BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

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littlewood
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda littlewood » 27 gen 2019 17:21

pstrada75 ha scritto:Bevuto tante bottiglie di Santa Caterina in passato e trovate sempre ottime, anzi talmente corrette da non aver niente da spartire con esagerazioni di alcuni produttori bio qualcosa...parlare di incapacità nello specifico caso di questo produttore mi sembra veramente fuori luogo.... :roll:

No nn lo e'... Se devi fare una cosa in cantina nn e' la stessa cosa farla oggi o farla domani in base al karma....e se uno ha le palle girate in vendemmia che fa? Fa andare tutto a remengo?? Ma di che cavolo stiamo parlando???
alleg
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda alleg » 27 gen 2019 17:41

littlewood ha scritto:
pstrada75 ha scritto:Bevuto tante bottiglie di Santa Caterina in passato e trovate sempre ottime, anzi talmente corrette da non aver niente da spartire con esagerazioni di alcuni produttori bio qualcosa...parlare di incapacità nello specifico caso di questo produttore mi sembra veramente fuori luogo.... :roll:

No nn lo e'... Se devi fare una cosa in cantina nn e' la stessa cosa farla oggi o farla domani in base al karma....e se uno ha le palle girate in vendemmia che fa? Fa andare tutto a remengo?? Ma di che cavolo stiamo parlando???


Ripeto, che siano frasi molto tirate ed orientate ad attirare un particolare tipo di clientela non discuto. Che suonino assurde ad un collega nemmeno. Dico solo che dagli assaggi non mi sembra trovino riscontro puntuale nel loro modo di lavorare o ne influenzino in maniera così negativa il risultato...
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda littlewood » 27 gen 2019 18:04

alleg ha scritto:
littlewood ha scritto:
pstrada75 ha scritto:Bevuto tante bottiglie di Santa Caterina in passato e trovate sempre ottime, anzi talmente corrette da non aver niente da spartire con esagerazioni di alcuni produttori bio qualcosa...parlare di incapacità nello specifico caso di questo produttore mi sembra veramente fuori luogo.... :roll:

No nn lo e'... Se devi fare una cosa in cantina nn e' la stessa cosa farla oggi o farla domani in base al karma....e se uno ha le palle girate in vendemmia che fa? Fa andare tutto a remengo?? Ma di che cavolo stiamo parlando???


Ripeto, che siano frasi molto tirate ed orientate ad attirare un particolare tipo di clientela non discuto. Che suonino assurde ad un collega nemmeno. Dico solo che dagli assaggi non mi sembra trovino riscontro puntuale nel loro modo di lavorare o ne influenzino in maniera così negativa il risultato...

Ora vedi quando un cliente qualsiasi compra una nostra bottiglia x me e' un' onore e mi sento in dovere di dare in cambio serieta' quanto meno! Ora chi mi conosce sa' quanto ami i vini bio in quanto penso che tali pratiche riescano a dare un plus ai vini. Ma e' come esibirsi senza rete di protezione per cui bisogna esere ancora piu' precisi e intransigenti nel fare le cose! Simili p...te nn le ho mai sentite dire da Gravner o da Amerighi o da Jan herbach o da giampiero Bea solo x fare alcuni esempi di persone che ammiro e che considero i miei ispiratori!
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda michelep » 29 gen 2019 16:57

zampaflex ha scritto:Peggio, Franco: oramai siamo alla ricerca dello "stile naturale" perché i biopasdaran soli quello vogliono!
Il ritorno allo stato di natura di Thoreau, senza la benché minima cultura per affrontarlo.
Magari sto tizio il vino normale saprebbe anche farlo, ma ha compiuto una scelta commerciale. ...

fate due chiacchiere con produttori di vini naturali [dio che brutto modo di dire] che sanno fare il proprio mestiere, vi diranno che alle fiere/degustazioni c'è sempre qualche fenomeno che li critica con "tu imbrogli, questi non sono vininaturali perché non hanno difetti".

