LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

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Francesco M
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda Francesco M » 05 dic 2018 12:34

BarbarEdo ha scritto:In una serata dedicata ai vini sudafricani, qusai tutti peraltro gradevoli, da segnalare un bianco e un rosso provenienti peraltro dalla stessa azienda...
Rall wines - cinsault 2017 e grenache Blanc 2017.
Veramente notevoli entrambi. Il cinsault ricorda un beaujolais di Foillard ma con più sapidità e lunghezza.


e la mado' :o
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BarbarEdo
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda BarbarEdo » 05 dic 2018 13:09

:P
Francesco M ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:In una serata dedicata ai vini sudafricani, qusai tutti peraltro gradevoli, da segnalare un bianco e un rosso provenienti peraltro dalla stessa azienda...
Rall wines - cinsault 2017 e grenache Blanc 2017.
Veramente notevoli entrambi. Il cinsault ricorda un beaujolais di Foillard ma con più sapidità e lunghezza.


e la mado' :o

Beaujolais base, intendo, non il Morgon cote du Py... :wink:
Comunque il cinsault ha stupito tutti.
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda Michelasso » 05 dic 2018 13:55

BarbarEdo ha scritto:Provati e riprovati più volte in annate diverse. Mai trovato il minimo feeling con i vini della Occhipinti...


Neanche i bianchi? Il SP68 non mi era sembrato male a suo tempo (ma si parla di un anno fa o più).
"Fra le poche cose che so fare con piacere e che ho sicuramente meglio saputo fare, è bere. Ho scritto molto meno della maggior parte degli scrittori, ma ho certamente bevuto di più della maggior parte di coloro che bevono."
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda vinogodi » 05 dic 2018 13:58

...volevo segnalare una bella serata di saluti e auguri di buone feste all'Angiol d'Or mercoledì 12 Dicembre alle 20.30 , serata aperta ad appassionati del buon bere accoppiato a ottima cucina (ragazza/chef davvero in gamba) in centro a Parma . Contributo cibo 40 Euro , contributo vino 40 Euro. A parte il menu "festivo" della tradizione , berremo:
- Preaperitivo per chi aspetta : Prosecco Valmesdi Frozza.

Bolle iniziali di auguri : Champagne Tarlant "Zero" , Metodo Classico Blanc de Noir millesimato 2011 Zymé , un Pas dosé a sorpresa

Bianchi : Chassagne Montrachet 1er Cru "Rouchottes" 2012 Ramonet , Puligny Montrachet 2012 Domaine Leflaive

Rossi : Barolo Sperss Gaja 2005 , Barolo Riserva Vigna Rionda Massolino 1998 (eventuale aggiunta dipendente dal numero di persone : Chianti Classico Riserva Baron Ugo 2009 Monteraponi)

Dolci : Recioto della Valpolicella 2009 Roccolo Grassi , Rosso dolce delle Dolomiti Eugenio Rosi .

Chi è interessato mi contatti in MP .
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda Ziliovino » 05 dic 2018 16:32

Champagne Grande Vintage 2002 - Jean de Telmont. Direi Champagne classicissimo, molto fresco e teso in quest'annata, pettinato, si tracanna alquanto bene, manca però di carattere.

Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano 2015 - Bisci. Oserei dire il miglior bianco italico bevuto negli ultimi mesi: floreale, camomilla, accenno di anice, bel ritorno agrumato in bocca dove è teso, senza essere magro, sapido e con una leggera vena di mandorla.

Etna rosso 2016 - Graci. Bella e nitida ciliegia, qualche piacevole nota verde, sorso decisamente teso e fresco, in cerca di equilibrio. Decisamente uno di quegli Etna che richiamano la Borgogna, anche se il tannino potrebbe tradire...

Chateauneuf-du-Pape grande Reserve Vieilles vignes 2006 - Domaine La Boutiniere. Direi un po' un Amarone in salsa francese, ma direi anche molto ben fatto e di buona bevibilità, intenso e con tanta frutta e spezie dolci.

Barbera d'Alba Superiore Codamonte 2008 - Mascarello Giuseppe. Bella intensa di frutta scura, spezia, un po' di carrube, sorso vellutato e senza spigoli, si fa tracannare mica male.

