Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

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Costi
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda Costi » 11 ott 2015 20:15

Wineduck ha scritto:Aperitivo:
Krug Collection 1989 Magnum: naso in costante miglioramento, bocca di gioventù allucinante con tutti gli agrumi del creato, avrei voluto scappare dal ristorante con la bambinona ed attaccarmi a canna alla bottiglia nel vicolo posteriore... :P
1a batteria
Krug Clos Du Mesnil 1985 la perfezione fatta champagne, al naso come un profumo di Chanel; my best bubble ever!
Cristal 1985 bonissimo, fresco e complesso, contro tutti i pregiudizi verso questa etichetta
2a batteria
Ramonet Montrachet Grand Cru 2004 un carro armato bianco, quello che ha sofferto di più il poco tempo nel bicchiere
3a batteria
Verticale trebbiano Monteraponi: 14/13/12/11 sorpresona dal bianco di Michele B. occhio alla 14 e seguenti perchè può essere un outsider bianco italiano
4a batteria sempre dei gran vini che riescono ad essere definiti anche in annate non proprio esaltanti come 11 e 12 (specialmente)
Monteraponi Chianti Classico Riserva Il Campitello 2012
Monteraponi Chianti Classico Riserva Baron'ugo 2011
Monteraponi Baron'ugo 2012
5a batteria anni fa avevo qualche perplessità su questa cantina per uno stile troppo efebico ma ora sono convinto al 100%, occhio ai 13 saranno la quadratura del cerchio
Rizzi Barbaresco Rizzi 2012
Rizzi Barbaresco Nervo 2013
Rizzi Barbaresco Pajorè 2008
6a batteria
Domaine Louis Remy Chambertin Grand Cru 2008 abbiamo impiegato un casino per inquadrarlo perchè non riuscivamo a capire da dove potesse venire tantaeleganza e materia allo stesso tempo, bottiglia veramente sorprendente per essere una 08
7a batteria
Conterno Barolo Riserva Monfortino 2005 algido ma sempre lui
Meo Camouzet Clos Vougeot Grand Cru 2005 molto più nelle mie corde, gran boccia
8a batteria
Rinaldi Barolo Brunate Le Coste 1999 peccato per una volatile altissima e non passeggera, la materia c'è
Poggio di Sotto Brunello Riserva 1999 sempre il solito dolcione che piace a grandi e piccini
9a batteria
Chateau Petrus 1996 ... "telefonami fra vent'anni"... ora vedi dal buco della serratura un vino che sarà mostruoso. Però non spenderei mai quei soldi.
Chateau Leoville Las Cases 1996 lo ha portato lo "sporco negro" biancazzurro e fatto goal manco fosse un Felipe Anderson qualunque. Di un'eleganza suprema, lo vorrei mettere una volta accanto a Lafite per vedere l'effetto che fa
10a batteria
Mascarello Barolo Riserva Monoprivato Cà D' Morissio 1996 buono ma con il solito tannino da Langa 1996 che proprio "nun lu regghiu chiù"
Gros Fere Richebourg Grand Cru 1996 il più rodanesco delal serata, spezie a go-go e una bella materia in "un guanto di velluto"
11a batteria
Biondi Santi brunello Riserva 1993 ci sono annate migliori del "nostro"; sgranato
Domaine de la Romanee-Conti Grands Echezeaux Grand Cru 1993 un subdolo TCA ha impedito di goderlo appieno ma la grandezza si è intuita
12a batteria
Quintarelli Amarone 1993 fuori concorso per profumi di frutto e suadenza di bocca.
Montevertine Le Pergole Torte 1993 riesce sempre a dire la sua anche in annata minore ed accanto ad un carroarmato russo con missili terra-terra
13a batteria
Soldera Brunello Riserva 1991 il negro lo ha beccato in 5 secondi, io non so se ci sarei mai arrivato, lo scalino con la 90 ris. è alto come l'Anapurna
Gaja Barolo Sperss 1991 che devo dì... lo avevo messo io.... per me un vino di una giovinezza disarmante che potrebbe andare bene anche con un panino con la mortadella o con un piatto di Vissani
14a batteria
Chateau Lafite Rothschild 1989 signori silenzio: arriva l'eleganza... (stratosferico 1)
Penfolds Grange 1989 qui ho quasi pianto causa un piccolo TCA! Un rodanista come me agognava da anni di berlo... però si capiva perfettamente la materia trabordante con un frutto cesellatismo ma grosso come una donna di Botero
15a batteria
Valentini Montepulciano 1985 ... maremmaccia maiala.... anche gli italiani possono stare sull'olimpo... (stratosferico 2), eleganza e materia, frutto e minerale, il foxy è diventato spezia, immenso (grazie Sonny & Cher)
Vega Sicilia "Unico" 1985 anche qui microscopico TCA ma non tale da impedire di capire che è un vino "della madonna"
16a batteria finale impossibile da eguagliare. Semplicemente i vini che non mi stancherei di bere ogni settimana: due dipinti di Rembrandt che ti assorbono nella loro tridimensionalità fascinosa e ti fanno vivere in un'altra dimensione per qualche minuto. Figeac più "popputo", HB più efebico. Ero già cottissimo prima di quest'ultima batteria ma d'incanto tutti i miei sensi si sono risvegliati di colpomettendo naso e bocca dentro questi due bicchieri che non scorderò facilmente.
Chateau Figeac 1966
Chateau Haut Brion 1966