A questo siamo.
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda zampaflex » 29 gen 2019 17:08

michelep ha scritto:
zampaflex ha scritto:Peggio, Franco: oramai siamo alla ricerca dello "stile naturale" perché i biopasdaran soli quello vogliono!
Il ritorno allo stato di natura di Thoreau, senza la benché minima cultura per affrontarlo.
Magari sto tizio il vino normale saprebbe anche farlo, ma ha compiuto una scelta commerciale. ...

fate due chiacchiere con produttori di vini naturali [dio che brutto modo di dire] che sanno fare il proprio mestiere, vi diranno che alle fiere/degustazioni c'è sempre qualche fenomeno che li critica con "tu imbrogli, questi non sono vininaturali perché non hanno difetti".

A questo siamo.


Bravo, esattamente quello che intendevo.
Ogni tanto litigo, un po' per vero un po' per finta, con un amico accanito difensore dei naturali e regolarmente cerco di metterla sul piano che non importa come si definiscano, l'importante è che siano buoni. Solo che poi la definizione di "buono" slitta semanticamente… :mrgreen:
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda michelep » 29 gen 2019 17:22

zampaflex ha scritto:Bravo, esattamente quello che intendevo.
Ogni tanto litigo, un po' per vero un po' per finta, con un amico accanito difensore dei naturali e regolarmente cerco di metterla sul piano che non importa come si definiscano, l'importante è che siano buoni. Solo che poi la definizione di "buono" slitta semanticamente… :mrgreen:

"guarda, questa è un'annata, questa la successiva. Nel primo ho fatto questo e quell'errore e infatti è venuto così, niente di speciale, c'è sentore di questo e quell'altro, a me piace poco. Nel secondo ci ho pensato bene, ho messo a posto la vinificazione, corretto due cose ed è venuto stupendo, senti com'è buono, non c'è paragone. Bene, certi clienti vogliono solo il primo, del secondo nemmeno a parlarne."
[in effetti non c'era paragone]
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda alleg » 07 feb 2019 13:01

Ieri aperto un vino di Gauby (considerato non proprio l'ultimo dei vignaioli naturali) con un acetica talmente alta che manco per condire l'insalata si poteva usare... ed io sono molto tollerante solitamente su certe "deviazioni".

Ecco io capisco tutta la filosofia che volete ma se ti esce un vino del genere non dovresti venderlo e punto. Secondo me ci sono gli estremi per rivendicare il "difetto di fabbricazione"...
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda zampaflex » 07 feb 2019 13:22

alleg ha scritto:Ieri aperto un vino di Gauby (considerato non proprio l'ultimo dei vignaioli naturali) con un acetica talmente alta che manco per condire l'insalata si poteva usare... ed io sono molto tollerante solitamente su certe "deviazioni".

Ecco io capisco tutta la filosofia che volete ma se ti esce un vino del genere non dovresti venderlo e punto. Secondo me ci sono gli estremi per rivendicare il "difetto di fabbricazione"...


Strano, mai trovato difetti nelle loro bocce. Qual era?
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda danp » 07 feb 2019 13:31

zampaflex ha scritto:
alleg ha scritto:Ieri aperto un vino di Gauby (considerato non proprio l'ultimo dei vignaioli naturali) con un acetica talmente alta che manco per condire l'insalata si poteva usare... ed io sono molto tollerante solitamente su certe "deviazioni".

Ecco io capisco tutta la filosofia che volete ma se ti esce un vino del genere non dovresti venderlo e punto. Secondo me ci sono gli estremi per rivendicare il "difetto di fabbricazione"...


Strano, mai trovato difetti nelle loro bocce. Qual era?


Bevuto di recente sia Les Calcinaires rosso che bianco, entrambi puliti e senza difetti.
Di quale vino si tratta?
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda pstrada75 » 07 feb 2019 14:46

Bevo Gauby da anni e mai trovato bottiglie difettate....ed onestamente se non lo sapessi non penserei mai ad un vino "bioqualcosa" su Gauby....sono sempre molto perfettini.....
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda SommelierSardo » 07 feb 2019 14:47

alleg ha scritto:Ieri aperto un vino di Gauby (considerato non proprio l'ultimo dei vignaioli naturali) con un acetica talmente alta che manco per condire l'insalata si poteva usare... ed io sono molto tollerante solitamente su certe "deviazioni".

