The Drunk Ducks' Nest ...fall-winter 2018-19

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ZEL WINE
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2014-15

Messaggioda ZEL WINE » 27 dic 2014 05:27

paperofranco ha scritto:
Andyele ha scritto:Quindi sembrerebbe aver ragione chi mi dice ripetutamente e convintamente che champagne come krug 1988 e 1990 devono essere bevuti dalle 2 alle 4 ore dopo l'apertura?...e che se bevuti appena stappati è come averli buttati via?


Mah, io non sarei così categorico, e non ho mai creduto molto nelle stappature anticipate di ore o di giorni. Secondo me, come per tutti i grandi vini di tanti anni, bisogna avere pazienza e trattenersi dal tracannarli, lasciandogli il giusto tempo nel giusto bicchiere. E possibilmente bisogna averne una quantità sufficiente a rifarsi una seconda volta, perché il secondo bicchiere è sempre il meglio.


In base alla mia modesta esperienza la catalogherei tra le cagate: 4 ore di attesa per uno champagne di quasi 30 anni :lol:, decantarlo no?
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Andyele
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2014-15

Messaggioda Andyele » 27 dic 2014 15:45

ZEL WINE ha scritto:
paperofranco ha scritto:
Andyele ha scritto:Quindi sembrerebbe aver ragione chi mi dice ripetutamente e convintamente che champagne come krug 1988 e 1990 devono essere bevuti dalle 2 alle 4 ore dopo l'apertura?...e che se bevuti appena stappati è come averli buttati via?


Mah, io non sarei così categorico, e non ho mai creduto molto nelle stappature anticipate di ore o di giorni. Secondo me, come per tutti i grandi vini di tanti anni, bisogna avere pazienza e trattenersi dal tracannarli, lasciandogli il giusto tempo nel giusto bicchiere. E possibilmente bisogna averne una quantità sufficiente a rifarsi una seconda volta, perché il secondo bicchiere è sempre il meglio.


In base alla mia modesta esperienza la catalogherei tra le cagate: 4 ore di attesa per uno champagne di quasi 30 anni :lol:, decantarlo no?


Anche a me pare una ***, infatti non l'ho mai fatto. Ma chi me lo ha detto è tutt'altro che uno sprovveduto cazzaro...e di questi champagne ne ha bevuti una quantità enorme (almeno rispetto a me).
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2014-15

Messaggioda ZEL WINE » 27 dic 2014 16:41

Andyele ha scritto:
ZEL WINE ha scritto:
paperofranco ha scritto:
Andyele ha scritto:Quindi sembrerebbe aver ragione chi mi dice ripetutamente e convintamente che champagne come krug 1988 e 1990 devono essere bevuti dalle 2 alle 4 ore dopo l'apertura?...e che se bevuti appena stappati è come averli buttati via?


Mah, io non sarei così categorico, e non ho mai creduto molto nelle stappature anticipate di ore o di giorni. Secondo me, come per tutti i grandi vini di tanti anni, bisogna avere pazienza e trattenersi dal tracannarli, lasciandogli il giusto tempo nel giusto bicchiere. E possibilmente bisogna averne una quantità sufficiente a rifarsi una seconda volta, perché il secondo bicchiere è sempre il meglio.


In base alla mia modesta esperienza la catalogherei tra le cagate: 4 ore di attesa per uno champagne di quasi 30 anni :lol:, decantarlo no?


Anche a me pare una ***, infatti non l'ho mai fatto. Ma chi me lo ha detto è tutt'altro che uno sprovveduto cazzaro...e di questi champagne ne ha bevuti una quantità enorme (almeno rispetto a me).


Non lo metto in dubbio, ma sono fermamente convinto che non sia la tecnica migliore, anzi. Poi ci sta tutto,assolutamente.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2014-15

Messaggioda alì65 » 27 dic 2014 20:23

anche a me sembra una fischiata...
futuro incerto...ma w la gnocca!!!
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2014-15

Messaggioda Wineduck » 31 gen 2015 20:46

La sera del 5 gennaio a casa mia, con qualche amico fra cui il blogger-docente AIS Riccardo Margheri, abbiamo aperto alcune bottigliette. C'era anche una coppia (assoltamente alla cieca) di Chateauneuf du Pape. Per la precisione:
- Domaine de Marcoux - Chateanuef du Pape Vieilles Vignes 2000
- Usseglio Pierre et fils - Châteauneuf du Pape Cuvée de mon Aïeul 2000