Colli Orientali del Friuli Picolit Vigneti dei Ronchi di Rosazzo 1989 - Domenico Casasola. Uva passa, caramello, fico secco, un po' di ossidazione c'è, sorso piuttosto vuoto a centro bocca. Ha probabilmente vissuto giorni migliori...

Port Tawny 20 years old - Croft. (bottled 2010) Direi classicissimo anche questo, con frutta sotto spirito, mallo di noce, frutta secca, un po' di vernice/solvente, il sorso attacca fresco e finisce giustamente caldo.

Dolcetto d'Ovada Gli Scarsi 2003 - Pino Ratto. Scovato in un angolo della cantina, penso una delle primissime bottiglie acquistate a manifestazioni/banchi d'assaggio, è ancora in forma frutti di rovo a profusione, sorso energico, mantiene il tratto decisamente rustico, con il sorso da pane e salame e il naso sporchino di cassetto della nonna.

Alto Adige Pinot Nero Mason 2016 - Manincor. Frutta fresca acidula, cenni di spezie orientali, sorso fresco ed energico. Un gran bel Pinot Noir, non c'è che dire...
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda Alberto » 05 dic 2018 16:37

zampaflex ha scritto:Occhipinti - Il Frappato 2013
...
E' il suo limite, manca di forza, manca di profondità.

Basta leggere il titolo, Luciano: frappato in purezza senza il supporto "calabrese" :wink:, terreni sabbiosi, annata credo minore. Non è cosa.

Leggi: se da sempre lì tagliano il frappato col nero d'avola per dargli più sostanza, un motivo ci sarà. Premettendo che i vini di Arianna tendenzialmente mi piacciono ed il terroir di Vittoria credo sia un bell'esempio di delicatezza ed immediatezza lontane dagli stereotipi sulla Sicilia...ma ci vogliono certe condizioni. :roll:
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda Francesco M » 05 dic 2018 19:42

Ziliovino ha scritto:Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano 2015 - Bisci. Oserei dire il miglior bianco italico bevuto negli ultimi mesi: floreale, camomilla, accenno di anice, bel ritorno agrumato in bocca dove è teso, senza essere magro, sapido e con una leggera vena di mandorla.

sempre un eccellente verdicchio, unica nota in disaccordo: lo trovo poco teso e un pelino larghetto
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda Messner » 05 dic 2018 21:09

BarbarEdo ha scritto:
zampaflex ha scritto:
Francesco M ha scritto:
zampaflex ha scritto:Occhipinti - Il Frappato 2013
Non ce la fa proprio a sfuggire ai difetti dei naturalisti: sentori di succhi gastrici, vernice e volatile si insinuano tra i più canonici frutti rossi con una lieve macinata di pepe. La bocca è divisa in due, tra una prima parte che c'è, con discreta presenza scenica, ed una seconda che svanisce esponendo un tannino ancora da smaltire.
Annata non premiata, e si capisce pienamente il perché.
:D :D :D



ho bevuto da poco il 2007 e devo dire che è stata una bella boccia.
volatile presente ma misurata, l'iniziale sgradevole odore di feccia scompare dopo un'oretta, molto speziato, balsamico, profumi di fiori essiccati e tostature, un vino ancora molto vivace, sia al naso che in bocca. non lunghissimo ma piacevolissimo.

3 faccine e 3/4


Devo dire che dopo due giorni si è pulito abbastanza, per fortuna.
Ma la bocca è rimasta sottotono, e non poteva essere altrimenti. E' il suo limite, manca di forza, manca di profondità.

Provati e riprovati più volte in annate diverse. Mai trovato il minimo feeling con i vini della Occhipinti...