Ecco io capisco tutta la filosofia che volete ma se ti esce un vino del genere non dovresti venderlo e punto. Secondo me ci sono gli estremi per rivendicare il "difetto di fabbricazione"...


Bevuto da poco il loro Jasse 2017, un macerato: non il mio vino ma difetti, puzzette, volatile o altre anomalie neanche l'ombra...
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda BarbarEdo » 07 feb 2019 15:05

michelep ha scritto:
zampaflex ha scritto:Bravo, esattamente quello che intendevo.
Ogni tanto litigo, un po' per vero un po' per finta, con un amico accanito difensore dei naturali e regolarmente cerco di metterla sul piano che non importa come si definiscano, l'importante è che siano buoni. Solo che poi la definizione di "buono" slitta semanticamente… :mrgreen:

"guarda, questa è un'annata, questa la successiva. Nel primo ho fatto questo e quell'errore e infatti è venuto così, niente di speciale, c'è sentore di questo e quell'altro, a me piace poco. Nel secondo ci ho pensato bene, ho messo a posto la vinificazione, corretto due cose ed è venuto stupendo, senti com'è buono, non c'è paragone. Bene, certi clienti vogliono solo il primo, del secondo nemmeno a parlarne."
[in effetti non c'era paragone]

Avendo un po' di tempo, mi son letto la discussione, e provo a dire la mia.
Se questo è l'andazzo, quella dei naturali è una bolla che scoppierà presto, un po' come altre mode passeggere, che se si va a vedere da trent'anni a questa parte ogni decennio ha la sua. Ci pensavo guardando Sanremo e lo sdoganamento del rap / trap a livello nazionalpopolare... Tra l'altro c'è un nesso, i rapper non sanno cantare e sanno poco di musica, nel senso proprio di armonia, composizione, solfeggio.. (esagero), così come molti naturals sanno poco-niente di enologia, ma entrambi in qualche modo sanno vendere molto bene la loro ignoranza, reale o "recitata" che sia.
A me quello che colpisce è quanto poco sia giunto a contare il vino in sè: quello che si beve e basta, quello che dà sensazioni in bocca, nel naso, nello stomaco e ha dignità di per sè, senza che si debbano associare immagini, idee o ideologie. Mi spiego: se apro il sito di un'azienda qualsiasi noto che oggi la strategia di marketing più battuta non è tanto parlare di come è il vino sensorialmente (che sarebbe peraltro noioso) ma di raccontare quanto vi sta attorno e di come viene fatto, veicolando immagini potenti: le viti centenarie, con le loro radici che raggiungono il centro della terra, gli strati di limestone , clay, and sand che guarda caso danno sempre il miglior risultato possibile per complexity and depth, le rese basse, e poi tutto il bio: no diserbo, inerbimento, no sistemici che entrano dentro la vite e quindi dentro l'uva e quindi nel vino (immagine molto potente), pochissimi solfiti, lunghe macerazioni (per estrarre l'"essenza", altra immagine forte) meglio se in anfora (l'utero neutro), solo legno grande, nessuna filtrazione, ecc... Ora, sappiamo tutti che alcune di queste pratiche sono realmente utili per fare qualità, ma quello che mi colpisce è un'altra impressione: cioè che a gratificare il naturalofilo ortodosso sia proprio l'idea di "bere" quella filosofia, quel mondo, quelle pratiche, più che il prodotto che da esse è derivato. Quest'ultimo, il vino, non deve necessariamente essere buono, deve solo confermare, con i suoi dati sensoriali, quell'ideologia che si sta "consumando". In pratica il marketing vinicolo non è più un mezzo per farsi conoscere, per vendere una merce. Diventa proprio la merce stessa.
Mauro Spertino, vitivinificatore a Mombercelli (AT), gran mano sula barbera, mi raccontava che il modo che usò suo padre Luigi per farsi conoscere fu: citofonare a vari ristoranti di Torino, di Alessandria e dei dintorni, lasciando un cartoncino delle sue bottiglie, un preventivo prezzi e un biglietto da visita con un numero di telefono. Il ristoratore lo provava, il vino era buono e glielo comprava. Senza altre balle.
Se devo immaginare un futuro del marketing del vino, penso che si manterrà questa predominanza della comunicazione, che d'altronde discende direttamente dalle potenzialità offerte dalla rete (alcuni siti di aziende sono già dei blog in cui il viticoltore racconta del perchè e del percome sfemminella solo nella fascia dei grappoli o due gemme più su....) ma, superata la fase naturalistico-paranoidea con la sua ideologia della purezza, si arriverà a una comprensione più approfondita di quello che è l'agricoltura reale, con le sue impurità e i suoi compromessi e ad essere premiata sarà la comunicazione della sostenibilità, oltre che ambientale, economica. Far capire al cliente come si può, pur in una pratica che punta all'alta qualità, razionalizzare i costi e creare un prodotto che possa essere per prezzo accessibile a tutti. E che in quest'ottica, dare un sistemico in più in un'annata grama è come dare l'augmentin a tuo figlio quando ha la tonsillite: è la cosa giusta da fare.
Ho fiducia nell'intelligenza umana.
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda zampaflex » 07 feb 2019 15:36