Riporto di seguito le stupefacenti note di Riccardo che, pur non riconoscendo la denominazione, aveva inquadrato perfettamente i due vini:

Chi ama il vino lo sa:il massimo da una degustazione lo si ottiene con la disponibilità alla fascinazione, la capacità di stupirsi, l'umiltà nel mettere in discussione tutto ciò che si sa o si crede di sapere per integrarlo e renderlo vivo con qualcosa di nuovo.
Metti ad esempio una sera a cena a casa di Wineduck, con due vini che sovvertono le gerarchie costituite e sbeffeggiano i preconcetti. Il primo ha un colore non profondo ma luminoso, con una nobile inclinazione verso un granato ancor vivo. Lo accosti al naso e pensi al piacere della consapevolezza di degustare un grande Pinot Noir, ti pervade quel noto senso di appagamento, di star percorrendo una tappa importante del tuo cammino in mezzo ai bicchieri. Il naso ha un po' di brett d'ordinanza (un tot in effetti...), ma come auspicabile e previsto l'ossigenazione consente una maggiore focalizzazione: e quanto si intravedeva sulle prime (fragranza di frutto nero, griotte) si declina verso una fragrante florealità, una inconsulta ma gradevolissima, quasi ammiccante nota di fragola matura, una balsamicità delicata che staglia i toni più fruttati. Al palato, già sulle prime magnifica compiutezza, oserei dire una consequenzialità nelle interazioni tra tutte le componenti dell'architettura gustativa (un paragone? l'interno della Basilica di Santa Croce a Firenze). Non é he non sia avvolgente, anzi, è un vino falsamente sottile: lo sembra per la pervasività di un tannino dalla finissima trama che satura e appaga senza pesantezza ogni poro del palato; per lo slancio garantito da un'acidità così ben integrata che ne apprezzi l'esuberanza solo per l'abbondante salivazione al fin di bocca; e, last but not least, per l'acidità che verticalizza una fragrante corrispondenza aromatica, sia fruttata sia floreale: essa non esplode, ma gratifica prolungandosi ben al di là di quanto non ci si stanchi di contare. Troppo splendidamente bilanciato per esser solo il risultato di una costruzione enologica. Adamantino e apollineo nella sua perfezione (e meno male che c'è un po' di brett al naso!), rilasciato in gita dal mondo delle idee per la gioia non solo dell'intelletto. E qui il gioco del riconoscimento può spaziare largo: Morey? (per la sapidità) troppo filigranato; Vosne? (per la suadenza) la profondità minerale conduce altrove; Echezaux? non con questa fermezza tannica. Magari un Musigny?
Noto di essermi molto dilungato sul primo vino, ma non è che il secondo non meriti, nelle sue differenze altrettanta attenzione: è un finto semplice. Il colore di leggermente maggiore profondità, e un'impressione di maggiore densità nel bicchiere ben si attagliano a un naso opulento, dolce: è talmente piacevole nella sua maturità che si arriva a paventare (non il massimo per il mio gusto personale) un'impostazione stilistica internazionale, eccessi estrattivi ed invasioni barbariche di legno nuovo. Niente di tutto ciò: la speziatura vagheggia perdizioni orientali, stile erotismo decadente fin de siecle (dopo tutto, il vino è suggestione...); voluttuosamente naufraga in mare di immacolata ciliegia e fragola mature, screziate, con l'ossigenazione, da una più maschia nota terrosa che fa da pendant. Tutto assai mediterraneo, tanto più con le tracce di pasta di olive e la salinità marina che si affollano a seguire. La bocca è opulenta, avvolgente, l'equilibrio si è spostato verso la morbidezza: in realtà dir ciò è però improprio, che il palato ha un impianto naturale e logico nella sua compiutezza quanto il vino precedente. Qui l'alcolicità non appesantisce, puntella; e acidità e sapidità non affogano in questa sorta di lussureggiante barocco ma nitido trionfo di frutta e non solo, anzi, son ben presenti, basta andarle a cercare, dedicare un sorso a far mente locale nell'apprezzarne il ruolo, di come allunghino il portato gustativo, come slancino la beva di un vino potente ma che si distende con grazia invidiabile. Nell'ascoltarne la persistenza al contempo se ne gode l'articolazione aromatica: la mineralità è il filo conduttore di un cammino per niente appiattito sul frutto iniziale, dove tutto ciò che aveva fatto capolino al naso reclama il suo posto anche in bocca. Avvolgente, decadente, anche se fa specie definirlo così per la gioventù che mantiene: Chambolle? No, troppo potente, magari uno Chambertin di un'annata calda sapientemente gestita nello sfruttarne il plus di maturità senza appiattirsi.
Ma di quali mai Pinot Noir si trattava, direte Voi: di due meravigliosi Chateauneuf-du-Pape annata 2000, Chateau de Marcoux Vielle Vignes il secondo, Dom. Usseglio il primo. Splendidi e fratelli nelle loro diversità, figli di vigne vecchie che son vecchie per davvero (anche più di cento anni), di un'annata calda che non spaventa perché un'antica sapienza ne sfrutta il potenziale, di un'enologia poco interventista, umilmente al servizio della terra. Che ci raccontano, parafrasando Haldane, che il mondo del vino non solo è più strano (e splendido) di quanto immaginiamo, ma anche di quanto possiamo immaginare. E che dopo tutto è vero che le vecchie annate si somigliano un po' tutte, quale che sia il vitigno...
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2014-15