GOD SAVE Ezio MOFISE! :D


Ed eccoci qui! Ancora su questi schermi a commentare una bevuta sontuosa e una serata allegra, spensierata e goduriosa.

Bottiglie stratosferiche stappate tra amici, senza troppe pippe mentali ma tanto divertimento.

Detto questo, ho poco da aggiungere alle note di Ale, per cui sparo impressioni sparse.

I Krug resteranno per sempre nella mia memoria. Montrachet anche, mette paura per la sua maestosità e gioventù.

I Bordeaux sono vini della Madonna, nessuna denominazione mediamente arriva a questi livelli con tanti anni sulle spalle. Haut Brion è uno di quei vini assoluti che vanno bevuti una volta nella vita.

E poi Lafite, Remy, Petrus, Gros Fere, Valentini, Gaja, Quintarelli. Vini da portare sull'arca.

Complimenti anche ai nostri amici produttori. Michele sfodera un Trebbiano assai interessante e un Baron Ugo 11 da cappottarsi. Enrico un Nervo 13 in bottiglia da 3 mesi da sturbo. Bravi bravi.
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda barone79 » 11 ott 2015 21:09

Voglio ringraziare anche io ezio Mofise per l'accoglienza,la generosità e l'impegno che ha messo anche quest'anno nell'organizzazione di questa bellissima serata .
Eravamo li per il piacere di stare insieme, in un' atmosfera rilassata ed a tratti goliardica, tranquilla e di completa amicizia, che ha reso ancora più piacevole il contenuto dei bicchieri.
Il mangiare eccezionale come sempre che ben ha accompagnato tutto quel delizioso nettare,un grazie quindi anche a Mirko del ristorante San Giorgio di Umbertide.

I vini come era facile intuire e come hanno gia detto Ale Wineduck ed il buon Costi sono il sogno di ogni bevitore,alcuni erano nella mia lista "da bere almeno una volta nella vita".
Non mi dilungo nella descrizione di tutti i vini,preferisco lasciare la parola a chi è più bravo di me nel tradurre in lettere le emozioni che ci hanno regalato.

krug ,buonissimo collection 89,maestoso e champagne assoluto mesnil 85,una delle bolle più buone mai bevute.

emozionante la batteria dei 66,con leggera preferenza per HB per me vino della serata e da ora in poi,per quello che mi riguarda,la parola velluto ha tutto un altro significato.

petrus 96 è un sogno, ma leoville è già una certezza.

lafite 89 speculazione o non speculazione, è un grandissimo vino di una eleganza e suadenza unica.

monfortino 05 giovanissimo ma è sempre una garanzia.

ca de morrissio 96 molto buono ma ho preferito la 2001 bevuta l'anno scorso,questi 96 neanche a me fanno impazzire...senz'altro interessanti ma ancora spigolosi e tutt'altro che risolti.