Stracondivido. L'ho sempre detto che tra i vini biodinamici si salva poca roba, e in pochissime annate...
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda Francvino » 05 dic 2018 23:02

Francesco M ha scritto:
Ziliovino ha scritto:Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano 2015 - Bisci. Oserei dire il miglior bianco italico bevuto negli ultimi mesi: floreale, camomilla, accenno di anice, bel ritorno agrumato in bocca dove è teso, senza essere magro, sapido e con una leggera vena di mandorla.

sempre un eccellente verdicchio, unica nota in disaccordo: lo trovo poco teso e un pelino larghetto


Davvero?
Abbiamo concetti molto diversi di tensione e larghezza.
La tradizione è la custodia del fuoco, non l'adorazione della cenere. [Gustav Mahler]
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda Francesco M » 06 dic 2018 00:47

Francvino ha scritto:
Francesco M ha scritto:
Ziliovino ha scritto:Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano 2015 - Bisci. Oserei dire il miglior bianco italico bevuto negli ultimi mesi: floreale, camomilla, accenno di anice, bel ritorno agrumato in bocca dove è teso, senza essere magro, sapido e con una leggera vena di mandorla.

sempre un eccellente verdicchio, unica nota in disaccordo: lo trovo poco teso e un pelino larghetto


Davvero?
Abbiamo concetti molto diversi di tensione e larghezza.

lo considero tra i verdicchio di matelica che mi piacciono di più, per anni è stato quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni.
non adoro i vini scheletrici e un filo di ciccia non mi dispiace, se ben armonizzata, ma sì, la 2015 e la 2016 che sto bevendo questi ultimi giorni li trovo un pelo larghetti.
poi che sia un vino tecnicamente quasi ineccepibile, non ci piove.
come non ci piove che non mi emoziona più come una volta.
La ragione ha torto
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda cesmic » 06 dic 2018 09:37

Francesco M ha scritto:lo considero tra i verdicchio di matelica che mi piacciono di più, per anni è stato quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni.
non adoro i vini scheletrici e un filo di ciccia non mi dispiace, se ben armonizzata, ma sì, la 2015 e la 2016 che sto bevendo questi ultimi giorni li trovo un pelo larghetti.
poi che sia un vino tecnicamente quasi ineccepibile, non ci piove.
come non ci piove che non mi emoziona più come una volta.

Non ti emoziona più come una volta? A quali annate ti riferisci?
Poi trovare dei punti di contatto tra il Fogliano 15 e 16 è molto difficile: sono due vini, a mio parere, diversissimi. Il 2015 largo, poi, non direi assolutamente...
E poi, che barbarie, brodo vegetale ad un bambino dell'asilo... vuoi mettere con un paio di tubi di Pringles??? (Un amico)
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda Smarco » 06 dic 2018 11:01

Ieri sera con una bella pizza margherita :mrgreen: presa d'asporto dato che a casa ero solo, mi sono stappato un Vietti Barolo Ravera 2011
naso molto elegante, apre principalmente floreale, viola e rosa in primis, accompagnato da una intensa nota minerale e in sottofondo qualche piccolo frutto rosso,in bocca l'ingresso è potente con un tannino ancora cazzuto ma rimane un po sfuggente tutto il resto...
diciamo che la pizza non ha accompagnato bene :mrgreen: comunque bel vino, mi è rimasto un bicchiere che mi berrò oggi a pranzo
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda SommelierSardo » 06 dic 2018 13:39

cesmic ha scritto:
Francesco M ha scritto:lo considero tra i verdicchio di matelica che mi piacciono di più, per anni è stato quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni.
non adoro i vini scheletrici e un filo di ciccia non mi dispiace, se ben armonizzata, ma sì, la 2015 e la 2016 che sto bevendo questi ultimi giorni li trovo un pelo larghetti.
poi che sia un vino tecnicamente quasi ineccepibile, non ci piove.
come non ci piove che non mi emoziona più come una volta.

Non ti emoziona più come una volta? A quali annate ti riferisci?
Poi trovare dei punti di contatto tra il Fogliano 15 e 16 è molto difficile: sono due vini, a mio parere, diversissimi. Il 2015 largo, poi, non direi assolutamente...


2016 non assaggiato, ma voto per la 2013.
Devo dire che anche l'annata 2011, nonostante sia stata complicata, mi ha intrigato parecchio (ultimo bevuto circa 3 anni fa)
Francesco M
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda Francesco M » 06 dic 2018 16:19

SommelierSardo ha scritto:
cesmic ha scritto:
Francesco M ha scritto:lo considero tra i verdicchio di matelica che mi piacciono di più, per anni è stato quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni.
non adoro i vini scheletrici e un filo di ciccia non mi dispiace, se ben armonizzata, ma sì, la 2015 e la 2016 che sto bevendo questi ultimi giorni li trovo un pelo larghetti.
poi che sia un vino tecnicamente quasi ineccepibile, non ci piove.
come non ci piove che non mi emoziona più come una volta.