BarbarEdo ha scritto:
michelep ha scritto:
zampaflex ha scritto:Bravo, esattamente quello che intendevo.
Ogni tanto litigo, un po' per vero un po' per finta, con un amico accanito difensore dei naturali e regolarmente cerco di metterla sul piano che non importa come si definiscano, l'importante è che siano buoni. Solo che poi la definizione di "buono" slitta semanticamente… :mrgreen:

"guarda, questa è un'annata, questa la successiva. Nel primo ho fatto questo e quell'errore e infatti è venuto così, niente di speciale, c'è sentore di questo e quell'altro, a me piace poco. Nel secondo ci ho pensato bene, ho messo a posto la vinificazione, corretto due cose ed è venuto stupendo, senti com'è buono, non c'è paragone. Bene, certi clienti vogliono solo il primo, del secondo nemmeno a parlarne."
[in effetti non c'era paragone]

Avendo un po' di tempo, mi son letto la discussione, e provo a dire la mia.
Se questo è l'andazzo, quella dei naturali è una bolla che scoppierà presto, un po' come altre mode passeggere, che se si va a vedere da trent'anni a questa parte ogni decennio ha la sua. Ci pensavo guardando Sanremo e lo sdoganamento del rap / trap a livello nazionalpopolare... Tra l'altro c'è un nesso, i rapper non sanno cantare e sanno poco di musica, nel senso proprio di armonia, composizione, solfeggio.. (esagero), così come molti naturals sanno poco-niente di enologia, ma entrambi in qualche modo sanno vendere molto bene la loro ignoranza, reale o "recitata" che sia.
A me quello che colpisce è quanto poco sia giunto a contare il vino in sè: quello che si beve e basta, quello che dà sensazioni in bocca, nel naso, nello stomaco e ha dignità di per sè, senza che si debbano associare immagini, idee o ideologie. Mi spiego: se apro il sito di un'azienda qualsiasi noto che oggi la strategia di marketing più battuta non è tanto parlare di come è il vino sensorialmente (che sarebbe peraltro noioso) ma di raccontare quanto vi sta attorno e di come viene fatto, veicolando immagini potenti: le viti centenarie, con le loro radici che raggiungono il centro della terra, gli strati di limestone , clay, and sand che guarda caso danno sempre il miglior risultato possibile per complexity and depth, le rese basse, e poi tutto il bio: no diserbo, inerbimento, no sistemici che entrano dentro la vite e quindi dentro l'uva e quindi nel vino (immagine molto potente), pochissimi solfiti, lunghe macerazioni (per estrarre l'"essenza", altra immagine forte) meglio se in anfora (l'utero neutro), solo legno grande, nessuna filtrazione, ecc... Ora, sappiamo tutti che alcune di queste pratiche sono realmente utili per fare qualità, ma quello che mi colpisce è un'altra impressione: cioè che a gratificare il naturalofilo ortodosso sia proprio l'idea di "bere" quella filosofia, quel mondo, quelle pratiche, più che il prodotto che da esse è derivato. Quest'ultimo, il vino, non deve necessariamente essere buono, deve solo confermare, con i suoi dati sensoriali, quell'ideologia che si sta "consumando". In pratica il marketing vinicolo non è più un mezzo per farsi conoscere, per vendere una merce. Diventa proprio la merce stessa.
