riferimento esplicito a te..
ma già che ci siamo.. caro de magistris.. credo non si possa negare che far parte del gambero qualche piccolo vincolo lo pone quando poi ci si va ad esprimere all'interno dell'universo stesso del gambero.. :wink:
non mi sembra ci sia nulla di vigliacchetto in questo.. anzi.. vigliacco è chi non ha il coraggio di dire e di assumersi la responsabilità delle proprie idee e delle proprie affermazioni..

io ho semplicemente chiarito le posizioni perchè mi sembra evidente che un complimento pubblico ad un "collega" lo si fa volentieri.. :) perchè lo si riceverà più volentieri in futuro.. :D :D :D
un occhio di riguardo per un'azienda particolarmente cara al gambero.. magari perchè compra pubblicità.. perchè fornisce vini per manifestazioni.. o semplicemente perchè ha un occhio di riguardo quando si va ospiti in cantina.. lo si potrà pure avere..
è molto umano tutto ciò.. e non c'è nulla di male..
nell'italia del berlusca e dei giornalisti prezzolati questo è un peccatuccio veniale.. e tuttosommato si può tranquillamente non tenerne conto..

MA

per quanto riguarda il sottoscritto mi sembrava importante sottolineare la mia totale estraneità a qualsiasi gruppo di appartenenza.. sia questo di forumisti, giornalisti, produttori, ecc. per ribadire che il mio giudizio sarà SEMPRE e SOLO dettato dai miei gusti e dalle mie esperienze..
voglio solo molto bene a qualche forumista che considero amico.. perchè nel corso degli anni ho scoperto di non avere solo una comune passione per il vino.

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Re: greco-fiano

Messaggioda de magistris » 31 mar 2009 11:39

Ketto ha scritto:
de magistris ha scritto:
Ketto ha scritto:ma, soprattutto, perchè IO NON faccio parte del gambero rosso (nè di nessun'altro gruppo)..
quindi quando esprimo un parere non sto li ad autoreferenziarmi con nessuno nè a coltivare i miei rapporti con i produttori :wink:
dò semplicemente un giudizio spassionato.. che lascia il tempo che trova


Quindi chi fa parte del Gambero Rosso (o di qualsiasi altro gruppo) sta lì ad autoreferenziarsi o a coltivare i suoi rapporti con i produttori? (e mettiamoci pure l'occhiolino... :wink: )
niente da dire, concetto elegante e soprattutto per niente vigliacchetto... :lol:

ahi ahi ahi
excusatio non petita.. :lol:

non era un riferimento esplicito a te..
ma già che ci siamo.. caro de magistris.. credo non si possa negare che far parte del gambero qualche piccolo vincolo lo pone quando poi ci si va ad esprimere all'interno dell'universo stesso del gambero.. :wink:
non mi sembra ci sia nulla di vigliacchetto in questo.. anzi.. vigliacco è chi non ha il coraggio di dire e di assumersi la responsabilità delle proprie idee e delle proprie affermazioni..

io ho semplicemente chiarito le posizioni perchè mi sembra evidente che un complimento pubblico ad un "collega" lo si fa volentieri.. :) perchè lo si riceverà più volentieri in futuro.. :D :D :D
un occhio di riguardo per un'azienda particolarmente cara al gambero.. magari perchè compra pubblicità.. perchè fornisce vini per manifestazioni.. o semplicemente perchè ha un occhio di riguardo quando si va ospiti in cantina.. lo si potrà pure avere..
è molto umano tutto ciò.. e non c'è nulla di male..
nell'italia del berlusca e dei giornalisti prezzolati questo è un peccatuccio veniale.. e tuttosommato si può tranquillamente non tenerne conto..

MA

per quanto riguarda il sottoscritto mi sembrava importante sottolineare la mia totale estraneità a qualsiasi gruppo di appartenenza.. sia questo di forumisti, giornalisti, produttori, ecc. per ribadire che il mio giudizio sarà SEMPRE e SOLO dettato dai miei gusti e dalle mie esperienze..
voglio solo molto bene a qualche forumista che considero amico.. perchè nel corso degli anni ho scoperto di non avere solo una comune passione per il vino.


tu sei semplicemente un imbecille. e non ho nient'altro da dire su questo argomento. :D
Paolo De Cristofaro

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Re: greco-fiano

Messaggioda alexer3b » 31 mar 2009 11:43

de magistris ha scritto:tu sei semplicemente un imbecille. e non ho nient'altro da dire su questo argomento. :D

Complimenti , belle note !

