The Drunk Ducks' Nest ...fall-winter 2018-19

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easy11
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Re: The Drunk Ducks' Nest ...fall-winter 2018-19

Messaggioda easy11 » 18 set 2018 15:42

AUGURIIIIIIIIIII
Questo thread ha più di 10 anni, complimenti
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Wineduck
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Re: The Drunk Ducks' Nest ...fall-winter 2018-19

Messaggioda Wineduck » 19 gen 2019 16:07

Meravigliosa bottiglia di Farò Palari 1998
Olfattivamente è partito a mille! Terra vulcanica, rosa, liquirizia, cardamomo, carciofo bollito, thè nero. Ha poi avuto una fase calante in cui ho lasciato che l'ossigenazione facesse il suo giusto lavoro. Dopo oltre due ore è arrivato un incenso leroyano dopo essere passato dalla fase fruttata (durone affogato nel cacao) e della scorza d'arancia. Il cacao è rimasto una costanza di tutte le fasi, percepito fin nella PAI praticamente infinita che mi accompagnava anche dopo molti minuti al sorso successivo.
In bocca aveva una freschezza quasi sbarazzina, un classico caso di "potenza senza peso" nel suo colore diafano, granato luminosissimo che attraeva in modo ipnotico.
La bocca è stata senza dubbio la sua parte migliore: ingresso fresco, tannini fittissimi, levigati ma estremamente vivi, assolutamente non ancora domi... un vino decisamente ancora non arrivato. Finale in crescendo con un vortice di sentori freschi e caldi in perfetta armonia: ancora cacao in polvere, scorza d'arancia, menta, nocciola, terra, thè nero....tanto altro a cui non sono riuscito a dare un nome.
Un applauso scrosciante a Salvatore Geraci: è sempre un gran vino (il più sottovalutato d'Italia, senza se e senza ma) e la '98 rimane di gran lunga la sua migliore annata.
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Fedevarius
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Re: The Drunk Ducks' Nest ...fall-winter 2018-19

Messaggioda Fedevarius » 19 gen 2019 18:16

Wineduck ha scritto:....Olfattivamente è partito a mille!.....Ha poi avuto una fase calante in cui ho lasciato che l'ossigeno.... Dopo oltre due ore è arrivato un incenso leroyano dopo essere passato dalla fase fruttata


chiedo scusa se approfitto di questo thread e vado un po' OT per fare una domanda da pivello quale sono: come vi regolate in questi casi? come si stabilisce se il vino avrà o meno una evoluzione in positivo nel giro di qualche ora oppure no??
si tratta semplicemente di cultura ed esperienza?

recentemente un 1er cru di Borgogna (niente di impegnativo) appena aperto aveva tutta la frutta rossa immaginabile, lamponi, caramelle alla fragola... poi parita nel giro di qualche minuto per lasciare un naso non molto espressivo che dopo un paio d'ore sì è aperto ma senza mai ritrovare la dolcezza e futtosità iniziale... sbaglio qualcosa? tempi? bicchiere? (vino? :-D)
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Re: The Drunk Ducks' Nest ...fall-winter 2018-19

Messaggioda Messner » 19 gen 2019 19:01

Fedevarius ha scritto:
Wineduck ha scritto:....Olfattivamente è partito a mille!.....Ha poi avuto una fase calante in cui ho lasciato che l'ossigeno.... Dopo oltre due ore è arrivato un incenso leroyano dopo essere passato dalla fase fruttata


chiedo scusa se approfitto di questo thread e vado un po' OT per fare una domanda da pivello quale sono: come vi regolate in questi casi? come si stabilisce se il vino avrà o meno una evoluzione in positivo nel giro di qualche ora oppure no??
si tratta semplicemente di cultura ed esperienza?

recentemente un 1er cru di Borgogna (niente di impegnativo) appena aperto aveva tutta la frutta rossa immaginabile, lamponi, caramelle alla fragola... poi parita nel giro di qualche minuto per lasciare un naso non molto espressivo che dopo un paio d'ore sì è aperto ma senza mai ritrovare la dolcezza e futtosità iniziale... sbaglio qualcosa? tempi? bicchiere? (vino? :-D)


Corretto, giusto che aromi di quel tipo con l'ossigenazione pian piano affievoliscano lasciando spazio a terziari.. Poi oh, dipende da tanti fattori, da che bottiglia è, chi l'ha fatta, quanti anni ha il vino...
Se ci fai caso con bottiglie vecchiotte ma non troppo appena le apri te la puoi trovare subito tutta su aromi di frutta e dopo pochissimo già terziari e la frutta quasi inesistente. Può anche capitarti che la bottiglia sia chiusa tantissimo e la frutta venga fuori dopo adeguata ossigenazione e poi escano i terziari assieme ad essa, o proprio non esca perchè il vino è evoluto. Diciamo che aromi standard tipo fragolina, ribes, lampone sono più una prerogativa di un vino "giovane" con un passaggio in legno ben dosato..Man mano che evolve vengono fuori aromi evolutivi e questi affievoliscono sino a scomparire. Ma anche questa non è una regola, dipende dal vino...Troppe variabili in gioco
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l'oste
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Re: The Drunk Ducks' Nest ...fall-winter 2018-19

Messaggioda l'oste » 20 gen 2019 02:06

Wineduck ha scritto:Meravigliosa bottiglia di Farò Palari 1998
Olfattivamente è partito a mille! Terra vulcanica, rosa, liquirizia, cardamomo, carciofo bollito, thè nero. Ha poi avuto una fase calante in cui ho lasciato che l'ossigenazione facesse il suo giusto lavoro. Dopo oltre due ore è arrivato un incenso leroyano dopo essere passato dalla fase fruttata (durone affogato nel cacao) e della scorza d'arancia. Il cacao è rimasto una costanza di tutte le fasi, percepito fin nella PAI praticamente infinita che mi accompagnava anche dopo molti minuti al sorso successivo.
In bocca aveva una freschezza quasi sbarazzina, un classico caso di "potenza senza peso" nel suo colore diafano, granato luminosissimo che attraeva in modo ipnotico.
La bocca è stata senza dubbio la sua parte migliore: ingresso fresco, tannini fittissimi, levigati ma estremamente vivi, assolutamente non ancora domi... un vino decisamente ancora non arrivato. Finale in crescendo con un vortice di sentori freschi e caldi in perfetta armonia: ancora cacao in polvere, scorza d'arancia, menta, nocciola, terra, thè nero....tanto altro a cui non sono riuscito a dare un nome.
Un applauso scrosciante a Salvatore Geraci: è sempre un gran vino (il più sottovalutato d'Italia, senza se e senza ma) e la '98 rimane di gran lunga la sua migliore annata.

D'accordo su tutto Alessandro, compro e ho bevuto più volte il Faro Palari dalla '98 in poi, praticamente tutte le annate fino alla penultima uscita (solo perchè penso sia un vino che abbisogni ancora di un paio d'annetti di attesa appena messo in commercio).
Non concordo sul sottovalutato, in Italia viene lodato, premiato e bevuto con soddisfazione, ma temo che forse ti riferisca al prezzo ancora umano e senza strappi esagerati di anno in anno, perchè il suo produttore è un signore vero, oltre che bravo a fare vino.
Aspetta solo che arrivi un punteggione dal signor Critico Famoso o una posizione alta nella classifica di una Rivista Importante e ci giochiamo un'altro tra i più buoni rossi italiani e tra i più costanti dell'ultimo ventennio.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


Iir Boon Gesùuu/ ciii/ fuuur/ mini

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