Non ti emoziona più come una volta? A quali annate ti riferisci?
Poi trovare dei punti di contatto tra il Fogliano 15 e 16 è molto difficile: sono due vini, a mio parere, diversissimi. Il 2015 largo, poi, non direi assolutamente...


2016 non assaggiato, ma voto per la 2013.
Devo dire che anche l'annata 2011, nonostante sia stata complicata, mi ha intrigato parecchio (ultimo bevuto circa 3 anni fa)

dunque, le annate che ho preferito sono la 2011, e la 2013.
quel che intendo con "non mi emoziona più come prima" è chiaramente legato al mio approccio al vino e al modo che ho di bere che con il tempo è evoluto (o involuto, chissà).
non intendo dire che le annate sopracitate fossero più dinamiche e dritte della 2015 e 2016, ma bensì che a quell'epoca mi davano emozione e piacere nel berle, forse perché il mio approccio era meno tecnico e più scanzonato.
ricordo anche con piacere le 2006 e 2007, vini burrosi e foderati dall'invasione di barriques (per non parlare del senex per tutto il primo decennio del 2000); tuttavia mi piacevano.
che non ci siano punti di contatto tra la 2015 e la 2016 non sono d'accordo, aspettiamo che la 2016 si armonizzi e parliamone fra un paio di annetti.

comunque, oh, ho solo detto che è un pelino largo, non che è un peso massimo imbevibile e dal sorso pesante.

saluti
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda cesmic » 06 dic 2018 17:09

Francesco M ha scritto:dunque, le annate che ho preferito sono la 2011, e la 2013.
quel che intendo con "non mi emoziona più come prima" è chiaramente legato al mio approccio al vino e al modo che ho di bere che con il tempo è evoluto (o involuto, chissà).
non intendo dire che le annate sopracitate fossero più dinamiche e dritte della 2015 e 2016, ma bensì che a quell'epoca mi davano emozione e piacere nel berle, forse perché il mio approccio era meno tecnico e più scanzonato.
ricordo anche con piacere le 2006 e 2007, vini burrosi e foderati dall'invasione di barriques (per non parlare del senex per tutto il primo decennio del 2000); tuttavia mi piacevano.
che non ci siano punti di contatto tra la 2015 e la 2016 non sono d'accordo, aspettiamo che la 2016 si armonizzi e parliamone fra un paio di annetti.

comunque, oh, ho solo detto che è un pelino largo, non che è un peso massimo imbevibile e dal sorso pesante.

saluti

A parte il fatto che dal 2007 è cambiato l'enologo, quindi anche il prodotto è completamente cambiato rispetto al 2006 e precedenti, ma la barrique non ce l'ho mai, mai sentita....perché non ne fa.
Poi scusami. il Senex esce ogni morte di papa, come puoi parlare di tutto il primo decennio del 2000?
E' stato fatto nel 1998, 2003 e ora è in commercio il 2010 che ti garantisco non fa legno neanche lui ed è tutto fuorché pesante benché meno scorrevole del "rispettivo" Fogliano 2010, che secondo me, è la migliore versione di Fogliano dal 2007 ad oggi.
E poi, che barbarie, brodo vegetale ad un bambino dell'asilo... vuoi mettere con un paio di tubi di Pringles??? (Un amico)
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda cesmic » 06 dic 2018 17:09

Francesco M ha scritto:dunque, le annate che ho preferito sono la 2011, e la 2013.
quel che intendo con "non mi emoziona più come prima" è chiaramente legato al mio approccio al vino e al modo che ho di bere che con il tempo è evoluto (o involuto, chissà).
non intendo dire che le annate sopracitate fossero più dinamiche e dritte della 2015 e 2016, ma bensì che a quell'epoca mi davano emozione e piacere nel berle, forse perché il mio approccio era meno tecnico e più scanzonato.
ricordo anche con piacere le 2006 e 2007, vini burrosi e foderati dall'invasione di barriques (per non parlare del senex per tutto il primo decennio del 2000); tuttavia mi piacevano.
che non ci siano punti di contatto tra la 2015 e la 2016 non sono d'accordo, aspettiamo che la 2016 si armonizzi e parliamone fra un paio di annetti.

