Qualche giorno nelle Langhe...

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zampaflex
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Re: Qualche giorno nelle Langhe...

Messaggioda zampaflex » 30 dic 2017 18:56

Borgogna?
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eno
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Re: Qualche giorno nelle Langhe...

Messaggioda eno » 30 dic 2017 19:46

Mike 76, purtroppo della tristezza degli appassionati (quirum ego) non gliene frega una mazza, e' ilmercato che comanda
maxer
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Re: Qualche giorno nelle Langhe...

Messaggioda maxer » 30 dic 2017 21:08

gpetrus ha scritto:Peccato che continui a polemizzar

Siamo nel settore " Vino&Co.: polemiche e opinioni ", dai ... :D
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maxer
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Re: Qualche giorno nelle Langhe...

Messaggioda maxer » 30 dic 2017 21:29

Alberto ha scritto:
eno ha scritto:Mike 76, purtroppo della tristezza degli appassionati (quirum ego) non gliene frega una mazza, e' il mercato che comanda
...

Albertoooooooo (lo spietato) ! ! !
Un appello: tutto ok ? :mrgreen:
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Alberto
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Re: Qualche giorno nelle Langhe...

Messaggioda Alberto » 30 dic 2017 21:41

:?: :?: :?:
Bevitore, tra un raglio e l'altro...HI-HOOOOO...HI-HOOOOO...


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così preziosa come il vino
così gratis come la tristezza...

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Re: Qualche giorno nelle Langhe...

Messaggioda littlewood » 30 dic 2017 21:57

Mike76 ha scritto:Monprivato a 170 €, quasi triplicato in 5 anni, che aumento in percentuale è? :mrgreen:
Dai, è evidente che un certo aumento annuale non possa che esserci, soprattutto in un settore che tira tantissimo adesso (non parlo dei vini in generale, ma della Langa -Barolo soprattutto- in particolare).
Dal 5 al 15% si può rientrare in aumenti ancora accettabili (dopotutto non si parla di bolletta della luce o di paniere della spesa, ma di mercato del lusso), ma ci sono produttori che sparano anche un bel 50% e oltre...anche qui tutto lecito e tutto comprensibile (se fossi figlio del tale produttore, vorrei anch'io che papà comprasse il Cayenne, magari per poi ribaltrlo ubriaco tra un Bric e l'altro -tirando e bevendo coca- il sabato sera successivo).
Rimane la tristezza degli appassionati non ricchi, che vedono volare la bottiglina di Barolo con le ali, dalla loro cantina di fantasia allo scatolone in un container diretto in Cina o in qualche altro posto, dove probabilmente verrà aperto, in maniera distratta, tra una bottiglia di vodka con le foglie d'oro dentro e un bello champagnone da 18 litri in confezione missile.

170 € dove??? In enoteca forse! Ma questo nn e' indice di aumento del produttore ma magari soeculazione del venditore! In cantina nn lo vendono certo a quel prezzo...
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Re: Qualche giorno nelle Langhe...

Messaggioda maxer » 30 dic 2017 23:58

Alberto ha scritto: :?: :?: :?:

(quorum ego)
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Re: Qualche giorno nelle Langhe...

Messaggioda BarbarEdo » 31 dic 2017 02:15

vinogodi ha scritto:
maxer ha scritto:
gpetrus ha scritto:direi triste constatazione Marco......saro' un romantico ? forse si .....quando poi per fare un esempio un Rivella mi alza il prezzo di 5 euro in un anno beh......mi vien da pensare che in un futuro molto prossimo arriveremo a prezzi stile borgogna . Peccato davvero ...