Un ringraziamento va anche a Enrico DellaPiana(Rizzi) e Michele Braganti( Monteraponi) che ci hanno onorato della loro presenza....
Rizzi Bellissimi come sempre i barbaresco,2012 con tutti i cru dentro che supera agilmente gli ostacoli dell'annata difficile risultando vino piacevole e con personalità da vendere ,2013 che si prospetta un best buy già da ora.

Monteraponi con una interessantissima verticale di trebbiano, con un 2014 davvero notevole e una linea di rossi molto molto buoni ,con un baron ugo 2012 che servito alla cieca per alcuni(me compreso) è stato scambiato inizialmente per un pinot noir borgognone per quanto era profumato e goloso.
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda zampaflex » 11 ott 2015 23:30

C'è talmente tanta roba in questo post che non si può provare minimamente invidia, solo ammirazione. Quasi quasi mi sono ubriacato a leggere! Complimenti al festeggiato e a tutti gli ospiti.
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda memmo5005 » 12 ott 2015 09:01

Buongiorno a tutti,
parto col ringraziare Ezio, l'organizzatore di questa memorabile serata, che difficilmente potrò dimenticare, e ringrazio tutte le persone presenti, di gran lunga più preparate di me dai quali ho, tra una risata e l'altra, carpito frasi ed imparato cose che nessun corso potrà mai insegnarmi.
Inoltre fantastico dare volto a forumisti che fino ad oggi avevo solo letto o al massimo scritto in pvt, grandi...veramente grandi tutti!!

Per quanto riguarda i vini della serata, avevo una aspettativa decisamente alta, ma non così :shock: , appena ho visto la magnum di krug Collection 89, ho capito che il livello era il più alto al quale avevo mai partecipato e poi appena messo il naso su Clos du Mesnil 85 ero emozionato come un bambino in un negozio di giocattoli; per il resto mi limito a dire che dare voti o numeri a vini come Haut Brion 66, Figeac 66, Petrus 96 e Mesnil 85 sarebbe solo mettere un limite all'infinito.

Quindi come mi ripeto da sabato una serata epica!

Grazie ancora a tutti ed a Mirko, chef,proprietario ed amico, del ristorante San Giorgio ad Umbertide, che ci ha preparato piatti come sempre magnifici ed un atmosfera perfetta.

Ahh, dimenticavo.....aspetto Aramis dopo la sconfitta tra curva nord e curva sud, vinta dalla nostra sud, grazie alla punta di diamante Costi...n.1 :mrgreen:


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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda alexer3b » 12 ott 2015 09:13

memmo5005 ha scritto:Ahh, dimenticavo.....aspetto Aramis dopo la sconfitta tra curva nord e curva sud, vinta dalla nostra sud, grazie alla punta di diamante Costi...n.1 :mrgreen:


Luca

Ma non giochiamo nemmeno, guarda. :lol: :lol: :lol:

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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda Costi » 12 ott 2015 09:39

alexer3b ha scritto:
memmo5005 ha scritto:Ahh, dimenticavo.....aspetto Aramis dopo la sconfitta tra curva nord e curva sud, vinta dalla nostra sud, grazie alla punta di diamante Costi...n.1 :mrgreen:


Luca

Ma non giochiamo nemmeno, guarda. :lol: :lol: :lol:

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"Esemplare di persona chiamata Bomber senza oggettivo motivo" (cit. Aramis ore 2.21 ad 2015.10.11).
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda memmo5005 » 12 ott 2015 09:55

Costi ha scritto:
alexer3b ha scritto:
memmo5005 ha scritto:Ahh, dimenticavo.....aspetto Aramis dopo la sconfitta tra curva nord e curva sud, vinta dalla nostra sud, grazie alla punta di diamante Costi...n.1 :mrgreen:


Luca

Ma non giochiamo nemmeno, guarda. :lol: :lol: :lol:

Alex


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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda alexer3b » 12 ott 2015 10:00

memmo5005 ha scritto:
Costi ha scritto:
alexer3b ha scritto:
memmo5005 ha scritto:Ahh, dimenticavo.....aspetto Aramis dopo la sconfitta tra curva nord e curva sud, vinta dalla nostra sud, grazie alla punta di diamante Costi...n.1 :mrgreen:


Luca

Ma non giochiamo nemmeno, guarda. :lol: :lol: :lol:

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"Esemplare di persona chiamata Bomber senza oggettivo motivo" (cit. Aramis ore 2.21 ad 2015.10.11).



:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

Se posso permettermi la citazione esatta è "Chiamarsi bomber tra amici senza apparenti meriti sportivi" (con tanto di fan page su Facebook) :mrgreen: :lol:

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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda DiegoTontini » 12 ott 2015 10:36

Oggi inizio ad essere abbastanza lucido per poter esprimere la tutta la mia gioia provata nella serata Grazie a mofise e alla splendida compagnia.Per l'analisi tecnica confermo quello che già è stato ampiamente sviluppato da persone molto più capaci ed esperte di me.
A chi si pone il problema del numero delle bottiglie..dell'impossibilita' di poter analizzare dei mostri sacri come quelli che ci siamo scolati..e altre questioni simili...rispondo semplicemente che la bravura di Ezio non è stata tanto offrire con una generosità disarmante delle bottiglie uniche e assolute, ma quella di mettere insieme persone umili educate simpatiche facendo sì che tutto il resto passasse in secondo piano. Magari verrò criticato per quello che sto per dire, per me il vino è innanzitutto convivialità, e la serata è stata un modo meraviglioso per conoscere persone, storie, vite...e tutto questo mi provoca un' assoluta positività per il futuro.
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda DiegoTontini » 12 ott 2015 10:46

E comunque..la vittoria di misura della curva sud è stata ampiamente meritata, visto lo scarso utilizzo delle sputacchiere..e il lavoro continuo di bassa manavolanza nella continua volontà di svuotare le boccie.. :mrgreen: :mrgreen:
Ancora a distanza di 36 ore mi si ripropone gentilmente haut brion..tasso alcolico ancora superiore a 1,2 :mrgreen: :mrgreen:
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda alexer3b » 12 ott 2015 10:52

DiegoTontini ha scritto:E comunque..la vittoria di misura della curva sud è stata ampiamente meritata, visto lo scarso utilizzo delle sputacchiere..e il lavoro continuo di bassa manavolanza nella continua volontà di svuotare le boccie.. :mrgreen: :mrgreen:
Ancora a distanza di 36 ore mi si ripropone gentilmente haut brion..tasso alcolico ancora superiore a 1,2 :mrgreen: :mrgreen:

Ve stavate a beve pure i sottovasi delle piante! :lol: :lol: :lol:

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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda arnaldo » 12 ott 2015 10:54

complimenti EZIO.....sei il solito Signore!!!! :D :D GIU' IL CAPPELLO.
follow my tasting notes and pics on http://instagram.com/ARNALDO2262/
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda DiegoTontini » 12 ott 2015 10:58

Infatti non capivo il significato della mia presenza..ma dalle 11 i poi mi è stato tutto più chiaro...spazzino!!inoltre la prossima volta dormo al san Giorgio così la mattina mi svuoto anche le vostre sputacchiere
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda vinotec » 12 ott 2015 14:47

Ho visto le foto su facebook...da rimanere senza fiato; veramente complimenti :D
UBI MAIOR, MINOR CESSAT !
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda SommelierSardo » 12 ott 2015 16:04

Non ho parole... l'unica speranza è, prima o poi, di entrare nell'elite! :wink:
Auguri, e complimentoni ad Ezio!!
marcolanc
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda marcolanc » 12 ott 2015 16:08

Sono andato anch'io a curiosare su Facebook... Solo due parole: mamma mia!
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda Michele Braganti » 12 ott 2015 20:31

