Bevute gennaiesi

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merlotto85
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda merlotto85 » 16 gen 2019 21:05

Apice 2013 Amerighi

Naso intenso di frutto di bosco mora mirtilli , pepe nero , bocca piena voluminosa , morbida con finale leggermente amaro....bottiglia forse non apposto , riscontrato un discreto fondo...
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zampaflex
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda zampaflex » 17 gen 2019 00:06

gbaenergiaeco10 ha scritto:
alì65 ha scritto:
zampaflex ha scritto:Valentini Trebbiano 1990 - naso caleidoscopico, ricco di fini sfumature, a profusione. Bocca adulta, placida non movimentista, anche seduta se vogliamo. Però trascende il tempo.
.


non c'ho capito una mazza, buono o no buono?


seguo interessato e aggiungo: ma le vecchie annate tutti sti dindi li vaglono o no?


Come con tanti mostri sacri, prima o poi è meglio confrontarcisi.
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Ale Lenzi
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda Ale Lenzi » 17 gen 2019 09:50

M. Chapoutier Ermitage De L'Oree 1991: prima volta con questa etichetta. Colore dorato intenso luminoso. Naso veramente complesso ed evoluto, miele di castagno, sciroppo d'acero, pompelmo candito ma anche zolfo, sbuffi minerali e fiori di campo, bello stratificato. La bocca è piuttosto larga e glicerica, dolcezza più che percettibile, mineralità importante, struttura possente bilanciata sì da una notevole freschezza considerata l'età ma anche da una non adeguata acidità, finale lungo ma amarognolo.
Vino veramente "diverso" e spiazzante, molto ricco ma forse troppo "molle", bottiglia mia non a posto, in parabola discendente o è proprio questa l'identità del vino?
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Ludi
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda Ludi » 17 gen 2019 10:30

Ale Lenzi ha scritto:M. Chapoutier Ermitage De L'Oree 1991: prima volta con questa etichetta. Colore dorato intenso luminoso. Naso veramente complesso ed evoluto, miele di castagno, sciroppo d'acero, pompelmo candito ma anche zolfo, sbuffi minerali e fiori di campo, bello stratificato. La bocca è piuttosto larga e glicerica, dolcezza più che percettibile, mineralità importante, struttura possente bilanciata sì da una notevole freschezza considerata l'età ma anche da una non adeguata acidità, finale lungo ma amarognolo.
Vino veramente "diverso" e spiazzante, molto ricco ma forse troppo "molle", bottiglia mia non a posto, in parabola discendente o è proprio questa l'identità del vino?


e' una descrizione molto conforme all'identita' di questo vino (e molto ben scritta, tra l'altro).
Tuttavia, pur non essendo un campione di acidita', stai ben sicuro che lo potrai bere anche tra venti anni.
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zampaflex
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda zampaflex » 17 gen 2019 10:33

Ale Lenzi ha scritto:M. Chapoutier Ermitage De L'Oree 1991: prima volta con questa etichetta. Colore dorato intenso luminoso. Naso veramente complesso ed evoluto, miele di castagno, sciroppo d'acero, pompelmo candito ma anche zolfo, sbuffi minerali e fiori di campo, bello stratificato. La bocca è piuttosto larga e glicerica, dolcezza più che percettibile, mineralità importante, struttura possente bilanciata sì da una notevole freschezza considerata l'età ma anche da una non adeguata acidità, finale lungo ma amarognolo.
Vino veramente "diverso" e spiazzante, molto ricco ma forse troppo "molle", bottiglia mia non a posto, in parabola discendente o è proprio questa l'identità del vino?


No, è corretto. L'identità del vino (vitigno) è questa. I bianchi del Rodano a base Roussanne e/o Marsanne, vivono su mineralità e amari fini, non essendo grandi generatori di acidità ma anzi piuttosto glicerici (anche il Viognier più a sud non è che brilli sotto questo aspetto).

