Gaja Barbaresco

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lafillossera
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Gaja Barbaresco

Messaggioda lafillossera » 07 mag 2019 10:36

Qualcuno conosce le differenze tra i barbaresco "etichetta nera" e Infernot prodotti negli anni 50-60? Grazie
vinogodi
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Re: Gaja Barbaresco

Messaggioda vinogodi » 07 mag 2019 13:24

...bevuto tanto , ma mai approfondito ...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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lafillossera
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Re: Gaja Barbaresco

Messaggioda lafillossera » 07 mag 2019 15:03

bevuto poco, approfondito tanto ma info poche, anzi zero :lol:
BarbarEdo
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Re: Gaja Barbaresco

Messaggioda BarbarEdo » 07 mag 2019 15:10

Io so dirti questo: all'epoca l'unica vigna di proprietà di Giovanni Gaja piantata a nebbiolo da barbaresco era quella alle Secondine, dove ora c'è il cabernet del Darmagi.
In quegli anni il barbaresco e il barolo non erano così richiesti e c'era l'abitudine di imbottigliare solo al momento dell'ordinazione da parte di un cliente. Il vino imbottigliato e venduto subito, probabilmente a clienti fissi, era il barbaresco "regolare", mentre il vino dell'ultima botte rimasta , imbottigliata anche dopo 7-8 o 10 anni, era etichettato come Infernot (che in basso Piemonte è la "cantinetta nella cantina" il punto più fresco e sotterraneo della casa usato come dispensa).
Quindi stessa vigna , stessa uva, stessa vinificazione ma affinamento molto più lungo.
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maxer
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Re: Gaja Barbaresco

Messaggioda maxer » 08 mag 2019 01:34

BarbarEdo ha scritto:Io so dirti questo: all'epoca l'unica vigna di proprietà di Giovanni Gaja piantata a nebbiolo da barbaresco era quella alle Secondine, dove ora c'è il cabernet del Darmagi.
In quegli anni il barbaresco e il barolo non erano così richiesti e c'era l'abitudine di imbottigliare solo al momento dell'ordinazione da parte di un cliente. Il vino imbottigliato e venduto subito, probabilmente a clienti fissi, era il barbaresco "regolare", mentre il vino dell'ultima botte rimasta , imbottigliata anche dopo 7-8 o 10 anni, era etichettato come Infernot (che in basso Piemonte è la "cantinetta nella cantina" il punto più fresco e sotterraneo della casa usato come dispensa).
Quindi stessa vigna , stessa uva, stessa vinificazione ma affinamento molto più lungo.

..... questo Edoardo, ne sa una più del diavolo .....

Complimenti :shock:
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lafillossera
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Re: Gaja Barbaresco

Messaggioda lafillossera » 08 mag 2019 09:46

BarbarEdo ha scritto:Io so dirti questo: all'epoca l'unica vigna di proprietà di Giovanni Gaja piantata a nebbiolo da barbaresco era quella alle Secondine, dove ora c'è il cabernet del Darmagi.
In quegli anni il barbaresco e il barolo non erano così richiesti e c'era l'abitudine di imbottigliare solo al momento dell'ordinazione da parte di un cliente. Il vino imbottigliato e venduto subito, probabilmente a clienti fissi, era il barbaresco "regolare", mentre il vino dell'ultima botte rimasta , imbottigliata anche dopo 7-8 o 10 anni, era etichettato come Infernot (che in basso Piemonte è la "cantinetta nella cantina" il punto più fresco e sotterraneo della casa usato come dispensa).
Quindi stessa vigna , stessa uva, stessa vinificazione ma affinamento molto più lungo.


Grazie mille. In pratica si trattava di una riserva non dichiarata.
Hai qualche info anche sull'etichetta nera?
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zampaflex
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Re: Gaja Barbaresco

Messaggioda zampaflex » 08 mag 2019 09:56

BarbarEdo ha scritto:Io so dirti questo: all'epoca l'unica vigna di proprietà di Giovanni Gaja piantata a nebbiolo da barbaresco era quella alle Secondine, dove ora c'è il cabernet del Darmagi.


Visto che era l'unica di proprietà storica, si capisce meglio il dolore del babbo all'espianto. :mrgreen:

PS per i neofiti e i non piemontesi, "darmagi" è un'espressione da tradurre in "che peccato!"
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