Salve a Tutti!
Raramente mi collego al forum, ma anche qui come ampiamente fatto su FB vorrei ringraziare, quel gran Signore di Ezio, per avermi fatto partecipe di un evento unico e indimenticabile, ringrazio tutti gli altri forumisti, che hanno condiviso le loro bottiglie con me, grazie di cuore a tutti, se passate dalle parti di Radda, fate un fischio che andiamo a assaggiare qualcosa giù in cantina!
Ciao!!!
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda alexer3b » 12 ott 2015 21:43

Michele Braganti ha scritto:Salve a Tutti!
Raramente mi collego al forum, ma anche qui come ampiamente fatto su FB vorrei ringraziare, quel gran Signore di Ezio, per avermi fatto partecipe di un evento unico e indimenticabile, ringrazio tutti gli altri forumisti, che hanno condiviso le loro bottiglie con me, grazie di cuore a tutti, se passate dalle parti di Radda, fate un fischio che andiamo a assaggiare qualcosa giù in cantina!
Ciao!!!

Grande Michele,è stato un piacere rivedervi!

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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda Andyele » 12 ott 2015 21:48

Sono rimasto sorpreso comunque che con cotanto ben di dio abbiano prevalso i due Bordeaux 1966 provenendo appunto da un'annata non così poi memorabile.
E' stato forse il fascino del vino di 50 anni oppure erano proprio effettivamente di un livello superiore?
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda Wineduck » 12 ott 2015 22:36

Andyele ha scritto:Sono rimasto sorpreso comunque che con cotanto ben di dio abbiano prevalso i due Bordeaux 1966 provenendo appunto da un'annata non così poi memorabile.
E' stato forse il fascino del vino di 50 anni oppure erano proprio effettivamente di un livello superiore?


Ti assicuro che erano davvero straordinari. Intanto, per prima cosa, specifichiamo che quando abbiamo capito che erano dei mostri le bottiglie erano ancora stagnolate quindi non poteva esserci alcun pregiudizio. Secondo: HB 66 non era la prima volta che lo bevevamo ma nessuna bottiglia è mai stata buona come questa. Terzo, e forse il più importante, dopo aver degustato altri 33 vini, gli ultimi due per essere riconosciuti come buoni devono essere veramente...stellari! Altrimenti col cavolo che riesci a percepirne olfatto e gusto... :D
Alla fine non possiamo che concludere che Ezio è di una generosità da extraterrestre: già HB è il mio preferito fra i 7 premier grand cru di Bordeaux (5 a sx e 2 a dx) e oltretutto, grazie unicamente a lui, mi sto facendo una vera e propria cultura sulle vecchie annate (ricordo anche una '75 commovente nella serata del 2011).
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda alexer3b » 12 ott 2015 22:54

Erano due vini semplicemente irreali e le prime ipotesi erano sul 1982. Dopo è stata svelata l'annata, quando ormai tutti stavano a bocca aperta. :wink:

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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda Aramis » 12 ott 2015 23:15

Ciao a tutti, grazie a Marco “Vinogodi” del bel ricordo e delle parole da amico.
Due parole anche da me su ciascuno dei vini per quel che ci ho potuto capire.E un ulteriore abbraccio a Ezio, che qui è Mofise e che è una delle persone migliori che io abbia mai conosciuto e non solo nel mondo del vino.
Posto queste righe qui e sul mio profilo di facebook, così da assecondare un paio di richieste di cari amici fattemi lì. Vi abbraccio forte.

Krug Collection 1989 Magnum
Non facile da imbroccare per una longilineità inconsueta nel millesimo; molto ben articolato, prevedibilmente “noisetté” e briochée”, e quindi non la migliore cosa di Krug che abbia sentito ultimamente; il formato della bottiglia potrebbe essere stato il suo asso nella manica – leggasi: non credo che comprerei questo vino in bottiglia di formato normale.

Krug Clos Du Mesnil 1985
Epocale Champagne dal naso lisergico di zenzero, zafferano e droghe leggere, e dalla bocca veramente clamorosa per compostezza e succo; un vertice, oltretutto capace di persistenza sconcertante sia per qualità che per lunghezza. Non saprei come non dare 100/100, e difatti glieli affibbio senza pensarci troppo.