(Edit) Ludi mi ha preceduto di qualche secondo :D
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda GabrieleB. » 17 gen 2019 10:51

Solaia 1991 Antinori
Un caro amico ha voluto condividerla per il suo compleanno…non ci sarebbe molto da aggiungere al fatto che sia ancora di una giovinezza irreale,con un’integrità di frutto che lascia davvero a bocca aperta e si resta basiti al pensiero di quanta strada potrebbe avere avanti a sé.Rosso rubino vivo e brillante,subito una nota vegetale e di grafite al naso,con il passare dei minuti comincia a definirsi un frutto scuro giovane e croccante(mora e prugna soprattutto),tabacco e cuoio in sottofondo,leggera speziatura,tutto fuso in un bouquet importante ma sempre con il frutto scuro in primo piano.In bocca è seta pura,raffinato,elegante,accarezza il palato senza stancare,molto equilibrato,con una corrispondenza gusto olfattiva da manuale.Grandissima bottiglia,senza se e senza ma.
landmax
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda landmax » 17 gen 2019 12:00

Ale Lenzi ha scritto:M. Chapoutier Ermitage De L'Oree 1991: prima volta con questa etichetta. Colore dorato intenso luminoso. Naso veramente complesso ed evoluto, miele di castagno, sciroppo d'acero, pompelmo candito ma anche zolfo, sbuffi minerali e fiori di campo, bello stratificato. La bocca è piuttosto larga e glicerica, dolcezza più che percettibile, mineralità importante, struttura possente bilanciata sì da una notevole freschezza considerata l'età ma anche da una non adeguata acidità, finale lungo ma amarognolo.
Vino veramente "diverso" e spiazzante, molto ricco ma forse troppo "molle", bottiglia mia non a posto, in parabola discendente o è proprio questa l'identità del vino?
Scusa, per capire il tuo punto di vista: che differenza trovi tra "freschezza" e "acidità"?
In genere sono usati come sinonimi nel mondo della degustazione.
Grazie
Max
Ale Lenzi
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda Ale Lenzi » 17 gen 2019 12:16

landmax ha scritto:
Ale Lenzi ha scritto:M. Chapoutier Ermitage De L'Oree 1991: prima volta con questa etichetta. Colore dorato intenso luminoso. Naso veramente complesso ed evoluto, miele di castagno, sciroppo d'acero, pompelmo candito ma anche zolfo, sbuffi minerali e fiori di campo, bello stratificato. La bocca è piuttosto larga e glicerica, dolcezza più che percettibile, mineralità importante, struttura possente bilanciata sì da una notevole freschezza considerata l'età ma anche da una non adeguata acidità, finale lungo ma amarognolo.
Vino veramente "diverso" e spiazzante, molto ricco ma forse troppo "molle", bottiglia mia non a posto, in parabola discendente o è proprio questa l'identità del vino?
Scusa, per capire il tuo punto di vista: che differenza trovi tra "freschezza" e "acidità"?
In genere sono usati come sinonimi nel mondo della degustazione.
Grazie
Max


Sì hai ragione. Volevo intendere che ho riscontrato una buona freschezza ma abbinata a poca salivazione e poca stimolazione della lingue e delle papille.
Vinos
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda Vinos » 17 gen 2019 12:30

Chateau haut brion 1990: quando un vino coniuga una gamma di profumi perdercisi dentro accompagnata da un’intensità fuori dal comune , l’unico pensiero che ti viene in mente è :” Ok, siamo nell’olimpo” . Tabacco, cuoio antico, erbe aromatiche, una leggera venatura di peperone maturo, mai così gradita. È elegante, i tannini sono setosi,risolti, maturo al punto giusto, quasi uno spreco abbinarlo al cibo perché bisogna ascoltarlo con attenzione per coglierne i dettagli e le varie sfumature.
Bordeaux nella sua completezza.

Chateau latour 1989 : solita bestia indomabile, caramella balsamica, frutto denso, cresce nel bicchiere, impatta con forza e si allarga deciso. Un pugno allo stomaco, l’opposto del vino di Pessac, qui potenza e gioventù sono sfrontate, ma attenzione non c’è nessun errore ad aprirlo perché non si calmerá mai, è nel suo dna. Profondo e pieno di energia.
Bordeaux nella sua cattiveria

Vega sicilia 1991: dei tre è il vino più ruffiano, conserva ancora il ricordo del contenitore in cui è cresciuto anche se in maniera molto lieve.
È dolce, cremoso, dal respiro floreale, ha meno spinta ed è più avvolgente, richiama l’eleganza del brion, ma è penalizzato da una chiusura leggermente amara.
Una versione meno potente del solito, più tenue, più aggraziata, ma come sempre accompagnato da un finale di rimarchevole lunghezza.
Il rivale dei bordeaux.