comunque, oh, ho solo detto che è un pelino largo, non che è un peso massimo imbevibile e dal sorso pesante.

saluti

A parte il fatto che dal 2007 è cambiato l'enologo, quindi anche il prodotto è completamente cambiato rispetto al 2006 e precedenti, ma la barrique non ce l'ho mai, mai sentita....perché non ne fa.
Poi scusami. il Senex esce ogni morte di papa, come puoi parlare di tutto il primo decennio del 2000?
E' stato fatto nel 1998, 2003 e ora è in commercio il 2010 che ti garantisco non fa legno neanche lui ed è tutto fuorché pesante benché meno scorrevole del "rispettivo" Fogliano 2010, che secondo me, è la migliore versione di Fogliano dal 2007 ad oggi.
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda cesmic » 06 dic 2018 17:11

E poi il Fogliano 2015 non assomiglierà mai al 2016 neanche tra due o cinque anni. Lo penso io, ma anche chi lo ha fatto... :wink:
E poi, che barbarie, brodo vegetale ad un bambino dell'asilo... vuoi mettere con un paio di tubi di Pringles??? (Un amico)
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda Francesco M » 06 dic 2018 17:26

cesmic ha scritto:
Francesco M ha scritto:dunque, le annate che ho preferito sono la 2011, e la 2013.
quel che intendo con "non mi emoziona più come prima" è chiaramente legato al mio approccio al vino e al modo che ho di bere che con il tempo è evoluto (o involuto, chissà).
non intendo dire che le annate sopracitate fossero più dinamiche e dritte della 2015 e 2016, ma bensì che a quell'epoca mi davano emozione e piacere nel berle, forse perché il mio approccio era meno tecnico e più scanzonato.
ricordo anche con piacere le 2006 e 2007, vini burrosi e foderati dall'invasione di barriques (per non parlare del senex per tutto il primo decennio del 2000); tuttavia mi piacevano.
che non ci siano punti di contatto tra la 2015 e la 2016 non sono d'accordo, aspettiamo che la 2016 si armonizzi e parliamone fra un paio di annetti.

comunque, oh, ho solo detto che è un pelino largo, non che è un peso massimo imbevibile e dal sorso pesante.

saluti

A parte il fatto che dal 2007 è cambiato l'enologo, quindi anche il prodotto è completamente cambiato rispetto al 2006 e precedenti, ma la barrique non ce l'ho mai, mai sentita....perché non ne fa.

in quelle due annate la vinificazione è stata fatta in barriques, non totalmente forse, ma oltre al cemento c'era barriques, non credo di ricordarmi male.
e si sentiva, così come si sentiva sul senex del 1998 e 2003.
solo nel 2010 appunto si è cambiata la vinificazione; e vorrei vedere, ed è effettivamente un bel prodotto.

per il senex ho in effetti sbagliato a parlare di decennio, dovevo scrivere solo le due annate prima del 2010 dove c'è stato il cambio di rotta.
ma sinceramente me ne ricordavo di più.

avendo la cantina a 5 minuti da casa, posso andare a togliermi lo sfizio della vinificazione del verdicchio fogliano, comunque.


lasciamo perdere le differenze col 2015 e 2016, ne riparliamo fra 2 o 3 anni di bottiglia, ma chiaramente potrei sbagliare.

è chiaro che le due vendemmie a matelica sono state differenti, ma il fogliano ultimamente si è stabilizzato su un certo standard senza troppi cambi di rotta tra un anno e l'altro, a mio avviso.
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda BarbarEdo » 07 dic 2018 10:16

Michelasso ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:Provati e riprovati più volte in annate diverse. Mai trovato il minimo feeling con i vini della Occhipinti...


Neanche i bianchi? Il SP68 non mi era sembrato male a suo tempo (ma si parla di un anno fa o più).