Cristal 1985
Tappo subdolo che lo secca come il tùtero di una pannocchia; restano la carbonica, finissima, e la texture gustativa, onestamente impeccabile. Data la compromissione della parte aromatica, direi che prende dimolte sveglie dal Clos du Mesnil; tuttavia, qualora il tappo fosse stato a posto, penso che avrebbe preso dimolte sveglie lo stesso dal Clos du Mesnil.

Ramonet Montrachet Grand Cru 2004
Beccato alla cieca in cooperazione con Alexer e Giulia Colbert (io” Borgogna”, lei “2004”, io: “Chevalier”; Alexer: ”Batard”; ci mettiamo d’accordo per la vigna in mezzo alle due e io sparo Ramonet a occhi chiusi e culo gnudo: strike). Grande e riconoscibile, altezzoso ma umano (oliva verde, resine, pesca, gesso, ginger), peccato no averlo seguito nel bicchiere perché penso che avrebbe sparato altri dardi anche più acuminati.

Verticale trebbiano Monteraponi: 14/13/12/11
Il 14 è bellissimo, filigranato e sa “toccare” la bocca; il 13 è tanta roba ma ha la faccia di uno svegliato alle 4 di notte dall’allarme antincendio; il 12 è diluito e senza centro; l’11 è artigianale, emotivo e non troppo preciso, ma ha un grande cuore e chiude bene, con più dettaglio di quanto prevedibile.

Monteraponi Chianti Classico Riserva Il Campitello 2012
Buono e classico, si inserisce nel novero delle bottiglie in eleganza sfornate dell’azienda in questi anni. Da bere nel medio periodo con notevole soddisfazione.

Monteraponi Chianti Classico Riserva Baron'ugo 2011
Strepitosa sintesi raddese e grande Chianti Classico in assoluto; da valutare alla cieca contro Brunello di Montalcino di sezioni fresche (Sesta, Canalicchi, versante nord, Altesino, Montosoli); potrebbe maltrattarne di blasonati.

Monteraponi Baron'ugo 2012
IGT Toscana e giustamente, visto il netto divario stilistico: ha densità e profumi da Etna Rosso, per capirci, o da Borgogna; molto fine e salino, meno potente dell’11. Dividerà.

Rizzi Barbaresco Rizzi 2012
Un tipico 2012 ma c’è da sottolineare che i cru non saranno prodotti e dunque c’è tutto il meglio; che come sempre ha classica finezza da vendere, e anche il contributo tannico di vigne come il Boito e il Pajorè paiono acquietate nel non indimenticabile millesimo; quindi è tutto aroma-Nebbiolo, il che non è poco.

Rizzi Barbaresco Nervo 2013
Annata considerata eccezionale da qualunque produttore incontriate, e cru che personalmente considero largamente il migliore dell’azienda, ma esito da valutare con cautela per via della nota alcolica che sporca il finale dopo esibizione di fiabesca bellezza.

Rizzi Barbaresco Pajorè 2008
Very badly corked.

Domaine Louis Remy Chambertin Grand Cru 2008
Mare, alici, capperi e lampone; se fosse una ricetta farebbe ribrezzo, ma invece in uno Chambertin portano ad una individuazione non difficile (io ho detto “Griotte”, ad esempio); è un grande vino, la Borgogna vecchio stile sintetizzata in 0,75 litri di pura goduria; molto atipico come 2008, ma come ho più volte detto se c’è una vigna in cui comprare un 2008 alla cieca in Cote de Nuits quella è lo Chambertin (Rousseau e Camille Giroud/David Croix hanno sfornato due capolavori di liturgica perfezione, per esempio).

Conterno Barolo Riserva Monfortino 2005
Non m’è mai garbato troppo, né lo ha fatto qui; è un bel vino, ma distante, incattivito, impreciso come Monfortino, e non vale il suo prezzo in alcuna maniera a mio avviso; conferma come l’ipotesi che il 2005 sia nel Barolo superiore o pari alla 2004 sia semplicemente una fesseria.

Meo-Camuzet Clos Vougeot Grand Cru 2005
Assai atipico, volatile, per me impossibile da ascrivere alla vigna nonostante Méo abbia una delle parcelle più invidiate. Alla mia domanda “Ma chi te l’ha venduto?” l’acquirente, un fraterno amico, mi guarda e mi fa “tu”. Credo sia stata l’ultima buona idea della mia vita.