Krug 166: non ho scritto note, ma mi è piaciuto molto...
landmax
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda landmax » 17 gen 2019 15:44

Ale Lenzi ha scritto:
landmax ha scritto:
Ale Lenzi ha scritto:M. Chapoutier Ermitage De L'Oree 1991: prima volta con questa etichetta. Colore dorato intenso luminoso. Naso veramente complesso ed evoluto, miele di castagno, sciroppo d'acero, pompelmo candito ma anche zolfo, sbuffi minerali e fiori di campo, bello stratificato. La bocca è piuttosto larga e glicerica, dolcezza più che percettibile, mineralità importante, struttura possente bilanciata sì da una notevole freschezza considerata l'età ma anche da una non adeguata acidità, finale lungo ma amarognolo.
Vino veramente "diverso" e spiazzante, molto ricco ma forse troppo "molle", bottiglia mia non a posto, in parabola discendente o è proprio questa l'identità del vino?
Scusa, per capire il tuo punto di vista: che differenza trovi tra "freschezza" e "acidità"?
In genere sono usati come sinonimi nel mondo della degustazione.
Grazie
Max


Sì hai ragione. Volevo intendere che ho riscontrato una buona freschezza ma abbinata a poca salivazione e poca stimolazione della lingue e delle papille.
Scusa se insisto, ma come fa un vino ad avere una "buona freschezza" (=acidità) e a darti "poca salivazione"? Al più, sarà "abbastanza" fresco... credo tu stia facendo un pò di confusione con qualche altra cosa che hai percepito nel vino, che però non può essere definita come freschezza...
fabrizio leone
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda fabrizio leone » 17 gen 2019 21:59

Champagne Brut Blanc de Blancs Oger Grand Cru “Grande Reserve 1864” - Jean Milan :D :D :D
una bella bevuta. naso interessante e ricco di sfumature. naso che varia di continuo. BUONO !!

Chablis 2017 Denis Race :D :D
giovane, ma promette bene, limpido e freso. molto fresco. in bocca una goduria

Bolgheri Superiore DOC "Ornellaia" 2001 - Tenuta dell'Ornellaia :D :D :D
un piccolo mostro di enologia. appassiona ed inganna. un vino con stile, forse troppo. ammalia, con il suo naso. il gusto, classico di un vecchio bordolese. il gusto della Toscana che va di moda

Banino Aureum Colline del Milanese I.G.T.2015, Antonio Panigada :D :D :D
sempre più interessante. profumi che esplodono appena aperto. il naso rimane incollato al calice
coloro carico ed intenso. un piccolo gioiello !!!!
Michelasso
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda Michelasso » 17 gen 2019 22:21

Pinot Nero "Quando Io V'ero V'era" 2015 - Carlotto

Prima di tutto un dubbio/precisazione sul nome: avevo capito che Carlotto facesse una sola linea di Pinot Nero, e forse è così, fatto sta che mentre le bottiglie di annate precedenti e anche successive (2016) riportano la dicitura "Filari di Mazzon", in quest'annata è sostituita da quella che ho riportato sopra.
Nel bicchiere è di un bel rubino vivace, con lievissime sfumature granate, buona vivacità del colore e media trasparenza, consistente. Naso discreto e non particolarmente intenso, ma raffinato: speziatura dolce e tabacco da pipa, un po' di cacao e vaniglia, sullo sfondo viole appassite e frutta rossa (ribes, cilegia) in confettura. In bocca all'inizio prevalgono le morbidezze (sono comunque 14% di titolo alcolometrico, il 2016 credo arrivi addirittura a 14,5%), forse un po' più rotondo e di corpo di quanto credo sia nel carattere di questo vitigno, buona sapidità e tannino ben integrato, l'acidità è un po' coperta ma comunque c'è una bella persistenza e dopo un po' la bocca comincia a salivare.
Al mio palato inesperto di pinot nero è piaciuto abbastanza: :D :D :D :D
"Fra le poche cose che so fare con piacere e che ho sicuramente meglio saputo fare, è bere. Ho scritto molto meno della maggior parte degli scrittori, ma ho certamente bevuto di più della maggior parte di coloro che bevono."
(G. Debord)
ale1984
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda ale1984 » 20 gen 2019 10:50