Mio parere (bevuto un paio di volte, '14 e '16): è un bianco modaiolo "furbetto", fatto in modo impreciso, mi viene da dire. Entrambe le volte aveva una volatile francamente alta e in un caso anche un odore riduttivo di zolfo che non è andato mai via del tutto.
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda vinogodi » 07 dic 2018 11:06

BarbarEdo ha scritto:... anche un odore riduttivo di zolfo che non è andato mai via del tutto.
...non si può dire, quindi "vino della Madonna" ma "vino diabolico" ... 8)
....Magari ricaviamo un altro piccolo appoggio un po' meno liscio e scivoloso su cui zompettare per attraversare le rapide dell'incomprensione, ed evitare di precipitare nel baratro delle cascate del conflitto perenne...

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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda GabrieleB. » 07 dic 2018 12:10

BarbarEdo ha scritto:
Michelasso ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:Provati e riprovati più volte in annate diverse. Mai trovato il minimo feeling con i vini della Occhipinti...


Neanche i bianchi? Il SP68 non mi era sembrato male a suo tempo (ma si parla di un anno fa o più).

Mio parere (bevuto un paio di volte, '14 e '16): è un bianco modaiolo "furbetto", fatto in modo impreciso, mi viene da dire. Entrambe le volte aveva una volatile francamente alta e in un caso anche un odore riduttivo di zolfo che non è andato mai via del tutto.

Condivido in pieno,ho bevuto tra il 2015 e il 2016 una cassa intera di SP 68 bianco 2012 e non se ne è salvata nemmeno una bottiglia,volatile sopra le righe,puzze varie e impreciso come dici tu.Bocciato senza appello.Ad onor del vero quest'anno ho bevuto un SP 68 rosso 2013 che al contrario di difetti non ne aveva,fresco,goloso,interessante.
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda Francesco M » 07 dic 2018 13:35

roddolo - bricco appiani 2006
una bombetta, si capisce perché il vino è nutrimento. nonostante la rusticità e la potenza spiccatissime, è un vino che non scoda mai su note sgradevoli, mai in disarmonia con altri componenti. tannino non fittissimo né finissimo, ma non verde o amaro, passo dopo passo accompagna un sorso lungo e gustoso. note di more, tabacco, pepe nero, luquirizia, tanta spezia, molto balsamico.
un cabernet sauvignon forse non di eleganza, ma domato alla perfezione, a mio avviso.

cirelli - trebbiano d'abruzzo 2016
buono buono, al naso c'è camomilla, tè verde, fiori di campo, in seguito agrumi e frutta bianca, qualche sottile nota di tostatura; il tutto si presenta con finezza, così come in bocca, dove inizia con sostanza e sapore, prosegue dinamico e dritto, chiude corto, quasi ti chiedi che fine abbia fatto. un vino armonioso, ad un prezzo molto onesto.

qualche nota da chi ha provato il suo trebbiano "anfora"?

ciao
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda Michelasso » 07 dic 2018 16:29

GabrieleB. ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:
Michelasso ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:Provati e riprovati più volte in annate diverse. Mai trovato il minimo feeling con i vini della Occhipinti...


Neanche i bianchi? Il SP68 non mi era sembrato male a suo tempo (ma si parla di un anno fa o più).

Mio parere (bevuto un paio di volte, '14 e '16): è un bianco modaiolo "furbetto", fatto in modo impreciso, mi viene da dire. Entrambe le volte aveva una volatile francamente alta e in un caso anche un odore riduttivo di zolfo che non è andato mai via del tutto.

Condivido in pieno,ho bevuto tra il 2015 e il 2016 una cassa intera di SP 68 bianco 2012 e non se ne è salvata nemmeno una bottiglia,volatile sopra le righe,puzze varie e impreciso come dici tu.Bocciato senza appello.Ad onor del vero quest'anno ho bevuto un SP 68 rosso 2013 che al contrario di difetti non ne aveva,fresco,goloso,interessante.