Ma fra tutti gli arricchiti degli ultimi anni, proprio Teobaldo Rivella sei andato a scegliere come esempio di avidità :shock: ?
Che solo quest' anno ha aumentato di ben 5 (cinque) €uro, cifra pazzesca (!), il suo grande Montestefano, dopo averlo venduto sempre allo stesso prezzo da tempo !
Ma per favore ... c'è ben da guardare altrove
(e non mi sembra di aver visto Porsche parcheggiate davanti a casa ... ma forse le ha nascoste :mrgreen:)
...ognuno ha il sacrosanto diritto di ambire ad una dignità economica , fa parte della natura umana. Se il mercato ti da ragione , sarebbe autolesionistico non approfittarne, tutti lo faremmo. La redditività di un prodotto è facile calcolarla , stabilendo il delta fra prezzo di vendita , sottratte tasse e costi variabili e fissi + ammortamenti. Più questo delta si allarga , più ci si guadagna, mica ci vuole un premio Nobel per l'economia per capirlo. Oggi l'articolo tira e il mercato fa il prezzo , i produttori non fanno che assecondare questa tendenza , pena il deprezzamento (anche di immagine) della loro produzione . Da prodotto sottopagato a prodotto superpagato ci sta un mondo di profitto. Ho parlato di auto perché mi è venuto in mente questo esempio, ma assai più palesi sarebbero le cantine de novo che nel frattempo (parlo degli ultimi 20 anni) si sono costruite o ristrutturate a suon di milioni di Euro e questo si è specchio dell'andamento reale del mercato del Nebbiolo...

Purtroppo quest'ultimo incremento di 5€ non è il primo dopo tanto tempo.. credo che 5 anni fa il barbaresco da Rivella lo si pagasse 23-24€ la bottiglia. Detto ciò, ho la sensazione che più che un vero aumento di prezzi in cantina si stia praticando sempre più comunemente lo "sdoppiamento del listino", con uno riservato al turista / piccolo cliente privato (con un notevole aumento dei prezzi negli anni), e uno riservato al rivenditore o professionista (ristoratore, enotecario), il cui prezzo è salito in maniera molto più contenuta.
Ricordo, per dire, di aver visto il Montestefano 2013 di Rivella da Eataly a Torino un mese e mezzo fa a 34€..
Perché questo aumento? Il mercato, certo, la possibilità di guadagno, certo... Ma se poi penso al sig. Rivella, che ho avuto il piacere di conoscere, qualcosa non mi torna: lui e sua moglie hanno questa piccola cantina e due ettari e mezzo di vigna da cent'anni, da sempre lavorata da loro due. Sì ostinano a tenere cinquemila metri di dolcetto in cima al bricco, che se li togliessero e piantassero nebbiolo sarebbero tremila bottiglie in più di barbaresco, faticando uguale (anzi...meno). Insomma, fatico a immaginarmelo come uno alla ricerca di nuovi profitti o con mire espansionistiche..
Discorso analogo lo si può fare per Beppe Rinaldi, Cortese o per la signora Mascarello.
Penso che per alcuni produttori storici l'aumento di prezzo sia in primis un modo per disincentivare il saccheggio delle bottiglie da parte delle orde di turisti o acquirenti stranieri e per tenerne qualcuna per i clienti affezionati, quelli che da quarant'anni ti chiedono i due cartoni e ti dispiace potergliele dare solo più mezzo.
Quando, due anni fa, da Cortese mi sentii (ingenuamente) quasi imbarazzato per aver comprato solo tre bottiglie di barbaresco, lui mi disse: " Magari prendessero tutti poche bottiglie!" In effetti, a pensarci, se invece di 30€ fossero costate 23€, come qualche anno prima, gliene avrei prese sei..
Comunque se i prezzi dovessero proprio impennarsi io punterei il radar sui langhe nebbiolo di aziende poste fuori dai territori di produzione di barolo, barbaresco e roero: comuni come Diano d'Alba, Montelupo Albese, Rodello, Sinio, Roddino, Dogliani, o ancora la zona del moscato (Trezzo Tinella, Neviglie, Mango, Santo Stefano, etc) hanno, in alcuni casi, terreni vocati per il nebbiolo. Qualcosa di interessante già lo si trova.
maxer
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Re: Qualche giorno nelle Langhe...