Tenuta San Guido - Sassicaia 2008 :D :D :D :D
More, petali di rose, terra, tabacco, cioccolato, liquirizia che si inseguono e a turno si ripropongono al naso. Colore rubino favoloso. In bocca seta, ma articolato e mutevole. Buonissimo, sicuramente aperta troppo presto, ma la curiosità è una brutta bestia. Certo poi penso al prezzo e mi chiedo se ne valga la pena. Forse giusto per l’emozione di stappare un mito, un qualcosa che ha lasciato un segno, un prima e un dopo, nel mondo del vino italiano.
Max1991
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda Max1991 » 21 gen 2019 10:59

Radikon oslavje 1998.
Vino che mi ha stupito, bel giallo aranciato. Aperto per l’antipasto e lasciato un calice anche per i formaggi (è stata dura perché chiamava continuamente alla beva). Al naso in continua evoluzione dalla
Frutta matura alla resina passando per il miele. Profumi fitti è molto interessanti.
Buonissima sapidità ed acidità, ben bilanciato e si ritrovano, con meno potenza i profumi del naso.
Mi è piaciuto molto!
Toros, Merlot riserva 2000
Colore rosso scuro, unghia appena granata. Vino che alla cieca avrei dato 5/6 anni e non di più. Annata fresca nel collio e si sente, bello verticale. Vino che si fa fatica a non finire in pochissimo tempo.
Naso piccola frutta rossa matura, una bella spesi vanigliata. In bocca coerente con il naso, stupisce il fatto che abbia 18 anni, ne dimostra molti meno!
Bruno giacosa, nebbiolo d’alba 1973
Prima volta che mi avvicino ad un vino così vecchio. Al naso mi spiazza subito. Terziari super evidenti, dallo smalto a una nota di polvere e un torbato che alla cieca mi avrebbe messo in difficoltà. Pian piano si apre un pochino e si può, con molta fatica, sentire una leggera spaziatura. I primi due calici molto simili, con la faraona di abbina anche bene. Dopo un paio d’ore aperto muore definitivamente.
SAUTERNES CHATEAU LA TOUR BLANCHE 1994
Anche qua per me una nuova esperienza. Non amo i vini dolci, questo però è molto diverso da quello bevuto din’ora. Appena stappato nota molto importante e quasi fastidiosa di ammoniaca per fortuna svanisce quasi subito. Appena si apre al naso molto divertente e interessante, però un po’ impegnativo per la mia poca esperienza. In bocca equilibrato, non stanca è molto piacevole.
supersonic76
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda supersonic76 » 21 gen 2019 11:14

DR. HEGER IHRINGER WINKLENBERG RIESLING TROCKEN vdp ESTE LAGE 2014

Qualcuno lo conosce?
Non so dire se mi abbia entusiasmato ma sicuramente impressionato.Estremo in tutto.Prima "affilato come una lama" (cit), sapidissimo, quasi astringente poi, dopo qualche minuto, cambia radicalmente.Pur mantenendo una buona freschezza, diventa molto più morbido, per chiudere su note quasi dolci piuttosto persistenti
Memento Audere Semper
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda Fedevarius » 21 gen 2019 11:46

W. Schaefer - Graacher Domprobst kabinett (AP 03) 2016: giovanissimo, colore giallo paglierino molto tenue, quasi bianco/trasparente. Frutta tropicale, agrumi e miele, il vino si regge su un bel contrappunto tra la dolcezza abbastanza marcata (diciamo che come percezione è dolce quasi quanto un Saracco) e la grande mineralità. Dopo il sorso la bocca rimane pulita e fresca e invoglia al sorso successivo.
Unico "problema" volendolo trovare è che il vino è un po' a cavallo tra un vino secco e un vino dolce quindi bisogna avere un po' di dimestichezza e abitudine con la tipologia e magari trovare un giusto abbinamento.
"E poi se la gente sa, e la gente lo sa che sai suonare, suonare ti tocca per tutta la vita, e ti piace lasciarti ascoltare…"
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda vinogodi » 21 gen 2019 12:03

