Barbaresco Asili

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Messner
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Barbaresco Asili

Messaggioda Messner » 20 giu 2018 21:28

Una curiosità: escludendo Roagna e Giacosa, sicuramente straordinari ma un tantino costosi e Ceretto, subito dopo per prezzo, quali altri produttori di Barbaresco possiedono vigne nel cru Asili e fanno un prodotto interessante? Ho bevuto di recente quello dei produttori di Barbaresco, annata 13, bel naso ma in bocca era troppo algido e aveva un finale amaricante che disturbava un po'. Insomma non mi è sembrata la massima interpretazione del cru, pur essendo molto giovane (ma una idea uno se la deve pur fare anche se il vino è giovane). Bevuto quello di Cà del Baio e non mi è piaciuto affatto, annata 2014.
Chiedo lumi
Grazie in anticipo a tutti coloro che sapranno aiutarmi
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Bordolese78
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Re: Barbaresco Asili

Messaggioda Bordolese78 » 20 giu 2018 22:51

Ciao;

io ti direi di provare Cascina Luisin.

Buona ricerca, secondo me non te ne pentirai.
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Re: Barbaresco Asili

Messaggioda Messner » 20 giu 2018 23:09

L'ho provato e mi sono dimenticato di segnarlo chiedo venia, onestamente non mi ha convinto più di tanto. Vino ben fatto con pregio stilistico più che buono ma senz'anima a mio avviso. Ho bevuto tutta la produzione qualche settimana fa dopo la visita da Teobaldo e nessuno dei loro vini mi ha colpito particolarmente.
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Re: Barbaresco Asili

Messaggioda Messner » 20 giu 2018 23:44

Messner ha scritto:L'ho provato e mi sono dimenticato di segnarlo chiedo venia, onestamente non mi ha convinto più di tanto. Vino ben fatto stilisticamente, nulla fuori posto ma senz'anima a mio avviso. Ho notato nettissime somiglianze fra i cru e penso sia dovuto all'utilizzo di lieviti selezionati non proprio così neutri (capisco che sia sempre nebbiolo da barbaresco ma deve essere notevole la differenza fra un asili e un rabajà. Stessa impressione sui campioni di botte. Li ho bevuti qualche settimana fa dopo la visita da Teobaldo e nessuno dei loro vini mi ha colpito particolarmente.
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Re: Barbaresco Asili

Messaggioda BarbarEdo » 21 giu 2018 09:12

Più o meno i nomi sono quelli. Altri produttori sono Michele Chiarlo, Luigi Giordano e Achille Viglione. Di questi bevuto solo Chiarlo senza un ricordo particolare: stile (almeno fino alla 2011) modernista con boisé e speziature un po' omologanti. Poco tipico a mio parere.
Ca' del Baio non mi ha mai convinto (a parte il riesling che non è malaccio).
Cascina Luisin: non ricordo l'Asili. Rabaja e Barolo Leon (2013 entrambi) mi erano piuttosto piaciuti in una visita in cantina. Io però non sono così sicuro che l'uso di lieviti selezionati riduca le differenze tra cru (mia opinione.. :wink: ).
Produttori: Asili 2013 veramente giovanissimo. Bocca arcigna e serrata, sono d'accordo. Da riprovare tra 5 anni.
Montefico, per qualche ragione più pronto.
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Re: Barbaresco Asili

Messaggioda Messner » 21 giu 2018 12:33

BarbarEdo ha scritto:Più o meno i nomi sono quelli. Altri produttori sono Michele Chiarlo, Luigi Giordano e Achille Viglione. Di questi bevuto solo Chiarlo senza un ricordo particolare: stile (almeno fino alla 2011) modernista con boisé e speziature un po' omologanti. Poco tipico a mio parere.
Ca' del Baio non mi ha mai convinto (a parte il riesling che non è malaccio).
Cascina Luisin: non ricordo l'Asili. Rabaja e Barolo Leon (2013 entrambi) mi erano piuttosto piaciuti in una visita in cantina. Io però non sono così sicuro che l'uso di lieviti selezionati riduca le differenze tra cru (mia opinione.. :wink: ).
Produttori: Asili 2013 veramente giovanissimo. Bocca arcigna e serrata, sono d'accordo. Da riprovare tra 5 anni.
Montefico, per qualche ragione più pronto.