Messaggioda maxer » 31 dic 2017 10:35

BarbarEdo ha scritto:Purtroppo quest'ultimo incremento di 5€ non è il primo dopo tanto tempo.. credo che 5 anni fa il barbaresco da Rivella lo si pagasse 23-24€ la bottiglia. Detto ciò, ho la sensazione che più che un vero aumento di prezzi in cantina si stia praticando sempre più comunemente lo "sdoppiamento del listino", con uno riservato al turista / piccolo cliente privato (con un notevole aumento dei prezzi negli anni), e uno riservato al rivenditore o professionista (ristoratore, enotecario), il cui prezzo è salito in maniera molto più contenuta.
Ricordo, per dire, di aver visto il Montestefano 2013 di Rivella da Eataly a Torino un mese e mezzo fa a 34€..
Perché questo aumento? Il mercato, certo, la possibilità di guadagno, certo... Ma se poi penso al sig. Rivella, che ho avuto il piacere di conoscere, qualcosa non mi torna: lui e sua moglie hanno questa piccola cantina e due ettari e mezzo di vigna da cent'anni, da sempre lavorata da loro due. Sì ostinano a tenere cinquemila metri di dolcetto in cima al bricco, che se li togliessero e piantassero nebbiolo sarebbero tremila bottiglie in più di barbaresco, faticando uguale (anzi...meno). Insomma, fatico a immaginarmelo come uno alla ricerca di nuovi profitti o con mire espansionistiche..
Discorso analogo lo si può fare per Beppe Rinaldi, Cortese o per la signora Mascarello.
Penso che per alcuni produttori storici l'aumento di prezzo sia in primis un modo per disincentivare il saccheggio delle bottiglie da parte delle orde di turisti o acquirenti stranieri e per tenerne qualcuna per i clienti affezionati, quelli che da quarant'anni ti chiedono i due cartoni e ti dispiace potergliele dare solo più mezzo.
Quando, due anni fa, da Cortese mi sentii (ingenuamente) quasi imbarazzato per aver comprato solo tre bottiglie di barbaresco, lui mi disse: " Magari prendessero tutti poche bottiglie!" In effetti, a pensarci, se invece di 30€ fossero costate 23€, come qualche anno prima, gliene avrei prese sei..
Comunque se i prezzi dovessero proprio impennarsi io punterei il radar sui langhe nebbiolo di aziende poste fuori dai territori di produzione di barolo, barbaresco e roero: comuni come Diano d'Alba, Montelupo Albese, Rodello, Sinio, Roddino, Dogliani, o ancora la zona del moscato (Trezzo Tinella, Neviglie, Mango, Santo Stefano, etc) hanno, in alcuni casi, terreni vocati per il nebbiolo. Qualcosa di interessante già lo si trova.

Può darsi, come scrivi, che per i piccoli vignaioli che hai citato la motivazione degli aumenti sia questa.
A parte che la mia pur fallace memoria non mi fa ricordare un prezzo di 23 €. per il Montestefano di cinque anni fa (credo 30 o forse più), se Rivella ne vendesse diciamo 500 bottiglie ai visitatori in cantina a 10 €. in più farebbero 5.000 € in più in un anno. Per lui "poca roba" sicuramente, per gli appassionati invece un bell' aumento, sono d' accordo, tale da disincentivarne le visite.
Penso però che in tal modo gli verrebbe meno quel passaparola fra appassionati che secondo me è alla base dell' attività dei piccoli produttori come lui. La vera causa dei suoi "piccoli" aumenti in un arco di tempo abbastanza ampio credo sia piuttosto da ricercare nella lievitazione dei costi di produzione e di commercializzazione del suo vino e solo in parte nel fenomeno 'Langhe' di mercato. È solo un ' ipotesi. Un ' altra potrebbe essere quella di non voler vendere eccessive quantità a visitatori presunti avvoltoi che poi potrebbero rivendere il suo vino a prezzi triplicati o più: questo dà molto fastidio ai piccoli produttori.
Purtroppo dovremo abituarci a questa situazione: il mercato nelle Langhe è in piena espansione (vedi anche la richiesta di allargare la zona del Barolo), tante grosse cantine sfruttano sfacciatamente e senza validi motivi (leggasi qualità) la situazione per far lievitare i loro prezzi.
Però andare a cercare un Nebbiolo nella zona del Moscato mi sembrerebbe un sacrilegio, anche se andrà a finire così :shock: :evil: :shock:
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gpetrus
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Re: Qualche giorno nelle Langhe...