Messaggioda Wineduck » 18 apr 2015 22:14

Oggi si è bevuto bene... :wink:
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... fall-winter 2014-15

Messaggioda arnaldo » 19 apr 2015 08:34

Confermo. :shock: :shock: 8) 8)
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda Wineduck » 19 apr 2015 14:38

Ieri, sabato 18/04, si è mangiato e bevuto questa robetta qua:

Antipasto n. 1: zonzelle fritte (dette anche coccole fiorentine o gnocchi emiliani) con culatello appena affettato
- Diebolt Vallois Champagne Blanc de Blancs Millesimé 2006
- Ferrari Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1997

Antipasto n. 2: Persillè e Magret de Canard appena arrivati dal mercato di Beaunne by Alessio hag
- Guigal Etienne Cote Rotie La Landonne 2002
- Prieuré Roch Gevrey-Chambertin Grand Cru Chambertin Clos De Beze 2002

Primo piatto: rigatoni di Gragnano con sugo di pomodoro dell'orto di Franco con guanciale sgrassato in padella
- Mission Haut Brion, Chateau La Chateau La Mission Haut Brion - Pessac Leognan 1995
- Marcoux, Domaine de Chateanuef du Pape Vieilles Vignes 1995

Secondo piatto: cinghiale casolese in umido accompagnato da sformatino di zucchine
- Ceretto Bricco Rocche Barbaresco Bricco Asili 1989
- Jamet, Domaine Cote Rotie 1989
- Poggio Antico Brunello di Montalcino Riserva 1988

Formaggi: plateau di formaggi borgognoni sempre by Alessio
- Schoffit Gewurztraminer GC Rangen de Clos St. Theobald 2002
2 recioto della Valpolicella (prego marwine e Sydney di inserire il nome esatto del vino dei produttori, grazie)

cantucci artigianali rustici e dolci assortiti
- Moscato d'Asti 2013 Saracco
Ultima modifica di Wineduck il 19 apr 2015 17:55, modificato 1 volta in totale.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda Andyele » 19 apr 2015 14:54

Wineduck ha scritto:Primo piatto: rigatoni di Gragnano con sugo di pomodoro dell'orto di Franco con guanciale sgrassato in padella - Mission Haut Brion, Chateau La Chateau La Mission Haut Brion - Pessac Leognan 1995- Marcoux, Domaine de Chateanuef du Pape Vieilles Vignes 1995


Certo che abbinare due bellissimi vini come questi ad un piatto del genere ci vuole proprio tanto, troppo coraggio... :mrgreen:
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda paperofranco » 19 apr 2015 19:39

Andyele ha scritto:
Wineduck ha scritto:Primo piatto: rigatoni di Gragnano con sugo di pomodoro dell'orto di Franco con guanciale sgrassato in padella - Mission Haut Brion, Chateau La Chateau La Mission Haut Brion - Pessac Leognan 1995- Marcoux, Domaine de Chateanuef du Pape Vieilles Vignes 1995


Certo che abbinare due bellissimi vini come questi ad un piatto del genere ci vuole proprio tanto, troppo coraggio... :mrgreen:


In effetti la descrizione di Alessandro non rende giustizia al piatto :mrgreen:
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda Wineduck » 19 apr 2015 21:31

paperofranco ha scritto:
Andyele ha scritto:
Wineduck ha scritto:Primo piatto: rigatoni di Gragnano con sugo di pomodoro dell'orto di Franco con guanciale sgrassato in padella - Mission Haut Brion, Chateau La Chateau La Mission Haut Brion - Pessac Leognan 1995- Marcoux, Domaine de Chateanuef du Pape Vieilles Vignes 1995


Certo che abbinare due bellissimi vini come questi ad un piatto del genere ci vuole proprio tanto, troppo coraggio... :mrgreen:


In effetti la descrizione di Alessandro non rende giustizia al piatto :mrgreen:


Allora descrivilo chef-comunicatore :mrgreen:
...e metti anche due note sui vini ...ora che sei uno dei maggiori rodanisti della...Valdelsa :lol:
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda arnaldo » 20 apr 2015 09:38

Ci penso....vai........

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La prima sfida, quella delle bolle ha diviso la platea.Ad un cremoso,elegante Millesime 2006 BdB di LAHAYE ,fitto,gessoso e floreale si è contrapposta la Bolla Italiana x Eccellenza, Il GiulioFerrari Riserva del Fondatore 1997,matura,anche questa fitta,piu' ricca di sensazioni mature,molto gourmand che abbinata a Culatello e zonzelle fritte,per me,ha vinto la sfida.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda arnaldo » 20 apr 2015 09:45

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la seconda sfida,na robetta, ha visto di fronte due pezzi da 90, assoluti,unici.
Lo Chambertin Clos de beze 2002 di PRIURE' ROCH e LA LANDONNE 2002 di GUIGAL.
hai detto poco. Trappolone. Il naso del BEZE pareva un RAYAS e la LANDONNE dai tratti ancora Vinosi (con colore di arredo rubino/violaceo) un Pinot semi-moderno....boh....mah......forse....si...sono partite le cazzate a raffica.....
anche se a Christian ad un certo punto gli si è accesa la lampadina e l'ha beccato.
Timbro speziato da mercati orientali,declinazioni di cola,cannella,alloro,tutte le cose buone,una lunghissima verticale mineralita',dai tratti raffinati,non urlati.
LANDONNE invece quasi ingessata nella sua forza.Profondo,ancora fruttato/vinoso,lampi sanguigni,mora, ma torna indietro, come a dire "provate a ripassare tra 10 anni......bocca di gran materia,piena,si percepisce la forza e l'allungo........qui per me per ora vince CHAMBERTIN clos de BEZE....e detto da un RODANO BOYS è tutto dire.... :lol: :lol:
ahhh l'abbinamento era con Persillè e Magret de Canard appena arrivati dal mercato di Beaunne by Alessio hag
Ultima modifica di arnaldo il 20 apr 2015 09:59, modificato 1 volta in totale.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda arnaldo » 20 apr 2015 09:53

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la terza sfidella,niente de che', ha visto contrapposte CHATEAU LA MISSION HAUT BRION 1995 e lo CHATEAUNEUFdu PAPE VIELLES VIGNES 1995 di DOMINE de MARCOUX,sfida penalizzata dal non perfetto stato di forma del primo,poco espressivo al naso, con note di frutta e lieve erbaceo inficiato di continuo da un sottile lieve muffino e da un andamento in bocca strano quasi amarotico,pur se a tratti dava l'idea di dare una cazzottata a questo difettuccio.....MARCOUX invece è sontuoso, e' LA MIA BOTTIGLIA,piena intensa,forzuta,nerbo e grazia,sfericita' e tratti eleganti,bocca di rara avvolgenza ed espansione, la bevi senza pensarci tanto...qui ovviamente ha messo d'accordo tutti,ma per il podio finale.......abbinamento rigatoni di Gragnano con sugo di pomodoro dell'orto di Franco con guanciale sgrassato in padella
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda arnaldo » 20 apr 2015 10:05