Max1991 ha scritto:SAUTERNES CHATEAU LA TOUR BLANCHE 1994
Appena stappato nota molto importante e quasi fastidiosa di ammoniaca per fortuna svanisce quasi subito..
...era anidride solforosa a manetta che dà la nota pungente all'apertura ... per fortuna è estremamente volatile... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda Fedevarius » 21 gen 2019 12:24

Domaine de Chevalier Blanc 2003 - Tappazzo di quelli subdoli, destinazione lavandino. Il vino si lascia intuire, glicerico e rotondo, tanta polpa ma anche bella sapidità.

William Fevre Chablis 1er cru Vaillons 2009 - Bel vino nel complesso anche se da annata calda e si sente, pieno e largo, meno acidità e un tocco di alcol in più di quanto avrei voluto sentire.
Mela gialla matura e legno leggermente percettibile ma ben dosato e non invadente. Era l'ultima bottiglia ma non aspetterei troppo a aprirne altre se ne avessi.

Fenocchio - Nebbiolo 2014 - Vino semplice ma piacevolissimo, frutta rossa dolce e croccante, tannino di buona fattura e beva facile.

Hofstatter Barthenau vigna Sant'Urbano 2009 - Bene ma non benissimo. Tutte le cose al posto giusto ma mi aspettavo di più, specialmente in termini di complessità, forse in virtù di qualche bottiglia più datata che mi aveva dato più soddisfazione.
Frutta rossa matura e erbe di montagna cui si aggiunge poi una bella nota agrumata di arancia rossa. Tannino ancora abbastanza vigoroso e finale giustamente lungo e piacevole, in cui ritroviamo la nota agrumata, acida e leggermente e piacevolemnte amaricante.

Terlano Winkl sauvignon 2015 - Qualche anno fa questo vino mi piaceva, ora non so se son cambiato io o è cambiato il vino: sauvignon abbastanza didascalico che rimane fermo sulle note di pipì di gatto/bosso/foglia di pomodoro, cui si aggiunge qualche sentore di frutta e fiori bianchi.
Bocca pulita, buona acidità e mineralità ma niente più, compitino svolto da 6 meno meno.
"E poi se la gente sa, e la gente lo sa che sai suonare, suonare ti tocca per tutta la vita, e ti piace lasciarti ascoltare…"
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda Max1991 » 21 gen 2019 12:47

vinogodi ha scritto:
Max1991 ha scritto:SAUTERNES CHATEAU LA TOUR BLANCHE 1994
Appena stappato nota molto importante e quasi fastidiosa di ammoniaca per fortuna svanisce quasi subito..
...era anidride solforosa a manetta che dà la nota pungente all'apertura ... per fortuna è estremamente volatile... 8)

Ecco, svelato l’arcano! Grazie mille
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda vinogodi » 21 gen 2019 12:57

Max1991 ha scritto:
vinogodi ha scritto:
Max1991 ha scritto:SAUTERNES CHATEAU LA TOUR BLANCHE 1994
Appena stappato nota molto importante e quasi fastidiosa di ammoniaca per fortuna svanisce quasi subito..
...era anidride solforosa a manetta che dà la nota pungente all'apertura ... per fortuna è estremamente volatile... 8)

Ecco, svelato l’arcano! Grazie mille
...con i vini dolci è frequente , perché per stabilizzare certi liquidi zuccherini , preda vorace di lieviti , la carica di anidride solforosa (come stabilizzante) è d'obbligo . Anche la legge ne prevede quantitativi limite assai più alti rispetto ai vini bianchi e rossi "normali" ...
L'azione dell'anidride solforosa esplica diverse funzioni :
- Antiossidante (ecco perché più alta nei vini bianchi)
- Stabilizzante (antifermentativo, perché inibisce crescita e moltiplicazione dei microorganismi deputati alla fermentazione ... più zucchero c'è in soluzione e più i microorganismi si leccano i baffi )...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda gbaenergiaeco10 » 22 gen 2019 10:39