Mauro Spertino, vitivinificatore a Mombercelli (AT), gran mano sula barbera, mi raccontava che il modo che usò suo padre Luigi per farsi conoscere fu: citofonare a vari ristoranti di Torino, di Alessandria e dei dintorni, lasciando un cartoncino delle sue bottiglie, un preventivo prezzi e un biglietto da visita con un numero di telefono. Il ristoratore lo provava, il vino era buono e glielo comprava. Senza altre balle.
Se devo immaginare un futuro del marketing del vino, penso che si manterrà questa predominanza della comunicazione, che d'altronde discende direttamente dalle potenzialità offerte dalla rete (alcuni siti di aziende sono già dei blog in cui il viticoltore racconta del perchè e del percome sfemminella solo nella fascia dei grappoli o due gemme più su....) ma, superata la fase naturalistico-paranoidea con la sua ideologia della purezza, si arriverà a una comprensione più approfondita di quello che è l'agricoltura reale, con le sue impurità e i suoi compromessi e ad essere premiata sarà la comunicazione della sostenibilità, oltre che ambientale, economica. Far capire al cliente come si può, pur in una pratica che punta all'alta qualità, razionalizzare i costi e creare un prodotto che possa essere per prezzo accessibile a tutti. E che in quest'ottica, dare un sistemico in più in un'annata grama è come dare l'augmentin a tuo figlio quando ha la tonsillite: è la cosa giusta da fare.
Ho fiducia nell'intelligenza umana.


La situazione "racconto vs. risultato" mi ricorda giusto qualcosa… nell'Italia di oggi… mmmmm…..
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda alleg » 07 feb 2019 16:16

danp ha scritto:
zampaflex ha scritto:
alleg ha scritto:Ieri aperto un vino di Gauby (considerato non proprio l'ultimo dei vignaioli naturali) con un acetica talmente alta che manco per condire l'insalata si poteva usare... ed io sono molto tollerante solitamente su certe "deviazioni".

Ecco io capisco tutta la filosofia che volete ma se ti esce un vino del genere non dovresti venderlo e punto. Secondo me ci sono gli estremi per rivendicare il "difetto di fabbricazione"...


Strano, mai trovato difetti nelle loro bocce. Qual era?


Bevuto di recente sia Les Calcinaires rosso che bianco, entrambi puliti e senza difetti.
Di quale vino si tratta?


Coume des Lloups 2010, colore buccia di cipolla molto carico, frutto assolutamente non pervenuto, tannini tagliagengive e acetica a mille...

Saremo stati sfigati, ma quella boccia è a livello dei peggiori Biopasdaran italici...
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda BarbarEdo » 07 feb 2019 16:22

zampaflex ha scritto:La situazione "racconto vs. risultato" mi ricorda giusto qualcosa… nell'Italia di oggi… mmmmm…..

Eh, certo... Ma purtroppo la politica è un po' più complessa della viticoltura, più difficile da spiegare, e di una portata decisamente più pesante sulle vite di tutti. lì la vedo molto grigia ho paura che, a parità di raccontafavole, i populismi avranno vita ben più lunga dei "naturalismi"...
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda alleg » 07 feb 2019 16:23

danp ha scritto:
zampaflex ha scritto:
alleg ha scritto:Ieri aperto un vino di Gauby (considerato non proprio l'ultimo dei vignaioli naturali) con un acetica talmente alta che manco per condire l'insalata si poteva usare... ed io sono molto tollerante solitamente su certe "deviazioni".