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E siamo ai vecchietti.Un terzetto. Qua' ne vedete due, il terzo lo vedrete nella prossima fotina,grazie molte al nuovo format del gambero che ci facilita in questo....
Allora.POGGIO ANTICO Brunello Riserva 1988 commovente per stato,evoluzione,ancora sulla frutta quasi disidratata,sentori autunnali,tracce di erbe aromatiche e una bocca fine,sussurrata,salina con discreta lunghezza....piu' di cosi' difficile chiedere......un Bricco ASILI 1989 di CERETTO non del tutto a posto,scomposto al naso,speziato e vegetale andata e ritorno, ed un timbro tannico appena asciugante a chiudere,anche se difeso ottimamente come a dire "non mi avrai fino in fondo!! :D :D
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda arnaldo » 20 apr 2015 10:12

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Ecco il terzo incomodo,quello sulla sinistra....e che incomodo. Diciamo il COMODO VINCITORE. Cotie Rotie 1989 di JAMET.Verticale,tremendamente minerale.Tutto su spezie orientali finissime,in grani,fruttini,cola,erbe aromatiche...un carosello.....e bocca verticale,precisa,lunga,di beva stratosferica.....un Campione assoluto in perfetto stato....Chapeau!!!abbinamento cinghiale casolese in umido accompagnato da sformatino di zucchine
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda arnaldo » 20 apr 2015 10:16

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No,scusate.....apro una parentesi......perchè questa merita.....guardate....pare un opera d'arte, un acquerello.....mica roba da tutti i giorni.....direttamente dal mercato di Beaune questa incredibile selezioni di formaggi di latte vaccino nei vari affinamenti oltre a Comte' in due stagionature.....e al persille' citato prima e magret de canard.......UN GIGANTESCO GRAZIE ad ALESSIO pusher straordinario di questo carosello.....
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda arnaldo » 20 apr 2015 10:22

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Clos St Theobald 2002 GWT di DOMAINE SCHOFFIT, Recioto di Soave Suavissimus 2005 di DANIELE NARDELLO, e recioto della valpolicella LE CALCAROLE 2003 di MAZZI, hanno allietato il carosello di dolci,per la cronaca cantucci artigianali rustici (che bboni con quel filino di burro in piu'...) e dolci al cioccolato assortiti,........e in fondo per il ruttazzo finale Pure SARACCo col suo Moscati d'asti 2013.
GWT di SCHOFFIT da prendere a modello su come fare un aromatico senza picchiare troppo di alcool e di pesantezze varie.....NARDELLO un Recioto dolce,cremoso,ma fresco e bevibile senza sbavature, MAZZi bello fitto e ricco di dolcezze fruttate scure,scolato senza ritegno con i dolcetti al cioccolato.......
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda arnaldo » 20 apr 2015 10:28

IL MIO PODIO è stato
MARCOUX
JAMET
PRIEURE' ROCH
con LANDONNE appena dietro.ma mi chiedo dove sarebbe finita LA MISSION se la bottiglia fosse stata perfetta... :roll: :roll: :roll:
Grazie a tutti i partecipanti...Riccardo,Ale,Alessio (chapeau x tutto il ben di Dio condiviso.....),Papero (che me lo aspettavo proprio come l'ho trovato,sorridente,preparato,attento,curioso.....un vero rompicoglioni insomma.. :lol: :lol: ).......infine ALE WD thank you very much my brother 8) 8) un abbraccio........speriamo di rifarne altrettante....... :D :D :D
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda hag » 20 apr 2015 19:05

Due parole solo per ringraziare tutti quanti della fantastical compagnia , bellissima giornata solo per il piacere di stare insieme e bere vino . Per me gratificante stare al tavolo con gente che me sa 1000 volte più di me e perdona il mio approccio al vino
diciamo casareccio . Grandi tutti ma il grazie più grande va ad Alessandro che generosamente ha condiviso con noi le meraviglie che avete visto . Per me n 1 e maestro

tutto super ma jamet , prieure roch, landonne e marrcoux un po' più su
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda paperofranco » 20 apr 2015 22:35