Messaggioda gpetrus » 31 dic 2017 11:54

BarbarEdo ha scritto:
vinogodi ha scritto:
maxer ha scritto:
gpetrus ha scritto:direi triste constatazione Marco......saro' un romantico ? forse si .....quando poi per fare un esempio un Rivella mi alza il prezzo di 5 euro in un anno beh......mi vien da pensare che in un futuro molto prossimo arriveremo a prezzi stile borgogna . Peccato davvero ...

Ma fra tutti gli arricchiti degli ultimi anni, proprio Teobaldo Rivella sei andato a scegliere come esempio di avidità :shock: ?
Che solo quest' anno ha aumentato di ben 5 (cinque) €uro, cifra pazzesca (!), il suo grande Montestefano, dopo averlo venduto sempre allo stesso prezzo da tempo !
Ma per favore ... c'è ben da guardare altrove
(e non mi sembra di aver visto Porsche parcheggiate davanti a casa ... ma forse le ha nascoste :mrgreen:)
...ognuno ha il sacrosanto diritto di ambire ad una dignità economica , fa parte della natura umana. Se il mercato ti da ragione , sarebbe autolesionistico non approfittarne, tutti lo faremmo. La redditività di un prodotto è facile calcolarla , stabilendo il delta fra prezzo di vendita , sottratte tasse e costi variabili e fissi + ammortamenti. Più questo delta si allarga , più ci si guadagna, mica ci vuole un premio Nobel per l'economia per capirlo. Oggi l'articolo tira e il mercato fa il prezzo , i produttori non fanno che assecondare questa tendenza , pena il deprezzamento (anche di immagine) della loro produzione . Da prodotto sottopagato a prodotto superpagato ci sta un mondo di profitto. Ho parlato di auto perché mi è venuto in mente questo esempio, ma assai più palesi sarebbero le cantine de novo che nel frattempo (parlo degli ultimi 20 anni) si sono costruite o ristrutturate a suon di milioni di Euro e questo si è specchio dell'andamento reale del mercato del Nebbiolo...

Purtroppo quest'ultimo incremento di 5€ non è il primo dopo tanto tempo.. credo che 5 anni fa il barbaresco da Rivella lo si pagasse 23-24€ la bottiglia. Detto ciò, ho la sensazione che più che un vero aumento di prezzi in cantina si stia praticando sempre più comunemente lo "sdoppiamento del listino", con uno riservato al turista / piccolo cliente privato (con un notevole aumento dei prezzi negli anni), e uno riservato al rivenditore o professionista (ristoratore, enotecario), il cui prezzo è salito in maniera molto più contenuta.
Ricordo, per dire, di aver visto il Montestefano 2013 di Rivella da Eataly a Torino un mese e mezzo fa a 34€..
Perché questo aumento? Il mercato, certo, la possibilità di guadagno, certo... Ma se poi penso al sig. Rivella, che ho avuto il piacere di conoscere, qualcosa non mi torna: lui e sua moglie hanno questa piccola cantina e due ettari e mezzo di vigna da cent'anni, da sempre lavorata da loro due. Sì ostinano a tenere cinquemila metri di dolcetto in cima al bricco, che se li togliessero e piantassero nebbiolo sarebbero tremila bottiglie in più di barbaresco, faticando uguale (anzi...meno). Insomma, fatico a immaginarmelo come uno alla ricerca di nuovi profitti o con mire espansionistiche..
Discorso analogo lo si può fare per Beppe Rinaldi, Cortese o per la signora Mascarello.
Penso che per alcuni produttori storici l'aumento di prezzo sia in primis un modo per disincentivare il saccheggio delle bottiglie da parte delle orde di turisti o acquirenti stranieri e per tenerne qualcuna per i clienti affezionati, quelli che da quarant'anni ti chiedono i due cartoni e ti dispiace potergliele dare solo più mezzo.
Quando, due anni fa, da Cortese mi sentii (ingenuamente) quasi imbarazzato per aver comprato solo tre bottiglie di barbaresco, lui mi disse: " Magari prendessero tutti poche bottiglie!" In effetti, a pensarci, se invece di 30€ fossero costate 23€, come qualche anno prima, gliene avrei prese sei..
Comunque se i prezzi dovessero proprio impennarsi io punterei il radar sui langhe nebbiolo di aziende poste fuori dai territori di produzione di barolo, barbaresco e roero: comuni come Diano d'Alba, Montelupo Albese, Rodello, Sinio, Roddino, Dogliani, o ancora la zona del moscato (Trezzo Tinella, Neviglie, Mango, Santo Stefano, etc) hanno, in alcuni casi, terreni vocati per il nebbiolo. Qualcosa di interessante già lo si trova.