Alex
Oggi, in latino...l'ha pijata ar culo. (Romano ad honorem 08-10-2008)

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Re: greco-fiano

Messaggioda diego » 31 mar 2009 11:45

Perchè appena c'è un argomento interessante finisce sempre in vacca?
Mah.. :roll:

Rilancio.
Parliamo delle potenzialità evolutive dei due vitigni in questione?
Esiste una finestra specifica per esprimere compiutamente il carattere del territorio: sopra una certa resa per ettaro tale carattere si spegne, ma lo stesso accade anche sotto una certa resa per ettaro.
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Re: greco-fiano

Messaggioda de magistris » 31 mar 2009 12:02

diego ha scritto:Perchè appena c'è un argomento interessante finisce sempre in vacca?
Mah.. :roll:

Rilancio.
Parliamo delle potenzialità evolutive dei due vitigni in questione?


Chiedo scusa se ripeto qualche concetto già espresso in altre occasioni ma la questione è tutt'altro che di facile approccio.
Può essere utile forse distinguere i vari aspetti.

Colore
Sul colore il fiano batte nettamente il greco come tenuta. Capita spesso di trovare fiano di dieci anni e oltre ancora con netti riflessi verdolini, il greco invece dopo 2-3 anni virà già decisamente verso un dorato più o meno carico.

Profumi
L'evoluzione aromatica del fiano mi sembra normalmente di gran lunga più interessante rispetto al greco e anche quella che maggiormente riesce ad inserirsi in un registro familiare, conosciuto, che parla talvolta la lingua di altri grandi bianchi da invecchiamento (chablis, riesling, soave, verdicchio). I fiano buoni delle zone buone hanno una prima fase estremamente aromatica, talvolta un po' banale, tutto sul fiore e sul frutto, che negli anni approfondisce sempre di più la sua parte minerale (timbri fumé, castagna infornata, pallina da tennis), combinata a sensazioni ancora più luminose di agrumi e vegetal-balsamiche-erbe aromatiche.
Il greco ha una mineralità più evidente in gioventù, ma evolve assai più rapidamente verso note di miele, pasticceria e spezie, ma anche e soprattutto verso sensazioni maltate, di grano, orzo, paglia (in quelli che evolvono bene). Molti però già dopo 3-4 anni presentano note ossidative di mela grattata e frutta sciroppata troppo in primo piano rispetto al resto. Con qualche eccezione. :D

Gusto
E' dal punto di vista gustativo che il greco mantiene generalmente di più la sua identità. A fronte di nasi molto evoluti, per non dire ossidati, spesso fanno da contraltare bocche ancora taglienti di acidità e generalmente più ricche della media dei fiano. Quest'ultimo ha un'acidità di partenza ed estratti generalmente più bassi, ma la conserva più a lungo e meglio. Anzi, in certi casi, la componente acida sembra accentuarsi alla distanza anziché ridimensionarsi. Quando dico questo ho in mente quei 3-4 produttori di cui ho potuto assaggiare cose di dieci anni e oltre.

Concludendo
Se dovessi dire su quale dei due punterei per fare delle prove in cantina e assaggiare cose nel medio e lungo termine, non avrei certo dubbi nel dire sì al fiano e no/ni al greco. Però se devo dire il vino bianco irpino che più mi ha emozionato e stupito, non c'è dubbio che segnalerei il Greco '89 di Vadiaperti. Perché quando riesce ad invecchiare, il greco assume un'originalità e un carattere tutto suo che lo rende unico e indimenticabile, mentre il fiano va su delle corde che ti obbligano a ricordare anche i grandissimi chablis e soave e verdicchi che hai bevuto. E il confronto a portata di mano ti rende più critico ed esigente.
:D
Paolo De Cristofaro

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Re: greco-fiano

Messaggioda diego » 31 mar 2009 12:06

Ci pensavo proprio ieri al parellelo chablis / fiano...ma avevo paura di dire una castroneria....
Esiste una finestra specifica per esprimere compiutamente il carattere del territorio: sopra una certa resa per ettaro tale carattere si spegne, ma lo stesso accade anche sotto una certa resa per ettaro.
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