Brunello Poggio di Sotto 2004
dunque: difficile per me scindere il lato emozionale da quello meramente tecnico quando stappo bottiglie del genere..ci proviamo..parte debole, defilato, ma con l'ossigenazione inizia il viaggio..prima fruttini rossi concentrati, di ciliegia e mora selvatica, poi sopraggiungono note carnose direi di bollito e via con un ventaglio di spezie calde, dal rosmarino al timo, affiora questa macchia mediterranea netta, che trasmette calore, conforto..il frutto si fa più morbido e si tramuta in monchéri, e poi arrivano i terziari quelli veri, dal cacao alla liquirizia, ma il legno rimane uno sfondo, mitigato da toni più eleganti, a tratti di china, a tratti balsamici..in bocca è largo, ampio, con un'acidità ancora vibrante, e un tannino perfettamente disteso che riporta sensazioni dolcine, di amerene sottospirito.
Lorenzo
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda miccel » 22 gen 2019 11:22

FATTOI OFELIO
BRUNELLO DI MONTALCINO 2010
Di grande tipicità, con la ciliegia che fa da filo conduttore fra note mediterranee rinfrescanti, sangue, terra, liquirizia, tabacco, che via via compaiono, e l’acidità perfettamente fusa che dà slancio ad una bevuta saporita, incisiva, ma armoniosa. Equilibrato e completo, verace, elegante. Se non si fosse capito mi è piaciuto parecchio.
dc87
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda dc87 » 22 gen 2019 11:36

Fedevarius ha scritto:W. Schaefer - Graacher Domprobst kabinett (AP 03) 2016: giovanissimo, colore giallo paglierino molto tenue, quasi bianco/trasparente. Frutta tropicale, agrumi e miele, il vino si regge su un bel contrappunto tra la dolcezza abbastanza marcata (diciamo che come percezione è dolce quasi quanto un Saracco) e la grande mineralità. Dopo il sorso la bocca rimane pulita e fresca e invoglia al sorso successivo.
Unico "problema" volendolo trovare è che il vino è un po' a cavallo tra un vino secco e un vino dolce quindi bisogna avere un po' di dimestichezza e abitudine con la tipologia e magari trovare un giusto abbinamento.


Calcolando che il residuo sarà la metà se non 1/3 rispetto a quello di un moscato è molto strano.. soprattutto su un riesling così giovane.
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda zampaflex » 22 gen 2019 12:28

Chabanon - Saut de Cote 2011

Non sempre tutti i buchi vengono con la menta intorno...tanto è interessante al naso, dove ai due vitigni (mourvèdre e syrah) viene lasciata piena libertà di espressione, quanto è inaspettatamente pesante in bocca, dal momento che si rivela un peso leggero, poca estrazione, e quindi l'abbondante alcool trasfigura il sorso e lo rende fastidioso.
RVF 17,5/20, male, voto toppato in pieno.
Massacrato dal bianchetto di cui parlo in thread apposito.
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Re: Bevute gennaiesi

Messaggioda Fedevarius » 22 gen 2019 12:55

dc87 ha scritto:
Fedevarius ha scritto:W. Schaefer - Graacher Domprobst kabinett (AP 03) 2016: giovanissimo, colore giallo paglierino molto tenue, quasi bianco/trasparente. Frutta tropicale, agrumi e miele, il vino si regge su un bel contrappunto tra la dolcezza abbastanza marcata (diciamo che come percezione è dolce quasi quanto un Saracco) e la grande mineralità. Dopo il sorso la bocca rimane pulita e fresca e invoglia al sorso successivo.
Unico "problema" volendolo trovare è che il vino è un po' a cavallo tra un vino secco e un vino dolce quindi bisogna avere un po' di dimestichezza e abitudine con la tipologia e magari trovare un giusto abbinamento.


Calcolando che il residuo sarà la metà se non 1/3 rispetto a quello di un moscato è molto strano.. soprattutto su un riesling così giovane.


vero, ho scritto il post anche per cercare un confronto in merito Non ho trovato dati precisi ma dovremmo essere intorno ai 50 g/l contro >100 g/l del moscato...
Ho parlato di percezione, sarà l'effervescenza, (sarà il mio palato che vale poco), sarà l'abbinamento a cibo salato anziché a panettoni e affini ma la sensazione era simile...

Un auslese dolce quindi gustativamente più dolce di un Saracco di solito che residuo ha? 100 g/l?
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