La mia bevuta è più recente (2017) e dell'SP68 bianco dell'anno precedente. Non ricordo difetti così accentuati tranne un po' di volatile, che credo sia inevitabile nei vini cosiddetti naturali. Credo inoltre, ma potrei sbagliarmi, che se non perfettamente conservati, e forse anche in caso di ottima conservazione, questi vini evolvano velocemente in direzioni non proprio gradevoli, quindi non so se questo possa influire nel vostro giudizio.
"Fra le poche cose che so fare con piacere e che ho sicuramente meglio saputo fare, è bere. Ho scritto molto meno della maggior parte degli scrittori, ma ho certamente bevuto di più della maggior parte di coloro che bevono."
(G. Debord)
panzer
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda panzer » 07 dic 2018 18:35

Michelasso ha scritto:
GabrieleB. ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:
Michelasso ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:Provati e riprovati più volte in annate diverse. Mai trovato il minimo feeling con i vini della Occhipinti...


Neanche i bianchi? Il SP68 non mi era sembrato male a suo tempo (ma si parla di un anno fa o più).

Mio parere (bevuto un paio di volte, '14 e '16): è un bianco modaiolo "furbetto", fatto in modo impreciso, mi viene da dire. Entrambe le volte aveva una volatile francamente alta e in un caso anche un odore riduttivo di zolfo che non è andato mai via del tutto.

Condivido in pieno,ho bevuto tra il 2015 e il 2016 una cassa intera di SP 68 bianco 2012 e non se ne è salvata nemmeno una bottiglia,volatile sopra le righe,puzze varie e impreciso come dici tu.Bocciato senza appello.Ad onor del vero quest'anno ho bevuto un SP 68 rosso 2013 che al contrario di difetti non ne aveva,fresco,goloso,interessante.


La mia bevuta è più recente (2017) e dell'SP68 bianco dell'anno precedente. Non ricordo difetti così accentuati tranne un po' di volatile, che credo sia inevitabile nei vini cosiddetti naturali. Credo inoltre, ma potrei sbagliarmi, che se non perfettamente conservati, e forse anche in caso di ottima conservazione, questi vini evolvano velocemente in direzioni non proprio gradevoli, quindi non so se questo possa influire nel vostro giudizio.


Secondo me lo sbaglio più grosso lo fai dicendo che la volatile sia inevitabile nei vini cosiddetti naturali. È solo ciò che ti vogliono far crede quelli che non sono capaci di fare diversamente.
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Re: LE BEVUTE DI DICEMBRE duemiladiciotto

Messaggioda littlewood » 07 dic 2018 18:41

panzer ha scritto:
Michelasso ha scritto:
GabrieleB. ha scritto:
BarbarEdo ha scritto:
Michelasso ha scritto:
Neanche i bianchi? Il SP68 non mi era sembrato male a suo tempo (ma si parla di un anno fa o più).

Mio parere (bevuto un paio di volte, '14 e '16): è un bianco modaiolo "furbetto", fatto in modo impreciso, mi viene da dire. Entrambe le volte aveva una volatile francamente alta e in un caso anche un odore riduttivo di zolfo che non è andato mai via del tutto.

Condivido in pieno,ho bevuto tra il 2015 e il 2016 una cassa intera di SP 68 bianco 2012 e non se ne è salvata nemmeno una bottiglia,volatile sopra le righe,puzze varie e impreciso come dici tu.Bocciato senza appello.Ad onor del vero quest'anno ho bevuto un SP 68 rosso 2013 che al contrario di difetti non ne aveva,fresco,goloso,interessante.


La mia bevuta è più recente (2017) e dell'SP68 bianco dell'anno precedente. Non ricordo difetti così accentuati tranne un po' di volatile, che credo sia inevitabile nei vini cosiddetti naturali. Credo inoltre, ma potrei sbagliarmi, che se non perfettamente conservati, e forse anche in caso di ottima conservazione, questi vini evolvano velocemente in direzioni non proprio gradevoli, quindi non so se questo possa influire nel vostro giudizio.


Secondo me lo sbaglio più grosso lo fai dicendo che la volatile sia inevitabile nei vini cosiddetti naturali. È solo ciò che ti vogliono far crede quelli che non sono capaci di fare diversamente.

Cavolo! Finalmente un' altro che la pensa come me!! Nn esite giustificazione alla volatile! Che sia chiaro in maniera assoluta!!

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