D'accordo assolutamente, il lievito selezionato NON DOVREBBE alterare le differenze fra i crus, pero ci sono lieviti selezionati ad hoc dalla vigna del produttore quindi una selezione fatta sulla tua vite e poi riprodotti in laboratorio e lieviti diciamo più commerciali e versatili. Quelli selezionati sul tuo clone di vitis vinifera sono molto simili agli indigeni con la differenza che vengono selezionati dalla tua pianta i ceppi migliori e più resistenti cosi da poter avere la certezza di portare a termine la fermentazione senza off flavour. Può avere un senso se si fanno vini a temperature rigide(nord Europa o chi fa partire la fermentazione post appassimento, quindi amarone e passiti,dove la fermentazione fatica a partire, si puo bloccare causa freddo e non è detto che vada a termine perché molti lieviti non resistono oltre i 16 gradi alcolici). Ma poi questo discorso trova il tempo che trova perche può anche essere in parte vero eppure Dettori sforna tutti gli anni dei vini che vanno dai 16 ai 18 gradi eppure usa lieviti indigeni.
Non so, a mio modesto avviso i due crus erano molto simili e me li sarei dovuti aspettare diversi alla grande, conoscendo bene le due sottozone. Poi magari sono stato poco attento io in fase di degustazione.

Quindi dici che PdB con il suo asili tra 5 anni perde questa nota algida e sta chiusura amaricante? Colpa della gioventù?
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Re: Barbaresco Asili

Messaggioda BarbarEdo » 22 giu 2018 14:55

A esser sincero non ho sentito l'amaro nel finale, ma potrei non aver posto abbastanza attenzione io. Cosa intendi esattamente per "algido"? Io ho sentito (1 anno fa) un vino che appena versato ha mostrato un lato aromatico floreale fine e intenso, per poi chiudersi dopo alcuni minuti. In bocca era muto, compresso (forse in questo senso "algido", con poco o nulla che ritornava in retrolfazione) ma in qualche modo vibrante, energico, con poco frutto ma molta struttura ancora da riorganizzarsi. Tannino fine e fitto, che negli anni si distenderà. Acidità che allungava il finale. Mi ha dato l'idea, un po' a istinto, di un vino molto equilibrato e molto ben fatto. Credo che degli anni in bottigia lo potranno aiutare ad aprirsi verso un aroma e un gusto più caldo ed espressivo. Il finale amaro, se c'è, difficilmente può essere corretto dal tempo, per quanto ne so.
Hai assaggiato altri 2013 della PdB?
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Re: Barbaresco Asili

Messaggioda Messner » 22 giu 2018 18:15

BarbarEdo ha scritto:A esser sincero non ho sentito l'amaro nel finale, ma potrei non aver posto abbastanza attenzione io. Cosa intendi esattamente per "algido"? Io ho sentito (1 anno fa) un vino che appena versato ha mostrato un lato aromatico floreale fine e intenso, per poi chiudersi dopo alcuni minuti. In bocca era muto, compresso (forse in questo senso "algido", con poco o nulla che ritornava in retrolfazione) ma in qualche modo vibrante, energico, con poco frutto ma molta struttura ancora da riorganizzarsi. Tannino fine e fitto, che negli anni si distenderà. Acidità che allungava il finale. Mi ha dato l'idea, un po' a istinto, di un vino molto equilibrato e molto ben fatto. Credo che degli anni in bottigia lo potranno aiutare ad aprirsi verso un aroma e un gusto più caldo ed espressivo. Il finale amaro, se c'è, difficilmente può essere corretto dal tempo, per quanto ne so.
Hai assaggiato altri 2013 della PdB?


Il naso è molto elegante, anche se come dici tu si chiude subito, sicuramente è troppo giovane. Algido nel senso vero e proprio del termine, vino molto freddo (l'annata 2013 non aiuta non è di certo una 2015) però diciamo che l'hai interpretata bene, retrolfazione scarnissima. Forse va semplicemente rivalutato fra qualche anno, diciamo 3-4. Non ho ancora bevuto altro, ho Montestefano, Rabajà e Pajè da assaggiare prossimamente. Tu li hai assaggiati?
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Re: Barbaresco Asili

Messaggioda BarbarEdo » 23 giu 2018 00:31

Alcuni sì: asili, montestefano, montefico, pora e il base, secondo me buoni. Il base è abbastanza pronto, gli altri sono indietro. Con i 13 bisogna aver pazienza...
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