Rinaldi Barolo Brunate Le Coste 1999
Primo vino rosso della mia vita completamente ossidato sia al naso sia in bocca, al limite dell’appiccicoso, sfoggiando al contempo un colore non dico da mosto di Dolcetto, ma comunque perfetto e giovanile. Un grande boh.

Poggio di Sotto Brunello Riserva 1999
Assai più Poggio di Sotto che Brunello di Montalcino.

Chateau Petrus 1996
Straordinario naso di folle integrità, disegnato dall’acidità fremente che lo colora, diciamo così, sinestesicamente di arancione brillante; di quel colore dà l’idea nelle note di agrumi bellissime che ne inseguono di speziate e floreali, tra sbuffi di gesso e lievi toni di vegetale secco; stupenda seta in bocca, vino di qualità siderale e di prezzo conseguente. Uno pensa “sfortunato chi gli capita a fianco”.

Chateau Leoville Las Cases 1996
Gli capita a fianco una delle più avvelenate ire di Dio che mi ricordi di avere assaggiato, che sul mio cartellino vince la tenzone; naso e bocca irraccontabili, qualcosa di veramente metaforico, vino in trance mistica, di tale equilibrio da scatenare la risata nervosa. Non vale per me meno di 98/100.

Mascarello Barolo Riserva Monoprivato Cà D' Morissio 1996
Per una volta confermo dopo dieci anni quanto scrissi all’uscita d’acchito: è un indiscutibile monumento al Nebbiolo, e ha valore artistico, ma è un monumento funebre, nel senso che del Nebbiolo esalta i caratteri cinerari, ossianici, romantici. Comunque è difficile che non piaccia.

Gros Fere Richebourg Grand Cru 1996
Com’erano i vini di Bernard Gros prima del cambio di stile? Molto, molto buoni; arriviamo abbastanza facilmente al cru, il che va a merito del vino, potente e squillante, negli anni Dieci si sarebbe detto “ardito”; le sue note di evoluzione vanno verso una tonalità marittima molto classica per la Borgogna di qualità.

Biondi Santi brunello Riserva 1993
Not in my name, bevuto molte volte ma non ho feeling con questo vino tanto sanguigno quanto poco coeso; mancano proprio le caratteristiche che hanno fatto la leggenda di questa etichetta (parlo della “Riserva”), cioè la mineralità, la definizione, la qualità acida, la persistenza, l’ordine mondrianesco.

Domaine de la Romanee-Conti Grands Echezeaux Grand Cru 1993
Tappo. Non si salvano che 30-32 santi su 365.

Quintarelli Amarone 1993
Adorabile gourmandise dal profumo candito, passito e glassato e dalla bocca come un mezzo corazzato della Wehrmacht, che come quest’ultimo incede e come tale finisce, nello scintillare del classico fuoco d’artificio che mi ricorda ogni volta il “vento che passa coi suoi diamanti estremi” di Paul Valéry. Che ho detto? Boh. Perdonatemela, dai. Era magnifico.

Montevertine Le Pergole Torte 1993
Preso in pieno alla circa da non ricordo chi ma in un attimo. Annata come noto minore di uno dei grandi rossi europei, qui sinceramente annichilito dalla persistenza del mostro quintarelliano, enfatizzata oltretutto dagli zuccheri.

Soldera Brunello Riserva 1991
Un bel vino di pura finezza, sensuale come al solito; il corpo leggero suggerisce gestualità femminili; è in tale equilibrio che non mi stupirei tenesse la nota altri dieci anni.

Gaja Barolo Sperss 1991
Stupenda e impeccabile evocazione langarola e vino tonico, coordinato, senza banalità legnose e senza a dire il vero un tannino così aggressivo come letteratura sulle vigne di provenienza (Marenca e Rivette, vicinissime alla Rionda) suggerirebbe. E’ molto lungo ed elegante, ed alimenta la convinzione che i vini aziendali di questo periodo vadano rivalutati anche dagli intransigenti aficionados del Barolo classico, quorum ego.