Ecco io capisco tutta la filosofia che volete ma se ti esce un vino del genere non dovresti venderlo e punto. Secondo me ci sono gli estremi per rivendicare il "difetto di fabbricazione"...


Strano, mai trovato difetti nelle loro bocce. Qual era?


Bevuto di recente sia Les Calcinaires rosso che bianco, entrambi puliti e senza difetti.
Di quale vino si tratta?


Coume des Lloups 2010, colore buccia di cipolla molto carico, frutto assolutamente non pervenuto, tannini tagliagengive e acetica a mille...
la bottiglia era questa
https://www.vinatis.com/13734-coume-des ... gauby-2010
ma di "vino bianco" non aveva niente...

Saremo stati sfigati, ma quella boccia è a livello dei peggiori Biopasdaran italici...
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda vinogodi » 07 feb 2019 17:40

alleg ha scritto:
danp ha scritto:
zampaflex ha scritto:
alleg ha scritto:Ieri aperto un vino di Gauby (considerato non proprio l'ultimo dei vignaioli naturali) con un acetica talmente alta che manco per condire l'insalata si poteva usare... ed io sono molto tollerante solitamente su certe "deviazioni".

Ecco io capisco tutta la filosofia che volete ma se ti esce un vino del genere non dovresti venderlo e punto. Secondo me ci sono gli estremi per rivendicare il "difetto di fabbricazione"...


Strano, mai trovato difetti nelle loro bocce. Qual era?


Bevuto di recente sia Les Calcinaires rosso che bianco, entrambi puliti e senza difetti.
Di quale vino si tratta?


Coume des Lloups 2010, colore buccia di cipolla molto carico, frutto assolutamente non pervenuto, tannini tagliagengive e acetica a mille...
la bottiglia era questa
https://www.vinatis.com/13734-coume-des ... gauby-2010
ma di "vino bianco" non aveva niente...

Saremo stati sfigati, ma quella boccia è a livello dei peggiori Biopasdaran italici...
...e comunque , una bella bicchierata di bio/macerati/biodinamic mi gusterebbe per fare il punto della situazione . Roba giusta da affrontare senza preconcetti. Di Borgogna solo gli "estremisti" , da Pacalet in su...
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda zampaflex » 07 feb 2019 17:45

alleg ha scritto:
danp ha scritto:
zampaflex ha scritto:
alleg ha scritto:Ieri aperto un vino di Gauby (considerato non proprio l'ultimo dei vignaioli naturali) con un acetica talmente alta che manco per condire l'insalata si poteva usare... ed io sono molto tollerante solitamente su certe "deviazioni".

Ecco io capisco tutta la filosofia che volete ma se ti esce un vino del genere non dovresti venderlo e punto. Secondo me ci sono gli estremi per rivendicare il "difetto di fabbricazione"...


Strano, mai trovato difetti nelle loro bocce. Qual era?


Bevuto di recente sia Les Calcinaires rosso che bianco, entrambi puliti e senza difetti.
Di quale vino si tratta?


Coume des Lloups 2010, colore buccia di cipolla molto carico, frutto assolutamente non pervenuto, tannini tagliagengive e acetica a mille...
la bottiglia era questa
https://www.vinatis.com/13734-coume-des ... gauby-2010
ma di "vino bianco" non aveva niente...

Saremo stati sfigati, ma quella boccia è a livello dei peggiori Biopasdaran italici...


Ho trovato una sola referenza che possa essere d'aiuto su questo vino atipico per Gauby
http://www.excellenceduroussillon.com/vin/26/coume-des-lloups.html
Qui dicono "couleur orangée". Altrove ne magnificano freschezza e lunghezza. Sembrerebbe essere una rara avis.
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda alleg » 07 feb 2019 18:28

zampaflex ha scritto:
alleg ha scritto:
danp ha scritto:
zampaflex ha scritto:
alleg ha scritto:Ieri aperto un vino di Gauby (considerato non proprio l'ultimo dei vignaioli naturali) con un acetica talmente alta che manco per condire l'insalata si poteva usare... ed io sono molto tollerante solitamente su certe "deviazioni".