Perfetto, hai capito il mio pensiero.Non ho avuto tempo di spiegar ieri , se non in sintesi e finendo.....male .A Trieste da eataly il Montestefano costa 31,80 .Baldo lo conosco e lo visita da 15 - 16 anni.Hai più o meno centrato i prezzi degli scorsi anni, visto che mi segno tutti gli anni i prezzi langaroli nella mia visita annuale di settembre.Se necessario vado a cercar i prezzi degli ultimi 15 anni.A settembre dello scorso anno costava 30 , l'anno prima 28 , poi 27, 26 . Non penso voglia disincentivar le visite.Nel mio caso ci sentiamo al cell, e quando è passato per il Collio mi aveva chiamato e lui e moglie erano passati da qui a trovarci......questo per dir che avrebbe avuto mille modi per dirmi i suoi eventuali pensieri in merito.Anzi potrei raccontar tanti bei episodi di gente che ho mandato da lui in cantina , e che lui stesso mi aveva riferito poi in modo entusiasta
gpetrus
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Re: Qualche giorno nelle Langhe...

Messaggioda gpetrus » 31 dic 2017 12:02

Per Cortese i prezzi son diversi tra privati e operatori.Testato un paio di volte in cantina, infatti converrebbe comprar il base e riserva da altri canali :D
BarbarEdo
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Re: Qualche giorno nelle Langhe...

Messaggioda BarbarEdo » 31 dic 2017 14:36

gpetrus ha scritto: Non penso voglia disincentivar le visite.Nel mio caso ci sentiamo al cell, e quando è passato per il Collio mi aveva chiamato e lui e moglie erano passati da qui a trovarci......questo per dir che avrebbe avuto mille modi per dirmi i suoi eventuali pensieri in merito.Anzi potrei raccontar tanti bei episodi di gente che ho mandato da lui in cantina , e che lui stesso mi aveva riferito poi in modo entusiasta.

Capisco cosa intendi, mi spiego meglio: quello che intendo dire è che ci sono clienti e clienti, visitatori e visitatori. Ci sono gli appassionati come noi che, da soli o in piccoli gruppi arrivano (si spera) in punta di piedi, rispettosi del tempo prezioso che il produttore ci sta concedendo, o clienti fidelizzati da quindici anni come te... Non dubito che queste visite siano una fonte di gratificazione per il produttore. Dall'altro lato però ci sono i pullman di tedeschi, americani, russi, norvegesi (nulla contro queste nazioni, eh) che richiedono un'organizzazione e una struttura ricettiva che molte piccole cantine (tra cui quella di Rivella) non hanno. E che bevono e comprano. Tanto. Forse, alzando un po' i prezzi, comprano un po' meno e resta qualche bottiglia in più da vendere al primo tipo di clientela...
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Re: Qualche giorno nelle Langhe...

Messaggioda gpetrus » 31 dic 2017 19:34

Sentito e chiacchierato oggi pomeriggio con Teobaldo, che mi ha chiarito e ringraziato di aver fatto presente il dubbio su prezzo Eataly.C'è rimasto male pure lui......come dico sempre a voce si chiarisce tutto dietro la tastiera le interpretazioni sono molteplici, giocoforza. Auguroni a tutti x un bel 2018 :mrgreen:
eno
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Re: Qualche giorno nelle Langhe...

Messaggioda eno » 01 gen 2018 04:03

maxer ha scritto:
Alberto ha scritto: :?: :?: :?:

(quorum ego)


Eccerto, Alberto, ci mancherebbe...Ma di solito invio senza rileggere.... :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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