Chateau Lafite Rothschild 1989
Lo becco alla cieca per via del suo splendido insieme di equilibrio e disponibilità; un vero classico, poco o nulla vegetale, molto minerale invece nell’allungo conclusivo che senza problemi annulla il ricordo gustativo di quanto bevuto nell’immediata precedenza. Un grandissimo vino.

Penfolds Grange 1989
Netto tappo, ahinoi. Peccato, forse avrebbe potuto opporre qualcosa. Non molto, ma qualcosa.

Valentini Montepulciano 1985
Un punto di discussione nel naso oggettivamente di complessità buona ma non sconvolgente (caffè, pralina, cardamomo, menta piperita e sigaro) e bocca invece davvero splendida, molto in forma, dolcissima nel tannino, lunga nel finale di carbone e cacao e senza deviazioni ossidative di sorta dopo trent’anni precisi.

Vega Sicilia "Unico" 1985
A mio parere perde la sfida con Valentini nonostante un naso meno saturo e più volatile, con qualche nota di ginepro e rosmarino a vivacizzarlo; ha tuttavia meno presenza in bocca e la chiusura è meno coinvolgente. Un bell’Unico comunque (92/100), bevuto da me solo un’altra volta in questo millesimo, da bottiglia che ricordo di livello superiore rispetto a questa.

Chateau Haut Brion 1966
Terza bottiglia in un anno dello stesso vino e finalmente una perfetta; ha un naso fantastico, evoluto in maniera superba ma che si racconta volentieri a dispetto della fama cazzimmosa e ritrosa del millesimo; qui le classiche note di tabacco Virginia e sabbia calda dei vecchi Haut-Brion, ma anche le spezie, un tocco erbaceo, e tanta tanta forza all’assaggio, con il tanninone di Haut Brion a stringere quel che l’acidità vorrebbe allargare. Bella esperienza.

Chateau Figeac 1966
“Dopo il 15° anno non esistono grandi vini ma grandi bottiglie”; proprio vero: che potessi mai preferire Figeac a Haut-Brion a pari annata non me lo sarei mai aspettato. Tant’è: la bottiglia vuota è in cucina da me come ricordo della serata. Liquido mostruoso di paradossale vigore sia al naso sia al sorso dopo la constatazione che è ancora di un colore così giovanile da non sembrare vero. Chiuso come un pugno nello strepitoso naso di peonie e prugne, graduale nella progrssione gustativa, quasi pizzica di sapidità in fondo, fa chiudere gli occhi e quasi commuovere quando alla fine, dopo cinquant’anni passati dentro una bottiglia di vetro e con soli dieci minuti a disposizione, apre e spande un aroma lindo, celestiale, come di bucato fresco. Io gli occhi li chiudo, e cerco di ricordare, per poi raccontarlo, come ho appena fatto.
"L’appellation d’origine constitue un patrimoine collectif, et ne peut donc pas être la propriété d’opérateurs économiques à titre privatif, contrairement à une marque, par exemple." (INAO, Institut National des Appellations d'Origine)
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda Costi » 13 ott 2015 01:05

Michele Braganti ha scritto:Salve a Tutti!
Raramente mi collego al forum, ma anche qui come ampiamente fatto su FB vorrei ringraziare, quel gran Signore di Ezio, per avermi fatto partecipe di un evento unico e indimenticabile, ringrazio tutti gli altri forumisti, che hanno condiviso le loro bottiglie con me, grazie di cuore a tutti, se passate dalle parti di Radda, fate un fischio che andiamo a assaggiare qualcosa giù in cantina!
Ciao!!!


Super volentieri ed un caro saluto anche a te!
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda Costi » 13 ott 2015 01:07

...bello rileggere tanti amici in questo 3d....
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Re: Il ritorno dei morti beventi (mofise's night)

Messaggioda alì65 » 13 ott 2015 07:09

bravi bravi.....ma la cosa più belle è rivedere qualche "vecchia" gloria.. :wink:
futuro incerto...ma w la gnocca!!!

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