Ecco io capisco tutta la filosofia che volete ma se ti esce un vino del genere non dovresti venderlo e punto. Secondo me ci sono gli estremi per rivendicare il "difetto di fabbricazione"...


Strano, mai trovato difetti nelle loro bocce. Qual era?


Bevuto di recente sia Les Calcinaires rosso che bianco, entrambi puliti e senza difetti.
Di quale vino si tratta?


Coume des Lloups 2010, colore buccia di cipolla molto carico, frutto assolutamente non pervenuto, tannini tagliagengive e acetica a mille...
la bottiglia era questa
https://www.vinatis.com/13734-coume-des ... gauby-2010
ma di "vino bianco" non aveva niente...

Saremo stati sfigati, ma quella boccia è a livello dei peggiori Biopasdaran italici...


Ho trovato una sola referenza che possa essere d'aiuto su questo vino atipico per Gauby
http://www.excellenceduroussillon.com/vin/26/coume-des-lloups.html
Qui dicono "couleur orangée". Altrove ne magnificano freschezza e lunghezza. Sembrerebbe essere una rara avis.


L'aveva comprato un amico senza saperne più di tanto ed io conosco il produttore ma questo vino mai visto. Quindi abbiamo aperto senza sapere bene cosa aspettarci. Il colore ricordava il pinot grigio di bressan, anche se più intenso. Quello della bottiglia linkata mi sembra decisamente più "giallo".

La nostra era sicuramente una bottiglia viaggiata, visto che il mio amico l'ha presa in Svezia e l'ha riportata in italia nella stiva dell'aereo ma credo che difetti del genere vadano al di là della cattiva conservazione.
Messner
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda Messner » 07 feb 2019 22:26

pstrada75 ha scritto:Bevo Gauby da anni e mai trovato bottiglie difettate....ed onestamente se non lo sapessi non penserei mai ad un vino "bioqualcosa" su Gauby....sono sempre molto perfettini.....


Sicuro? Su tutte le etichette?
Muntada 2014, vino ai vertici della Languedoc Roussillon così come le etichette di Marlène Soria ma anche quelle di Caroline e Basile Saint-Germain, era un filino brettato. Il vino è giovane, giusto farsi un idea di quello che sarà (annata a mio avviso non particolarmente entusiasmante per quel vino) ma sicuramente non perderà questa nota, che pertanto minima che sia è un difetto, e potrebbe essere il vino più costoso o premiato del mondo che per me con il brett non vale tanto... Poi è vero, spesso fa vini molto puliti, eleganti, come si deve, ma ci sono delle annate che proprio gli scappa la mano. Vero che in Roussillon il clima aiuta e la biodinamica può venire da se, ma non è sufficiente: in certe annate anche il più bravo vignaiolo se non fa le cose alla perfezione gli scappa il difettuccio, soprattutto in vini dove vengono fatti affinamenti più o meno lunghi in legno, travasi, con aggiunte contenute di solforosa. Tra l'altro usa 3/4 di barrique nuove se non sbaglio e il resto di primo passaggio, si tutela parecchio dal rischio di fermentazioni/trasformazioni difettose

Tu mi sai dire qualcosa di Muntada 14? Mi piacerebbe avere un tuo giudizio per confrontarmi
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Ludi
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda Ludi » 08 feb 2019 01:10

zampaflex ha scritto:
Ho trovato una sola referenza che possa essere d'aiuto su questo vino atipico per Gauby
http://www.excellenceduroussillon.com/vin/26/coume-des-lloups.html
Qui dicono "couleur orangée". Altrove ne magnificano freschezza e lunghezza. Sembrerebbe essere una rara avis.


bevuto qualche mese fa, proprio in quell'annata. L'ho trovato splendido. Non aveva alcun difetto, ma anzi un'eleganza sorprendente per un macerato del Rossiglione.
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda l'oste » 08 feb 2019 03:21