Premesso che nessun abbinamento è stato pensato, ma si è solo cercato di non rovinare tutto servendo carciofi crudi o cotti, il primo è una semplice 'matriciana un po' rivisitata addolcita dalla cipolla fresca di tropea e alleggerita sgrassando un po' il guanciale(di qualità), tutto qui.
I vini.
Le due bollicine entrambe di alto livello, ho preferito il BdB perché è il tipo di Champagne che amo, ma il nostro era un "vino" di classe anch'esso.
Prima batteria rossa,
So bene di essere completamente isolato nella valutazione, per me Landonne aveva una marcia in più, messi accanto a quel modo sembrava ci fossero dieci anni di differenza a favore del Rodano. Il Bèze è indubbiamente un vino di grande fascino, ma io trovo che sia un fascino un po' decadente, giocato tutto su terziari ed evoluzione, e sinceramente, da un gran cru di un grande produttore in una grande annata mi sarei aspettato più "tiro", cosa che per altro hanno sentito tutti gli altri, ad onor del vero. Io sono rimasto comunque della mia idea dall'inizio alla fine, anche ora col senno di poi.
Seconda batteria rossa.
Una bottiglia secondo me non perfetta di Mission spiana la strada ad una vittoria agevole del CdP. Per me un grande vino, colto forse in un momento di beva magico.
Terza batteria rossa.
Dico ancora Rodano in cima, bellissima la scorta di energia mostrata in souplesse dal Cote Rotie di Jamet, altro gran vino. Segue di poco un sorprendente Poggio Antico, direi spiazzante nella fragranza olfattiva delle sue note floreali, che forse paga solo una minore presa sul palato, ma è l'ennesima dimostrazione di quanto sia stata grande l'annata '88 a Montalcino, forse irripetibile. Il Barbaresco invece, pur figlio d una grande annata, insiste al naso su una nota di ferro monopolizzante, e si ferma su una certa intransigenza tannica al palato. Irrisolto.
Grazie Ale, grazie ragazzi.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda paperofranco » 21 apr 2015 21:37

Aggiungo: cercando di trovare un filo conduttore della degustazione direi che questo è stato l'esuberanza giovanile delle tre etichette rodanesche.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda Wineduck » 21 apr 2015 23:37

paperofranco ha scritto:Aggiungo: cercando di trovare un filo conduttore della degustazione direi che questo è stato l'esuberanza giovanile delle tre etichette rodanesche.


No dai, basta, smetti di esaltare il Rodano! Non mi sembri neppure più lo stesso... 8)
Torna a parlare bene di quei rossi pallidi che coltivano un poco più a nord ed i nostri amati sangiovese! Altrimenti mi sento in colpa: non vorrei averti trasformato per il resto della vita... :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda Wineduck » 26 apr 2015 19:07

Oggi pranzetto a casa con unvecchio forumista alla sua prima trasferta dopo la nascita della sua prima figlia.
Per festeggiare l'evento si è bevuto:
- Champagne Brut Natur Blanc de Blancs Lahert Freres: un concentrto di agrumi, bergamotto e lime su tutti, sassi bianchi e grande freschezza, non il mio genere ma perfetto per un apertivo spensierato e sbarazzino;
- Champagne Brut Entre Ciel et Terre F. Bedel uno champagne pienamente selossiano (ma che costa la metà) con una parata di sentori tabaccosi, erbacei, dolci in genere ma senza stuccchevolezza anzi con spina acida importante; molto pià nelle mie corde.
- Champagne Cuvée Dom Perignon vintage 1990: proveniente da un lotto di bottiglie non conservate proprio in maniera maniacale (come accade in molti ristoranti), è riuscito comunque a dare il meglio di sé pur dimostrando qualche annetto in più del dovuto; la prestazione è stata comunque sontuosa perchè il prodotto è sublime: alternanza continua fra sentori di pasticeria raffinatissima e sensazioni agrumate, fresche e saturanti; un caleidoscopio di sensazioni olfattive e gustative davvero inebiriante come solo i fuoriclasse riescono a garantire.
- Puligny-Montrachet Premier Cru Les Perrières 2005 H. Bolliot è un vino che ti spiazza per la gioventù che dimostra, compresa qualche nota vanigliata di troppo nella prima ora. Dopo esce fuori il territorio ma senza le abbondanze tipiche di Meursault, più floreale che fruttato, con una fine mineralità sul finale. L'altra bottiglia dovrà aspettare ancora. Se penso però al prezzo pagato alcuni anni fa, lo classifico fra i Borgogna bianchi esagerati nel rapporto Q/P.
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Re: The Drunk Ducks' Nest ... spring-summer 2015

Messaggioda davidef » 27 apr 2015 23:22

Ale, entrerà ciel et terre di Bedel lo adoro, costa un terzo di Selosse. ..altrimenti lo comperi male

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