Mah, quando bevo, mi dico che quelli bravi fanno il vino buono, senza imitare o limitare, che siano bio, AAA, demetre, destocippos, senza offesa. Un conto è il lievito indigeno che fa trad e un conto è la cavalla dopo la sudata con il cuoio.
Un conto è Joly, un conto è tristesse.
Magari ci si dovrebbe fare domandine su quelli che fanno il vino che non puzza mai, che non cambia mai, che non salta mai un premiazzio, che l'enologo è famoso.
Credo, ma senza grandi informazioni, che seguire un protocollo genericamente bio sia una strada, lodevole, che ha dato grandi vini, da manici che il vino però lo sapevano fare.

Ps: due centesimi personali : Gauby buoni in altalena sexondo le annate i rossi e il bianco Calcinaires, il V.V., però il Coume Gineste sta alto tra gli alti e senza donare un rene.
Non importa chi sarà l'ultimo a spegnere la luce. E' già buio.


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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda pstrada75 » 08 feb 2019 09:45

Messner ha scritto:
pstrada75 ha scritto:Bevo Gauby da anni e mai trovato bottiglie difettate....ed onestamente se non lo sapessi non penserei mai ad un vino "bioqualcosa" su Gauby....sono sempre molto perfettini.....


Sicuro? Su tutte le etichette?
Muntada 2014, vino ai vertici della Languedoc Roussillon così come le etichette di Marlène Soria ma anche quelle di Caroline e Basile Saint-Germain, era un filino brettato. Il vino è giovane, giusto farsi un idea di quello che sarà (annata a mio avviso non particolarmente entusiasmante per quel vino) ma sicuramente non perderà questa nota, che pertanto minima che sia è un difetto, e potrebbe essere il vino più costoso o premiato del mondo che per me con il brett non vale tanto... Poi è vero, spesso fa vini molto puliti, eleganti, come si deve, ma ci sono delle annate che proprio gli scappa la mano. Vero che in Roussillon il clima aiuta e la biodinamica può venire da se, ma non è sufficiente: in certe annate anche il più bravo vignaiolo se non fa le cose alla perfezione gli scappa il difettuccio, soprattutto in vini dove vengono fatti affinamenti più o meno lunghi in legno, travasi, con aggiunte contenute di solforosa. Tra l'altro usa 3/4 di barrique nuove se non sbaglio e il resto di primo passaggio, si tutela parecchio dal rischio di fermentazioni/trasformazioni difettose

Tu mi sai dire qualcosa di Muntada 14? Mi piacerebbe avere un tuo giudizio per confrontarmi


Beh ascolta io mi limito a quello che ho bevuto ed in questi ultimi anni ne ho provate tante sia di Vielles Vignes in bianco e rosso sia calcinaires e qualche Muntada di annate però vecchiotte. In effetti Muntada è forse quello più selvaggio ma niente che crea disturbo a mio avviso. 2014 non l’ho provata e per me comunque non ha senso aprirla ora. Mi rimangono in cantina dei 2007 Muntada ma onestamente non ho fretta di aprirli, durano una vita.

Da quanto so Coume des Lloups è una delle sue cuvee speciale e non è nemmeno regalata. Ma non avendola mai assaggiata difficile esprimersi. Classificare Gauby come una dei puzzoni bio mi sembra un filino eccessivo però....
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda zampaflex » 08 feb 2019 10:05

A proposito di puzzoni bio mi ricordo il commento di un mio amico quando gli ho detto di avere aperto un vino di Peyre Rose: "è un muflone" :lol:
Beh, la mia bottiglia era splendida e per niente fetente. :wink:
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Re: BIOqualcosa : vini puzzoni e non puzzoni

Messaggioda alleg » 08 feb 2019 11:22

No no io non identifico Gauby come un "puzzone". Era la prima bottiglia che incontravo di questo produttore e mi sono trovato nel bicchiere qualcosa di palesemente difettato... mi fa piacere che sia un caso isolato e di poter riprovare con fiducia altre bottiglie. Anzi visto che l'amico è francofono gli dirò di provare a scrivergli, magari riesce a farsela sostituire...

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